Concetta si diede fuoco all’Inps, i parenti ora sperano

Concetta Candido (foto dal web)

Sarà lunga e lenta la riabilitazione di Concetta Candido, la donna che si era data fuoco nella sede dell’Inps di Torino a fine giugno. La 46enne si è data fuoco utilizzando dell’alcol e si è procurata gravissime ustioni sul 70% del corpo. La donna, disperata perché senza lavoro, si sia presentata agli sportelli dell’istituto previdenziale per chiedere gli arretrati dell’assegno di disoccupazione. Concetta Candido era stata licenziata dal bar dove lavorava e da quel momento in poi non aveva percepito nessuna misura di sostegno da parte dell’ente previdenziale. Al momento, è ricoverata all’ospedale Cto, il Centro Grandi Ustionati: la ripresa ha i suoi tempi e nei giorni scorsi ha subito il secondo intervento per il trapianto di pelle.

I dipendenti Inps erano stati testimoni del dramma: “Si è data fuoco qui, in mezzo alle persone che aspettavano il loro turno agli sportelli. Aveva il viso avvolto dalle fiamme, è stato terribile”. I medici sono ora impegnati perché il tessuto cutaneo di Concetta Candido possa essere ricostruito nel migliore dei modi. Suo fratello Giuseppe si dice intanto certo di una cosa: “Concetta parlerà”. Al momento, infatti, la donna sorride con il solo sguardo ed è circondata dall’affetto dei suoi cari. Al capezzale, c’è il fidanzato Roberto, che le ha lasciato in dono un rosario messicano e le ha detto di non mollare: “Cerca di essere serena, vedrai che andiamo a casa, che tutto andrà bene”. Quel rosario è per il fidanzato un messaggio di speranza: “Non lo toglievo mai, è il mio portafortuna. Gliel’ho messo lì dal primo giorno e da quando si è svegliata le ho fatto vedere che per lei c’è una protezione”.

Concetta Candido, prima di recarsi all’Inps, aveva scritto su Facebook: “Oggi vado al Inps e li faccio tutti neri o viola? Comunque sia gli cambio i connotati E attributi”. Poi una volta giunta negli uffici avrebbe urlato la propria disperazione. Quindi si era data fuoco. Per dieci anni, aveva fatto le pulizie all’interno di un pub di Settimo Torinese, poi era arrivata la doccia fredda, lo scorso gennaio, con la scelta di esternalizzare il servizio. Aveva così aperto una vertenza sindacale e chiedeva che le fossero riconosciuti Tfr e disoccupazione. Le settimane prima e i mesi poi erano passati ma dall’Inps nessuna notizia, così era arrivata la drammatica decisione. Drammatica la testimonianza del fratello Giuseppe: “Mia sorella si è ritrovata in un limbo, non risultava nè occupata nè disoccupata. Era stata licenziata da un giorno all’altro perchè in questo mondo del lavoro che non funziona più la sua azienda ha appaltato il servizio e non ha chiesto di assumere i vecchi dipendenti”.

Proseguiva il suo racconto: “Così lei si è trovata senza lavoro, senza Tfr e senza indennità di disoccupazione. Con un affitto da pagare e un compagno disoccupato. Questa mattina ha pubblicato quel post su Facebook in cui diceva che li avrebbe fatti neri. Ma non pensavo certo che avesse in mente questo. È un mondo senza solidarietà. Vorrei ringraziare però quel ragazzo musulmano che mentre gli altri si allontanavano ha preso l’estintore e ha cercato di salvarla”. Anche se il peggio sembra passato, Concetta Candido avrà bisogno di nuove operazioni chirurgiche, poi seguirà un percorso con la psicologa, perché quello che le è successo quella mattina di fine giugno difficilmente lo potrà scordare.

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GM