Lucia Riina chiede il ‘Bonus bebè’, il Comune di Corleone rifiuta

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Il Comune di Corleone e l’Inps hanno rifiutato a Lucia Riina, la più giovane dei quattro figli del boss di ‘Cosa nostra’ (nuovamente al centro della cronaca per la sentenza della cassazione), la richiesta per ottenere il bonus bebé. La figlia del capo clan aveva inoltrato richiesta al Comune di Corleone (sciolto recentemente per mafia e affidato a tre commissari) una prima volta, ma questa era stata rigettata poiché non completa. Trattandosi di un problema burocratico, il marito di Lucia, Vincenzo Bellomo, ci aveva riprovato facendo attenzione a non mandare un’altra richiesta incompleta, ma anche questa volta la domanda è stata rigettata: la motivazione addotta in questo caso era il superamento dei limiti di tempo previsti per la consegna della richiesta.

La coppia, quindi, ha fatto un ultimo tentativo inoltrando la domanda all’Inps, ma per la terza volta si è vista rifiutare la richiesta. L’Istituto nazionale della previdenza sociale, infatti, ha ritenuto che la famiglia Bellomo non abbia i requisiti necessari per ricevere il bonus in questione. Il così detto ‘Bonus bebé’ è un assegno previdenziale di mille euro  stanziato una tantum dalla regione Sicilia per quelle famiglie che si trovano in difficoltà economiche.

A quanto pare dunque, le dichiarazioni dei redditi dei due coniugi superano i limiti necessari a beneficiare di questo assegno. Lucia Riina, famosa sopratutto per le dichiarazioni concesse alla televisione svizzera in cui si definiva dispiaciuta per le vittime uccise dal padre ma orgogliosa del cognome che portava, lavora come pittrice e vende le sue opere su internet.

F.S.