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	<title>Direttanews.it &#187; Giornalismo (cartaceo e on line)</title>
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	<description>Notizie di Cronaca, Esteri, Politica e Sport</description>
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		<title>Libertà di stampa. Da Onu e Unesco appello contro le minacce e violenze sui giornalisti</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 08:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta Degli Innocenti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel lontano 1948, al termine dei regimi dittatoriali che tennero nell&#8217;ombra propagandistica il vecchio continente per oltre un ventennio, nell’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, le Nazioni Unite proclamarono la libertà di stampa: “Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo diritto include libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_426436" class="wp-caption alignleft" style="width: 416px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/02/06/edicole-in-sciopero-per-tre-giorni-a-fine-febbraio/edicola_giornali/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-426436"><img class="size-medium wp-image-426436" title="edicola_giornali" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/edicola_giornali-406x270.jpg" alt="" width="406" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Un&#39;edicola di giornali a Roma (Getty Images)</p></div>
<p>Nel lontano 1948, al termine dei regimi dittatoriali che tennero nell&#8217;ombra propagandistica il vecchio continente per oltre un ventennio, nell’<strong>articolo 19</strong> della <strong>Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo</strong>, le <strong>Nazioni Unite</strong> proclamarono <strong>la libertà di stampa</strong>: “Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo diritto include libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze ed a cercare, ricevere, ed insegnare informazioni e idee attraverso qualsiasi mezzo informativo indipendentemente dal fatto che esso attraversi le frontiere”. </p>
<p>Un diritto sul quale gli Stati sono invitati a riflettere ogni anno il 3 maggio in occasione della <strong>Giornata Mondiale per la libertà della stampa</strong>. Ancora oggi, l’appello da parte dell’Onu, ad un maggiore impegno: “La libertà di espressione non è ancora garantita-  scrive <strong>Ban Ki-moon</strong>, segretario generale delle Nazioni Unite- Dobbiamo fare molto di più. Servono maggiori tutele attraverso il rispetto della legge. Esorto tutti a fare il possibile per tradurre le parole in azioni concrete per creare un ambiente più sicuro per i media”. </p>
<p>Nel <strong>XX anniversario della giornata Mondiale per la Libertà di Stampa</strong>, il segretario generale delle Nazioni Unite, e il Direttore Generale dell’UNESCO,<strong>Irina Bokova</strong> hanno voluto sottolineare come la stampa sia &#8220;essenziale alla costruzione di una di una società libera e democratica”. Un invito ai governi e ai singoli cittadini a garantire sicurezza ai giornalisti in nome della libertà di espressione.<br />
Una libertà ancora oggi non rispettata, che “non avviene automaticamente”, puntualizza Ban ki moon: 600 giornalisti assassinati nell&#8217;ultimo decennio in aree di conflitto. Ma oltre ai giornalisti impegnati sul fronte delle guerre, molti di loro subiscono ogni giorno intimidazioni, per non parlare di coloro che sono detenuti e sottoposti a torture.<br />
La riflessione tocca anche i nuovi canali di informazione digitali dove si stanno sviluppando nuove forme di violenze psicologiche attraverso attacchi cibernetici, furto di dati, intimidazione e violazioni della privacy. &#8220;Un limite alla libertà di espressione ma anche all&#8217;informazione gratuita&#8221;, sottolinea Ban Ki Moon.<br />
Reporter Senza Frontiere denuncia dati preoccupanti dall&#8217;inizio del 2013: 19  cronisti sono stati uccisi e 174  arrestati.<br />
 Attraverso una campagna di sensibilizzazione, sia l’Unesco che le Nazioni Unite lanciano un appello per garantire maggiore sicurezza e combattere la questione dell&#8217;impunità. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Premio Pulitzer: incetta di premi per la redazione del New York Times</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 08:35:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono stati pubblicate le liste dei vincitori del prestigioso premio Pulitzer, il riconoscimento che negli Stati Uniti si assegna annualmente a figure di spicco nel campo del giornalismo, della letteratura, della musica. Per quanto riguarda il settore del giornalismo fa incetta di premi, con un totale di quattro targhe, la redazione del New York Times, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_448451" class="wp-caption alignnone" style="width: 488px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/04/16/premio-pulitzer-incetta-di-premi-per-la-redazione-del-new-york-times/carl-sandburg-literary-awards-dinner/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-448451"><img class="size-medium wp-image-448451" title="Carl Sandburg Literary Awards Dinner" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/105819998-478x243.jpg" alt="" width="478" height="243" /></a><p class="wp-caption-text">Il palco del premio Pulitzer (getty images)</p></div>
<p>Sono stati pubblicate le liste dei vincitori del prestigioso premio Pulitzer, il riconoscimento che negli Stati Uniti si assegna annualmente a figure di spicco nel campo del giornalismo, della letteratura, della musica.</p>
<p>Per quanto riguarda il settore del giornalismo fa incetta di premi, con un totale di quattro targhe, la redazione del New York Times, artefice nell&#8217;ultimo anno di importanti servizi e inchieste sul governo cinese e sulle multinazionali statunitensi Wal Mart e Apple. La testata statunitense si è aggiudicata il premio &#8220;Investigative Reporting&#8221; per il lavoro condotto da David Barstow e Alejandra Xanic von Bertrab sull&#8217;attività di Wal Mart in territorio messicano; il premio &#8220;Explanatory Reporting&#8221; per un&#8217;inchiesta sulla Apple; il premio &#8220;International Reporting&#8221; per quanto scoperto da David Barboza sull&#8217;esecutivo cinese; il premio &#8220;Feature Writing&#8221; per la storia multimediale firmata da John Branch.</p>
<p>I riconoscimento al lavoro di fotografia giornalistica è andato a Rodrigo Adb, Manu Brabo, Narciso Contreras, Khalil Hamra e Muhammed Muheisen, fotoreporter dell&#8217;Associated Press che hanno operato per testimoniare con immagini la tragicità del conflitto in Siria.</p>
<p>Per quanto riguarda la letteratura, il premio per la narrativa è andato ad Adam Johnson per l&#8217;opera <em>The Orphan Master&#8217;s Son</em>, per il teatro ad Ayad Akhtar con <em>Digraced</em>, per la poesia a Sharon Olds, autrice di <em>Stag&#8217;s Leap</em>.</p>
<p>Nel campo della musica vincitrice è risultata Caroline Shaw con <em>Partita for 8 Voices</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>Corriere della Sera in sciopero contro i tagli di Rcs. A rischio 110 posti di lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 09:18:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un sciopero annunciato e pesante quello dei giornalisti del Corriere della Sera che, a partire da oggi e per due giorni consecutivi (19 E 20 marzo), rimarranno a braccia incrociate per protestare contro i tagli del gruppo editoriale Rcs. A rischio ci sono 110 posti di lavoro tra i dipendenti dell&#8217;importante testata nazionale. Lo sciopero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_428211" class="wp-caption alignnone" style="width: 416px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/02/11/gruppo-rcs-800-esuberi-il-corriere-della-sera-via-dalla-storica-sede-di-via-solferino/corriere_della_sera/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-428211"><img class="size-medium wp-image-428211" title="corriere_della_sera" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/corriere_della_sera-406x270.jpg" alt="" width="406" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Copie del Corriere della Sera (Getty Images)</p></div>
<p>Un sciopero annunciato e pesante quello dei giornalisti del Corriere della Sera che, a partire da oggi e per due giorni consecutivi (19 E 20 marzo), rimarranno a braccia incrociate per protestare contro i tagli del gruppo editoriale Rcs. A rischio ci sono 110 posti di lavoro tra i dipendenti dell&#8217;importante testata nazionale.</p>
<p>Lo sciopero di oggi e domani comporterà una mancata uscita del Corriere della Sera per le giornate di mercoledì e di giovedì. Lo stesso portale web verrà lasciato attivo ma non sarà caricato con nuove news.</p>
<p>I tagli applicati dal direttivo di Rcs Mediagroup al Corriere sono solo alcuni dei tanti applicati alle testate di proprietà del gruppo editoriale. In tutto gli esuberi previsti sono 800, di cui 640 solamente in Italia. Tra gli altri quotidiani coinvolti è presente La gazzetta dello sport.</p>
<p>Con un articolo firmato da Monica Ricci Sergentini e in un comunicato pubblicato sul sito , i giornalisti del Corriere hanno spiegato le loro ragioni e denunciato il comportamento scorretto dei vertici di Rcs: &#8220;Scioperiamo perché alcuni azionisti della Rcs hanno provocato con le loro scellerate operazioni un buco di bilancio spaventoso, 800 milioni di euro. I responsabili sono noti e appartengono al cosiddetto “salotto buono” della finanza&#8221;, scrive Sergentini.</p>
<p>E continua: &#8220;Oggi gli azionisti e il nuovo amministratore delegato per cercare di mettere una pezza intendono mandare a casa 110 giornalisti del <em>Corriere della Sera</em>,  intendono chiudere alcuni uffici di corrispondenza, vogliono azzerare i contratti integrativi, sperano di vendere la sede di via Solferino… e via discorrendo.  Parlano di rilancio del <em>Corriere della Sera</em> ma lo affondano, in modo vergognoso. Molti anni fa la P2 con Tassan Din s’impadronì del <em>Corriere della Sera</em> e lo portò sull’orlo del fallimento. Questi signori stanno ripercorrendo quello stesso cammino. Non hanno tessere massoniche in tasca ma, come la P2, hanno usato il <em>Corriere</em> per i loro traffici e scaricano le gravi colpe sui dipendenti che vogliono cacciare. Una storia italiana. Di ieri e di oggi. E’ cambiato qualcosa?&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione online</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gruppo Rcs: 800 esuberi, il Corriere della Sera via dalla storica sede di via Solferino</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 16:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_428211" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/02/11/gruppo-rcs-800-esuberi-il-corriere-della-sera-via-dalla-storica-sede-di-via-solferino/corriere_della_sera/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-428211"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/corriere_della_sera.jpg" alt="" title="corriere_della_sera" width="540" height="359" class="size-full wp-image-428211" /></a><p class="wp-caption-text">Copie del Corriere della Sera (Getty Images)</p></div>
<p>Si aggrava la <strong>crisi dell&#8217;editoria</strong>. Il <strong>gruppo Rcs</strong>, che pubblica il <em>Corriere della Sera</em>, la <em>Gazzetta dello Sport</em> e moltissimi altri giornali, ha annunciato oggi <strong>800 esuberi</strong>, tra giornalisti e altri lavoratori. La drammatica notizia è stata data dai vertici del gruppo editoriale alla rappresentanza sindacale dei lavoratori. </p>
<p>Rcs <strong>venderà o chiuderà 10 testate dei suoi periodici</strong> e ha preso inoltre la decisione di spostare le sedi di <em>Corriere della Sera</em> e <em>Gazzetta dello Sport</em>. Il Corriere dovrà dunque abbandonare la storica sede di via Solferino a Milano. </p>
<p>I vertici dell&#8217;azienda hanno anche annunciato una <strong>riduzione 10% dello stipendio</strong> al presidente Angelo Provasoli, all&#8217;amministratore delegato Pietro Scott Jovane e ai loro collaboratori diretti. </p>
<p>Il gruppo Rcs impiega 5.000 lavoratori, tra personale giornalistico e non, in Italia e all&#8217;estero. </p>
<p>Stando alle ultime indiscrezioni, i periodici Rcs che chiuderanno sono: A, Astra, Brava Casa, Max, L&#8217;Europeo, Visto, Novella 2000, Yacht &#038; Sail, Ok La Salute e l&#8217;Enigmistica.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Rsf: Italia al 57° posto nella classifica sulla libertà di stampa</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 16:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Mastroleo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_424059" class="wp-caption alignnone" style="width: 414px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/01/30/rsf-italia-al-57-posto-liberta-di-stampa/france-media-awards-bayeux/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-424059"><img class="size-medium wp-image-424059" title="FRANCE-MEDIA-AWARDS-BAYEUX" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/154067815-404x270.jpg" alt="" width="404" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Christophe Deloire, segretario di Rsf (Getty Images)</p></div>
<p>E&#8217; stata pubblicata oggi da Reporter sans frontières, l&#8217;organizzazione non governativa che si batte per la difesa dell&#8217;informazione, la classifica 2012 sulla libertà di stampa. &#8220;La classifica di quest’anno&#8221; &#8211; scrive l&#8217;ong &#8211; &#8220;rappresenta una più attenta riflessione degli atteggiamenti e delle intenzioni dei governi nei confronti della libertà degli organi di informazione a medio e lungo termine&#8221;. Anche nel 2012, i tre Paesi che meglio promuovono la libertà di stampa sono Finlandia, Olanda e Norvegia.</p>
<p>Tre regimi dittatoriali, <strong>Turkmenistan</strong>, <strong>Corea del Nord</strong> e <strong>Eritrea</strong>, risultano invece agli ultimi tre posti. Ha dichiarato il segretario generale di RSF Christophe Deloire: &#8220;La Classifica della Libertà di Stampa 2013 pubblicata da Reporter senza frontiere non prende in considerazione diretta il tipo di sistema politico; risulta chiaro tuttavia che le democrazie offrono una migliore protezione alla libertà al fine di produrre e far circolare notizie e informazioni accurate, rispetto ai Paesi dove i diritti umani vengono spesso sbeffeggiati&#8221;.</p>
<p>Ha aggiunto ancora Deloire: &#8220;Nelle dittature, gli organi di informazione e le famiglie dei rispettivi staff sono esposti a rappresaglie spietate, mentre nelle democrazie i media devono fare i conti con le crisi economiche del settore e i conflitti di interesse. Le loro situazioni non sono sempre confrontabili, ma dovremmo ad ogni modo rendere omaggio a tutti coloro i quali resistono alla pressione, sia essa aggressivamente concentrata, individuale o generalizzata&#8221;.</p>
<p>Nonostante le Primavere arabe sopra citate, le regioni del Medio Oriente e del Nord Africa si sono classificate agli ultimi posti in una classifica divisa per aree geografiche, che premia l&#8217;Europa. Ha inoltre inciso in negativo sulla classifica l’alto numero di giornalisti e internauti uccisi durante il loro lavoro nel 2012. Inoltre, scrive Rsf, &#8220;l&#8217;instabilità politica è spesso fonte di divisione per i media, e provoca il negativo effetto di rendere molto difficile la produzione di notizie e informazioni riportate in maniera indipendente. In situazioni simili, minacce e attacchi fisici ai giornalisti ed epurazioni agli organici dei media sono pratiche comuni&#8221;.</p>
<p>Nonostante l&#8217;Europa sia nel complesso il continente con il miglior coefficiente per quel che riguarda la libertà di stampa, ci sono dei casi limite. Tra questi l&#8217;Italia, che occupa il 57° posto e che paga &#8220;la cattiva legislazione osservata nel 2011&#8243;, le leggi bavaglio e la mancata depenalizzazione del reato di diffamazione. Critica anche la situazione unghesere, ma soprattutto quella greca, dove &#8220;l&#8217;ambiente sociale e professionale per i suoi giornalisti, esposti alla condanna pubblica e alla violenza sia dei gruppi estremisti che della polizia, è disastroso&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>Rossana Rossanda dice addio a &#8216;il Manifesto&#8217;. Dopo 43 anni si dimette con una lettera &#8216;infuocata&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 08:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; ROSSANA ROSSANDA DICE ADDIO A &#8216;IL MANIFESTO&#8217; &#8211; La celebre giornalista Rossana Rossanda, tra le fondatrici nel 1969 della storica testa &#8216;il Manifesto&#8217;, ha lasciato il quotidiano di sinistra dopo aver scritto una lettera pubblicata su MicroMega, dove accusa la direzione e la redazione di &#8220;indisponibilità al dialogo&#8221;. Dopo l&#8217;addio del vignettista Vauro, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.direttanews.it/2012/11/27/rossana-rossanda-dice-addio-a-il-manifesto-dopo-43-anni-si-dimette-con-una-lettera-infuocata/il-manifesto/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-402463"><img class="aligncenter size-medium wp-image-402463" title="il-manifesto" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/il-manifesto-478x249.jpg" alt="" width="478" height="249" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ROSSANA ROSSANDA DICE ADDIO A &#8216;IL MANIFESTO&#8217;</strong> &#8211; La celebre giornalista Rossana Rossanda, tra le fondatrici nel 1969 della storica testa &#8216;il Manifesto&#8217;, ha lasciato il quotidiano di sinistra dopo aver scritto una lettera pubblicata su MicroMega, dove accusa la direzione e la redazione di &#8220;indisponibilità al dialogo&#8221;. Dopo l&#8217;addio del vignettista Vauro, di Marco D&#8217;Eramo e del collaboratore Joseph Halevi, &#8217;il Manifesto&#8217; perde un altro pezzo da novanta, anche a causa della pessima situazione finanziaria in cui riversa da tempo, portandolo più volte sull&#8217;orlo della chiusura.</p>
<p>Nella sua lettera d&#8217;addio ha precisato che &#8220;Preso atto della indisponibilità al dialogo della direzione e della redazione del manifesto, non solo con me ma con molti redattori che se ne sono doluti pubblicamente e con i circoli del manifesto che ne hanno sempre sostenuto il finanziamento, ho smesso di collaborare al giornale cui nel 1969 abbiamo dato vita. A partire da oggi (ieri, ndr), un mio commento settimanale sarà pubblicato, generalmente il venerdì, in collaborazione con Sbilanciamoci e sul suo sito www.sbilanciamoci.info&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/DirettaNews?ref=hl" target="_blank">Con Direttanews.it sei sempre al centro delle notizie, clicca QUI e diventa fan</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sciopero dei giornalisti de L&#8217;Unità, “senza stipendio da mesi”</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 16:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.battisti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.direttanews.it/2012/10/26/sciopero-dei-giornalisti-de-lunita-senza-stipendio-da-mesi/aaaaaaaaaa/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-390314"><img class="alignleft size-full wp-image-390314" title="aaaaaaaaaa" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/aaaaaaaaaa.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Ha avuto inizio oggi e durerà sette giorni lo sciopero dei collaboratori precari del quotidiano “L&#8217;Unità”, a cui da sette mesi non viene versato lo stipendio.</p>
<p>“L&#8217;ultimo bonifico emesso dalla società editrice del giornale fondato da Gramsci, la Nie, risale infatti ad agosto ed è relativo al lavoro svolto nel mese di febbraio” – si legge nel comunicato diffusi dagli scioperanti – “Rimangono sette le mensilità arretrate, nonostante gli impegni assunti nei confronti dei collaboratori da parte dell&#8217;Amministratore Delegato dell&#8217;azienda, Fabrizio Meli, che aveva anche discusso, lo scorso giugno, un piano di rientro al tavolo di trattativa sindacale al quale si erano sedute le Assostampa e la Fnsi”. Lo sciopero interessa i collaboratori delle redazioni<br />
di Roma, Bologna e Firenze, oltre che delle regioni in cui l&#8217;Unità non è presente, come la Calabria, la Campania e la Sicilia.</p>
<p>I giornalisti precari aggiungono che nulla hanno a che vedere con la loro protesta né la redazione, né il quotidiano in sé, ma che il malcontento riguarda “una situazione di fortissima incertezza economica, legata alle difficoltà dell&#8217;azienda. In questo contesto di disagio le promesse dell&#8217;Ad vengono regolarmente disattese e il disavanzo sui loro conti correnti mai colmato, pur essendo il loro apporto alla fattura del giornale determinante”.</p>
<p>Solidarietà è stata espressa ai colleghi da Associazione Stampa Romana, Commissione regionale lavoro autonomo e Coordinamento autonomo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione Online</p>
]]></content:encoded>
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		<title>E&#8217; morta Miriam Mafai: il mondo del giornalismo in lutto</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 14:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.battisti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MORTE DI MIRIAM MAFAI &#8211; È morta all&#8217;età di 86 anni la giornalista, scrittrice e saggista Miriam Mafai. A darne conferma è stato poco fa il sito de La Repubblica alla cui nascita (del giornale cartaceo) ha contribuito nel 1976.  Era una delle firme più prestigiose del giornalismo italiano. La Resistenza, la lunga militanza nel Partito Comunista Italiano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_323678" class="wp-caption alignleft" style="width: 488px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/04/09/e-morta-miriam-mafai-il-mondo-del-giornalismo-in-lutto/laterza-roma-seminario-con-banti-e-viroli/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-323678"><img class="size-large wp-image-323678" title="Miriam Mafai" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Miriam-Mafai-478x318.jpg" alt="" width="478" height="318" /></a><p class="wp-caption-text">Miriam Mafai</p></div>
<p><strong>MORTE DI MIRIAM MAFAI</strong> &#8211; È <strong>morta</strong> all&#8217;età di 86 anni la giornalista, scrittrice e saggista <strong>Miriam Mafai</strong>. A darne conferma è stato poco fa il sito de <strong>La Repubblica</strong> alla cui nascita (del giornale cartaceo) ha contribuito nel 1976.  Era una delle firme più prestigiose del <strong>giornalismo italiano</strong>. La Resistenza, la lunga militanza nel Partito Comunista Italiano, l&#8217;attività giornalistica fino all&#8217;arrivo al quotidiano La Repubblica, che contribuì a <strong>fondare</strong> nel 1976. E una vasta produzione saggistica con la quale ha raccontato in maniera esaustiva e avvincente un secolo di storia dell&#8217;Italia. La redazione di Direttanews si unisce all&#8217;unanime cordoglio e le manda un ultimo, caloroso saluto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Redazione</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bufera sulla Rai per la clausola contrattuale anti-gravidanza. Il Dg Lei fa marcia indietro</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 14:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CONTRATTI RAI: CLAUSOLA ANTI-GRAVIDANZA &#8211; Non bastavano le polemiche su Celentano e il Festival di Saremo, cui si sono aggiunte quelle di queste ore sul canone (il cui pagamento viene preteso anche per pc, tablet e smatrphone), la Rai è finita nell&#8217;occhio del ciclone anche per i contratti che stipula con i propri collaboratori, nello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_272721" class="wp-caption alignleft" style="width: 500px"><a href="http://www.direttanews.it/2011/11/30/rai-tagli-novantesimo-minuto-rai-il-cda-approva-tagli-alle-spese-per-85-milioni-in-forse-novantesimo-minuto/lorenza-lei2/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-272721"><img class="size-full wp-image-272721" title="Lorenza-Lei2" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Lorenza-Lei2.jpg" alt="" width="490" height="326" /></a><p class="wp-caption-text">Lorenza Lei</p></div>
<p><strong>CONTRATTI RAI: CLAUSOLA ANTI-GRAVIDANZA</strong> &#8211; Non bastavano le polemiche su Celentano e il Festival di Saremo, cui si sono aggiunte quelle di queste ore sul canone (<a href="http://www.direttanews.it/2012/02/21/canone-rai-pc-canone-rai-contributo-esteso-ai-pc-980-milioni-di-euro-in-ballo/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">il cui pagamento viene preteso anche per pc, tablet e smatrphone</a>), la <strong>Rai</strong> è finita nell&#8217;occhio del ciclone anche per i <strong>contratti</strong> che stipula con i propri collaboratori, nello specifico con i giornalisti. Il <strong>blog dei giornalisti precari romani</strong> <em><strong>&#8220;Errori di stampa&#8221;</strong></em> ha denunciato la pratica di Viale Mazzini dei <em>&#8220;contratti-truffa di consulenza&#8221;</em>, cioè contratti di collaborazione autonoma dietro ai quali in realtà si nasconde un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato. Ma la denuncia più grave riguarda una clausola di questi contratti, ovvero quella che prevede la <strong>cessazione del rapporto di lavoro in caso di gravidanza</strong> della collaboratrice, quella che è stata ribattezzata la <strong>&#8220;vergognosa <em>&#8216;clausola gravidanza&#8217;</em>&#8220;</strong>. Con un appello rivolto direttamente al Direttore generale Rai, <strong>Lorenza Lei</strong>, i giornalisti di <em>&#8220;Errori di stampa&#8221;</em> hanno chiesto di <em>&#8220;porre fine al proliferare di contratti &#8216;ultraleggeri&#8217;, di sostituirli con scritture più&#8217; serie, realisticamente rispondenti alle mansioni del lavoratore. E di stralciare dal testo la penosa &#8216;clausola gravidanza&#8217; contenuta al punto 10 del contratto di consulenza&#8221;</em>. &#8220;Sarebbe un gesto di civiltà concreto e tangibile di un direttore-donna nei confronti delle tante lavoratrici già sufficientemente umiliate da un&#8217;azienda che le paga a gettone&#8221;, hanno aggiunto da &#8220;Errori di stampa&#8221;.</p>
<p>La diffusione della notizia ha sollevato un polverone in tutta la rete Internet e sui social network, oltre alle dichiarazioni di sdegno di politici e rappresentanti sindacali. Dura la reazione del segretario generale della Cgil, <strong>Susanna Camusso</strong>, che aveva dichiarato come &#8220;norme di questo tipo sono non solo <em>in contrasto con la legislazione vigente</em>, ma non riservano il rispetto dovuto alle lavoratrici e ai lavoratori. Tutto ciò, inoltre, <em>conferma come <strong>la Rai</strong></em>, insieme purtroppo a tante altre imprese italiane, <em><strong>faccia abuso di contratti atipici e di finti lavoratori autonomi</strong></em>&#8220;, chiedendo di mettere &#8220;immediatamente fine a questa pratica&#8221;. <em>&#8220;La maternità è un diritto tutelato dalla Costituzione italiana e non si tocca&#8221;</em>, ha fatto eco il leader della Cisl, <strong>Raffaele Bonanni</strong>, &#8220;l&#8217;unica clausola che dovrebbe essere inserita nel contratto dei dipendenti Rai è un tetto ai compensi milionari di alcuni conduttori televisivi che usano la tv di stato a proprio piacimento&#8221;. <strong>Flavia Perina</strong> di Futuro e Libertà ha sottolineato come la vicenda sia &#8220;<em>particolarmente grave</em> perché queste <em>consulenti &#8216;esterne&#8217; non sono in realtà quasi mai lavoratrici autonome, ma dipendenti a tutti gli effetti</em>, contrattualizzate in forma impropria, cioè <em>a partita Iva</em>&#8220;. Sdegno anche da parte del leader di Sel, <strong>Nichi Vendola</strong>, che ha chiesto di cancellare &#8220;anacronistiche ed offensive norme capestro per le giovani collaboratrici del servizio pubblico radiotelevisivo&#8221;; mentre <strong>Vincenzo Vita</strong> del Pd ha annunciato: &#8220;ne chiederemo conto anche negli organi di vigilanza competenti&#8221;.</p>
<p>La Rai in serata si affrettava a comunicare che <em>&#8220;non esiste alcuna clausola che possa consentire la risoluzione anticipata dei rapporti lavorativi del personale con contratto, anche a termine, di natura subordinata&#8221;</em>, mentre in merito &#8220;ai <em>contratti di lavoro autonomo</em> &#8211; ai quali come noto non si applica lo Statuto dei Lavoratori né le relative tutele&#8221;, precisava Viale Mazzini, &#8220;<em>la Rai non si è mai sognata di interrompere unilateralmente contratti di collaborazione a causa di maternità</em>, a meno che questo non sia stato richiesto dalle collaboratrici interessate per ragioni attinenti allo stato di salute o alla loro sfera personale&#8221;.</p>
<p>Oggi, però, il direttore generale <strong>Lorenza Lei</strong>, ha annunciato la cancellazione della clausola contrattuale sulla maternità: Il direttore Lei &#8220;non ha alcuna difficoltà a <strong>togliere&#8221; la clausola sulla maternità</strong> &#8220;dai contratti, per una <em>diversa formulazione</em> che non urti la suscettibilità, fatta salva la normativa vigente che non è nella disponibilità della Rai poter cambiare&#8221;, è scritto in una nota di Viale Mazzini.</p>
<p>La Rai, prosegue la nota, &#8220;si vede costretta a tornare sulla vicenda relativa alla tutela della maternità, intorno alla quale, nonostante i chiarimenti già forniti nella giornata di ieri, la confusione regna sovrana, al punto da far dubitare che tutti coloro che ne parlano o ne scrivono siano animati da assoluta buona fede&#8221;.</p>
<p><em>Valeria Bellagamba</em></p>
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		<title>Dustin Hoffman Testimonial d&#8217;eccezione per il quotidiano &#8220;Il Manifesto&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 11:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DUSTIN HOFFMAN IL MANIFESTO &#8211; &#8220;Un giornale da marciapiede&#8221;, questo è il titolo che campeggia sulla prima pagina del Manifesto di oggi con un sorridente Dustin Hoffman che fa il segno della vittoria e stringe in mano una copia del noto quotidiano italiano di sinistra. Il giornale rischia infatti di chiudere, a causa delle recenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_303466" class="wp-caption alignleft" style="width: 499px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/02/18/dustin-hoffman-testimonial-deccezione-per-il-quotidiano-il-manifesto/manifesto_dustin_hoffman/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-303466"><img class="size-full wp-image-303466" title="manifesto_dustin_hoffman" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/manifesto_dustin_hoffman.jpg" alt="" width="489" height="319" /></a><p class="wp-caption-text">Screenshot della prima pagina del Manifesto del 18 febbraio 2012</p></div>
<p><strong>DUSTIN HOFFMAN IL MANIFESTO</strong> &#8211; <strong><em>&#8220;Un giornale da marciapiede&#8221;</em></strong>, questo è il titolo che campeggia sulla prima pagina del <strong><em>Manifesto</em></strong> di oggi con un sorridente <strong>Dustin Hoffman</strong> che fa il segno della vittoria e stringe in mano una copia del noto quotidiano italiano di sinistra. Il giornale rischia infatti di chiudere, a causa delle recenti restrizioni al sostegno pubblico all&#8217;editoria, introdotte dal governo Monti, e che si ripercuotono più gravemente sui piccoli giornali, non finanziati da grossi editori, come banche e gruppi industriali, che stanno invece dietro ai grandi giornali. Un problema, quello del finanziamento dell&#8217;editoria, che in un Paese come l&#8217;Italia dove poche persone comprano i giornali e con la pubblicità assorbita quasi per intero dalla televisione, rischia di compromettere la libertà di stampa e la libera manifestazione del pensiero (tutelate dall&#8217;art. 21 della Costituzione italiana). Non è infatti difficile immaginare che in un mercato editoriale in cui i principali quotidiani sono detenuti da gruppi imprenditoriali e da poche lobbies l&#8217;opinione pubblica possa essere fortemente condizionata da un&#8217;informazione incompleta, o nei casi peggiori manipolata.</p>
<p>Sicuramente, nella giungla dei contributi all&#8217;editoria, una restrizione andava introdotta, sopratutto riguardo ai giornali fantasma di alcuni partiti politici, che hanno intascato finanziamenti pubblici addirittura senza essere mai stati pubblicati. Ma intervenire con l&#8217;accetta, come è stato fatto, rischia di compromettere seriamente la libertà di informazione in Italia, già fortemente compromessa. Hanno già chiuso quotidiani come &#8220;Terra&#8221; e &#8220;Liberazione&#8221;. Anche non condividendo la linea editoriale o il pensiero politico di un giornale, la pluralità di voci è comunque una garanzia per la democrazia.</p>
<p>Il quotidiano &#8220;Il Manifesto&#8221; è pertanto corso ai ripari per scongiurare la chiusura e ha trovato nell&#8217;attore americano <strong>Dustin Hoffman</strong> un testimonial d&#8217;eccezione. Il titolo con cui il giornale apre oggi richiama un celebre film del 1969, <em>&#8220;Un uomo da marciapiede&#8221;</em>. Bellissimo e struggente dramma diretto da John Schlesinger, che ha per protagonisti lo stesso Hoffman e Jon Voight (il padre di Angelina Jolie).</p>
<p>La foto di Hoffman è di Luca Celada ed è stata scattata al Four Seasons di Beverly Hills, dove il giornalista si era recato per seguire la conferenza per la stampa estera sulla nuova serie televisiva del network americano Hbo, ideata da David Milch e che ha nel cast attori del calibro di Nick Nolte e Dustin Hoffman. &#8220;Il Manifesto&#8221; aveva chiesto ai lettori e a personaggi famosi di inviare le proprio foto per una campagna di sensibilizzazione a sostegno del giornale. Così, dopo la conferenza, Celada ha chiesto a Hoffman se voleva prestarsi ad uno scatto e fare da testimonial per il quotidiano. All&#8217;avviso che si trattava di un quotidiano di sinistra, Hoffman ha risposto: &#8220;Embé? Io non sono mica Charlton Heston&#8221;. Così, dopo essere già stato testimonial della Regione Marche, in uno spot in cui ne visitava le bellezze mentre provava a recitare &#8220;L&#8217;Infinito&#8221; di Leopardi in italiano, ecco Hoffman testimonial, questa volta gratuito, di un quotidiano italiano.</p>
<p><em>Valeria Bellagamba</em></p>
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		<title>Giornalismo: è morto Onofrio Pirrotta</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 09:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>D'Agostino Michele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; MORTO A TRICESIMO ONOFRIO PIRROTTA &#8211; Onofrio Pirrotta, noto giornalista Rai e  vice direttore  vicario dell&#8217;Adn Kronos, è morto improvvisamente questa notte a Tricesimo, in Friuli Venezia Giulia, dove viveva. Pirrotta lascia la moglie Cristina e i figli Lorenzo e Adriano. Pirrotta, nella sua lunghissima carriera , ha collaborato con il Mondo, Panorama, l&#8217;Europeo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_300428" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/02/12/giornalismo-e-morto-onofrio-pirrotta/onofrio/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-300428"><img class="size-medium wp-image-300428" title="Onofrio" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Onofrio-400x270.jpg" alt="" width="400" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Onofrio Pirrotta</p></div>
<p><strong>E&#8217; MORTO A TRICESIMO ONOFRIO PIRROTTA</strong> &#8211; <strong>Onofrio Pirrotta,</strong> noto giornalista Rai e  vice direttore  vicario dell&#8217;<strong>Adn Kronos</strong>, è morto improvvisamente questa notte a Tricesimo, in Friuli Venezia Giulia, dove viveva. Pirrotta lascia la moglie Cristina e i figli Lorenzo e Adriano.</p>
<p><strong>Pirrotta,</strong> nella sua lunghissima carriera , ha collaborato con il <strong>Mondo, Panorama, l&#8217;Europeo, il Giorno, il Messaggero.</strong></p>
<p>Inoltre  ha lavorato per il  <strong>Tg2 è il Tg3</strong> negli anni ottanta-novanta. Nel 1992 ha pubblicato  per la Mondadori il libro «Pressappoco».</p>
<p>redazione on line</p>
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		<title>L&#8217;ordine dei giornalisti pubblicisti non verrà soppresso: parola del Presidente, Enzo Iacopino</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 08:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.battisti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ORDINE DEI GIORNALISTI PUBBLICISTI &#8211; Enzo Iacopino, il Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, in una nota diramata alla stampa, riguardo le voci che si sono diffuse e circolano insistentemente da alcuni giorni sulla soppressione dell’albo dei giornalisti pubblicisti, ha voluto fare chiarezza e dare alcune rassicurazioni in merito a tale questione. Riportiamo fedelmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_284366" class="wp-caption alignleft" style="width: 440px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/01/04/lordine-dei-giornalisti-pubblicisti-non-verra-soppresso-parola-del-presidente-dellordine-enzo-iacopino/enzo-iacopino-e1325255811804/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-284366"><img class="size-full wp-image-284366" title="enzo-iacopino-e1325255811804" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/enzo-iacopino-e1325255811804.jpg" alt="" width="430" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Enzo Iacopino, Presidente dell&#39;Ordine dei Giornalisti</p></div>
<p><strong>ORDINE DEI GIORNALISTI PUBBLICISTI</strong> &#8211; <strong>Enzo Iacopino, il Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti</strong>, in una nota diramata alla stampa, riguardo le voci che si sono diffuse e circolano insistentemente da alcuni giorni sulla soppressione <strong>dell’albo dei giornalisti pubblicisti</strong>, ha voluto fare chiarezza e dare alcune rassicurazioni in merito a tale questione. Riportiamo fedelmente il suo intervento scritto:</p>
<p><strong>Ecco il testo integrale della comunicazione del Presidente Iacopino</strong>:</p>
<p>&#8220;L’Italia è un Paese di giuristi, altro che di allenatori di calcio. Poteva il Presidente dell’Ordine nazionale sottrarsi a tale esercizio?<br />
Poteva e doveva, in verità. Un po’ per ruolo e molto per carattere.<br />
So che in giro c’è tanta gente che ritiene che basti apparire per esistere.</p>
<p>Personalmente credo che le <strong>dichiarazioni </strong>vadano centellinate anche se rilasciarle costa la fatica di un fiato, mentre lavorare per costruire richiede un impegno energetico maggiore. Notti passate alla Camera dei deputati per sollecitare ragionevolezza su aspetti non marginali; riunioni per spiegare le conseguenze di questa o quella parola.<br />
Niente medaglie, per carità: fa parte del dovere. Come quello di tacere davanti a qualche, troppe <strong>volgarità</strong>.</p>
<p>So anche che un numero ancor più consistente di persone afferra un microfono (o la tastiera di un computer), fa dichiarazioni roboanti sulla nave che affonda, ma subito dopo considera &#8220;inopportuna&#8221; una riunione per una riflessione comune sui problemi che riguardano l’Ordine: vengono prima torroni e panettone, cotechino e lenticchie!</p>
<p>Ma quando le dichiarazioni di alcuni determinano un turbamento crescente nella categoria, allora il Presidente dell’Ordine ha il dovere di fare <strong>chiarezza</strong>.<br />
Con un pizzico di ironia (tanto per tentare di alleggerire la spiegazione, necessariamente lunga e noiosa, nonostante il mio modo di scrivere, e di parlare, poco istituzionale), finalizzata anche a tenere desta l’attenzione e con la consapevolezza che ci sarà qualche &#8220;giurista&#8221; (le virgolette sono volute) che polemizzerà, forte delle sue convinzioni, ovviamente più &#8220;fondate&#8221; degli studiosi del diritto ai quali il Presidente dell’Ordine si è rivolto.</p>
<p>Che cosa sta circolando sul web, in particolare? Molto. Segnaliamolo per <strong>punti</strong>, cercando di fare chiarezza:</p>
<p>1) L’Odg è stato sciolto o verrà sciolto dal 31 dicembre 2011.<br />
2) No, l’Odg verrà sciolto dal 13 agosto 2012.<br />
3) Dal 13 agosto 2012 chiunque scriverà più di dieci (!!!!!) articoli potrà essere denunciato per esercizio abusivo della professione.<br />
4) No, non verrà sciolto l’Odg, ma potranno farne parte solo quanti hanno superato l’esame di Stato, cioè i professionisti.<br />
5) I pubblicisti? Saranno spazzati via, non avendo fatto l’esame di Stato.<br />
6) No, non saranno cancellati, ma non sarà possibile iscrivere nuovi pubblicisti, neanche quanti hanno già concluso o stanno per concludere il percorso, previsto dalla legge vigente, di due anni di collaborazione continuativa e retribuita per chiedere l’iscrizione all’apposito elenco.</p>
<p>Non ho ancora ricevuto la richiesta sfera di cristallo (sapete tutti che durante le feste le Poste hanno dei ritardi maggiori) e, quindi, non so dove chi scrive queste cose abbia tratto queste <strong>informazioni </strong>(me lo sento già il polemista di turno: scherza sui disagi dei colleghi!). Quel che so è che mi è capitato di confrontarmi con qualche Ministro e anche con un pubblicista illustre, incontrato per caso: <strong>Mario Monti</strong>.</p>
<p>Fa il presidente del Consiglio – &#8220;<em>fino a che il Parlamento lo vorrà</em>&#8220;, dice lui stesso con sottile ironia – e né lui né i suoi ministri hanno cominciato a lavorare al <strong>Dpr </strong>che ci regolamenterà (penso che a lui lo avrebbero detto).<br />
Di più, il Presidente Monti, quando gli ho consegnato la &#8220;tessera d’onore&#8221; – introdotta dal mio predecessore Lorenzo Del Boca il quale al Quirinale la promise a Carlo Azeglio Ciampi – mi ha detto di essere &#8220;<em>commosso, molto commosso</em>&#8221; perché lui è un pubblicista, avendo scritto 3 o 4 articoli (sappiamo tutti, è bene precisarlo per evitare che qualche cultore del diritto chieda di aprire un’indagine su quella iscrizione, che di commenti il professor Monti ne ha scritto decine per non dire centinaia).<br />
Quindi non so dove siano state attinte queste informazioni.</p>
<p>Veniamo alle <strong>notizie</strong>, non alle illazioni o alle chiacchiere:</p>
<p>- Il 13 agosto 2010, l’allora ministro Giulio Tremonti presenta un decreto nel quale si legge: &#8220;<em>Gli ordinamenti professionali dovranno essere riformati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto per recepire i seguenti principi: ….</em>&#8220;.<br />
- Il successivo maxiemendamento, confluito nella legge n.183/2011, prevede che la riforma degli Ordini non avvenga più con legge, ma con &#8220;<em>decreto del Presidente della Repubblica emanato ai sensi …..</em>&#8220;. Resta ferma la data del 13 agosto 2012.<br />
- Il governo Monti modifica ulteriormente la norma, aggiungendo il seguente periodo &#8220;<em>e, in ogni caso, dalla data del 13 agosto 2012</em>&#8220;. In sostanza, varato o no il decreto, le normative vigenti sarebbero state abrogate da quella data.<br />
- La Camera (e il Senato conferma) modifica tale norma, inserendo all’articolo 33 un comma 5 bis. Questo: &#8220;<em>Le norme vigenti sugli ordinamenti professionali in contrasto con i principi di cui al comma 5, lettere da a) a g), sono abrogate con effetto dalla data di entrata in vigore del regolamento governativo di cui al comma 5 e, in ogni caso, dalla data del 13 agosto 2012</em>&#8220;.</p>
<p>Che cosa dicono, in sintesi, le lettere da a) a g) dell’articolo 33 comma 5:<br />
a) L’<strong>accesso alle professioni</strong> è libero, ci deve essere autonomia e indipendenza di giudizio, non ci può essere numero chiuso o limitazione territoriale per l’attività (tranne eccezioni);</p>
<p>Il nostro <strong>Ordine </strong>si fonda su questi principi<br />
b) Prevede l’obbligo della formazione continua, con conseguenti sanzioni disciplinari a chi si sottrae.<br />
Il nostro Ordine è già su questa strada, sia per i professionisti che per i pubblicisti.Sono stati preparati volumi ed è in avanzato stadio lo studio di una Fondazione che si occuperà proprio di questo;</p>
<p>c) E’ necessario fare un <strong>tirocinio </strong>(&#8220;<em>al tirocinante dovrà essere corrisposto un equo compenso di natura indennitaria</em>&#8220;). Il tirocinio non può essere più lungo di 18 mesi.<br />
A parte la terminologia che fa emergere che i giornalisti sono finiti per caso in un provvedimento che riguarda professioni che esercitano attività economica, il nostro Ordine prevede che il tirocinio (noi lo chiamiamo praticantato) duri 18 mesi. C’è, quindi, la necessità di un’integrazione sui tempi di formazione per gli aspiranti pubblicisti;</p>
<p>d) parla del <strong>compenso </strong>spettante al professionista che deve essere pattuito per iscritto, in base alla complessità dell’incarico;<br />
e) prevede l’obbligo di un’<strong>assicurazione </strong>&#8220;<em>a tutela del cliente</em>&#8220;;<br />
Il nostro Ordine ha esplorato, due anni fa, la possibilità di fare una convenzione con una Assicurazione: è estremamente costosa, ma resta da capire se davvero possa estendersi questo obbligo ai giornalisti.<br />
Chi sarebbe il <strong>cliente</strong>? La &#8220;ratio&#8221; della norma è evidente: un commercialista che sbaglia una maxi dichiarazione, un ingegnere, un dentista….</p>
<p>f) prevede che le <strong>funzioni disciplinari</strong> vengano, a livello territoriale o nazionale, esercitate da organi diversi rispetto a quelli che hanno funzioni amministrative;<br />
Per quel che riguarda noi significa che – ad esempio – accanto al Consiglio regionale del Lazio dovrà esserci un nuovo organismo e così accanto al Consiglio nazionale: c’erano già in Parlamento proposte, elaborate dall’Odg, tese a snellire l’iter dei procedimenti disciplinari. Occorrerà capire chi farà parte di questi organismi.   <br />
g) rende pienamente libera la <strong>pubblicità informativa</strong> sulle qualità e i titoli professionali.</p>
<p>Ora che sappiamo di che cosa stiamo parlando, veniamo alle <strong>risposte </strong>a quei quesiti iniziali:<br />
1) E’ escluso che l’Ordine venga sciolto, il 31.12.2011 o il 13.08.2012. Non c’è nulla nelle norme da a) a g) che lo preveda.<br />
Anzi, c’è sostanzialmente confermato che restano in vigore, in assenza del Dpr, le normative vigenti ad eccezione di quelle in contrasto con quanto previsto dalle lettere a), b), c), d), e), f), g) del citato articolo 33 comma 5.</p>
<p>2) (vale anche come risposta quanto scritto sopra)<br />
3) Perché verrebbe <strong>denunciato </strong>chi scriverà più di 10 articoli? E perché 10 e non 8? O non 12: si può negare, oltre che il diritto ad una mela al giorno, anche il diritto ad un articolo al mese? Penso di no. Non solo perché c’è la Costituzione della Repubblica, ma soprattutto perché non c’è nulla nelle norme vigenti, ripeto nelle norme non nelle illazioni, che giustifichi una affermazione simile.</p>
<p>4) Chiarimento complessivo che vale anche per i punti 5 e 6:<br />
La legge in vigore prevede l’abrogazione delle norme esistenti solo nelle parti che sono in conflitto con le lettere da a) a g) dell’articolo 33 comma 5.<br />
Il <strong>legislatore </strong>non ha scritto, ad esempio, che vengono abrogate le norme che siano in contrasto con quanto previsto dall’articolo 33 comma 5 fino alla lettera g) compresa. Ma solo con quanto dettato dalle lettere da a) a g).</p>
<p>Il primo capoverso del comma 5, dunque, non è richiamato: era questo che faceva riferimento all’esame di Stato ed è questo che aveva indotto i colleghi pubblicisti ad una <strong>ribellione sacrosanta</strong>, che ho cercato di rappresentare al presidente Monti, pubblicamente nel corso della conferenza stampa e, sia pur brevemente, in privato.<br />
Sia chiaro, non so come finirà. So che non accetterò la mortificazione di questa professione con la penalizzazione dei colleghi pubblicisti.</p>
<p>So, per quel po’ di cultura giuridica che ho e di informazioni che ho assunto, che nessuno può richiamare legittimamente quel primo capoverso del comma 5 dell’articolo 33.<br />
Il legislatore non lo ha fatto (non so se per distrazione, come qualcuno potrebbe ipotizzare, o per una sensibilità della quale sento il bisogno di dare merito ai due relatori delle commissioni Bilancio e Lavoro della Camera dei Deputati).</p>
<p>So che l’<strong>allarmismo </strong>che circola in queste ore non si fonda sulle norme, ma <strong>su cattive o parziali informazioni</strong>.<br />
Spero, con questa nota (diramata con un ritardo per il quale mi scuso, avendo come attenuante l’impegno di ieri con il Presidente Monti) di aver dato un contributo ad un recupero di <strong>serenità</strong>. Fermo restando il dovere, di tutti noi, di seguire senza distrazioni questa questione (magari una pausa per farci gli auguri di buon anno, che rivolgo a tutti quanti leggeranno questa lunghissima nota, ce la possiamo permettere)&#8221;.<br />
                   <br />
<em>di</em><strong><em> Enzo Iacopino</em></strong><em><br />
</em><em>Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La manovra Monti abolisce l&#8217;ordine dei pubblicisti, tremano 80mila iscritti</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 18:48:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.battisti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.direttanews.it/2011/12/28/manovra-ordine-pubblicisti-la-manovra-monti-abolisce-lordine-dei-pubblicisti-tremano-80mila-iscritti/giornali/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-282598"><img class="alignleft size-full wp-image-282598" title="giornali" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/giornali-e1325098034893.jpg" alt="" width="540" height="408" /></a>MANOVRA ABOLISCE ORDINE PUBBLICISTI</strong> &#8211; In queste settimane giornali, tv e siti web hanno parlato quasi ininterrottamente della <strong>manovra economica</strong> varata dal governo di Mario Monti. Si è parlato soprattutto delle nuove tasse e degli interventi in materia di pensioni, mentre un numero decisamente inferiore di dettagli è stato diffuso in merito a quella che è stata definita genericamente come &#8220;<strong>riforma degli ordini professionali</strong>&#8220;. Ed ora è proprio questo capitolo della manovra che sta facendo tremare i giornalisti. Non tutti, però: solo quelli che hanno effettuato l&#8217;iscrizione all&#8217;albo dei pubblicisti e non ancora a quello dei professionisti. Il provvedimento, infatti, prevede la <strong>cancellazione dell&#8217;albo dei pubblicisti</strong> dall&#8217;agosto prossimo e la cosa sta suscitando la viva preoccupazione sia degli 80mila già iscritti che di tutte quelle persone che stanno svolgendo i due anni di collaborazione previsti per il conferimento del tesserino. Decine di migliaia di persone sono improvvisamente piombate nell&#8217;incertezza, anche perché non è ancora chiaro quali saranno le modalità di applicazione delle nuove norme e soprattutto quale sarà il destino di coloro i quali non sono ancora diventati giornalisti professionisti, magari perché proprio ora stanno svolgendo il praticantato necessario per l&#8217;ammissione all&#8217;esame.</p>
<p>Le redazioni pullulano di pubblicisti, che con questa riforma rischiano di ritrovarsi privi di un definito <em>status</em> professionale. La questione, poi, è anche economica, visto che ci sono in ballo i contributi versati all&#8217;Istituto previdenziale dei giornalisti.</p>
<p>Al momento, comunque, tutti gli interrogativi restano senza risposta, visto che i vertici dell&#8217;Ordine nazionale dei giornalisti e della Federazione della stampa italiana tacciono. Le organizzazioni di categoria, infatti, non commentano il provvedimento, probabilmente perché si è ancora in una fase di transizione: si sta cercando di capire come gestire la nuova situazione in modo da non danneggiare nessuno? Speriamo di sì.</p>
<p><em>Tatiana Della Carità</em></p>
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		<title>Giornalismo: morto il fondatore del Manifesto Lucio Magri, ha scelto il sucidio assistito in Svizzera</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 14:26:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GIORNALISMO: MORTO LUCIO MAGRI &#8211; Lucio Magri, giornalista e politico italiano, fondatore del quotidiano &#8220;Il Manifesto&#8221;, è morto ieri in svizzera all&#8217;età di 79 anni. Magri si era recato a Zurigo per mettere fine alla propria vita con la pratica del suicidio assistito, consentito in Svizzera. Pare che Magri fosse molto depresso in seguito alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_272250" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.direttanews.it/2011/11/29/giornalismo-morto-il-fondatore-del-manifesto-lucio-magri-ha-scelto-il-sucidio-assistito-in-svizzera/lucio_magri/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-272250"><img class="size-full wp-image-272250" title="lucio_magri" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/lucio_magri.jpg" alt="" width="200" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Lucio Magri</p></div>
<p><strong>GIORNALISMO: MORTO LUCIO MAGRI</strong> &#8211; <strong>Lucio Magri</strong>, giornalista e politico italiano, fondatore del quotidiano <strong><em>&#8220;Il Manifesto&#8221;</em></strong>, è morto ieri in svizzera all&#8217;età di 79 anni. Magri si era recato a Zurigo per mettere fine alla propria vita con la pratica del <strong>suicidio assistito</strong>, consentito in Svizzera. Pare che Magri fosse molto depresso in seguito alla morte della moglie Mara. Agli amici più stretti aveva già annunciato le proprie intenzioni: &#8220;Ho deciso di morire&#8221;, aveva detto e, nonostante i tentativi di dissuaderlo, ha messo in atto la sua volontà.</p>
<p>Lucio Magri entrò nel partito Comunista Italiano negli anni &#8217;50, a Bergamo. Nel 1969, insieme a Rossana Rossanda, Luigi Pintor, Valentino Parlato e Luciana Castellina fondò la rivista &#8220;Il Manifesto&#8221;, che nel 1971 divenne quotidiano. Alterne vicende lo portarono negli anni ad entrare e uscire dal Pci fino allo scioglimento nel 1991, quando Magri partecipò alla nascita del Partito della Rifondazione comunista, dove rimase fino al 1995, per poi abbandonare la politica nei partiti. Nel 2009, Magri ha pubblicato il libro &#8220;Il sarto di Ulm&#8221; (Il Saggiatore), che ripercorre la storia del Partito comunista italiano nel dopoguerra e la sua personale.</p>
<p>La slama di Lucio Magri rientrerà in Italia per essere sepolta a Recanati.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Calciomercato.it e Sporteconomy.it: prima edizione corso giornalismo economico-sportivo. Tutte le info da conoscere per iscriversi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 10:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.battisti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; CORSO SPORTECONOMY/CALCIOMERCATO.IT &#8211; Prima edizione del Corso in Giornalismo Economico-sportivo. Lo promuovono congiuntamente l&#8217;agenzia Sporteconomy.it e Calciomercato.it. L&#8217;evoluzione dell&#8217;informazione del giornalismo sportivo ha portato queste due strutture, leader nei rispettivi segmenti, a ideare e progettare una nuova iniziativa in ambito formativo. I edizione &#8216;CORSO DI GIORNALISMO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.direttanews.it/2011/09/07/corso-giornalismo-economico-sportivo-corso-di-giornalismo-economico-sportivo-calciomercato-it-e-sporteconomy-it-offrono-formazione-e-possibilita-di-un-project-work/stadio1/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-252056"><img class="alignleft size-medium wp-image-252056" title="stadio1" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/stadio11-462x270.jpg" alt="" width="462" height="270" /></a></strong></p>
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<p><strong>CORSO SPORTECONOMY/CALCIOMERCATO.IT</strong> &#8211; Prima edizione del Corso in<strong> Giornalismo Economico-sportivo</strong>. Lo promuovono congiuntamente l&#8217;agenzia<strong> Sporteconomy.it e Calciomercato.it</strong>. L&#8217;evoluzione dell&#8217;informazione del giornalismo sportivo ha portato queste due strutture, leader nei rispettivi segmenti, a ideare e progettare una nuova iniziativa in ambito formativo.</p>
<p>I edizione &#8216;CORSO DI GIORNALISMO ECONOMICO-SPORTIVO&#8217;</p>
<p>Ideato e organizzato dall&#8217;agenzia giornalistica Sporteconomy.it e dal portale Calciomercato.it</p>
<p>Media partner: Sporteconomy.it, Sporteconomy.tv, Calciomercato.it, SerieBnews.com, Notiziariosportivo.com, Direttanews.it, Calciomercatonews.com, Calciomercatoweb.it, Interlive.it, Milanlive.it, Viagginews.com, Sailbiz.it e Istituto di ricerca Sporteconomy.</p>
<p>CHI SIAMO:</p>
<p><strong>SPORTECONOMY.IT</strong> &#8211; Sporteconomy.it è un’<strong>agenzia stampa market</strong> leader nell’informazione giornalistica economico-sportiva. E’ la più importante struttura italiana specializzata in tematiche di economia e politica dello sport (mercato Italia e internazionale), dal calcio agli sport minori, passando per i grandi eventi sportivi (Olimpiade estiva e invernale, Europeo e Mondiale di calcio, Mondiale di rugby, America’s cup di vela, Formula Uno e Motomondiale).</p>
<p>Sporteconomy è un gruppo editoriale che riunisce al suo interno l’agenzia stampa (forte di una ’library’ di 40 mila articoli e dati), la web-tv (Sporteconomy.tv) e l’istituto di ricerca Sporteconomy (invitato da Lega calcio alla recente gara per la quantificazione dei bacini di utenza delle squadre di calcio di serie A).</p>
<p>CHI SIAMO:</p>
<p><strong>CALCIOMERCATO.IT</strong> &#8211; Calciomercato.it è il prodotto di punta di Nextmediaweb, un&#8217;editrice new media specializzata nella creazione di testate calcistico-sportive, ma non solo.</p>
<p>La testata giornalistica, leader nel web per la tempestività delle sue notizie e l&#8217;attendibilità delle anticipazioni, è oggi riconosciuta come una delle realtà più importanti in Italia dedicate al mondo del calcio, e risulta posizionata ai primissimi posti su tutti i motori di ricerca. Col tempo è divenuta strumento indispensabile, consultata quotidianamente da addetti ai lavori quali agenzie di stampa, giornalisti, dirigenti sportivi, operatori di mercato e ma anche semplici appassionati. Calciomercato.it è infatti uno dei siti sportivi più conosciuti e affermati in Italia e all’estero primeggiando in termini di accessi.</p>
<p>Scenario: Il mercato dello <strong>sport-business</strong> è in continua crescita e impatta inevitabilmente anche sul settore dell’<strong>informazione giornalistica</strong>. E’ sempre più forte l’esigenza di un’informazione essenziale e tecnica nel settore dello sport-business. In questo mercato, ancora privo, per esempio, di una cattedra accademica ad hoc e/o di una specializzazione giornalistica sul tema in esame, diventa centrale la formazione di un “capitale umano” qualificato e in grado di soddisfare le esigenze degli attuali contesti economico-sportivi. L’agenzia Sporteconomy (market-leader in Italia e in Europa nell’informazione economica e politica applicata allo sport) ha acquisito, negli anni, un adeguato patrimonio di know-how, testimoniato dalle numerose iniziative e partnership editoriali/sportive (media partner del Mondiale di nuoto e di baseball 2009).</p>
<p>Le nuove tecnologie e mezzi di informazione hanno cambiato il modo di lavorare del giornalista: una figura sempre più multimediale ed esperta delle ultime innovazioni. Nell’era della convergenza è diventato quindi fondamentale conoscere i diversi linguaggi comunicativi, muoversi con consapevolezza nel mondo di Internet e saper utilizzare i vari strumenti, da una telecamera a un Blackberry.</p>
<p>La crescita di Calciomercato.it in termini di accessi e visibilità nel panorama internazionale è concisa infatti negli anni con lo sviluppo delle nuove applicazioni digitali che hanno permesso anche alla nostra testata di fornire un servizio sempre più completo. Il corso mirerà quindi a trasmettere delle competenze specifiche per tutti quelli che desiderano operare, con gli adeguati strumenti di lavoro, nel mondo dell&#8217;informazione sportiva ’tradizionale’ e online.</p>
<p>DESTINATARI</p>
<p>Il corso è destinato a tutti coloro che vogliano specializzarsi nel settore giornalistico dello sport-business ed in particolare a:1 &#8211; studenti universitari; 2 &#8211; laureati in scienze politiche, economia e commercio, lettere; 3 &#8211; laureati in Scienze Motorie e diplomati IULM; 4 &#8211; giornalisti pubblicisti/praticanti. L&#8217;ammissione al corso è subordinata a una positiva valutazione del curriculum vitae. Si richiede, inoltre, un livello base di conoscenza informatica e della lingua inglese.</p>
<p>CONTENUTI</p>
<p>Nel corso delle ore di lezione si tratteranno i seguenti argomenti:</p>
<p>SCENARIO ECONOMICO-SPORTIVO:</p>
<p>1 &#8211; Elementi base di giornalismo e glossario di economia sportiva. 2  &#8211; Il mercato dello sport-business (italiano ed internazionale). 3  &#8211; L&#8217;industria del calcio (opportunità e potenzialità inespresse). 4  &#8211; Il mercato delle sponsorizzazioni (dal calcio agli sport minori).  5 -   Il mercato dei diritti audiovisivi 6 &#8211; Le fan base dei sistema calcio e il metodo di ripartizione degli introiti calcistici (case history italiane e straniere)7 &#8211; Lo sport-business nel mercato editoriale (esperienze a confronto in Italia e nel Mondo). 8  &#8211; La frontiera delle nuove tecnologie e l&#8217;impatto sul mondo dello sport. 9 &#8211; Economia ed internet (il caso Sporteconomy) 10  &#8211; L&#8217;ufficio stampa di taglio economico nelle società sportive.</p>
<p>SCENARIO SPORTIVO</p>
<p>1 &#8211; Teorie e tecniche del giornalismo sportivo. 2- La carta stampata e lettura dei quotidiani 3 &#8211; Le agenzia stampa. 4 &#8211; Il giornalista multimediale. 5 &#8211; Radio, Tv, radiocronache e telecronache: l&#8217;evoluzione del linguaggio dei vari media. 6 &#8211; Non solo calcio: il giornalismo negli altri sport. 7 &#8211; Calciomercato e stampa (Il caso Calciomercato.it). 8 &#8211; Professione giornalistica: vecchie e nuove fonti a confronto (dall&#8217;agenda cartacea ai social network). 9- La stampa estera: il successo dei tabloid stranieri. 10- Rapporto fra la stampa e istituzioni (Coni e Figc). La funzione dell’Ussi.</p>
<p>I MODULO: (CALCIOMERCATO.IT): Teorie e tecniche del giornalismo sportivo.La carta stampata e lettura dei quotidiani.La redazione di un articolo (la regola delle 5 W). L’intervista esercitazione di gruppo. Le agenzia stampa. Come si scrive un take e flash di agenzia esercitazione di gruppo/role playing.</p>
<p>II MODULO (SPORTECONOMY.IT): Economia ed internet (il caso Sporteconomy) Elementi base di giornalismo e glossario di economia sportiva.  &#8211; Il mercato dello sport-business (italiano ed internazionale), scenari presenti e futuri.</p>
<p>III MODULO (CALCIOMERCATO.IT): L&#8217;evoluzione del giornalismo sportivo: Internet e web-journalism-Citizen journalism;Il fenomeno dei blog esercitazione/role playing.Il giornalista multimediale; Convergenza multimediale (internet+carta stampata): si va verso un&#8217;unica redazione (il caso di Repubblica e Repubblica.it);<br />
-’Nuova’ professione, stessi ricchi: l&#8217;informazione online viene equiparata dalle legge sulla stampa<br />
esercitazione/role playing.</p>
<p>IV MODULO (SPORTECONOMY.IT): L&#8217;industria del calcio (opportunità e potenzialità inespresse).  &#8211; Il mercato delle sponsorizzazioni (dal calcio agli sport minori).</p>
<p>V MODULO: (CALCIOMERCATO.IT): Radio, Tv, radiocronache e telecronache: l&#8217;evoluzione del linguaggio dei vari media esercitazione/role playing Radiocronache e telecronache<br />
Radio e Tv tra pubblico e privato: diversi stili a confronto.-Webtv e Webradio esercitazione.</p>
<p>VI MODULO: (SPORTECONOMY.IT): Il mercato dei diritti audiovisivi. Le ’fan base’ dei sistema calcio e il metodo di ripartizione degli introiti calcistici (case history italiane e straniere)</p>
<p>VII MODULO (CALCIOMERCATO.IT): Non solo calcio: il giornalismo negli altri sport. Il fenomeno del Rugby esercitazione/role playing. Calciomercato e stampa (Il caso Calciomercato.it) esercitazione.</p>
<p>VIII MODULO (SPORTECONOMY.IT): Lo sport-business nel mercato editoriale (esperienze a confronto in Italia e nel Mondo). &#8211; La frontiera delle nuove tecnologie e l&#8217;impatto sul mondo dello sport. esercitazione/role playing</p>
<p>IX MODULO (CALCIOMERCATO.IT): Professione giornalistica: vecchie e nuove fonti a confronto (dall&#8217;agenda cartacea ai social network) &#8211; La stampa estera: il successo dei tabloid stranieri. I casi ’Das Bild’ e ’The Sun’ esercitazione.Rapporto fra la stampa e istituzioni (Coni e Figc). La funzione dell&#8217;Ussi.</p>
<p>X MODULO (SPORTECONOMY.IT): L’ufficio stampa di taglio economico nelle società sportive Elementi base per la ideazione e realizzazione di un comunicato stampa ’Le media relations’ esercitazione di gruppo/role playing</p>
<p>Durata e sede del corso</p>
<p>Il corso si svilupperà per un ciclo di <strong>10 giornate</strong> (suddivise in 5 giornate consecutive per mese) per un totale di 80 ore di frequenza in aula. Le lezioni si terranno dal 7 all’11 novembre e dal 28 novembre al 2 dicembre, dalle ore 9:00 alle ore 18:00.</p>
<p>La sede del corso sarà <strong>ROMA</strong> presso un centro congressi specializzato in progetti formativi</p>
<p>Al termine del corso, i migliori due partecipanti potranno effettuare un project work di minimo tre mesi (a distanza), in collaborazione con la redazione di Sporteconomy.it (agenzia di stampa telematica specializzata in tematiche di economia e politica dello sport) e di Calciomercato.it (portale giornalistico leader nel settore dell’informazione sportiva) e/o con le testate &#8216;media partner&#8217; del corso.</p>
<p>Costo: La pa rtecipazione al “Corso di specializzazione in giornalismo economico-sportivo” avrà un costo di 1.150 euro (+ Iva). Ad ogni studente sarà consegnato materiale didattico integrativo alle lezioni in aula e un attestato di frequenza a fine corso.<br />
DOCENTI</p>
<p>Le lezioni saranno tenute da:</p>
<p><strong>Marcel Vulpis</strong> (Direttore Responsabile di Sporteconomy.it, responsabile della rubrica Marketing Sport del quotidiano economico “Italia Oggi” e  di &#8216;Sport&amp;Comunicazione&#8217; del mensile Business People, direttore del periodico &#8216;FUTBOL&#8217;; opinionista sui temi dello sport-business per i canali SkySport24 e SkyTG24 e Rainews24)</p>
<p><strong>Eleonora Trotta</strong> (direttore della testata giornalistica Calciomercato.it opinionista radiofonica e tv) con la collaborazione dei responsabili di redazione di Calciomercato.it Alessio Lento, Federico Scarponi e Cinzia Zadro.</p>
<p><strong>Raniero Altavilla</strong> (responsabile SerieBnews.com-commentatore tv per &#8216;SkySport&#8217;)</p>
<p><strong>Alberto Morici </strong> (direttore della testata Sailbiz.it)</p>
<p>Ammissione: il curriculum vitae e la domanda di ammissione dovranno essere inviate all&#8217;indirizzo di posta elettronica a info@sporteconomy.it   entro e non oltre il 28 ottobre 2011</p>
<p>Titolo: A conclusione del corso agli iscritti, che abbiano seguito regolarmente le attività didattiche (almeno il 70% di frequenza in aula), verrà rilasciato l&#8217;attestato di partecipazione al &#8220;Corso di specializzazione in giornalismo economico-sportivo&#8221; e la possibilità di partecipare a un project work (a distanza).</p>
<p>Direttore e responsabili del corso: Marcel Vulpis/Eleonora Trotta</p>
<p>Coordinatore: Francesco Venturoni</p>
<p>Per informazioni: redazione Sporteconomy tel. 393.3330928 e-mail: info@sporteconomy.it</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Morto il giornalista di Repubblica Giuseppe D&#8217;Avanzo</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 14:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MORTO GIUSEPPE D&#8217;AVANZO &#8211; E&#8217; morto improvvisamente oggi il giornalista Giuseppe D&#8217;Avanzo, nota firma del quotidiano La Repubblica. Giornalista professionista e scrittore, D&#8217;Avanzo era nato a Napoli nel 1953. Ha lavorato al Corriere della Sera e nel 2000 è iniziata la sua collaborazione con Repubblica, di cui è divenuto una delle firme più importanti. Importanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_236171" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Giuseppe-D-Avanzo.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="size-full wp-image-236171" title="Giuseppe-D-Avanzo" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Giuseppe-D-Avanzo.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Giuseppe D&#39;Avanzo</p></div>
<p><strong>MORTO GIUSEPPE D&#8217;AVANZO</strong> &#8211; E&#8217; <strong>morto improvvisamente oggi</strong> il giornalista <strong>Giuseppe D&#8217;Avanzo</strong>, nota firma del quotidiano <strong><em>La Repubblica</em></strong>.</p>
<p>Giornalista professionista e scrittore, D&#8217;Avanzo era nato a Napoli nel 1953. Ha lavorato al <em>Corriere della Sera</em> e nel 2000 è iniziata la sua collaborazione con <em>Repubblica</em>, di cui è divenuto una delle firme più importanti.</p>
<p>Importanti le sue collaborazioni con il giornalista Carlo Bonini, con cui ha realizzato diverse inchieste su politica e cronaca nera. Nel 2007 D&#8217;Avanzo, insieme all&#8217;esperto di mafia Attilio Bolzon, ha pubblicato il libro <em>&#8220;Il Capo dei Capi. Vita e carriera criminale di Totò Riina&#8221;</em>, da cui è stata tratta un&#8217;omonima serie televisiva trasmessa su Canale 5.</p>
<p>Tra le inchieste giornalistiche di D&#8217;Avanzo si segnalano il Nigergate e il rapimento di Abu Omar. Sue anche le famose <strong>10 domande</strong> rivolte al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo la partecipazione del premier, a Casoria, alla festa per il diciottesimo compleanno di Noemi Letizia.</p>
<p><em>Redazione </em></p>
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		<title>Equo compenso per giornalisti: è scontro tra Ordine ed editori</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 15:44:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[EQUO COMPENSO GIORNALISTI &#8211; Sono dure le parole dell&#8217;Ordine dei Giornalisti rivolte alla Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali), in materia di equo compenso per i giornalisti: &#8220;La Fieg rivendica l&#8217;assoluta libertà di troppi editori di continuare a sfruttare i giornalisti&#8221;. La nota dell&#8217;Ordine segue la conclusione delle audizioni in commissione Cultura alla Camera sulla proposta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/stampa_giornalismo.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/stampa_giornalismo-300x224.jpg" alt="" title="stampa_giornalismo" width="300" height="224" class="alignleft size-medium wp-image-235460" /></a><strong>EQUO COMPENSO GIORNALISTI</strong> &#8211; Sono dure le parole dell&#8217;<strong>Ordine dei Giornalisti</strong> rivolte alla <strong>Fieg</strong> (Federazione Italiana Editori Giornali), in materia di <strong>equo compenso</strong> per i giornalisti: <strong>&#8220;<em>La Fieg rivendica l&#8217;assoluta libertà di troppi editori di continuare a sfruttare i giornalisti&#8221;</em></strong>.</p>
<p>La nota dell&#8217;Ordine segue la conclusione delle audizioni in commissione Cultura alla Camera sulla <strong>proposta di legge Moffa</strong>, che punta a <strong>stabilire un equo compenso per il lavoro giornalistico</strong>.</p>
<p>&#8220;Promuovere l&#8217;<strong>equità retributiva nel lavoro giornalistico</strong> è un&#8217;occasione importante- aveva dichiarato la delegazione della FNSI (Federazione nazionale della stampa italiana) &#8211; perché sia riconosciuta la piena dignità, morale e materiale, del lavoro, qualunque sia la tipologia del rapporto tra giornalista ed editore, soprattutto per la <strong>giusta considerazione del lavoro autonomo</strong>&#8220;.</p>
<p> &#8220;L&#8217;impianto della proposta di legge &#8211; ha osservato segretario della FNSI Franco Siddi &#8211; va nella direzione giusta, perché riconosce l&#8217;<strong>applicabilità dell&#8217;art. 36 della Costituzione</strong> anche agli &#8216;autonomi&#8217;, in ossequio al principio che <strong>a ogni prestazione deve corrispondere un trattamento proporzionato alla qualità e alla quantità del lavoro svolto</strong>, in armonia con i trattamenti previsti dal contratto nazionale dei giornalisti. Perciò è importante che la legge, fissato il principio, stabilisca anche i binari entro i quali le parti sociali debbano definire i giusti compensi per le collaborazioni giornalistiche o, in difetto, fissare criteri inderogabili di carattere qualitativo e quantitativo. Questa è la condizione perché <strong>sia definitivamente superata l&#8217;idea coltivata, sin qui da quasi tutti gli editori italiani</strong> e anche dalla Fieg, <strong>che per il compenso del lavoro autonomo la trattativa debba essere esclusivamente tra le persone e le aziende</strong>. Su questo versante il punto di vista della Fnsi è chiaro da anni e pertanto non trova alcun fondamento l&#8217;affermazione &#8211; che non risponde a verità &#8211; fatta dalla Fieg davanti alla commissione che le parti sociali insieme avrebbero deciso di ritenere estranea alla contrattazione la materia del lavoro autonomo».</p>
<p>Ma secondo la Fieg la proposta di legge Moffa sarebbe <strong>incostituzionale</strong>. </p>
<p>Affermazione che ha provocato la reazione dell&#8217;Ordine dei Giornalisti, che ha contestato la Federazione degli Editori accusandola di voler mantenere lo <em>&#8220;status quo&#8221;</em> e di rivendicare <em>&#8220;l&#8217;assoluta libertà di troppi editori di continuare a sfruttare i giornalisti&#8221;</em>. </p>
<p>Immediata è stata la risposta della Fieg: <em>&#8220;<strong>È scandaloso e inquietante che il presidente dell&#8217;Ordine dei giornalisti Iacopino, con un&#8217;inaccettabile generalizzazione, attacchi l&#8217;intera categoria degli editori</strong>&#8220;</em>.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Indro Montanelli, il 22 luglio è ricorso il decennale della scomparsa</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 20:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.battisti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DECENNALE DELLA MORTE DI MONTANELLI - Non solo giornalista: storico, scrittore, cronista della storia italiana, per molti il più grande personaggio italiano della carta stampata, sicuramente il più popolare. La sua scomparsa il 22 luglio del 2001, pose fine a oltre 65 anni di attività. L’esordio giovanissimo, poco più che ventenne scrisse un’articolo su Byron, [...]]]></description>
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<div id="attachment_234749" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/982645574.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="size-thumbnail wp-image-234749" title="982645574" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/982645574-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Indro Montanelli</p></div>
<p>DECENNALE DELLA MORTE DI MONTANELLI </strong>- Non solo giornalista: storico, scrittore, cronista della storia italiana, per molti il più grande personaggio italiano della carta stampata, sicuramente il più popolare. La sua scomparsa il 22 luglio del 2001, pose fine a oltre 65 anni di attività. L’esordio giovanissimo, poco più che ventenne scrisse un’articolo su<strong> Byron</strong>, scrittore e politico inglese. Reporter della seconda  guerra mondiale, la sua corrispondenza anche da Berlino narrò le intenzioni bellicose di <strong>Hitler</strong> ( che incontrò personalmente), ai danni di <strong>Francia e Germania</strong>.</p>
<p>Tra le sue “perle”, le impressioni di <strong>Charles de Gaulle, Winston Churchill, Giovanni XXIII e Luigi Einaudi.</strong> Ha collaborato con riviste italiane prestigiose come  <strong>La Stampa, Il Corriere della Sera e il Messaggero</strong>. Era un fautore del minimalismo, secondo lui uno scritto doveva essere compreso da tutti. Nel ’73 Se ne andò sbattendo la porta dal Corriere della Sera, non apprezzando  più l’ideologia che stava ruotando attorno al quotidiano, in seguito fondò una testata giornalistica, (<strong>Il Giornale Nuovo</strong>), di cui assunse il ruolo di direttore.</p>
<p>Per la crescita del quotidiano si avvalse dell’appoggio di <strong>Silvio Berlusconi,</strong> all’epoca ancora nel campo delle costruzioni. Tuttavia il sodalizio si interruppe bruscamente quando l’attuale Presidente del Consiglio gli chiese di appoggiarlo nella sua futura carriera politica. Altri due episodi da citare nella sua vita, sono il suo ferimento avvenuto nel ’77 per mano delle <strong>Brigate Rosse</strong> e, la cena avuta con Giovanni Paolo II.</p>
<p>Il <strong>Comune di Milano </strong>ha dedicato ad Indro Montanelli una statua nei <strong>giardini pubblici</strong> a lui intestati.</p>
<p>Marco Galluzzi</p>
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		<title>Roma: è morto il diplomatico Boris Biancheri, ex presidente Ansa</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 13:14:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MORTO BORIS BIANCHERI &#8211; Il diplomatico Boris Biancheri è morto nella notte a Roma. Biancheri, 80 anni, ha iniziato la carriera diplomatica nel 1956 ed è stato ambasciatore per l&#8217;Italia a Tokyo, Londra e Washington. Ha ricoperto importanti incarichi al Ministero degli Esteri, dove è stato direttore generale del Personale, degli Affari Politici e Segretario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_233395" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/boris_biancheri.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/boris_biancheri-300x223.jpg" alt="" title="boris_biancheri" width="300" height="223" class="size-medium wp-image-233395" /></a><p class="wp-caption-text">Boris Biancheri</p></div><strong>MORTO BORIS BIANCHERI</strong> &#8211; Il diplomatico <strong>Boris Biancheri</strong> è <strong>morto</strong> nella notte a Roma. Biancheri, 80 anni, ha iniziato la carriera diplomatica nel 1956 ed è stato ambasciatore per l&#8217;Italia a Tokyo, Londra e Washington. Ha ricoperto importanti incarichi al Ministero degli Esteri, dove è stato direttore generale del Personale, degli Affari Politici e Segretario Generale dal 1995 al 1997. Biancheri è stato anche scrittore ed editorialista di politica internazionale per il quotidiano &#8220;La Stampa&#8221;. Dal 1997 al 2009 è stato <strong>presidente dell&#8217;ANSA</strong> e tra il 2004 e il 2008 ha guidato anche la Fieg, la Federazione Italiana Editori di Giornali. </p>
<p>Boris Biancheri si è spento nella clinica Villa Margherita di Roma. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Concita De Gregorio dal primo di luglio lascerà &#8220;L&#8217;Unità&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 20:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>D'Agostino Michele</dc:creator>
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<p><strong></p>
<div id="attachment_225063" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/de_gregorio_concita.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="size-medium wp-image-225063" title="de_gregorio_concita" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/de_gregorio_concita-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Concita De Gregorio</p></div>
<p>DE GREGORIO DIVORZIO UNITA&#8217;</strong> &#8211; La famosa giornalista <strong>Concita De Gregorio </strong>dopo circa tre anni lascia la direzione de <em>L&#8217;Unità</em>, quotidiano di sinistra fondato da <strong>Antonio Gramsci.</strong> Oggi in una nota congiunta scritta insieme al direttore del quotidiano <strong>Soru</strong> hanno comunicato questa decisione congiunta: &#8220;Dal primo luglio<strong> Concita De Gregorio </strong>lascia la direzione dell&#8217;Unità a seguito di una decisione condivisa, assunta in autonomia e nel pieno rispetto reciproco riconoscendo l&#8217;importante lavoro svolto e i risultati raggiunti&#8221;. Ancora sconosciuti i motivi del divorzio e il futuro lavorativo della <strong>De Gregorio </strong></p>
<p><strong>Michele D&#8217;Agostino</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Morto il giornalista Biagio Agnes, ex Direttore Generale della Rai</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 10:15:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA: MORTO BIAGIO AGNES &#8211; Si è spento la notte scorsa a Roma, all&#8217;età di 82 anni, il noto giornalista ed ex direttore generale della Rai Biagio Agnes. Agnes era nato il 25 luglio del 1928, in provincia di Avellino, a Serino. Attualmente ricopriva l&#8217;incarico di direttore della Scuola di giornalismo dell&#8217;Università di Salerno. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_219247" class="wp-caption alignleft" style="width: 227px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/biagio_agnes.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/biagio_agnes.jpg" alt="" title="biagio_agnes" width="217" height="230" class="size-full wp-image-219247" /></a><p class="wp-caption-text">Biagio Agnes</p></div><strong>ROMA: MORTO BIAGIO AGNES</strong> &#8211; Si è spento la notte scorsa a Roma, all&#8217;età di 82 anni, il noto <strong>giornalista</strong> ed ex direttore generale della Rai <strong>Biagio Agnes</strong>.</p>
<p>Agnes era nato il 25 luglio del 1928, in provincia di Avellino, a Serino. Attualmente ricopriva l&#8217;incarico di  <strong>direttore della Scuola di giornalismo dell&#8217;Università di Salerno</strong>.</p>
<p>La carriera giornalistica di Biagio Agnes cominciò all&#8217;età di vent&#8217;anni, con collaborazioni a pubblicazioni locali dell&#8217;Irpinia, per passare poi a giornali di livello regionale e nazionale. Nel <strong>1958 Agnes è entrato in Rai</strong>, dove ha svolto una lunga carriera. E&#8217; stato redattore alla sede di Cagliari, condirettore del Telegiornale, fondatore e direttore del Tg3, vice Direttore Generale per la radiofonia. <strong>Dal 1982 al 1990 è stato Direttore Generale della Rai</strong>, tra i più longevi della tv pubblica. </p>
<p>All&#8217;epoca in cui Agnes era direttore generale, la Rai avviò il <strong>Televideo</strong>, e sperimentò nuove tecnologie, come le trasmissioni via satellite e l&#8217;alta definizione. Agnes ideò, insieme a Luciano Lombardi D&#8217;Aquino, il programma tv sulla medicina <em>&#8220;Check-up&#8221;</em>. </p>
<p>Nel 1990 Biagio Agnes lasciò la Rai e diventò presidente della Stet, holding delle telecomunicazioni. Nel 1997 fu nominato presidente di Telemontecarlo. Dal 2006 era direttore della Scuola di Giornalismo dell&#8217;Università di Salerno.</p>
<p>Nel 1987 Agnes è stato nominato Cavaliere del Lavoro e nel 1992 ha ricevuto la laurea honoris causa in Comunicazione e Telecomunicazioni all&#8217;Università di Buenos Aires. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Perugia: Saviano apre la V edizione del Festival del giornalismo</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 14:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.battisti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FESTIVAL GIORNALISMO PERUGIA  - Roberto Saviano apre la V edzione del Festival del Giornalismo di Perugia. Nella serata del 12 aprile alle ore 21, al teatro Pavone di Perugia, il noto scrittore interverrà sull&#8217;argomento dal titolo &#8220;Ti opponi? Sarai delegittimato. Come riconoscere e fermare la macchina del fango&#8221;.  &#8220;La diffamazione &#8211; ha detto Saviano &#8211; è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/festival-giornalismo.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-medium wp-image-204101" title="festival-giornalismo" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/festival-giornalismo-216x300.jpg" alt="" width="216" height="300" /></a><strong>FESTIVAL GIORNALISMO PERUGIA</strong>  - Roberto Saviano apre la V edzione del Festival del Giornalismo di Perugia. Nella serata del 12 aprile alle ore 21, al teatro Pavone di Perugia, il noto scrittore interverrà sull&#8217;argomento dal titolo &#8220;Ti opponi? Sarai delegittimato. Come riconoscere e fermare la macchina del fango&#8221;.  &#8220;La diffamazione &#8211; ha detto Saviano &#8211; è stata sempre al centro della mia ricerca perché sono nato in una terra in cui chiunque decida di ostacolare il potere criminale viene diffamato&#8221;. La serata inaugurale potrà essere seguita in diretta su SkyTg24 e il sito di Repubblica.it.</p>
<p><em>Redazione online</em></p>
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		<title>Il nuovo talk di Vespa iniziera&#8217; a settembre</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 14:42:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[BRUNO VESPA TALK &#8211; &#8220;Non posso far partire la mia nuova trasmissione a fine aprile, vorrebbe dire farla partire senza una giusta preparazione e con la &#8216;castrazione&#8217; della par condicio. Che senso avrebbe quindi? Senza contare che ci sono anche le fasi finali di Champions League&#8220;.  Sono queste le parole di Bruno Vespa a proposito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/bruno-vespa2.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-190117" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/bruno-vespa2.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>BRUNO VESPA TALK</strong> &#8211; &#8220;Non posso far partire la mia nuova trasmissione a fine aprile, vorrebbe dire farla partire senza una giusta preparazione<br />
e con la &#8216;castrazione&#8217; della <strong>par condicio</strong>. Che senso avrebbe quindi? Senza contare che ci sono anche le fasi finali di <strong>Champions League</strong>&#8220;.  Sono queste le parole di <strong>Bruno Vespa</strong> a proposito del suo nuovo talk.<br />
In particolare, Vespa sottolinea anche che sarebbe &#8220;tecnicamente impossibile&#8221; far partire la trasmissione dopo le sei puntate di &#8216;<strong>Centocinquanta</strong>&#8216;, il programma in onda su <strong>Rai1</strong> a partire da mercoledi che vede <strong>Pippo Baudo</strong>, affiancato da Bruno Vespa, alle prese con un programma centrato sulla storia italiana.<br />
Par condicio, in vigore per le lelezioni amministrative, e le finali di Champions League sembrerebbero alla base  della sua scelta di posticipare a settembre l&#8217;inizio del suo nuovo talk. <br />
 <br />
Sara Durantini</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il nucleare secondo Giuliano Ferrara</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 14:32:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[GIULIANO FERRARA -  Qui Radio Londra, la striscia quotidina di Giuliano Ferrara non ha dato i risultati sperati in quanto ad ascolti. Ieri la prima puntata verteva sulla paura del nucleare e sulla situazione che sta dividendo Stati Uniti e Germania. Temi attuali e scottanti che, tuttavia, sono stati seguiti da 5.915.000 telespettatori, pari al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/giuliano-ferrara.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-190103" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/giuliano-ferrara.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a>GIULIANO FERRARA -  <em>Qui Radio Londra</em></strong>, la striscia quotidina di <strong>Giuliano Ferrara</strong> non ha dato i risultati sperati in quanto ad ascolti.<br />
Ieri la prima puntata verteva sulla <strong>paura del nucleare</strong> e sulla situazione che sta dividendo <strong>Stati Uniti e Germani</strong>a. Temi attuali e scottanti che, tuttavia, sono stati seguiti da 5.915.000 telespettatori, pari al 20.63% di <strong>share</strong>.<br />
Giuliano Ferara non ha voluto dare l&#8217;impronta politica, che molti temevano, almeno alla prima puntata.  Al contrario ha tentato di spostare il discorso su cio&#8217; che sta facendo piu&#8217; discutere i vertici europei e internazionali.</p>
<p>Sara Durantini</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Franco Siddi, presidente Fnsi: i giornali devono anticipare il web</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 19:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FRANCO SIDDI EDITORIA E TECNOLOGIE - &#8220;i giornali non scompariranno ma per mantenere la loro essenza devono prevedere il web, la tv o le notizie destinate ai tablets&#8220;. Sono queste le parole del presidente della Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) Franco Siddi che, in un&#8217;intervista a &#8216;Il Sole 24 Ore&#8217;, parla della sfida tecnologica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_186852" class="wp-caption alignleft" style="width: 284px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/franco-siddi.jpeg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="size-full wp-image-186852" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/franco-siddi.jpeg" alt="" width="274" height="184" /></a><p class="wp-caption-text">Franco Siddi</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>FRANCO SIDDI EDITORIA E TECNOLOGIE </strong>- &#8220;i <strong>giornali non scompariranno ma per mantenere la loro essenza devono prevedere il web, la tv o le notizie destinate ai tablets</strong>&#8220;. Sono queste le parole del <strong>presidente della Fnsi</strong> (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) Franco Siddi che, in un&#8217;<strong>intervista a &#8216;Il Sole 24 Ore&#8217;</strong>, parla della <strong>sfida tecnologica che vede coinvolto il futuro del settore editoriale</strong>. &#8220;una sfida che impone investimenti non solo tecnologici ma anche sul lavoro perche&#8217; per fare informazione certificata e autorevole c&#8217;e&#8217; bisogno di <strong>professionalità</strong>&#8221; dichiara Siddi e aggiunge che le innovazioni e non faranno perdere lettori ma, al contrario, aumenteranno &#8220;anche se magari si perdera&#8217; qualche copia cartacea&#8221;.<br />
Per fare fronte all&#8217;era che investirà le aziende editoriali, Franco Siddi ribadisce il bisogno di una &#8220;<strong>riorganizzazione del business globale dell&#8217;informazion</strong>e&#8221;.<br />
Già una settimana fa, <strong>il presidente della Fnsi al congresso Mediacoop a Roma </strong>aveva sottolineato che la <strong>riforma dell&#8217;editoria</strong> &#8220;non si fa avendo come fine primo il taglio della spesa pubblica ma avendo come obiettivi trasparenza, pluralismo, lavoro regolare e sviluppo&#8221;.<br />
<strong>Giuseppe Marra</strong>, presidente del Gruppo GMC <strong>Adnkronos</strong>, si trova in accordo con Siddi.</p>
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		<title>Dati di ascolto del Tg1 ai minimi storici: il Sindacato giornalisti Rai si appella al Cda</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 14:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.battisti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[APPELLO  DELL&#8217;USIGRAI AL CDA PER CROLLO ASCOLTI TG1 - &#8221;Ascolti del Tg1 al minimo storico, anche i dati di ieri mettono i brividi (sotto il 23 per cento) e oggettivizzano quel che da tanto tempo diciamo della direzione Minzolini. La gente fugge sempre più dal telegiornale storico della Rai, Mentana e La7 fanno il loro mestiere e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_157834" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Carlo-Verna-usgrai.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="size-full wp-image-157834" title="Carlo Verna usgrai" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Carlo-Verna-usgrai.jpg" alt="" width="300" height="242" /></a><p class="wp-caption-text">Carlo Verna, segretario Usigrai, sindacato giornalisti Rai</p></div>
<p><strong>APPELLO  DELL&#8217;USIGRAI AL CDA PER CROLLO ASCOLTI TG1</strong> - &#8221;Ascolti del Tg1 al minimo storico, anche i dati di ieri mettono i brividi (sotto il 23 per cento) e oggettivizzano quel che da tanto tempo diciamo della direzione <strong>Minzolini</strong>. La gente fugge sempre più dal telegiornale storico della Rai, <strong>Mentana</strong> e La7 fanno il loro mestiere e ringraziano. Sulle omissioni <strong>Masi</strong> evidentemente nulla ha da dire, quelle né potrebbero, né possono configurare violazioni. Al presidente della Camera <strong>Fini</strong> chiediamo scusa noi se la notizia dell&#8217;irrilevanza, secondo i pubblici ministeri, della carte di S.Lucia è stata appena sussurrata, senza cioè che vi venisse dato il giusto rilievo&#8221;.<br />
Lo afferma, in una nota, <strong>Carlo Verna</strong>, <strong>segretario dell&#8217;Usigrai</strong>, il <em>sindacato dei giornalisti</em> <em>Rai</em>, che aggiunge: &#8221;I giornalisti della Rai, la stragrande maggioranza di quelli del Tg1 con questo modo di fare nulla hanno a che vedere. Abbiamo fatto un referendum dagli esiti plebiscitari contro il direttore generale, il CdA risponda, il presidente alzi la voce, “attenti a quei due” per noi non è solo il titolo della trasmissione di stasera su Raiuno, ma un monito per i loro controllori&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: Asca</em></p>
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		<title>Il quotidiano &#8220;Avvenire&#8221; attacca lo spot sull&#8217;eutanasia dei Radicali: &#8220;Umilia la democrazia e l&#8217;etica</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 11:50:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bagagliniluca</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/eutanasia-volo.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-157770" title="eutanasia-volo" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/eutanasia-volo.jpg" alt="" width="400" height="267" /></a>SPOT EUTANASIA</strong> &#8211; Lo spot sull&#8217;<strong>eutanasia </strong>promosso dai <strong>Radicali</strong>, in onda da settimane su diverse televisioni locali (e trasmesso in un&#8217;occasione anche su una rete nazionale), &#8220;umilia la democrazia, prima ancora che l&#8217;etica&#8221;, e &#8220;sembra paradossalmente pensato per confermare l&#8217;accusa alla televisione di essere una &#8216;cattiva maestra&#8221;. Lo scrive oggi il <strong>quotidiano cattolico Avvenire</strong>, secondo cui &#8220;è davvero stupefacente che nessuna autorità istituzionale &#8211; e ce ne sono diverse che possiedono e dovrebbero riconoscersi e onorare una competenza in questo campo &#8211; abbia preso posizione in merito, malgrado le tante esplicite sollecitazioni ricevute&#8221;. In un editoriale di prima pagina sul giornale della Cei, il<strong> giurista Francesco D&#8217;Agostino</strong>, che è anche un esperto di bioetica, scrive che lo spot &#8220;offende la dignità dell&#8217;uomo&#8221; e quindi &#8220;non può che essere definito indegno&#8221;.</p>
<p>&#8220;Uno spot che ci indigna &#8211; prosegue -, perchè va contro un diritto umano fondamentale, e di rango costituzionale, quale quello alla vita. Uno spot che introduce, in un dibattito delicatissimo come quello sulla fine della vita umana, una dimensione mediatico-pubblicitaria, assolutamente indebita, pensata evidentemente per orientare (non però attraverso l&#8217;argomentazione, ma attraverso l&#8217;emozione) le decisioni dei parlamentari che saranno presto chiamati &#8211; aggiunge D&#8217;Agostino &#8211; a votare in via conclusiva sul disegno di legge sul fine vita&#8221;.</p>
<p>Ansa</p>
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		<title>Wikileaks, presidente Federazione nazionale stampa Natale: &#8220;Penso che il giornalismo abbia fatto una buona figura&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 17:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bagagliniluca</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_156592" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/NATALE.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/NATALE-300x199.jpg" alt="" title="NATALE" width="300" height="199" class="size-medium wp-image-156592" /></a><p class="wp-caption-text">Roberto Natale, Presidente FNSI</p></div>WIKILEAKS GIORNALISMO NATALE &#8211; &#8220;Siamo in anni in cui l&#8217;impatto della rete nel giornalismo ha fatto sperare ad alcuni editori che internet rendesse magicamente e risparmiosamente non più necessario il <strong>lavoro giornalistico professionale</strong>. La vicenda <strong>Wikileaks </strong>ci dice invece che anche ai tempi della rete si va a cercare attendibilità e autorevolezza, come <strong>Assange </strong>ha fatto dando le rivelazioni ad alcune testate autorevoli&#8221;: lo ha detto <strong>Roberto Natale</strong>, presidente della Federazione nazionale stampa, al convegno &#8216;Sette interrogativi su Wikileaks&#8217; organizzato dall&#8217;Università Roma Tre. Uno degli interrogativi della giornata di studi, organizzata dal <strong>professor Enrico Menduni</strong>, è appunto il rapporto tra giornalismo, rivelazioni e deontologia. &#8220;La vicenda Wikileaks insegna alla nostra professione che la nostra funzione non viene sminuita se siamo professionalmente adeguati alle modifiche di accresciuta quantità e velocità imposte da Internet &#8211; ha aggiunto Natale -. Per usare una metafora calcistica è come se oggi giocassimo una partita di calcio paragonandola a quella di 40 anni fa: le regole sono le stesse, ma le velocità di azione è cresciuta in maniera impressionante. Abbiamo il fisico per giocare con un ritmo più elevato? E qui chiamo in causa i nostri editori: vi interessa parlare di questi temi o dalla crisi si esce solo con i tagli? E temo &#8211; ha osservato ancora &#8211; che non sia tanto casuale l&#8217;assenza della stampa italiana nel circolo con cui Julian Assange ha scelto di lavorare: non c&#8217;è solo l&#8217;ostacolo della lingua, ma pesa sicuramente la nostra minore strutturazione in termini di giornalismo investigativo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Penso che con Wikileaks il giornalismo in genere abbia fatto buona figura, anche dal punto di vista del diritto dei cittadini a essere informati. Un diritto che vale anche rispetto ad una malintesa idea di trasparenza totale che è nel lavoro degli <strong>hacker</strong>. Noi non siamo per la trasparenza totale e da questo punto di vista il giornalismo può portare un contributo anche alla definizione di nuove sfere di cittadinanza pubblica. Il nostro compito &#8211; ha concluso &#8211; è di fare da filtro, con la consapevolezza che si ha una responsabilità verso il pubblico e chi è impegnato nelle rivelazioni&#8221;.</p>
<p>&#8220;Wikileaks ha segnato un cambiamento di passo e di mentalità, un nuovo modello di organizzazione sociale e di informazione che è destinato a diffondersi e che ha generato un conflitto con il potere che cercherà di opporsi con la censura e il diritto di veto. Basta guardare cosa è successo in questi giorni in <strong>Tunisia </strong>ed <strong>Egitto</strong>, in cui Internet è stato chiuso&#8221;: è una delle riflessioni del <strong>professor Stefano Rodotà</strong> all&#8217;incontro &#8216;Sette interrogativi su Wikileaks&#8217;, organizzato dall&#8217;Università Roma Tre. &#8220;Un esempio di cambiamento ce lo offre il New York Times che proprio ieri ha annunciato che sta pensando ad un suo wikileaks, cioè un sito in cui riversare informazioni &#8211; aggiunge l&#8217;ex Garante della Privacy -. Questa vicenda ha dato la percezione che esiste un sapere creato dalle tecnologie e che è appropriabile da qualunque soggetto come se fosse un bene comune. C&#8217;è insomma un sapere che si deposita e si mette in circolazione e forse questa dimensione è completamente sfuggita. Dietro tutto questo c&#8217;è una redistribuzione dei poteri che evoca anche il tema delle responsabilità e dei controlli. Ma &#8211; ha concluso Rodotà &#8211; c&#8217;è anche un problema di crescita delle banche dati e della conseguente vulnerabilità che ci insegna che la gestione dei nuovi sistemi è stata affidata a mentalità tradizionali, che hanno dato un livello di sicurezza da archivio cartaceo&#8221;.</p>
<p>Ansa</p>
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		<title>Scompare la giornalista Laura Mambelli, conduttrice del Tg1</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 14:16:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.battisti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/LAURA-MAMBELLI.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-152868" title="LAURA MAMBELLI" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/LAURA-MAMBELLI.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>MORTA LAURA MAMBELLI CONDUTTRICE DEL TG1</strong> &#8211; Si è spenta dopo una breve malattia la giornalista del Tg1, <strong>Laura Mambelli</strong>. La notizia e&#8217; stata data nel corso dell&#8217;edizione delle 13.30 del telegiornale. Mambelli, che si è spenta a 50 anni, nel giorno del suo compleanno, aveva iniziato la sua carriera collaborando con alcuni quotidiani, tra cui il <em>Corriere della Sera</em>.<br />
Passata al Tg1 nei primi anni &#8217;90, ha lavorato prima negli speciali, quindi nella cronaca, per passare poi alla conduzione. Come inviata, ha seguito la vicenda di <strong>Giuliana Sgrena</strong>, il terremoto di San Giuliano di Puglia e l&#8217;alluvione di Messina. Fu chiamata per una stagione anche ad Annozero.</p>
<p><em>Fonte: Ansa</em></p>
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		<title>Facoltà di Giurisprudenza dell&#8217;Università di Genova conferisce laurea ad honorem a Roberto Saviano</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 14:34:09 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/saviano-2011.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-medium wp-image-146474" title="saviano-2011" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/saviano-2011-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>LAUREA AD HONOREM IN GIURISPRUDENZA A ROBERTO SAVIANO</strong> -  L&#8217;università di Genova, sabato prossimo, in occasione della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico, conferirà la laurea <strong>honoris causa in Giurisprudenza al giornalista e scrittore Roberto Saviano</strong>.<br />
A motivare il prestigioso riconoscimento &#8220;l&#8217;importante contributo prestato, attraverso la sua coraggiosa attività di giornalista e di scrittore, alla lotta contro la criminalità organizzata e alla difesa nel nostro Paese del principio di legalità, asse portante dello Stato costituzionale e democratico di diritto&#8221;.<br />
In un ateneo blindato per motivi di sicurezza, il professor <strong>Paolo</strong> <strong>Pisa</strong>, docente di diritto penale, terrà la tradizionale laudatio nell&#8217;Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza, illustrando la figura intellettuale e l&#8217;azione di Saviano nelle diverse fasi del suo itinerario di scrittore.<br />
&#8220;Per me -dichiara il rettore dell&#8217;Università di Genova <strong>Giacomo Deferrari</strong>- è davvero un onore poter conferire questo riconoscimento a Roberto Saviano e sottolineare così l&#8217;importanza del suo impegno per la legalità e per la normalizzazione del nostro Paese&#8221;.<br />
Al termine della cerimonia, Saviano, già laureato in Filosofia all&#8217;Università degli Studi di Napoli, salirà sul podio, indossando la classica toga, per tenere una lectio doctoralis dal titolo &#8220;Il racconto del potere criminale come affermazione del diritto&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: Tmnews</em></p>
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		<title>Caso Ruby, Famiglia Cristiana: “L’affresco delle notti di Arcore, un misto di squallore e depravazione”</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 15:20:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[FAMIGLIA CRISTIANA ESPRIME POSIZIONI DURE RISPETTO AL CASO RUBY &#8211; &#8220;Le notti di Arcore&#8221;. Si intitola così il resoconto sul caso Ruby pubblicato sul sito internet di Famiglia Cristiana, che anche oggi torna a esprimersi con posizioni molto dure. &#8220;L&#8217;affresco delle notti di Arcore che emerge attraverso le intercettazioni di molte ragazze che vi hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/berlusconi-notti-arcote.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-medium wp-image-150822" title="berlusconi notti arcore" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/berlusconi-notti-arcote-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a>FAMIGLIA CRISTIANA ESPRIME POSIZIONI DURE RISPETTO AL CASO RUBY</strong> &#8211; &#8220;Le notti di Arcore&#8221;. Si intitola così il resoconto sul caso Ruby pubblicato sul sito internet di Famiglia Cristiana, che anche oggi torna a esprimersi con posizioni molto dure.<br />
&#8220;L&#8217;affresco delle <em>notti di Arcore </em>che emerge attraverso le intercettazioni di molte ragazze che vi hanno partecipato, allegate alla richiesta di autorizzazione, è un misto di squallore e depravazione&#8221;, si legge nel testo.<br />
&#8220;Giovani pronte ad <em>offrirsi al Drago </em>in cambio di soldi, gioielli o alla disponibilità di appartamenti, ingaggiate per allietare le feste del <em>sultano</em>&#8220;.<br />
&#8220;Se quanto scrivono i magistrati nella richiesta alla Camera di autorizzazione alla perquisizione dell&#8217;ufficio di un collaboratore di Berlusconi venisse confermato &#8211; sottolinea on line il settimanale dei Paolini &#8211; il quadro sarebbe squallido e sconfortante&#8221;:</p>
<p><em>Fonte: Ansa</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Aigol &#8211; Per la tutela dei diritti sul web: leggi lo statuto</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 16:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[AIGOL / ROMA &#8211; L&#8217;Associazione italiana giornali on line &#8211; Aigol, a cui aderisce Calciomercato.it (Nextmediaweb), lancia la sua campagna di iscrizioni a tutti gli editori on line. Ne sono membri anche Atleticom srl, EdiWebRoma srl, L&#38;V Editrice srl, Mediagol, e Sailbiz. L&#8217;associazione nasce dalla volontà di ottenere il riconoscimento giuridico della professione di editore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Aigol.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-medium wp-image-150071" title="Aigol" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Aigol-300x161.png" alt="" width="300" height="161" /></a>AIGOL / ROMA &#8211; L&#8217;<strong>Associazione italiana giornali on line &#8211; Aigol</strong>, a cui aderisce <a href="http://www.calciomercato.it/">Calciomercato.it</a> (Nextmediaweb), lancia la sua campagna di iscrizioni a tutti gli editori on line. Ne sono membri anche Atleticom srl, EdiWebRoma srl, L&amp;V Editrice srl, Mediagol, e Sailbiz. L&#8217;associazione nasce dalla volontà di ottenere il riconoscimento giuridico della professione di <strong>editore online</strong>, alla pari dell’equivalente già presente nella carta stampata, radio o tv: più testate aderiranno maggiori saranno le possibilità di far valere i propri diritti. <a href="http://www.aigol.it/">Sul portale sono illustrate le modalità per poter iscriversi</a>:</p>
<p><a href="http://www.thedailyweek.it/articolo/mediatech-week/media-carta-contro-web">AIGOL FA GIA&#8217; DISCUTERE</a></p>
<p><em>Da: Calciomercato.it </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Caso Ruby: Il presidente dell’Odg del Lazio Bruno Tucci chiede chiarimenti a Emilio Fede</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 12:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bagagliniluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CASO RUBY FEDE &#8211; Il presidente dell&#8217;Ordine del Lazio Bruno Tucci, rivolto a Emilio Fede chiede: chiarisca &#8220;al più presto la sua posizione affinchè ogni dubbio possa essere superato&#8221;.  &#8220;Sui quotidiani, per radio e in tv appare da qualche giorno il nome del collega Emilio Fede, iscritto all&#8217;Ordine dei Giornalisti del Lazio quale indagato nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/emilio-fede.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-149878" title="emilio-fede" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/emilio-fede.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a>CASO RUBY FEDE &#8211; </strong>Il <strong>presidente dell&#8217;Ordine del Lazio Bruno Tucci</strong>, rivolto a <strong>Emilio Fede</strong> chiede: chiarisca &#8220;al più presto la sua posizione affinchè ogni dubbio possa essere superato&#8221;.  &#8220;Sui quotidiani, per radio e in tv appare da qualche giorno il nome del collega Emilio Fede, iscritto all&#8217;<strong>Ordine dei Giornalisti del Lazio</strong> quale indagato nella vicenda che coinvolge il presidente <strong>Silvio Berlusconi</strong>&#8220;.</p>
<p>&#8220;Il Consiglio dell&#8217;Ordine &#8211; ha evidenziato il presidente Tucci &#8211; auspica che il collega chiarisca al più presto la sua posizione affinchè ogni dubbio possa essere superato, conclude.</p>
<p>Luca Bagaglini</p>
]]></content:encoded>
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		<title>È morta oggi a Roma Lietta Tornabuoni</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 17:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LIETTA TORNABUONI &#8211; È morta a Roma Lietta Tornabuoni, noto critico cinematografico italiano. Nata nel 1931, la Tornabuoni si è spenta nel reparto della Seconda Clinica Neurologica del Policlinico Umberto I, dove era stata ricoverata ieri sera, dopo essere stata portata al pronto soccorso in seguito a una caduta. In ospedale è stata colpita da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/tornabuoni01g.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/tornabuoni01g-300x227.jpg" alt="lietta tornabuoni" title="tornabuoni01g" width="300" height="227" class="alignleft size-medium wp-image-145556" /></a>LIETTA TORNABUONI &#8211; <strong>È morta a Roma Lietta Tornabuoni, noto critico cinematografico italiano</strong>. Nata nel 1931, la Tornabuoni si è spenta nel reparto della Seconda Clinica Neurologica del <strong>Policlinico Umberto I</strong>, dove era stata ricoverata ieri sera, dopo essere stata portata al pronto soccorso in seguito a una caduta. In ospedale è stata colpita da tre arresti cardiaci. La Tornabuoni, che non era sposata e non aveva figli, secondo i nipoti soffriva di cuore.</p>
<p><em>Fonte: Ansa</em></p>
<p>Si chiamava Giulietta, era di Pisa, avrebbe compiuto 80 anni il prossimo 24 marzo: Lietta Tornabuoni è per il mondo del cinema una di quelle figure che sembrano esistite da sempre e che sarà difficile non vedere, accucciata nel suo posto in prima fila, a tutte le proiezioni per la stampa dei film che verranno. Forse idealmente lei continuerà ad esserci, troppa essendo la sua curiosità per il genio, l&#8217;arte, il mestiere che ha accompagnato nei lunghi anni della sua militanza come critico cinematografico del quotidiano <em>&#8216;La Stampa&#8217;</em>. Toscanaccia nel gusto della battuta, ma severa prima di tutto con se stessa (retaggio della famiglia di militari in cui era cresciuta) aveva confidenza con l&#8217;arte fin da piccola, assecondando la passione del fratello Lorenzo, più giovane di tre anni, che occupa la scena del figurativismo e della pittura italiana fin dagli anni &#8217;60. Lietta scelse invece la via della scrittura dopo il matrimonio che la portò appena diciottenne a Roma dove cominciò a scrivere, nel 1949 per «Noi Donne», il settimanale dell&#8217;Unione Donne Italiane. I successivi passaggi nelle redazioni di «Novella», «Espresso», «Europeo» forgiarono la sua passione per il giornalismo d&#8217;inchiesta e d&#8217;opinione regalandole il gusto per il lavoro ben fatto, la meticolosità dell&#8217;informazione, la sintesi fulminante del giudizio e dell&#8217;opinione. <strong>Approdò a «La Stampa» nel 1970</strong> e nel tempio del giornalismo sabaudo è rimasta tutta la vita con una breve parentesi di tre anni al «Corriere della Sera». Sono proprio<strong> le sue recensioni cinematografiche per «La Stampa» ad averla resa popolare tra i lettori</strong>: modello di una critica militante e puntigliosa che traduceva volentieri, come un vero soldato, anche per i settimanali suggerimenti del fine settimana, amatissimi dai lettori in cerca di un buon film da vedere. Di questo autentico «servizio al lettore» si trova eco, fin dalla metà degli anni &#8217;90, nell&#8217;annuale appuntamento in libreria con i suoi volumi «Al cinema» che raccoglievano le migliori recensioni dell&#8217;anno. Lietta però scriveva volentieri anche di cronaca, di costume, di mutamenti della società, tanto è vero che <strong>il suo libro forse più bello resta «Sorelle d&#8217;Italia»</strong>, mentre restano memorabili i suoi «ritratti» della grande famiglia del cinema racchiusi in volumi come <strong>«Era Cinecittà»</strong> o <strong>«Album di famiglia della tv»</strong>. Le piacevano le interviste, autentici «schizzi» da pittrice delle parole, con cui fissava idee, gesti, attitudini dei grandi incontrati nel corso della professione; ai festival, dove per anni ha fatto «coppia fissa» con Natalia Aspesi e poi con Alessandra Levantesi, non si faceva mai problemi ad alternare il mestiere del critico con quello del «cronachista», sempre capace di mettere in un articolo il sale dell&#8217;osservazione acuta e dell&#8217;intuizione su un carattere. Indimenticabile il suo <strong>sodalizio letterario con Oreste del Buono</strong>, amico e collega con cui divideva il disincanto sull&#8217;umanità e l&#8217;umanità dei sentimenti. È stata «in servizio» fino all&#8217;ultimo giorno: nonostante il malore che l&#8217;aveva colta a una proiezione lo scorso dicembre, i <strong>suoi articoli sono apparsi sulle pagine de «La Stampa» fino all&#8217;appassionata recensione dell&#8217;ultimo film di Clint Eastwood, «Hereafter»</strong> (<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/addio-a-lietta-tornabuoni/2141985/">per L&#8217;Espresso che la pubblica oggi sul sito</a>), forse non per caso dedicato al mistero della vita oltre la morte. Occhi mobilissimi, battuta pronta, sorriso distante, Lietta Tornabuoni rimane <strong>una «gran dama» del nostro giornalismo e del cinema</strong>, pudica e appartata nel privato quanto coraggiosa e decisa nelle scelte pubbliche. </p>
<p><em>di Giorgio Gosetti<br />
Fonte: Ansa </em></p>
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		<title>Feltri e Belpietro diventano azionisti di Libero</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 18:31:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.battisti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FELTRI E BELPIETRO AZIONISTI DI LIBERO I giornalisti Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro sono diventati azionisti di Libero, il quotidiano vicino al centrodestra edito dalla famiglia Angelucci. Lo annuncia venerdì un comunicato dell&#8217;Editoriale Libero. «I due direttori&#8230; diventano azionisti di Libero, di cui saranno anche editori incaricati, ovvero con la responsabilità piena della conduzione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_130617" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/feltri4.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="size-thumbnail wp-image-130617" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/feltri4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Vittorio Feltri </p></div>
<p>FELTRI E BELPIETRO AZIONISTI DI LIBERO I giornalisti<strong> Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro</strong> sono diventati azionisti di <em>Libero</em>, il quotidiano vicino al centrodestra edito dalla <strong>famiglia Angelucci</strong>. Lo annuncia venerdì un comunicato dell&#8217;Editoriale Libero. «I due direttori&#8230; diventano azionisti di Libero, di cui saranno anche editori incaricati, ovvero con la responsabilità piena della conduzione del quotidiano milanese», dice la nota.<br />
Feltri, 67 anni, fondatore di Libero, è attualmente direttore editoriale del<em> Giornale</em> &#8211; il quotidiano edito da Paolo Berlusconi &#8211; ma la stessa nota annuncia che il 21 dicembre lascerà l&#8217;incarico per assumere lo stesso ruolo presso <strong>Libero</strong>. Belpietro, 52 anni, oltre a essere direttore responsabile di Libero, è conduttore tv a <strong>Mediaset</strong>. L&#8217;accordo tra l&#8217;Editoriale Libero e i due giornalisti è stato raggiunto nei giorni scorsi, dice il comunicato. Non è chiaro quale percentuale del pacchetto azionario controllino Feltri e Belpietro. Stefano Cecchetti, direttore generale dell&#8217;Editoriale Libero, ha detto telefonicamente a Reuters che questa informazione sarà fornita nel corso di una conferenza stampa il prossimo 22 dicembre. La famiglia Angelucci, con interessi nel settore della sanità, editano anche un altro quotidiano, <em>Il Riformista</em> vicino al centrosinistra.</p>
<p> Fonte: <em>Reuters</em></p>
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		<title>Il giornale &#8216;La Padania&#8217; commenta la scarcerazione dei 23 teppisti arrestati a Roma: &#8220;Ci hanno preso per i fondelli&#8221;</title>
		<link>http://www.direttanews.it/2010/12/16/il-giornale-la-padania-commenta-la-scarcerazione-dei-23-teppisti-arrestati-a-roma-ci-hanno-preso-per-i-fondelli/#utm_source=feed&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=feed</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 21:32:41 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/La-padania.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-medium wp-image-129684" title="La padania" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/La-padania-300x98.png" alt="" width="300" height="98" /></a>&#8216;<strong>LA PADANIA&#8217;  SCARCERAZIONE TEPPISTI ROMA &#8211; </strong>&#8220;Istigazione a delinquere. Il <strong>Tribunale </strong>rimette in libertà i 23 teppisti che hanno guidato gli assalti violenti contro la città e la <strong>polizia</strong>&#8220;. Questo il titolo d&#8217;apertura, a tutta pagina, del quotidiano del <strong>Carroccio &#8216;La Padania</strong>&#8216; dedicata agli scontri di piazza dei giorni scorsi a Roma. &#8220;Diciamolo:ci hanno preso per i fondelli. Da oggi, è giusto saperlo, chi viene &#8220;beccato&#8221;- si legge nell&#8217;articolo -a lanciare bidoni della spazzatura in testa a uno sbirro o manganellare un carabiniere come incendiare auto e motorini, merita un premio: la scarcerazione lampo. Così tutti e ventitrè i &#8220;teppisti&#8221; fermati martedì scorso per i violenti scontri a <strong>Roma </strong>durante la manifestazione contro il <strong>Governo </strong>e la riforma <strong>Gelmini </strong>salutano e ringraziano. C&#8217;è solo da augurarsi che i giovani tornati in libertà non si rimettano subito a sfasciare&#8221;, è scritto nell&#8217;articolo pubblicato sulla Padania.</p>
<p>Ansa</p>
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		<title>Diretta live AS.com incontro Barcellona-Real Madrid</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 19:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bagagliniluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[INCONTRO BARCELLONA-MADRID &#8211; Grande attesa per il classico diretta live di AS.COM. Questa sera alle ore 21 si svolgerà l&#8217;incontro Barcellona-Real Madrid, partita di testa della tredicesima giornata del campionato spagnolo. Confermati titolari, per questo incontro, nella squadra del Real Madrid: Casillas, Ramos, Pepe, Carvalho, Marcelo; Xabi Alonso, Khedira; Di María, Özil, Cristiano e juega [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/BARC-MADR.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-117030" title="BARC-MADR" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/BARC-MADR.jpg" alt="" width="260" height="194" /></a>INCONTRO BARCELLONA-MADRID</strong> &#8211; Grande attesa per il classico <strong>diretta live di AS.COM</strong>.<br />
Questa sera alle ore 21 si svolgerà l&#8217;incontro <strong>Barcellona-Real Madrid</strong>, partita di testa della <strong>tredicesima giornata del campionato spagnolo</strong>. Confermati titolari, per questo incontro, nella squadra del<strong> Real Madrid</strong>: <strong>Casillas, Ramos, Pepe, Carvalho, Marcelo; Xabi Alonso, Khedira; Di María, Özil, Cristiano e juega Benzema</strong>. Il <strong>Barcelona </strong>farà invece scendere in campo Víctor Valdés, Dani Alves, Puyol, Piqué, Abidal; Busquets, Xavi, Iniesta; Pedro, Villa y Messi.</p>
<p>Luca Bagaglini</p>
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		<title>Settimanale Usa Newsweek dedica copertina a Berlusconi e al suo harem di donne</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 14:20:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.battisti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BERLUSCONI E LE DONNE IN COPERTINA DI NEWSWEEK - Nuova copertina di Newsweek dedicata al Silvio Berlusconi.Il settimanale americano dedica il frontespizio al premier italiano con un fotomontaggio in cui appaiono due gambe femminili e scarpe con tacco a spillo e il titolo “Berlusconi e il problema ragazze”, sottotitolato “La sua cultura dell&#8217;harem sta minando l&#8217;economia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/copertina-newsweek.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-medium wp-image-108034" title="copertina newsweek" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/copertina-newsweek-218x300.jpg" alt="" width="218" height="300" /></a></p>
<p><strong>BERLUSCONI E LE DONNE IN COPERTINA DI NEWSWEEK</strong> - Nuova copertina di Newsweek dedicata al Silvio Berlusconi.Il settimanale americano dedica il frontespizio al premier italiano con un fotomontaggio in cui appaiono due gambe femminili e scarpe con tacco a spillo e il titolo “Berlusconi e il problema ragazze”, sottotitolato “La sua cultura dell&#8217;harem sta minando l&#8217;economia italiana e il suo governo”.<br />
Newsweek ha riservato un’inchiesta di 7 pagine all&#8217;Italia dove si evidenzia il fenomeno della presenza femminile in politica e in televisione, considerata purtroppo come “oggetto sessuale”, mentre l&#8217;incuria dei beni culturali diviene la metafora della decadenza del paese.<br />
Nell’articolo che prende spunto dal crollo della Casa dei Gladiatori di Pompei è scritto che “quando al ministro della Cultura in carica è stato chiesto se si sarebbe dimesso, ha risposto di non essere lui il responsabile. Questo è il modo in cui funziona il governo in Italia. Nessuna responsabilità. Nessuna vergogna. Nessuna attenzione verso un Paese che si va sgretolando”.<br />
Nell’inchiesta tuttavia il settimanale americano evidenzia una tendenza al cambiamento almeno “sul fronte politico”. Infatti, scrive il Newsweek che dopo gli ultimi scandali riguardanti la minorenne marocchina &#8216;Ruby Rubacuorì, sembra che il premier abbia “improvvisamente aver perso il suo tocco. Sta perdendo sostenitori chiave”, scrive il settimanale: da Gianfranco Fini, alla Confindustria fino alla Chiesa Cattolica.<br />
Rispetto al problema delle donne la giornalista <strong>Barbie Nadeau</strong> ricorda che “mentre gli altri Paesi europei promuovono attivamente l&#8217;uguaglianza di genere, Berlusconi ha guidato la carica nella direzione opposta, di fatto soffocando le donne attraverso la creazione di un mondo in cui sono in primo luogo oggetti sessuali, anziché professioniste alla pari”.<br />
L’articolo ironizza che questo sia il “problema con le donne dell&#8217;Italia, nazione del Bunga Bunga” di Silvio Berlusconi. Un fenomeno che si ripercuote sulla popolazione in quanto il premier detiene “il 95% del mercato tv sotto il suo ombrello” e che si ribadisce “ha cambiato negli anni il modo in cui le donne italiane vengono viste e vedono se stesse”.<br />
E così, sotto il mirino dei giornalisti americani anche la trasmissione “Striscia la notizia” e le sue veline che compaiono ignude sulla scrivania di due uomini di mezza età.<br />
“Il prime time in Italia – viene descritto dal Newsweek – come una inevitabile sfilata pruriginosa, l&#8217;espressione del marciume che si manifesta al vertice del governo italiano”.<br />
In conclusione il settimanale denuncia quanto sta accadendo nel bel paese: “mentre i titoli dei giornali raccontano una storia infinita di modelle adolescenti, escort pagate e danzatrici del ventre marocchine che fanno capriole con il 74enne primo ministro Silvio Berlusconi, i media mettono in chiaro che gli uomini sono uomini, e le donne sono in vetrina”.<br />
L’ultima frecciatina del settimanale è stata rivolta alle donne italiane che starebbero al gioco del premier: “Se Berlusconi in questi giorni agisce come un vecchio sporcaccione, un buon numero di donne italiane sono disposte a giocare ai suoi giochetti umilianti”.</p>
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		<title>NUOVO CONCEPT GRAFICO PER IL PORTALE DELL&#8217;AGENZIA GIORNALISTICA SPORTECONOMY</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 11:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bagagliniluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[NUOVO CONCEPT GRAFICO PER IL PORTALE DELL&#8217;AGENZIA GIORNALISTICA SPORTECONOMY &#8211; Forte attenzione a un nuovo approccio multimediale. La piattaforma del portale diretto da Marcel Vulpis è stata realizzata dalla Alo Software di Roma. Un nuovo concept grafico che rivoluziona a 360° il design del portale dell’agenzia giornalistica Sporteconomy (www.sporteconomy.it), diretta dal 2004 dal giornalista Marcel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/sporteconomy08-300x180.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-94868" title="sporteconomy08-300x180" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/sporteconomy08-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>NUOVO CONCEPT GRAFICO PER IL PORTALE DELL&#8217;AGENZIA GIORNALISTICA SPORTECONOMY &#8211; Forte attenzione a un nuovo approccio multimediale. La piattaforma del portale diretto da <strong>Marcel Vulpis</strong> è stata realizzata dalla Alo Software di Roma.</p>
<p>Un nuovo concept grafico che rivoluziona a 360° il design del portale dell’agenzia giornalistica<strong> Sporteconomy </strong>(www.sporteconomy.it), diretta dal 2004 dal giornalista Marcel Vulpis.</p>
<p>A idearlo ci ha pensato la Alo Software di Roma, che ha realizzato un visual molto minimalista, che gioca sui colori sociali di Sporteconomy: l’azzurro e il bianco. Il debutto della nuova piattaforma è previsto per il prossimo 1° novembre 2010. Sporteconomy.it entra quest’anno, tra l’altro, nel suo sesto anno di attività giornalistica (nell’ultimo biennio è stato “media partner” del Mondiale di nuoto di Roma e di Baseball, entrambi disputati nel 2009).</p>
<p>“Abbandoniamo definitivamente lo sfondo color nero che ci aveva caratterizzato negli ultimi anni come portale”, spiega Marcel Vulpis, direttore responsabile dell’agenzia nazionale specializzata in economia e politica dello sport. “Abbiamo studiato il posizionamento grafico di molti siti d’informazione, soprattutto in ambito europeo, e la scelta è caduta su questo nuovo binomio cromatico e su una migliore razionalizzazione del prodotto. Le news saranno maggiormente visibili e gli utenti potranno accedere più facilmente a una serie di nuove informazioni e servizi. Senza considerare le integrazioni con i principali <strong>social network</strong> direttamente gestibili dal sito”.</p>
<p>L’altra caratteristica importante di Sporteconomy è l’apertura a una piattaforma multilingue, che sarà operativa per i Giochi di Londra 2012.</p>
<p>“Sporteconomy.it non è più un sito giornalistico tout court. E’ una piattaforma multimediale e modulare”, sottolinea<strong> Alessandro Volpi</strong>, fondatore di Alo Software. “Le news saranno declinate non solo sul sito, ma anche sugli applicativi studiati appositamente per iPhone e iPad. Il progetto Sporteconomy è strategico per la nostra struttura, perché abbiamo deciso di specializzarci con una divisione dedicata al mondo dell’editoria (interessata a un nuovo approccio più multimediale). Grazie a questa operazione potremo mostrare concretamente i servizi realizzabili a supporto delle aziende attive nel mondo dell’editoria. Sporteconomy è il progetto pilota e andrà a regime proprio durante i Giochi olimpici di Londra2012”.</p>
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		<title>DA OGGI IL PERIODICO &#8220;SI&#8221; DIRETTO DA ALESSANDRO CECCHI PAONE DIVENTA UN SETTIMANALE / Si arricchirà di nuovi contenuti e rubriche</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 05:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.battisti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DA OGGI IL PERIODICO &#8220;SI&#8221; DIRETTO DA ALESSANDRO CECCHI PAONE DIVENTA UN SETTIMANALE &#8211; Alla luce del grande successo di pubblico, da domani, venerdì 15 ottobre, il periodico SI’ sarà in edicola tutte le settimane arricchito di nuovi contenuti e rubriche. “SI è importante perché mi restituisce il rapporto con il pubblico popolare. Se si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/cecchi_paone1.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-83343" title="cecchi_paone" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/cecchi_paone1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>DA OGGI IL PERIODICO &#8220;SI&#8221; DIRETTO DA ALESSANDRO CECCHI PAONE DIVENTA UN SETTIMANALE &#8211; Alla luce del grande successo di pubblico, da domani, venerdì 15 ottobre, il periodico SI’ sarà in edicola tutte le settimane arricchito di nuovi contenuti e rubriche. “SI è importante perché mi restituisce il rapporto con il pubblico popolare. Se si vuole parlare alla vera pancia del Paese è questa la stampa che conta adesso” &#8211; spiega il neo direttore, Alessandro Cecchi Paone &#8211; “nonostante le inerzie politico-religiose, televisione ed editoria possono fare miracoli nel rendere il nostro Paese più moderno. Il mio obiettivo è fare una rivista che resti fedele alla sua storia e ai suoi lettori, un prodotto di svago, leggero e allegro, ma che sappia anche conquistare più pubblico offrendo quello che la gente si aspetta da me: novità della scienza, tecnologia, costume, struttura della famiglia, affetti e sessualità” .<br />
Si’ nasce come nel gennaio 2010 con un occhio attento al mondo femminile senza trascurare quello maschile. Al suo debutto vende il 68 per cento della tiratura, un vero e proprio record che ha posizionato la rivista immediatamente a ridosso dei settimanali più diffusi in Italia.<br />
Con una tiratura che, nel periodo invernale è stata pari a 120.000 copie e nel periodo estivo, compreso maggio e settembre, ha raggiunto la punta di 170.000 copie  stampate, si è confermata la capostipite di una nuova tendenza editoriale, non solo una rivista rosa, ma soprattutto un giornale di servizio veloce e informato che propone contenuti eterogenei destinati a una larga fascia di pubblico. Accanto ai reportage fotografici e alle interviste (spesso esclusive), infatti troviamo un numero diffuso di pagine “serie”, come quelle che raccontano la vita di grandi personalità spirituali o rubriche di medicina, scienza e psicologia. Amplissima è la parte di “servizio” con pagine dedicate al consumo della Tv, a quelle che “guidano” a fare la spesa risparmiando in qualità; dagli approfondimenti riservati alla dietologia all’ampio spazio dedicato alla moda e alle tendenze. Questa settimana, ad esempio, SI’ raddoppia. In allegato (allo stesso prezzo di un euro), ci sarà Vivere Light, la nuova rivista sul benessere diretta da Janira Majello.<br />
Non mancano i consigli gastronomici con le ricette in esclusiva dello chef Alessandro Circiello, illustrate anche all’interno della trasmissione di Rai Due I Fatti Vostri. Ai giovani, e non solo, sono dedicate sezioni in esclusiva riguardanti i programmi ed i reality del momento. Completano l’opera le rubriche curate da Luca Sardella e Janira Majello e lo speciale inserto Vite Straordinarie a cura di Biagio Picardi (biografie inedite delle donne che hanno fatto la storia). “Con questa nuova iniziativa vogliamo proporre al pubblico qualcosa di diverso, soprattutto di positivo – spiega l’editore, Giuseppe Angelica &#8211; un prodotto da sfogliare con piacere stando insieme in famiglia ricco di argomenti che stimolano a cercare di vivere anche con un po’ di vivacità e di ottimismo”.</p>
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		<title>GRAN BRETAGNA / Polemiche contro Bbc, secondo alcuni sarebbero troppi 25 inviati per minatori cileni. Membro britannico, commissione cultura, accusa “ha talmente tanto denaro da non sapere come spenderlo”</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 07:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.battisti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GRAN BRETAGNA -  Ben 25 inviati della Bbc, per un costo complessivo di 70.000 sterline (80.000 euro) per coprire il salvataggio dei minatori cileni. Un&#8217;esagerazione, secondo molti critici che stanno investendo la storica emittente britannica di virulente polemiche. In effetti, come riferisce il &#8216;Daily Telegraph&#8217;, l&#8217;esercito di inviati della Bbc è superiore a quelli di tutte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/bbc.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-medium wp-image-78721" title="bbc" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/bbc-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>GRAN BRETAGNA -  Ben 25 inviati della Bbc, per un costo complessivo di 70.000 sterline (80.000 euro) per coprire il salvataggio dei minatori cileni.<br />
Un&#8217;esagerazione, secondo molti critici che stanno investendo la storica emittente britannica di virulente polemiche. In effetti, come riferisce il &#8216;Daily Telegraph&#8217;, l&#8217;esercito di inviati della Bbc è superiore a quelli di tutte le altre emittenti britanniche messe insieme: Sky News ha sul posto 9 inviati, Itv sei e Channel 4 solo tre.<br />
Furibondo è il parlamentare conservatore <strong>Philip Davies</strong>, membro della commissione Cultura, media e sport ai Comuni.<br />
&#8220;Questo &#8211; ha dichiarato &#8211; dimostra che la Bbc ha troppi soldi, se può spendere così tanto per fare ciò che altre emittenti possono fare con molte meno persone. E&#8217; parte di una cultura di un&#8217;organizzazione che ha talmente tanto denaro da non sapere come spenderlo&#8221;.<br />
Pronta la replica della Bnc News. &#8220;La sofferenza dei minatori cileni &#8211; ha dichiarato un portavoce dell&#8217;emittente &#8211; ha suscitato interesse in tutto il mondo. E&#8217; una storia che va avanti da tempo e che avviene in uno dei luoghi più remoti al mondo. La Bbc News ha dedicato le risorse adeguate per assicurarci di essere in grado di riferire sulla storia in profondità per il nostro pubblico britannico e globale in televisione, radio e online&#8221;.<br />
Troppo poco, probabilmente, per spegnere la polemica.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>GIORNALISMO / Roma, parte il master per quello investigativo</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 11:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bagagliniluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GIORNALISMO &#8211; Cos&#8217;e&#8217; il giornalismo investigativo e quali tecniche, strumenti intellettuali e documentari prevede? Il Master in giornalismo investigativo e analisi delle fonti documentarie (giunto alla sua seconda edizione), promosso dall&#8217;Associazione di Giornalismo Investigativo con il patrocinio dell&#8217;Ordine dei giornalisti del Lazio e di Reporters sans frontieres, la casa editrice Chiarelettere e Misteri d&#8217;Italia, e&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/giornalismo_investigativo.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-75390" title="giornalismo_investigativo" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/giornalismo_investigativo.jpg" alt="" width="322" height="242" /></a>GIORNALISMO &#8211; Cos&#8217;e&#8217; il giornalismo investigativo e quali tecniche, strumenti intellettuali e documentari prevede? Il Master in <strong>giornalismo investigativo</strong> e analisi delle fonti documentarie (giunto alla sua seconda edizione), promosso dall&#8217;Associazione di Giornalismo Investigativo con il patrocinio dell&#8217;<strong>Ordine dei giornalisti del Lazio</strong> e di Reporters sans frontieres, la casa editrice Chiarelettere e Misteri d&#8217;Italia, e&#8217; nato con l&#8217;ambizione di dare una risposta alla suddetta domanda e di contribuire allo sviluppo di un modello di giornalismo orientato all&#8217;analisi, accurata e documentata, delle dinamiche sociali e politiche. Il corso, diretto da<strong> Paolo Cucchiarelli</strong>, e&#8217; diviso in cinque moduli: insegnamenti propedeutici, analisi investigativa, analisi delle fonti documentarie; giornalismo scritto e on-line, giornalismo televisivo e tecniche di scrittura. Tra i docenti del Master vi sono alcuni tra i nomi di spicco del giornalismo d&#8217;inchiesta, della ricerca storica e archivistica, del mondo delle professioni giuridiche e delle professionalita&#8217; criminologiche e investigative, come<strong> Giampaolo Cadalanu</strong> del quotidiano la Repubblica, Guido Salvini, magistrato e autore dell&#8217;inchiesta su Piazza Fontana, Vincenzo Spagnolo, esperto di &#8216;Ndrangheta per Sat 2000, Giancarlo de Cataldo, Magistrato e autore del libro Romanzo criminale, <strong>Mauro Falesiedi</strong>, dell&#8217;Europol, Sandro Provvisionato, autore di Terra, Giovanna Boursier giornalista di Report, Marco Travaglio, e molti altri. L&#8217;offerta formativa si completa con un percorso di stage e/o project work da svolgersi nelle testate giornalistiche nazionali, regionali e locali.</p>
<p>Ansa</p>
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		<title>SCIOPERO DEL CORRIERE DELLA SERA / Lettera di De Bortoli, la nuova era dell&#8217;informazione. Internet ha cambiato il giornalismo</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 09:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.battisti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo (cartaceo e on line)]]></category>
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		<description><![CDATA[SCIOPERO DEL CORRIERE DELLA SERA &#8211; Per due giorni il Corriere della Sera non è arrivato in edicola e il sito del giornale non è stato aggiornato: la causa è uno sciopero indetto dall&#8217;assemblea dei giornalisti. All&#8217;origine di tutto c&#8217;è la lettera con cui il direttore, Ferruccio De Bortoli, lo scorso 30 settembre ha annunciato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Armistizio_1943_corriere_della_sera.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-74421" title="Armistizio_1943_corriere_della_sera" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Armistizio_1943_corriere_della_sera-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>SCIOPERO DEL CORRIERE DELLA SERA &#8211; Per due giorni il Corriere della Sera <strong>non è arrivato in edicola</strong> e il sito del giornale non è stato aggiornato: la causa è uno sciopero indetto dall&#8217;assemblea dei giornalisti.</p>
<p>All&#8217;origine di tutto c&#8217;è la lettera con cui il direttore, Ferruccio De Bortoli, lo scorso 30 settembre ha annunciato <strong>la necessità di cambiamenti radicali</strong> nel modo di intendere la professione di giornalista, spinta con decisione a evolversi dall&#8217;irrompere dei cosiddetti &#8220;nuovi mezzi di informazione&#8221; che si sono aggiunti &#8211; e in qualche caso hanno sostituito &#8211; la carta stampata.</p>
<p>Il Corriere possiede un&#8217;edizione online, certo, e recentemente <strong>è sbarcato su iPad</strong> e <a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;cod=13138&amp;numero=999#" target="_blank">iPhone</a>. Non si tratta però di una trasposizione dell&#8217;edizione cartacea, né vi è collaborazione tra chi crea contenuti per il Web e chi crea contenuti per la stampa. Anzi, secondo la lettera di De Bortoli, i secondi guardano ai primi con una certa sufficienza e anche con un certo sospetto.</p>
<p>Vecchi privilegi e un sistema creato quando l&#8217;informazione passava solo attraverso la stampa vanno aboliti se si vuole rendere un buon servizio: è questo quanto dice il direttore in sostanza, parlando di novità che vanno dall&#8217;assunzione di 10 giovani all&#8217;anno a una <strong>revisione dell&#8217;intero impianto di regole</strong> su cui si basa la professione di giornalista.</p>
<p>De Bortoli chiede innovazione e <strong>l&#8217;abbattimento di ogni muro esistente</strong> tra chi lavora per l&#8217;edizione cartacea e chi lavora per quella elettronica: il Corriere, nell&#8217;era attuale dell&#8217;informazione, deve muoversi in ogni ambito senza limiti artificiali sui mezzi né sui tempi.</p>
<p>Il Comitato di Redazione ha risposto alle affermazioni del direttore, disegnando <strong>un quadro un po&#8217; diverso</strong> che parte dalla ristrutturazione interna, definita <em>&#8220;pesante e senza avere a disposizione mezzi adeguati ai tempi&#8221;</em> e spiega le iniziative intraprese &#8211; dai video-reportage ai contributi audio per le edizioni online e per iPad &#8211; come frutto di un lavoro compiuto <em>&#8220;con spirito di sacrificio, senza alcun riconoscimento, nell&#8217;interesse del giornale, dell&#8217;informazione e del lettore&#8221;</em>.</p>
<p>Il CdR vuole insomma che <strong>sia adeguatamente riconosciuto</strong> il lavoro fatto &#8211; e quello ancora da fare &#8211; per il Web e i mezzi alternativi e complementari alla carta anche dal punto di vista economico, laddove De Bortoli sembra dire che occorre lavorare di più, ma non pare offrire le garazie necessarie sul riconoscimento di tale lavoro.</p>
<p>Sia l&#8217;una che l&#8217;altra parte concludono tuttavia i loro messaggi allo stesso modo: invocando un tavolo intorno al quale <strong>sedersi a discutere</strong> perché Internet, il Web e i dispositivi più recenti &#8211; iPad in testa &#8211; hanno cambiato per sempre il modo di fare informazione.</p>
<p>Zeusnews.it</p>
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