Trump minaccia Maduro: “Pronti ad usare la forza militare”

Websource/Archivio

Donald Trump non smette di esercitare la sua influenza politica all’estero e di recitare il ruolo di garante delle libertà civili di tutto il pianeta. Dopo le minacce a Kim Yong-un e la risposta del leader coreano che preannuncia un fronte di guerra imminente, il presidente degli Stati Uniti va giù duro anche con il presidente del Venezuela Nicolas Maduro.

Il leader venezuelano aveva chiesto, all’indomani della vittoria referendaria sull’Assemblea Costituente, un confronto con Trump, ma il capo di governo degli States ha rifiutato il confronto ed a margine di un incontro con il segretario generale Rex Tillerson e con l’ambasciatrice Onu Nikki Haley ha dichiarato: “Abbiamo molte opzioni per il Venezuela, e non escludo l’opzione militare. Il Venezuela non è così lontano dai, e la gente nel paese sta soffrendo e morendo”.

Nessun incontro, dunque, almeno finché Maduro non ripristinerà la democrazia, le libere elezioni e porterà rispetto a quando sancito dalla costituzione. Le parole di Trump non hanno fatto piacere al governo venezuelano che, tramite il ministro della difesa Vladimir Padrino, fa sapere che ritengono una follia l’idea di utilizzare la violenza contro il Venezuela: “Si tratta di un atto folle, di un atto di supremo estremismo”.

La posizione di Trump e del governo americano è dovuta ai report presentati dall’ONU che dimostrano come Maduro abbia usato violenza contro i manifestati che può essere ritenuta atto di tortura. Anche l’Osa (Organizzazione degli stati americani) per voce del segretario Luis Almagro ha concordato con l’ONU che ci sono gli estremi per parlare di deterioramento dei diritti umani: “Maduro ha commesso e commette ancora crimini di lesa umanità in Venezuela”, ha riferito Almagro che poi ha aggiunto che provvederà a denunciare i fatti riscontrati al tribunale penale internazionale.

F.S.