Morte della piccola Fortuna: “La madre sapeva degli abusi”

Mimma Guardato (foto dal web)

Raimondo Caputo, il 43enne finito in manette per la morte della piccola Fortuna Loffredo, torna ad accusare del delitto la compagna Marianna Fabozzi, come ha in più occasioni fatto negli ultimi tempi. Il settimanale ‘Giallo’ riporta la versione dell’uomo che agli inquirenti avrebbe detto che Marianna Fabozzi avrebbe preso la bimba per le gambe e l’avrebbe lanciata dalla finestra, restando con una scarpina in mano. Il fatto sarebbe avvenuto vicino all’appartamento di, Rachele Di Domenico, che fece poi sparire la calzatura della bimba, spaventata dall’ipotesi che avrebbe potuto avere problemi con la giustizia.

Titò sostiene che la compagna ha ucciso anche il figlio, Antonio Giglio: “Sapete perché lo ha ucciso? Perché secondo lei il ragazzino impediva la nostra convivenza. Invece Fortuna l’ha uccisa per fare un dispetto a Mimma Guardato, la madre della bambina, che tanto odiava”. Raimondo Caputo ha spiegato di aver sempre taciuto per paura di finire nei guai: “Vi tengo a precisare che tutti in quella casa sapevano che toccavo la bambina. Lo sapeva sua madre Marianna e anche la nonna, Angela Angelino”, ha detto ammettendo di aver commesso atti sessuali con Fortuna Loffredo.

Il prossimo 2 maggio riprenderà il processo e probabilmente anche in aula di tribunale Titò confermerà quelle accuse, intanto è prevista anche l’audizione della nota criminologa Roberta Bruzzone, consulente della famiglia Loffredo, che intanto sembra confermare la versione del principale accusato in questa vicenda: “Forse Chicca si voleva ribellare perché stanca di subire tutte quelle violenze e la Fabozzi, per evitare che potesse parlare, ha preferito ucciderla. Insomma, Fortuna potrebbe essere stata eliminata perché era un testimone scomodo”. Da quanto ricostruito finora, anche grazie alle intercettazioni ambientali, Raimondo Caputo avrebbe anche abusato di una o di entrambe le figlie della sua compagna.

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GM