Lo “sfogo” dei genitori di Charlie: “Morirà perché non è ricco”

(NIKLAS HALLE’N/AFP/Getty Images)

“Charlie morirà perché non è ricco”, è il grido di dolore di Connie Yates e Chris Garde, i genitori del bimbo inglese finito al centro di un vero e proprio “caso” internazionale. Loro figlio – dicono – “è tenuto in sostanza prigioniero dallo Stato e dall’Nhs”, il servizio sanitario nazionale britannico.

La dura accusa è arrivata per bocca di Alasdair Seton-Marsden, portavoce del papà e della mamma del piccolo di 11 mesi afflitto da una malattia tanto rara e grava da spingere i medici del Great Ormond Street Hospital di Londra a chiedere nei mesi scorsi di staccare la spina contro il loro volere. Ed è arrivata alla vigilia di una giornata probabilmente decisiva per la riapertura del “caso” dinanzi all’Alta Corte britannica.

Se i coniugi Gard fossero “ricchi, e non persone comuni, il piccolo Charlie avrebbe già ottenuto la possibilità di essere sottoposto a una terapia alternativa”, proprio come quella in via di sperimentazione negli Usa, ha tuonato Seton-Mardsen, come riportano i colleghi di Sky News. La possibilità di tentare la terapia americana sarà, per l’appunto, al centro domani d’una missione chiave a Londra di Michi Hirano, il professore di neurologia alla Columbia University di New York che la sta mettendo a punto da diverso tempo.

Hirano arriverà nella capitale britannica nelle prossime ore insieme con altri luminari internazionali – tra cui uno del Bambin Gesù di Roma – per visitare Charlie ed essere poi sentito da Nicholas Francis, il giudice dell’Alta Corte che nei mesi scorsi aveva dato il placet ai medici del Great Ormond. Se, come sperano i genitori di Charlie e tutti coloro che hanno sposato la loro “battaglia”, il giudice darà l’ok a un riesame del suo stesso verdetto, di qui a una decina di giorni la “condanna” del bimbo come irrimediabilmente incurabile potrebbe essere revocata per consentirne il trasferimento negli Usa allo scopo di tentare un’ultima chance. Spetterà ora agli specialisti stranieri, dunque, tentare di convincere Francis che esiste una pur minima probabilità di successo per questo bambino.

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EDS