Chiama la polizia per chiedere aiuto, quando arrivano le sparano

La donna uccisa dalla polizia insieme a suo marito (Facebook)

Justine Damond, 40 anni, una donna australiana che viveva da tre anni a Minneapolis, è stata vittima di un fatto gravissimo e per molti versi ancora inspiegabile. La 40enne ha chiamato la polizia segnalando di aver sentito dei rumori sospetti provenire dai vicini di casa. Da qui in poi la ricostruzione della vicenda è piuttosto complessa e non sarà semplice per gli inquirenti capire la verità sull’accaduto. Infatti non si sa bene perché, ma quando la polizia è giunta sul posto ha sparato proprio a Justine e l’ha uccisa. Lei che li aveva chiamati per segnalare un crimine è stata freddata senza alcuna possibilità d’appello.

“Sono profondamente turbata dall’incidente,- ha detto il sindaco della città americana, Betsy Hodges -. Chiedo che sia appurata la verità e mi chiedo anche per qual motivo gli agenti non fossero dotati della body camera”, uno strumento fondamentale proprio per evitare abusi da parte dei poliziotti e per fare chiarezza su episodi controversi come questo.

Il figlio della donna Zach ha confermato la telefonata della madre alla polizia, ma anche lui non ha ancora fatto chiarezza su quanto accaduto dopo l’arrivo degli agenti. Un tragico e fatale errore di persona? Un gesto malinteso fatto dalla donna e interpretato come aggressivo da parte della polizia? Nessuno al momento sembra avere risposte convincenti in merito.

F.B.