L’abbraccio di Papa Francesco ai genitori di Marco Vannini

Marco Vannini con la mamma Marina (foto dal web)

Sono passati due anni dalla morte di Marco Vannini, il ragazzo di 20 anni di Cerveteri ucciso da un colpo di pistola sparato dal padre della sua fidanzata, un luogotenente della Marina militare di 48 anni, Antonio Ciontoli. Nel corso di questo lungo periodo, la morte del giovane assunse sempre più i contorni del giallo. In trasmissione, si sono ricostruite le versioni dei fatti della sua fidanzata, Martina Ciontoli. Il processo va intanto avanti e nelle scorse ore i genitori del ragazzo, mamma Marina e papà Valerio, hanno ricevuto una lettera da Papa Francesco: “Sono vicino al vostro dolore e prego per voi. Il Signore ha accolto Marco tra le sue braccia e benedico la vostra famiglia”, scrive il Pontefice.

Sono parole di vicinanza e conforto molto toccanti quelle di Papa Francesco, che arrivano in un momento molto particolare, perché il processo contro la famiglia Ciontoli sta entrando nella fase calda. Oltre, quelle del Santo Padre. Intanto, però, il processo a carico della famiglia Ciontoli sta per entrare nel vivo. Oltre al capofamiglia, Antonio, sono sotto accusa anche la figlia Martina, la madre e il fratello Federico, tutti per concorso in omicidio, e infine Viola Giorgini, fidanzata di quest’ultimo e accusata di omissione di soccorso. Nei giorni scorsi, c’era stata la testimonianza della vicina di casa dei Ciontoli che ha riferito ai giudici, la quale ha riferito di aver visto Federico e la sua fidanzata, dopo il ferimento grave di Marco Vannini, uscire trafelati: lui avrebbe spostato la propria auto, mentre lei avrebbe buttato una busta nella raccolta differenziata. Quindi, Viola Giorgini avrebbe rassicurato la vicina spiegando che le urla che aveva sentito derivavano da un attacco di panico avuto da Marco Vannini.

Quel che stupisce, in questo misterioso delitto, sono i tanti tentativi di depistaggio, a partire dalle confuse telefonate al 118, in cui prima viene richiesta un’ambulanza, poi si dice che è tutto a posto e che “al massimo in caso richiamiamo”. La seconda telefonata parte un’ora e mezzo dopo e se i soccorsi si fossero mossi per tempo Marco Vannini sarebbe ancora vivo. Il giovane, secondo la versione della famiglia Ciontoli, era intento a lavarsi nella vasca da bagno, quando il suocero esplose il colpo. Sempre al processo è di recente emerso che anche i vestiti che Marco Vannini indossava sono spariti nel nulla. Nelle prossime udienze toccherà ad Antonio Ciontoli, principale imputato del processo, ma prima sarà conferito l’incarico agli esperti che dovranno eseguire la perizia collegiale chiesta dalla Corte d’Assise.

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GM