Bossetti, il disperato ultimo appello

Yara Gambirasio e Massimo Bossetti (foto dal web)

Oggi è il fatidico giorno nel quale verrà pronunciata la sentenza d’appello per Massimo Bossetti, il muratore di Mapello accusato di aver ucciso la giovanissima Yara Gambirasio e già condannato in primo grado all’ergastolo. Questa mattina di fronte ai giudici della Corte d’assise d’appello di Brescia Bossetti si dichiarerà innocente sulla falsa riga di quanto ha detto recentemente ai giornalisti: “Da tre anni invoco la mia innocenza, da tre anni chiedo anche tramite i miei avvocati l’unica cosa che può consentire di difendermi, la perizia in contraddittorio sul Dna. Posso marcire in carcere per un delitto atroce che non ho commesso senza che mi sia concessa almeno questa possibilità? Confido che finalmente sia fatta Giustizia e io possa tornare a riabbracciare i miei cari da uomo libero e innocente quale sono, anche se ho una vita stravolta e comunque segnata per sempre. Lo spero io, lo devono sperare i Giudici, sono convinto che lo speri Yara da Lassù, almeno fino a quando il suo vero assassino che è ancora libero e sta ridendo di me e della Giustizia, sconterà la giusta pena”.

Nelle udienze di questo processo d’appello se ne sono sentite tante e molti sono stati i momenti di tensione in aula. Il legale della famiglia Gambirasio, Andrea Pezzotta, è tornato ad attaccare la difesa dell’imputato, come già aveva fatto nei giorni scorsi,e ha dichiarato: “Io nei processi non mi arrabbio mai, ma qui mi sono arrabbiato quando si è cercato di ingannare i giudici con fandonie che straziano ancora di più la memoria di Yara”. Gli avvocati di Bossetti poi, nell’estremo tentativo di scagionare il loro assistito, sono tornati a sottolineare che quelle ricerche pedopornografiche in internet le faceva sua moglie Marita, presente in aula e in difficoltà di fronte ad affermazioni del genere.

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F.B.