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	<title>Direttanews.it &#187; Industria</title>
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	<description>Notizie di Cronaca, Esteri, Politica e Sport</description>
	<lastBuildDate>Tue, 18 Jun 2013 18:45:22 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Alessandro Pansa: &#8220;In Finmeccanica né tensioni, né difficoltà&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 13:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Mastroleo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;amministratore delegato di Finmeccanica, Alessandro Pansa, intervenendo oggi al Salone Le Bourget di Parigi, ha affermato: &#8220;La nostra struttura di liquidità non presenta nessun motivo di tensione. La nostra struttura finanziaria non presenta difficoltà&#8221;. Parlando del piano di Finmeccanica, ha aggiunto Pansa: &#8220;Credo che vada nel senso di rafforzare il gruppo affinché sia pronto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_471624" class="wp-caption alignnone" style="width: 488px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/06/17/alessandro-pansa-in-finmeccanica-ne-tensioni-ne-difficolta/picture-taken-at-le-bourget-airport-16-j/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-471624"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/98407619-478x307.jpg" alt="" title="Picture taken at Le Bourget Airport 16 J" width="478" height="307" class="size-large wp-image-471624" /></a><p class="wp-caption-text">Il logo di Finmeccanica (Getty Images)</p></div>
<p>L&#8217;amministratore delegato di Finmeccanica, Alessandro Pansa, intervenendo oggi al Salone Le Bourget di Parigi, ha affermato: &#8220;La nostra struttura di liquidità non presenta nessun motivo di tensione. La nostra struttura finanziaria non presenta difficoltà&#8221;. Parlando del piano di Finmeccanica, ha aggiunto Pansa: &#8220;Credo che vada nel senso di rafforzare il gruppo affinché sia pronto a qualsivoglia opportunità di integrazione dovesse capitare davanti&#8221;.</p>
<p>Netta la posizione di Pansa sugli investimenti stranieri: &#8220;Non ho assolutamente nulla sul fatto che asset italiani vengano venduti a stranieri. Non ci si lamenta che non ci sono investimenti esteri, mentre poi si alzano dighe come quella del Vajont contro tali investimenti&#8221;.</p>
<p>Secondo l&#8217;ad di Finmeccanica, inoltre, il Piano di ristrutturazione di Selex Es, che prevede oltre duemila esuberi, è &#8220;l&#8217;unica strada per rivitalizzare e dare futuro al settore, e sia il Piano il meno invasivo per la forza lavoro che potesse essere fatto&#8221;. Ha aggiunto Pansa: &#8220;Non ho nulla da rimproverarmi e sono certo che i sindacati, che sono consapevoli e assolutamente competenti rispetto all&#8217;andamento dell&#8217;azienda, sapranno comprendere&#8221;.</p>
<p>Ha aggiunto infine Pansa: &#8220;Finmeccanica sta diventando una società solida e stabile e tutta questa ristrutturazione sta avvenendo senza un aumento del fatturato, ma solo attraverso tagli dei costi, che è l&#8217;unico modo per creare una società solida&#8221;.</p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>Messaggio del Quirinale a Confcommercio: &#8220;Pmi essenziali nella crescita dell&#8217;economia&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 12:41:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Mastroleo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, ha inviato al Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, un messaggio in occasione dell&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;organizzazione, in cui ha scritto: &#8220;Il Presidente della Repubblica mi incarica di trasmettere il suo saluto cordiale ai partecipanti all&#8217;Assemblea generale di Confcommercio Imprese per l&#8217;Italia ed a tutti gli imprenditori associati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_469621" class="wp-caption alignnone" style="width: 488px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/06/11/napolitano-ai-magistrati-in-tirocinio-indipendenza-e-imparzialita-valori-indispensabili/italy-politics-government-napolitano/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-469621"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/167709260-478x313.jpg" alt="" title="ITALY-POLITICS-GOVERNMENT-NAPOLITANO" width="478" height="313" class="size-large wp-image-469621" /></a><p class="wp-caption-text">Giorgio Napolitano (Getty Images)</p></div>
<p>Il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, ha inviato al Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, un messaggio in occasione dell&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;organizzazione, in cui ha scritto: &#8220;Il Presidente della Repubblica mi incarica di trasmettere il suo saluto cordiale ai partecipanti all&#8217;Assemblea generale di Confcommercio Imprese per l&#8217;Italia ed a tutti gli imprenditori associati e di rinnovare l&#8217;apprezzamento, già espresso in occasione della recente assemblea di R.ETE. Imprese Italia, sia per la vitalità e l&#8217;impegno tenace espressi dall&#8217;imprenditoria piccola e media, sia per la capacità di iniziativa unitaria e lo spirito di coesione delle loro organizzazioni di rappresentanza, il cui contributo è essenziale per la progettazione e l&#8217;attuazione di interventi indirizzati alla ripresa del processo di crescita dell&#8217;economia e dell&#8217;occupazione. Con questo spirito il Presidente della Repubblica formula a lei gentile Presidente, ed a tutti gli intervenuti un fervido augurio di buon lavoro&#8221;.</p>
<p>Intanto, nel suo discorso all&#8217;assemblea, Sangalli ha citato le parole del premier Letta secondo il quale sul tema della disoccupazione “se non ci sono risposte non c’è credibilità della politica e delle istituzioni europee” e ha affermato: &#8220;Mentre, al primo trimestre di quest’anno, la disoccupazione è cresciuta al 12,8%, quella giovanile ha raggiunto la quota del 41,9% e sono divenuti ben 2,2 milioni i giovani italiani che né studiano, né lavorano: un nostro drammatico record europeo. Inutile girarci intorno: senza un cambiamento profondo delle politiche, in Europa ed in Italia, non se ne esce&#8221;.</p>
<p>Ha sostenuto ancora Sangalli: &#8220;La missione fondamentale di un &#8216;Governo al servizio dell’Italia e dell’Europa&#8217; &#8211; come lo ha definito il Presidente del Consiglio &#8211; sembra a noi chiarissima: agire con tempestività e agire in profondità. Agire con tempestività: per dare risposte alle tante emergenze di un’Italia dove l’area del disagio occupazionale riguarda ormai 9 milioni di persone, dove i consumi sono tornati ai livelli del 2000 e gli investimenti pubblici a quelli del 2003 e dove &#8211; già solo nel primo trimestre di quest’anno &#8211; hanno chiuso i battenti più di 40mila imprese. Ma agire anche in profondità: in Europa e in Italia, serve davvero un Patto di stabilità più &#8216;intelligente&#8217;. Intelligente perché consapevole che senza crescita, ovviamente, non vi è uscita dalla recessione e che, senza uscita dalla recessione, ovviamente, non vi è neppure stabilità delle finanze pubbliche&#8221;.</p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>Istat: produzione industriale -4,6% ad aprile. Ventesimo calo consecutivo. Settore auto -14,3%</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 08:27:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Crolla ancora la produzione industriale in Italia. L&#8217;Istat segnala che ad aprile 2013 la produzione è scesa del 4,6% su base annua. Il calo su base mensile, rispetto a marzo scorso, è stato dello 0,3%. Su base tendenziale si tratta del ventesimo calo consecutivo. L&#8217;ultimo dato positivo su base annua risale all&#8217;agosto 2011. Nel trimestre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_419790" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/01/18/ordinativi-industria-quindicesimo-calo-consecutivo/industria_fiat_melfi/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-419790"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/industria_fiat_melfi.jpg" alt="automobili" title="industria_fiat_melfi" width="540" height="360" class="size-full wp-image-419790" /></a><p class="wp-caption-text">Uno stabilimento della Fiat (Foto: DONATO FASANO/AFP/Getty Images) </p></div>
<p>Crolla ancora la <strong>produzione industriale in Italia</strong>. L&#8217;Istat segnala che <strong>ad aprile 2013</strong> la produzione è <strong>scesa del 4,6% su base annua</strong>. Il <strong>calo su base mensile</strong>, rispetto a marzo scorso, è stato dello <strong>0,3%</strong>. </p>
<p>Su base tendenziale si tratta del <strong>ventesimo calo consecutivo</strong>. L&#8217;ultimo dato positivo su base annua risale all&#8217;agosto 2011. </p>
<p>Nel <strong>trimestre febbraio-aprile</strong> l&#8217;indice medio della produzione industriale ha registrato un <strong>calo dell&#8217;1% rispetto al trimestre precedente</strong>. </p>
<p>Ad aprile 2013 la <strong>produzione industriale nel settore auto è diminuita del 14,3%</strong> rispetto ad aprile 2012. Il dato corretto per gli effetti di calendario è -18,1%, sempre secondo l&#8217;Istat. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>&#8220;Maggio nero&#8221; per il mercato dell&#8217;auto: calo del 7,98 % in Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 20:49:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>D'Agostino Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Numeri che non fanno ben sperare quelli che arrivano dal mercato dell&#8217;auto. Frena a maggio la caduta del mercato dell&#8217;auto in Italia che torna a segnare un calo a cifra unica (-7,98%) ma non interrompe la fila di ribassi che ormai va avanti da 36 mesi consecutivi. Il mese scorso sono state immatricolate appena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_466621" class="wp-caption aligncenter" style="width: 411px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/06/03/maggio-nero-per-il-mercato-dellauto-calo-del-798-in-italia/ferrari-spa-chairman-montezemolo-interview-and-auto-plant-tour/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-466621"><img class="size-medium wp-image-466621" title="Ferrari SpA Chairman Montezemolo Interview And Auto Plant Tour" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Automobile--401x270.jpg" alt="" width="401" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Automobile (getty Images)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Numeri che non fanno ben sperare quelli che arrivano dal mercato dell&#8217;auto. Frena a maggio la caduta del mercato dell&#8217;auto in Italia che torna a segnare un calo a cifra unica (-7,98%) ma non interrompe la fila di ribassi che ormai va avanti da 36 mesi consecutivi. Il mese scorso sono state immatricolate appena 136.129 nuove vetture e di queste 41.172 erano di Fiat Group Automobiles, che ha ceduto in volume l&#8217;11,69% rispetto ad un anno fa. La quota del Lingotto invece si è attestata al 30,24%, in calo rispetto al 31,51% di maggio 2012 ma in leggero miglioramento rispetto al 30,2% di aprile. &#8220;Le immatricolazioni di Fiat Group Automobiles sono state condizionate dalla mancata fornitura di componenti per alcuni modelli, con conseguenti ritardi nelle consegne&#8221;, chiarisce in una nota Fiat, precisando che &#8220;sono quasi 3 mila le vetture vendute che non è stato possibile consegnare ai clienti&#8221;. Di queste, la mancanza di alcuni componenti di 500 e 500L ha tagliato di oltre 1.500 unità la consegna di vetture Fiat, e la mancata consegna di alcuni componenti della Ypsilon ha tagliato quasi 1.500 vetture Lancia. Le prime 5 auto più vendute sono però ancora del Lingotto: Panda, Punto, 500, Ypsilon e 500L.<br />
Ma a maggio non è andato bene neanche alle case estere. L&#8217;eterna numero uno Volkswagen ha visto scendere le proprie vendite del 6,64%, Ford del 9,76%, Opel del 4,68%. In controtendenza invece Renault, che a maggio mette a segno un +10,93%. Tra le tedesche di lusso tonfo per Audi (-22,44%), mentre cresce Mercedes (+8,85%) e va giù Bmw (-2,1%).<br />
&#8220;Il -7,98% di maggio &#8211; afferma il Centro Studi Promotor &#8211; è un dato &#8220;coerente con quelli di marzo e aprile che hanno segnato cali più contenuti&#8221;, ma &#8220;il livello raggiunto dalle immatricolazioni è comunque ancora estremamente basso&#8221;. Per il CSP proiettando i risultati dell&#8217;ultimo semestre su base annua si ottiene una previsione per il 2013 di 1.267.954 autovetture, un livello che si colloca sui volumi della fine degli anni &#8217;70. L&#8217;Unrae rileva che il dato di maggio &#8220;rappresenta il 36/mo calo consecutivo e che il mese scorso ha visto scendere la quota dei privati al 59,3% delle immatricolazioni complessive, &#8220;la più bassa di sempre&#8221;. &#8220;Il nostro settore è come fosse stato colpito da un forte terremoto&#8221;, precisa il presidente di Federauto Filippo Pavan Bernacchi che, proiettando la tendenza dei primi cinque mesi, teme per fine anno &#8220;un mercato a 1.200.000 pezzi&#8221;. Meno pessimista il direttore dell&#8217;Anfia Gianmarco Giorda che rileva come il -7,98% registrato a maggio sia &#8220;un piccolo segnale di incoraggiamento&#8221; che deriva &#8220;dalle rilevazioni degli ordini, che ad aprile e a maggio hanno avuto segno positivo, pur non avendo ancora avuto effetto sull&#8217;andamento delle immatricolazioni&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Ansa.it</p>
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		<title>Previsione Cgil: 13 anni per recuperare il Pil e 63 per tornare ai livelli di occupazione pre-crisi</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2013 10:39:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Cgil ha pubblicato oggi uno studio sulla recessione economica in atto nel nostro Paese con delle previsioni che si possono definire agghiaccianti. Secondo l&#8217;ufficio economico del sindacato, infatti, prendendo in considerazione la situazione attuale, anche se la ripresa dovesse partire in Italia nel 2014, ci vorranno 13 anni per tornare al Pil del 2007 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_429282" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/02/14/sesto-calo-consecutivo-del-pil-nel-quarto-trimestre-2012-come-nel-1992-1993/crisi_recessione_lavoro_italia/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-429282"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/crisi_recessione_lavoro_italia.jpg" alt="" title="crisi_recessione_lavoro_italia" width="540" height="343" class="size-full wp-image-429282" /></a><p class="wp-caption-text">Manifestazione contro l&#039;austerìity e per il lavoro (Foto: DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images) </p></div>
<p>La <strong>Cgil</strong> ha pubblicato oggi uno studio sulla recessione economica in atto nel nostro Paese con delle previsioni che si possono definire agghiaccianti. Secondo l&#8217;ufficio economico del sindacato, infatti, prendendo in considerazione la situazione attuale, anche se la ripresa dovesse partire in Italia nel 2014, <strong>ci vorranno 13 anni per tornare al Pil del 2007</strong> (l&#8217;anno prima che scoppiasse la crisi economica mondiale); ma quello che è più impressionante è che <strong>occorreranno ben 63 anni per tornare ai livelli occupazionali pre-crisi</strong> (soltanto nel 2076 si tornerebbe a 25.026.400 di unità di lavoro standard del 2007). Non solo, sempre secondo la Cgil non si tornerà <strong>&#8220;mai&#8221; ai salari reali del periodo antecedente la crisi economica</strong>.</p>
<p>L&#8217;intenzione dello studio è comunque quella di dimostrare che &#8220;occorre <em>un cambio di paradigma</em>: partire dal lavoro per produrre crescita&#8221;. Se infatti vengono prese in considerazione alcune ipotesi di ripresa economica, i risultati cambiano e sono decisamente meno drammatici. Tenendo conto di un <strong>livello di medio crescita del +1,6%</strong>, come quello registrato nel periodo 2000-2007, <strong>l&#8217;Italia dovrebbe recuperare il livello di Pil, occupazione e salari che aveva prima della crisi nel 2020</strong>, ovvero <strong>tra sette anni</strong>. La produttività pre-crisi verrebbe recuperata nel 2017, sempre con questo tasso medio di crescita, mentre il livello degli investimenti nel 2024. </p>
<p>Sempre secondo lo studio della Cgil, poi, il <strong>livello potenziale di crescita</strong> che il nostro Paese avrebbe perso a causa della crisi economica è di <strong>276 miliardi di euro di Pil</strong> (circa il 20% del Pil). </p>
<p>Per la Cgil è essenziale ripartire dal lavoro &#8220;per uscire dalla crisi e recuperare la crescita potenziale&#8221;, &#8220;e ritrovare nel breve periodo la via della ripresa e della crescita occupazionale&#8221;, ha affermato il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>L&#8217;Ocse rivede al ribasso le stime per l&#8217;Italia: Pil 2013 -1,8%, nel 2014 disoccupazione al 12,5%</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 10:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è nemmeno trascorso un mese dal suo ultimo rapporto, che l&#8217;Ocse (Organizzazione per la Cooperazione lo Sviluppo Economico) ha rivisto al ribasso le stime sull&#8217;economia italiana. Nel 2013 il Pil del nostro Paese non segnerà -1,5%, come previsto a inizio maggio, bensì -1,8%; mentre nel 2014 il Pil crescerà dello 0,4%, invece che dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_454917" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/05/04/prometeia-allitalia-non-basteranno-14-anni-per-uscire-dalla-crisi-nel-2020-disoccupazione-al-9/crisi_economica_disoccupazione_manifestazione/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-454917"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/crisi_economica_disoccupazione_manifestazione.jpg" alt="" title="crisi_economica_disoccupazione_manifestazione" width="540" height="337" class="size-full wp-image-454917" /></a><p class="wp-caption-text">Manifestazione davanti al Ministero dello Sviluppo Economico (Foto: FILIPPO MONTEFORTE/AFP/GettyImages) </p></div>
<p>Non è nemmeno trascorso un mese <a href="http://www.direttanews.it/2013/05/02/locse-avverte-litalia-impossibile-ridurre-le-tasse-ora/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">dal suo ultimo rapporto</a>, che l&#8217;<strong>Ocse</strong> (Organizzazione per la Cooperazione  lo Sviluppo Economico) ha rivisto <strong>al ribasso le stime sull&#8217;economia italiana</strong>. <strong>Nel 2013 il Pil del nostro Paese</strong> non segnerà -1,5%, come previsto a inizio maggio, bensì <strong>-1,8%</strong>; mentre <strong>nel 2014 il Pil crescerà dello 0,4%</strong>, invece che dello 0,5%. &#8220;La recessione italiana si trascinerà nel 2013 con gli effetti dell&#8217;inasprimento di bilancio e delle condizioni del credito che zavorrano l&#8217;attività&#8221;, scrive l&#8217;Ocse nel suo ultimo Economic Outlook. La ripresa economica partirà solo l&#8217;anno prossimo e a rilento. </p>
<p>Secondo l&#8217;istituto di Parigi, guidato dal messicano Angel Gurria, l&#8217;Italia per uscire dalla crisi economica deve &#8220;consolidare le <strong>riforme positive per la crescita</strong>&#8221; e allo stesso tempo <strong>&#8220;evitare riduzioni premature delle tasse&#8221;</strong>, dato l&#8217;elevato debito pubblico che è chiamata a diminuire. Il nostro Paese, secondo l&#8217;Ocse, deve tagliare la spesa pubblica. </p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>disoccupazione</strong>, nel nostro Paese continuerà a crescere, passando dal <strong>10,6% del 2012</strong> all&#8217;<strong>11,9% nel 2013</strong>, fino a toccare la cifra record del <strong>12,5% nel 2014</strong>. In Italia, &#8220;la disoccupazione è cresciuta abbastanza in fretta&#8221; negli ultimi anni, e continuerà ad aumentare anche il prossimo anno&#8221;, è l&#8217;amaro verdetto dell&#8217;Ocse. Nel rapporto pubblicato lo scorso 2 maggio l&#8217;Ocse prevedeva per l&#8217;Italia una disoccupazione all&#8217;11,4% nel 2013 e all&#8217;11,8% nel 2014. I dati sono drammaticamente peggiorati in meno di un mese e siamo appena a metà anno. </p>
<p>La ripresa economica dell&#8217;Italia viene frenata dalle perdite nel settore bancario, che non riesce ancora a finanziare imprese e famiglie per investimenti e consumi (credit crunch), nonostante le ricapitalizzazioni effettuate. Secondo l&#8217;Ocse, comunque, &#8220;un certo sollievo&#8221; per la nostra economia dovrebbe provenire dal pagamento alle imprese dei debiti della Pubblica Amministrazione, varato lo scorso aprile dal governo Monti per un ammontare di 40 miliardi di euro in due anni.  </p>
<p>L&#8217;unico dato positivo per l&#8217;Italia, dal rappoto Ocse, è quello sulle <strong>stime sul deficit</strong>, che sono state <strong>riviste al ribasso</strong>, in linea con i parametri europei, sia per quest&#8217;anno che per il prossimo. <strong>Per il 2013</strong> l&#8217;Ocse prevede che il <strong>deficit italiano sarà al 3% del Pil</strong>, contrariamente alla stima del 3,3% del 2 maggio; mentre <strong>per il 2014 si prevede un deficit al 2,3% del Pil</strong>, contrariamente alla previsione precedente al 3,8%. </p>
<p>Per quanto riguarda il debito pubblico, invece, le stime restano sostanzialmente invariate: <strong>per il 2012 il debito pubblico italiano è stimato al 127% del Pil</strong>, <strong>nel 2013 salirà al 131,7% del Pil</strong> (la previsione precedente era del 131,5%) e infine <strong>nel 2014 toccherà il 134,3%</strong> (la stima del 2 maggio era al 134,2%). </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Crisi economica: nei primi tre mesi del 2013 fallimenti imprese a +12%</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 06:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2013 continua a confermarsi come anno nero della crisi economica. Dopo la pesante recessione dello scorso anno, l&#8217;annunciata ripresa economica tarda a farsi vedere e mentre la disoccupazione si appresta a toccare il drammatico dato del 12% anche le imprese mostrano segni di grave sofferenza. Sulla base dei dati del Cerved, gruppo specializzato nell&#8217;analisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_461086" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/05/20/fatturato-industria-ai-minimi-dal-2009/industria_italia/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-461086"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/industria_italia.jpg" alt="" title="industria_italia" width="540" height="360" class="size-full wp-image-461086" /></a><p class="wp-caption-text">Una fabbrica in Italia (Getty Images)</p></div>
<p>Il 2013 continua a confermarsi come anno nero della crisi economica. Dopo la pesante recessione dello scorso anno, l&#8217;annunciata ripresa economica tarda a farsi vedere e mentre la disoccupazione si appresta a toccare il drammatico dato del 12% anche le imprese mostrano segni di grave sofferenza. Sulla base dei dati del Cerved, gruppo specializzato nell&#8217;analisi delle imprese e nei modelli di valutazione del rischio di credito, l&#8217;Ansa comunica che <strong>nei primi tre mesi di quest&#8217;anno i fallimenti delle imprese hanno raggiunto il record di 3.500 procedure avviate, segnando un +12% rispetto allo stesso periodo del 2012</strong>. I concordati preventivi sono aumentati del 76% su base annua. Un dato allarmante e che porta al 13% l&#8217;incremento delle procedure di insolvenza diverse dal fallimento. L&#8217;aumento dei concordati, comunque, è dovuto soprattutto alle nuove norme della disciplina fallimentare, introdotte a settembre 2012, in particolare, al cosiddetto &#8220;concordato in bianco&#8221;, ovvero la possibilità di presentare una domanda di concordato priva del piano di risanamento e che consente di bloccare le azioni esecutive, anche con effetti retroattivi. Un&#8217;opzione che è stata apprezzata dalle aziende, tanto che il numero dei concordati &#8220;in bianco&#8221; presentati è stato più del doppio di quelli tradizionali, tra settembre 2012 e il 31 marzo 2013. </p>
<p>Sempre secondo i dati del Cerved, <strong>nel primo trimestre 2013 circa 23mila imprese hanno avviato una procedura di insolvenza o una liquidazione volontaria</strong>, in aumento del 7% rispetto al primo trimestre 2012. Non ci sono, infatti, solo i fallimenti in senso tecnico, ma anche <strong>molte chiusure volontarie di aziende</strong>; di imprenditori che non ce la fanno più. Nei primi tre mesi del 2013, hanno deciso di <strong>chiudere volontariamente l&#8217;attività</strong> <em>in bonis</em> (cioè senza procedure concorsuali) ben <strong>19mila aziende</strong>, con un aumento del 5,8% rispetto allo stesso periodo del 2012. </p>
<p>Per quanto riguarda la distribuzione dei fallimenti sul territorio italiano, sempre nel primo trimestre 2013, il Nord Est ha fatto registrare un vero e proprio boom, con un incremento delle procedure concorsuali del 24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Incremento che è stato a due cifre anche nel Nord Ovest, segnando un +15%; mentre è stato più attenuato al Centro Italia con un +9%, al Sud e nelle Isole a +3%.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>&#8220;Abuso di posizione dominante&#8221;, l&#8217;Antitrust mette sotto accusa Ferrovie dello Stato</title>
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		<pubDate>Tue, 28 May 2013 14:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Mastroleo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In seguito alle denunce della Nuovo Trasporto Viaggiatori di Luca di Montezemolo, l&#8217;Antitrust ha reso noto, attraverso un comunicato stampa, di aver deliberato &#8220;di avviare un’istruttoria per verificare se il gruppo FS abbia abusato della propria posizione dominante nei mercati dell’accesso all’infrastruttura ferroviaria nazionale, della gestione degli spazi pubblicitari all’interno delle principali stazioni italiane e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_464346" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/05/28/abuso-di-posizione-dominante-lantitrust-mette-sotto-accusa-ferrovie-dello-stato/small_110209-141546_ro101108int_00032-300x261/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-464346"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/small_110209-141546_ro101108int_00032-300x261.jpg" alt="" title="small_110209-141546_ro101108int_00032-300x261" width="300" height="261" class="size-full wp-image-464346" /></a><p class="wp-caption-text">Sala d&#039;aspetto di una stazione (Screenshot Rai)</p></div>
<p>In seguito alle denunce della Nuovo Trasporto Viaggiatori di Luca di Montezemolo, l&#8217;Antitrust ha reso noto, attraverso un comunicato stampa, di aver deliberato &#8220;di avviare un’istruttoria per verificare se il gruppo FS abbia abusato della propria posizione dominante nei mercati dell’accesso all’infrastruttura ferroviaria nazionale, della gestione degli spazi pubblicitari all’interno delle principali stazioni italiane e nel mercato dei servizi di trasporto ferroviario passeggeri ad alta velocità&#8221;.</p>
<p>Secondo la cordata concorrente di Montezemomolo, della quale sono soci anche Diego Della Valle e Gianni Punzo, Ferrovie dello Stato avrebbe messo in atto &#8220;una strategia volta a ostacolare l’accesso all’infrastruttura ferroviaria e a rendere non profittevole l’offerta di servizi ad alta velocità da parte di NTV: si tratterebbe di comportamenti di compressione dei margini ai danni dell’unico concorrente nel trasporto passeggeri ad alta velocità e di comportamenti ostruzionistici nell’accesso all’infrastruttura ferroviaria (mancata assegnazione di tracce nell’ora di punta e mancato accesso all’impianto di manutenzione di Milano San Rocco)&#8221;.</p>
<p>La denuncia riguarda anche &#8220;discriminazioni e ostruzionismo alle attività di NTV in numerose stazioni facenti parte del network dell’alta velocità&#8221; e &#8220;inefficienze nella gestione di numerose stazioni servite da NTV&#8221;.</p>
<p>Secondo l&#8217;Antitrust, &#8220;i comportamenti segnalati sono stati posti in essere nei mercati dell’accesso all’infrastruttura ferroviaria nazionale (accesso alla rete e agli impianti di manutenzione della stessa), della gestione degli spazi pubblicitari all’interno delle stazioni e nel mercato a valle de<br />
lla fornitura di servizi di trasporto ferroviario a lunga percorrenza, segnatamente nella fornitura dei<br />
servizi di trasporto ferroviario passeggeri ad alta velocità. In tali mercati FS detiene una posizione dominante per il tramite delle sue controllate&#8221;. </p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>Ilva, dimissioni del Cda: l&#8217;azienda farà ricorso contro il provvedimento di sequestro</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 13:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta Degli Innocenti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Consiglio di amministrazione dell&#8217;Ilva si è dimesso. In una nota l&#8217;azienda di Taranto annuncia che le dimissioni saranno effettive a partire della prossima riunione dell&#8217;assemblea dei soci, prevista il prossimo 5 giugno. E&#8217; la prima riposta dell&#8217;azienda al sequestro preventivo del Gip di Taranto: &#8220;L&#8217;ordinanza dell&#8217;autorità giudiziaria colpisce i beni di pertinenza di Riva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_463147" class="wp-caption alignleft" style="width: 207px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/05/25/ilva-dimissioni-del-cda-lazienda-fara-ricorso-contro-il-provvedimento-di-sequestro/italy-protest-labour-workers-ilva-3/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-463147"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/ilva-197x270.jpg" alt="" title="ITALY-PROTEST-LABOUR-WORKERS-ILVA" width="197" height="270" class="size-medium wp-image-463147" /></a><p class="wp-caption-text">Ilva, operaio (Getty images)</p></div>
<p>Il Consiglio di amministrazione dell&#8217;Ilva si è dimesso. In una nota l&#8217;azienda di Taranto annuncia che le dimissioni saranno effettive a partire della prossima riunione dell&#8217;assemblea dei soci, prevista il prossimo 5 giugno.<br />
E&#8217; la prima riposta dell&#8217;azienda al sequestro preventivo del Gip di Taranto: &#8220;L&#8217;ordinanza dell&#8217;autorità giudiziaria colpisce i beni di pertinenza di Riva Fire e, in via residuale, gli immobili di Ilva che non siano strettamente indispensabili all&#8217;esercizio dell&#8217;attività produttiva nello stabilimento di Taranto. Il provvedimento ha effetti oggettivamente negativi per l&#8217;Ilva, i cui beni sono strettamente indispensabili all&#8217;attività industriale e per questo tutelati dalla legge 231 del 2012, dichiarata legittima dalla Corte Costituzionale. Vista la gravità della situazione- sottolinea l&#8217;Ilva- e incidendo il provvedimento anche sulla partecipazione di controllo di Ilva detenuta da Riva Fire i consiglieri <strong>Bruno Ferrante</strong>, <strong>Enrico Bondi</strong> e <strong>Giuseppe De Iure</strong>, hanno presentato le dimissioni dalle rispettive cariche&#8221;. </p>
<p>Uno scenario che mette a rischio 24 mila posti di lavoro diretti, 40 mila con l&#8217;indotto, ricorda l&#8217;azienda: &#8220;Si sta mettendo in pericolo tutto c&#8217;è il rischio concreto che decine di migliaia di persone restino senza lavoro&#8221;.<br />
Infine, nel comunicato l&#8217;Ilva ha annunciato di fare ricorso contro il provvedimento di sequestro. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
<p>Leggi anche:</p>
<p><strong><a href="http://www.direttanews.it/2013/05/24/taranto-caso-ilva-la-gdf-sequestra-81-miliardi-alla-famiglia-riva/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" target="_blank">Taranto, caso Ilva: la Gdf sequestra 8,1 miliardi alla famiglia Riva</a><br />
<a href="http://www.direttanews.it/2013/05/22/ilva-di-taranto-evasione-fiscale-e-riciclaggio-sotto-sequestro-il-patrimonio-della-famiglia-riva/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" target="_blank">Ilva di Taranto: evasione fiscale e riciclaggio, sotto sequestro il patrimonio della famiglia Riva  </a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.direttanews.it/2013/05/25/ilva-dimissioni-del-cda-lazienda-fara-ricorso-contro-il-provvedimento-di-sequestro/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Squinzi ancora sulla crisi e la disoccupazione: &#8220;L&#8217;Italia deve rimanere in serie A&#8221;</title>
		<link>http://www.direttanews.it/2013/05/25/squinzi-ancora-sulla-crisi-e-la-disoccupazione-litalia-deve-rimanere-in-serie-a/#utm_source=feed&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=feed</link>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 11:29:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, è tornato a parlare di crisi economica, di disoccupazione e difficoltà delle imprese dopo le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi con le quali denunciava la gravità della situazione attuale sotto il profilo lavorativo e produttivo. Squinzi ha parlato al convegno dell&#8217;Osservatorio permanente giovani editori intitolato &#8220;Crescere tra le righe&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_445436" class="wp-caption alignnone" style="width: 416px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/04/06/squinzi-il-testo-dei-pagamenti-della-p-a-contiene-miglioramenti/2012-annual-unindustria-assembly/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-445436"><img class="size-medium wp-image-445436" title="2012 Annual Unindustria Assembly" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/152833393-406x270.jpg" alt="" width="406" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Giorgio Squinzi presidente di Confindustria (Getty Images)</p></div>
<p>Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, è tornato a parlare di crisi economica, di disoccupazione e difficoltà delle imprese dopo le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi con le quali denunciava la gravità della situazione attuale sotto il profilo lavorativo e produttivo. Squinzi ha parlato al convegno dell&#8217;Osservatorio permanente giovani editori intitolato &#8220;Crescere tra le righe&#8221;.</p>
<p>Già dal palco il presidente di Confindustria ha sottolineato le criticità della fase che attualmente sta attraversando l&#8217;Italia, con una crisi importante del settore produttivo, una disoccupazione, soprattutto giovanile, sempre più problematica, e un disagio sociale crescente. Fermandosi ad interloquire con i microfoni di Sky Tg 24 Squinzi si è poi addentrato nel dettaglio di alcune questioni.</p>
<p>In relazione a quanto affermato dal ministro dell&#8217;Economia Fabrizio Saccomanni, il quale ha pensato, come soluzione per arginare il fenomeno della disoccupazione giovanile, di rendere ancor più flessibili i contratti di assunzione, Squinzi ha detto: &#8220;Io condivido quello che ha detto Saccomanni. Ci sono misure da prendere. La mia raccomandazione è prendiamole subito. Il nostro paese ha tutti i fondamentali e tutte le capacità per rimanere in serie A&#8221;.</p>
<p>Rispondendo invece alle parole dell&#8217;ex presidente del Consiglio, Mario Monti, che nelle ultime ore era tornato sul tema del lavoro ed aveva denunciato l&#8217;ostruzionismo fatto dalle parti sociali nei confronti di alcune riforme, il numero uno di Confindustria ha detto: &#8220;Ritengo che il futuro del nostro paese passi da una concordia e da una coesione sociale che è fondamentale. Non condivido quello che ha detto l&#8217;ex presidente Monti. Dobbiamo lavorare tutti insieme&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>Fiat verso l&#8217;acquisizione delle quote Chrysler. Necessari 20 miliardi di euro</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 10:05:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_418593" class="wp-caption alignnone" style="width: 394px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/01/14/marchionne-fiat-e-chrysler-devono-fondersi/us-detroit-auto-show/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-418593"><img class="size-medium wp-image-418593" title="US-DETROIT-AUTO-SHOW" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/159486267-384x270.jpg" alt="" width="384" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Marchionne (Getty Images)</p></div>
<p>Secondo un articolo pubblicato dalla testata statunitense Wall Street Journal, Fiat starebbe valutando lo stanziamento di 20 miliardi di dollari per l&#8217;acquisto completo delle quote di Chrysler, la società automobilistica di Detroit che dovrebbe formare un cartello insieme alla casa di produzione torinese. La manovra annunciata dal Wsj e ponderata dall&#8217;ad di Fiat, Sergio Marchionne, di avere un controllo totale di Chrysler in vista della fusione.</p>
<p>Ma la liquidità disponibile  nelle casse di Fiat non dovrebbe essere superiore, secondo delle affermazioni dello stesso amministratore delegato, agli 1,75 &#8211; 4,27 miliardi di dollari. Per questo si renderebbero necessarie per praticare l&#8217;acquisto completo delle quote alcune transazioni finanziarie. Pare che per queste ultime da Torino abbiano già chiesto collaborazione a Goldman Sachs, Bank of America e Deutsche Bank.</p>
<p>Il Wall Street Journal ha poi espresso il suo parere sulla questione: &#8220;Anche se acquistasse il resto di Chrysler, Marchionne si troverebbe ad avere ancora del lavoro da fare. Nel 2011 Chrysler si è assicurata un prestito da 2,9 miliardi di dollari per rimborsare il governo americano. I termini del prestito fissano a 500 milioni di dollari quanto Chrysler può dare a Fiat. Chrysler ha inoltre 3,2 miliardi di dollari di bond, che hanno requisiti simili, ma meno stringenti sulla quota di liquidità Chrysler che può essere usata da Fiat&#8221;, scrivono gli esperti della testata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>John Elkann: &#8220;Grandi società come la Fiat hanno tante sedi, nessuna intenzione di evadere le tasse&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 10:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Mastroleo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_462784" class="wp-caption alignnone" style="width: 405px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/05/24/john-elkann-grandi-societa-come-la-fiat-hanno-tante-sedi-nessuna-intenzione-di-evadere-le-tasse/corporate-and-media-leaders-attend-allen-company-media-and-technology-conf-4/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-462784"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/148162427-395x270.jpg" alt="" title="Corporate And Media Leaders Attend Allen &amp; Company Media And Technology Conf." width="395" height="270" class="size-medium wp-image-462784" /></a><p class="wp-caption-text">John Elkann (Getty Images)</p></div>Il numero uno di Fiat, John Elkann, intervenendo a margine del convegno &#8216;Crescere tra le righe&#8217; organizzato dall&#8217;Osservatorio permanente dei giovani imprenditori, ha sottolineato: &#8220;Le organizzazioni grandi come la nostra non hanno una sede ma hanno tante sedi&#8221;. Il riferimento è alla manifesta volontà di Fiat Industrial di trasferire la propria sede in vista della quotazione in Borsa.</p>
<p>Ha aggiungo Elkann: &#8220;Abbiamo un mercato importante in Europa governato da Torino, uno importante in Nord America gestito da Detroit, uno in Sud America da Belo Horizonte e in Asia da Shangai. Più si va avanti e più quello di sede è un concetto che non ha molto senso. Le organizzazioni grandi hanno bisogno di molte sedi&#8221;.</p>
<p>Nessun tentativo di evadere le tasse, ha spiegato ancora Elkann, proseguendo: &#8220;Le polemiche sul pagamento delle tasse della Fiat in Italia sono polemiche e non realtà. Nessuno ha mai voluto evitare di pagare le tasse in Italia. Noi le paghiamo ovunque abbiamo delle attività&#8221;.Poi un commento sui rapporti con Chrysler: &#8220;Abbiamo sempre detto in modo chiaro che Fiat e Chrysler devono essere sempre più vicini e lavoriamo perchè ciò accada. Insieme siamo più forti&#8221;.</p>
<p>In ultimo John Elkann è intervenuto sulla vicenda Rcs: &#8220;Sono fiducioso che gli azionisti faranno le scelte per la società. Sarei molto sorpreso se per egoismo, per interessi personali o per calcolo volessero bocciare le proposte e di fatto mettere in una situazione di grandissima difficoltà una delle istituzioni più importanti del nostro paese&#8221;.</p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>Squinzi lancia nuovo allarme sulla crisi economica: l&#8217;Italia rischia di tornare indietro di 50 anni</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 10:06:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_445436" class="wp-caption alignleft" style="width: 488px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/04/06/squinzi-il-testo-dei-pagamenti-della-p-a-contiene-miglioramenti/2012-annual-unindustria-assembly/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-445436"><img class="size-large wp-image-445436" title="2012 Annual Unindustria Assembly" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/152833393-478x317.jpg" alt="" width="478" height="317" /></a><p class="wp-caption-text">Giorgio Squinzi presidente di Confindustria (Getty Images)</p></div>
<p>Il Presidente di Confindustria, <strong>Giorgio Squinzi</strong>, è tornato a lanciare l&#8217;allarme sulla <strong>crisi economica</strong> che sta travolgendo l&#8217;Italia, con la disoccupazione galoppante, i consumi al collasso e un sistema produttivo che non ce la fa più. &#8220;<em>La mancanza del lavoro è la madre di ogni male sociale</em>&#8220;, ha detto Squinzi parlando all&#8217;assemblea annuale di Confindustria, in corso a Roma, all&#8217;auditorium del Parco della Musica. Questo problema, ha spiegato, va affrontato &#8220;in maniera strutturale e con equilibrio, <em>intervenendo sul costo, produttività e regole</em>&#8220;, del lavoro e confermando l&#8217;impegno delle imprese &#8220;a supportare l&#8217;azione del governo con investimenti e occupazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;azione di governo, che confidiamo abbia davanti a sé il tempo di attuare le politiche necessarie&#8221;, ha aggiunto Squinzi rivolgendosi al premier Letta e ai ministri presenti, &#8220;deve avere come pilastro portante delle proprie scelte <em>la politica industriale</em>&#8220;. Tra le riforme che servono al Paese, c&#8217;è quella di una legge elettorale &#8220;che assicuri legislature piene e stabilità governativa&#8221;, ha chiesto il Presidente di Confindustria. Soprattutto serve un intervento sul fisco, che oltre ad essere &#8220;punitivo&#8221;, ha sottolineato Squinzi, è &#8220;<em>opaco, complicato, e incerto nella norma</em>&#8220;; fisco che è &#8220;<em>quanto di peggio si possa immaginare</em>&#8221; e che &#8220;<em>scoraggia gli investimenti e la crescita</em>&#8220;, ha setto senza mezzi termini il leader degli industriali.</p>
<p>Squinzi ha messo in guardia sulla gravità della situazione economica attuale: &#8220;<strong>Il Nord è sull’orlo di un baratro economico che trascinerebbe tutto il nostro Paese indietro di mezzo secolo</strong>, escludendolo dal contesto europeo che conta&#8221;, ha denunciato. Il Mezzogiorno, ha detto ancora, è &#8220;una parte del Paese in cui lo sforzo per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione assume le caratteristiche di una vera e propria sfida per la sopravvivenza&#8221;.</p>
<p>L&#8217;altro grave problema denunciato dal Presidente di Confindustria è quello della stretta del credito (credit crunch): &#8220;<strong>Lo stock dei prestiti erogati alle imprese è calato di 50 miliardi negli ultimi diciotto mesi</strong>. <em>Un taglio senza precedenti nel dopoguerra</em>&#8220;, ha rilevato Squinzi, sottolineando che &#8220;quasi un terzo delle imprese ha <strong>liquidità insufficiente</strong> rispetto alle esigenze&#8221;.</p>
<p>&#8220;Se questo sarà il governo della crescita noi lo sosterremo con tutte le nostre forze&#8221;, ha sottolineato Squinzi.</p>
<p>Nel suo intervento davanti alla platea di Confindustria, il Presidente del Consiglio Letta ha dichiarato: Siamo dalla stessa parte: <em>la politica forse troppo tardi ha capito la lezione, ma ora deve applicare quello che ha capito</em>&#8220;. &#8220;Io so solo una cosa&#8221;, ha aggiunto, &#8220;la missione è difficile e il compito anche e <em>sento sulle mie spalle tutta la responsabilità e le tante aspettative</em>; sarà difficilissimo, <em>non so se ce la faremo ma ce la metteremo tutta</em>&#8220;.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Fatturato industria ai minimi dal 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 10:08:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_461086" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/05/20/fatturato-industria-ai-minimi-dal-2009/industria_italia/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-461086"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/industria_italia.jpg" alt="" title="industria_italia" width="540" height="360" class="size-full wp-image-461086" /></a><p class="wp-caption-text">Una fabbrica in Italia (Getty Images)</p></div>
<p>Scende ancora il <strong>fatturato dell&#8217;industria italiana</strong>, che a <strong>marzo 2013</strong> registra il <strong>quindicesimo calo consecutivo</strong>. Lo comunica l&#8217;Istat, che segnala un calo dello <strong>0,9% su base mensile</strong> (rispetto a febbraio 2013) e uno del <strong>7,6% su base annua</strong>, il cui dato grezzo è però -10,7%. Quello di marzo 2013 è il <strong>peggior dato</strong>, in termini tendenziali, <strong>da ottobre 2009</strong>. </p>
<p>Migliorano gli <strong>ordinativi</strong> dell&#8217;industria, grazie all&#8217;export. Rispetto allo scorso febbraio, gli ordinativi <strong>salgono dell&#8217;1,6% a marzo 2013</strong> (+0,2% ordini interni e +3,6% quelli esteri). Ma su base annua <strong>il calo</strong> (dato grezzo) <strong>è del 10%.</strong>. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Confindustria. Squinzi: &#8220;Le imprese sono con l&#8217;acqua alla gola. Non va bene che i prezzi scendano&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 15:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_445436" class="wp-caption alignnone" style="width: 416px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/04/06/squinzi-il-testo-dei-pagamenti-della-p-a-contiene-miglioramenti/2012-annual-unindustria-assembly/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-445436"><img class="size-medium wp-image-445436" title="2012 Annual Unindustria Assembly" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/152833393-406x270.jpg" alt="" width="406" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Giorgio Squinzi presidente di Confindustria (Getty Images)</p></div>
<p>Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha parlato dell&#8217;attuale situazione economica del Paese rispondendo alle domande dei giornalisti presenti al convegno organizzato da Angasia, a Milano. Il commenti di Squinzi sulla crisi economica e sullo stato dell&#8217;industria italiana sono negativi e preoccupanti. Guardando alla situazione nazionale dalla prospettiva delle imprese, secondo il presidente saremmo di fronte a una vera e propria emergenza e anche la tendenza attuale che vede un abbassamento dei prezzi non è da considerarsi positiva. &#8220;Le imprese, ha avvertito il numero uno degli industriali, sono veramente con l&#8217;acqua alla gola e per avere un minimo di attività sono obbligate anche a calare i prezzi: non è un segnale positivo&#8221;, ha detto Squinzi.</p>
<p>Da parte di Confindustria non è poi mancata una ferma critica al nuovo ministro dell&#8217;Economia sulla questione dei debiti a carico della Pubblica Amministrazione. Squinzi ha riferito di un colloquio avuto con Fabrizio Saccomanni al termine del quale il ministro ha risposto alle richieste dell&#8217;organizzazione posticipando al 15 settembre la discussione sull&#8217;argomento. &#8220;E&#8217; sconcertante che il nostro Ministero dell&#8217;Economia non sia al corrente dell&#8217;effettivo ammontare dei debiti della Pubblica Amministrazione verso le imprese. A una nostra richiesta ci è stato detto che verrà data un risposta entro il 15 settembre: uno Stato che non sa quantificare i propri debiti è una forte anomalia e uno Stato che non li paga non è civile&#8221;, ha sentenziato Squinzi.</p>
<p>Chiaro poi anche il giudizio di Confindustria sulla massiccia emigrazione dall&#8217;Italia che in questi ultimi tempi è stata registrata dagli istituti di ricerca. &#8220;La fuga dei cervelli costa all&#8217;Italia 5 miliardi di euro. Qui tolleriamo mediocrità e nepotismo&#8221;, ha affermato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>Pil primo trimestre 2013 a -0,5%, è il settimo calo consecutivo</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 08:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_419790" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/01/18/ordinativi-industria-quindicesimo-calo-consecutivo/industria_fiat_melfi/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-419790"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/industria_fiat_melfi.jpg" alt="automobili" title="industria_fiat_melfi" width="540" height="360" class="size-full wp-image-419790" /></a><p class="wp-caption-text">Industria: uno stabilimento della Fiat (Foto: DONATO FASANO/AFP/Getty Images) </p></div>
<p>L&#8217;Istat ha diffuso oggi i primi dati sul Pil italiano del <strong>2013</strong>: nei <strong>primi tre mesi</strong> dell&#8217;anno il <strong>Pil è sceso dello 0,5%</strong>. E&#8217; confermata dunque la recessione per il nostro Paese, anche se in flessione rispetto ai precedenti trimestri. Negli ultimo trimestre dello 2012, infatti, il Pil scese dello 0,9%. </p>
<p>Quello dei primi tre mesi del 2013 è il <strong>settimo calo consecutivo</strong> del Pil. Una situazione che non si è mai verificata dall&#8217;inizio delle serie storiche, nel primo trimestre 1990. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/DirettaNews" target="_blank"><strong>Con direttanews.it sei sempre al centro delle notizie, clicca QUI e diventa fan</strong></a></p>
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		<title>Mancano le forniture, bloccata la produzione Fiat in tutta Europa. Oggi tocca a Maserati</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 12:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Mastroleo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Fiat ha comunicato il blocco per gli stabilimenti a causa della mancanza delle forniture del Gruppo Selmat, l’azienda di Airasca che è ricorsa a sorpresa alla cassa integrazione, creando &#8220;gravissimi problemi al gruppo&#8221;. Si legge nella nota del gruppo Fiat: &#8220;Officine Maserati di Grugliasco ha dovuto sospendere la produzione, come era già accaduto venerdì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_458616" class="wp-caption alignnone" style="width: 416px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/05/13/mancano-le-forniture-bloccata-la-produzione-fiat-in-tutta-europa-oggi-tocca-a-maserati/france-arts-auto-auction/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-458616"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/maserati-406x270.jpg" alt="" title="FRANCE-ARTS-AUTO-AUCTION" width="406" height="270" class="size-medium wp-image-458616" /></a><p class="wp-caption-text">Logo Maserati (Getty Images)</p></div><br />
La Fiat ha comunicato il blocco per gli stabilimenti a causa della mancanza delle forniture del Gruppo Selmat, l’azienda di Airasca che è ricorsa a sorpresa alla cassa integrazione, creando &#8220;gravissimi problemi al gruppo&#8221;.</p>
<p>Si legge nella nota del gruppo Fiat: &#8220;Officine Maserati di Grugliasco ha dovuto sospendere la produzione, come era già accaduto venerdì scorso, a causa della mancanza delle forniture del Gruppo Selmat. Per lo stesso motivo è fermo lo stabilimento di Fiat Automobiles in Serbia, mentre quello Iveco di Madrid non produce da venerdì. Altri stabilimenti corrono il rischio di bloccare l’attività nei prossimi giorni. Il tutto sta creando gravissimi danni al Gruppo Fiat e agli altri fornitori, che stanno regolarmente consegnando il proprio materiale&#8221;.</p>
<p>Prosegue la Fiat: &#8220;Sono alcune migliaia le persone che venerdì scorso ed oggi non hanno potuto essere al loro posto di lavoro. Continua quindi una situazione di grave difficoltà che si trascina ormai da tempo ed il cui protrarsi non può non destare preoccupazione per le prospettive dei rapporti tra Fiat ed il fornitore e per le inevitabili ricadute occupazionali. Già nelle scorse settimane diversi stabilimenti Fiat avevano dovuto interrompere la produzione in conseguenza delle mancate consegne da parte di Selmat&#8221;.</p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>Squinzi avverte la politica: non bisogna perdere altro tempo nell&#8217;affrontare la crisi</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 08:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha lanciato ancora una volta un avvertimento alla politica a darsi subito da fare per far fronte alla crisi economica: &#8220;La situazione dell&#8217;economia reale è così grave che tutto il tempo passato a non affrontare i nodi veri è tempo perso&#8220;, ha detto Squinzi intervenendo oggi al convegno &#8220;Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_445436" class="wp-caption alignleft" style="width: 488px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/04/06/squinzi-il-testo-dei-pagamenti-della-p-a-contiene-miglioramenti/2012-annual-unindustria-assembly/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-445436"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/152833393-478x317.jpg" alt="" title="2012 Annual Unindustria Assembly" width="478" height="317" class="size-large wp-image-445436" /></a><p class="wp-caption-text">Giorgio Squinzi presidente di Confindustria (Getty Images)</p></div>
<p>Il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha lanciato ancora una volta un avvertimento alla politica a darsi subito da fare per far fronte alla crisi economica: &#8220;<em>La situazione dell&#8217;economia reale è così grave che tutto il tempo passato a non affrontare i nodi veri è tempo perso</em>&#8220;, ha detto Squinzi intervenendo oggi al convegno &#8220;Il cammino della crescita&#8221; organizzato dalla Fondazione Politecnico di Milano. </p>
<p>Secondo Squinzi è <strong>molto difficile prevedere quanto l&#8217;Italia uscirà dalla recessione</strong>, &#8220;perché, ormai, il calo del Pil sta investendo tutta l&#8217;Europa nel suo complesso&#8221;. &#8220;<em>Si pensava tutti che nella seconda parte di quest&#8217;anno ci sarebbe stato un cambio di segno in positivo: adesso non è più così</em>&#8220;, ha detto il Presidente di Confindustria, augurandosi che &#8220;almeno nell&#8217;anno prossimo si ritorni a dei segni positivi&#8221;. Per Squinzi, comunque, è almeno una buona notizia il fatto che gli Stati Uniti stiano ripartendo. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Programma Onu per l&#8217;ambiente. Produzione sostenibile come futuro del mercato globale</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 12:03:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta Degli Innocenti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo rapporto del programma Onu per l&#8217;ambiente (Unep) diffuso questa mattina evidenzia una crescita degli standard sostenibili nel settore della produzione nel mercato globale. Una tendenza destinata a crescere. Infatti, stando a quanto riporta l&#8217;Ansa, il rapporto afferma che il settore delle tecnologie pulite e taglia-consumi di energia sarà triplicato entro il 2020, arrivando a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_457948" class="wp-caption alignleft" style="width: 399px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/05/11/programma-onu-per-lambiente-produzione-sostenibile-e-il-futuro-del-mercato-globale/japan-energy-environment/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-457948"><img class="size-medium wp-image-457948" title="JAPAN-ENERGY-ENVIRONMENT" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/pale_eoliche-389x270.jpg" alt="" width="389" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Pale eoliche (getty images)</p></div>
<p>L&#8217;ultimo rapporto del <strong>programma Onu per l&#8217;ambiente</strong> (Unep) diffuso questa mattina evidenzia una crescita degli <strong>standard sostenibili</strong> nel settore della <strong>produzione nel mercato globale</strong>.</p>
<p>Una tendenza destinata a crescere. Infatti, stando a quanto riporta l&#8217;Ansa, il rapporto afferma che il settore delle tecnologie pulite e taglia-consumi di energia sarà triplicato entro il 2020, arrivando a quota 2.200 miliardi di dollari.<br />
Il traino di questo modello, per i paesi in via di sviluppo, dovrà essere effettuato dai paesi ricchi che, secondo le indicazioni del rapporto, dovrebbero unire investimenti pubblici e privati all&#8217;assistenza tecnica e di cooperazione.<br />
&#8220;Se vogliamo invertire il declino globale di biodiversità, mitigare i gas a effetto serra, fermare il degrado delle terre e proteggere i nostri mari- ha dichiarato il direttore esecutivo dell&#8217;Unep <strong>Achim Steiner</strong>- allora diventa obbligatorio che il commercio internazionale diventi più sostenibile e contribuisca a tutelare il <em>capitale naturale</em> delle economie nel mondo in via di sviluppo&#8221;.</p>
<p>Il rapporto dell&#8217;Unep ha considerato <strong>sei settori chiave</strong> (Agricoltura, Pesca e acquacoltura, silvicoltura, industria, energie rinnovabili e turismo) del mercato globale dai quali si evince una palese crescita della produzione e richiesta del sostenibile.<br />
Nel settore dell&#8217;<strong>agricoltura</strong>, la produzione di té sostenibile è cresciuta del 2000% fra 2005 e 2009. Mentre il mercato globale agroalimentare nel 2011 stabilito a 62,9 miliardi dovrebbe arrivare a 105 miliardi di dollari nel 2015.<br />
<strong>Pesca e acquacoltura</strong> è uno dei settori più fragili e collegati ai temi dell&#8217;inquinamento, biodiversità e sfruttamento intensivo. Da questo settore, si delinea che il pescato in natura &#8216;certificato&#8217; sostenibile rappresenta il 17% di quello globale con una domanda sempre più crescente. I prodotti ittici tratti dall&#8217;allevamento sostenibile era di 300 milioni di dollari nel 2008 ed è stimato a crescere fino a toccare 1,25 miliardi entro il 2015.</p>
<p><strong>Silvicoltura e Deforestazione</strong>. Numerose politiche mondiale sono state destinate alla riforestazione, coinvolgendo addirittura scambi internazionali dei carbon credit. Un&#8217;ipocrisia diffusa che ha comportato molte critiche. Secondo il rapporto, nel 2013 l&#8217;area totale di foresta certificata sostenibile nel mondo è valutata a 400 milioni di ettari e rappresenta il 10% delle risorse globali. Un valore produttivo di oltre 20 miliardi di dollari l&#8217;anno.</p>
<p>Anche l&#8217;<strong>industria</strong> mostra un&#8217;attenzione sempre più tesa a politiche alternative: le certificazioni ISO 14001 di gestione ambientale secondo il rapporto sono cresciute in dieci anni (dal 1999) del 1.500%.</p>
<p>In questo panorama non potevano mancare i motori della nuova tendenza mondiale: quelli del settore delle <strong>energie rinnovabili</strong>. E così, stando a quanto viene riportato dall&#8217;Ansa, dal 1990 la produzione media prodotta da solare fotovoltaico, eolico e biocarburanti è cresciuta annualmente a livello mondiale rispettivamente del 42%, 25% e 15%. Nel 2010 gli investimenti nelle rinnovabili sono stati di 211 miliardi di dollari. La metà di questo indotto è stato proficuo per i Paesi in via di sviluppo che hanno potenziato l&#8217;export della produzione di apparati per le rinnovabili.</p>
<p>Ultimo nella lista il cosiddetto <strong>turismo sostenibile</strong> che raccoglie varie forme di vacanze alternative avventurose che sostengono il concetto della natura come patrimonio culturale: dall&#8217;ecoturismo che punta alle attività legate alla natura come il trekking a piedi, il turismo equestre o in bicicletta fino alle strutture di accoglienza e al settore della gastronomia che puntano alla sigla &#8220;eco&#8221; e &#8220;slowfood&#8221; come fattore di attrattiva per i turisti.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Produzione industriale in continuo calo: -5,2% a marzo</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 08:54:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A marzo 2013 la produzione industriale italiana è scesa del 5,2% su base annua e dello 0,8% su base mensile, rispetto a febbraio 2013. Lo ha comunicato l&#8217;Istat. Nel trimestre gennaio-marzo 2013 l&#8217;indice della produzione industriale è diminuito del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2012 e ha avuto una flessione dello 0,4% rispetto al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_419790" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/01/18/ordinativi-industria-quindicesimo-calo-consecutivo/industria_fiat_melfi/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-419790"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/industria_fiat_melfi.jpg" alt="automobili" title="industria_fiat_melfi" width="540" height="360" class="size-full wp-image-419790" /></a><p class="wp-caption-text">Industria: uno stabilimento della Fiat (Foto: DONATO FASANO/AFP/Getty Images) </p></div>
<p>A <strong>marzo 2013</strong> la <strong>produzione industriale</strong> italiana è <strong>scesa del 5,2%</strong> su base annua e <strong>dello 0,8% su base mensile</strong>, rispetto a febbraio 2013. Lo ha comunicato l&#8217;Istat. Nel <strong>trimestre gennaio-marzo 2013</strong> l&#8217;indice della produzione industriale è <strong>diminuito del 4,2%</strong> rispetto allo <strong>stesso periodo del 2012</strong> e ha avuto una flessione dello 0,4% rispetto al trimestre precedente (ultimo trimestre 2012).</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Sviluppo: il ministro Zanonato vuole ridurre la pressione fiscale sulle imprese</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 10:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, si è espresso oggi in merito alla questione della riduzione della pressione fiscale sulle imprese. Partecipando assieme a Enrico Letta all&#8217;assemblea di Rete Imprese, Zanonato ha affermato: &#8220;La riduzione fiscale per le imprese è indispensabile e proprio per questo occorre definire una programmazione seria ed efficace, senza tuttavia compromettere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_457089" class="wp-caption alignnone" style="width: 414px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/05/09/sviluppo-il-ministro-zanonato-vuole-ridurre-la-pressione-fiscale-sulle-imprese/ford-electric-car-plant-builds-electric-focus-and-hybrid-vehicles/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-457089"><img class="size-medium wp-image-457089" title="fabbria_impresa" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/135788630-404x270.jpg" alt="" width="404" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Impresa (getty images)</p></div>
<p>Il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, si è espresso oggi in merito alla questione della riduzione della pressione fiscale sulle imprese. Partecipando assieme a Enrico Letta all&#8217;assemblea di Rete Imprese, Zanonato ha affermato: &#8220;La riduzione fiscale per le imprese è indispensabile e proprio per questo occorre definire una programmazione seria ed efficace, senza tuttavia compromettere la tenuta dei conti pubblici&#8221;.</p>
<p>Il politico ha poi fatto sapere che è nelle sue intenzioni lavorare perché il suo ministero assuma tra i suoi obiettivi principali quello di favorire l&#8217;investimento di privati sul sistema di imprese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>Squinzi: è più importante tagliare le tasse sul lavoro che l&#8217;Imu</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 09:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Imu sta diventando ogni giorno di più un nodo sempre più difficile per il governo Letta. Se da una parte Berlusconi e il Pdl minacciano di togliere la fiducia qualora l&#8217;Imu sulla prima casa non fosse abolita né restituito l&#8217;importo di quella pagata nel 2012, dall&#8217;altra il Presidente del Consiglio è oggetto di continue pressioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_445436" class="wp-caption alignleft" style="width: 488px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/04/06/squinzi-il-testo-dei-pagamenti-della-p-a-contiene-miglioramenti/2012-annual-unindustria-assembly/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-445436"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/152833393-478x317.jpg" alt="" title="2012 Annual Unindustria Assembly" width="478" height="317" class="size-large wp-image-445436" /></a><p class="wp-caption-text">Giorgio Squinzi presidente di Confindustria (Getty Images)</p></div>
<p>L&#8217;<strong>Imu</strong> sta diventando ogni giorno di più un nodo sempre più difficile per il governo Letta. Se da una parte Berlusconi e il Pdl minacciano di togliere la fiducia  qualora l&#8217;Imu sulla prima casa non fosse abolita né restituito l&#8217;importo di quella pagata nel 2012, dall&#8217;altra il Presidente del Consiglio è oggetto di continue pressioni da parte dell&#8217;Unione europea che non smette di ricordare al nostro Paese di tenere in ordine i conti e chiede che il deficit rimanga anche quest&#8217;anno e il prossimo sotto la soglia del 3% per chiudere la procedura d&#8217;infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell&#8217;Italia. Inoltre, la necessità impellente di trovare i soldi per finanziare la cassa integrazione in deroga, cui si aggiungono anche quelli per evitare l&#8217;aumento di un punto dell&#8217;Iva a luglio, complicano ulteriormente i già ridottissimi margini di azione del governo. </p>
<p>Gli stessi sindacati dei lavoratori hanno chiesto che una riduzione o riforma dell&#8217;Imu solo per i meno abbienti e ora contro la riduzione dell&#8217;Imu a tutti i costi si è pronunciato anche il Presidente di Confindustria <strong>Giorgio Squinzi</strong>. <strong>&#8220;E&#8217; assolutamente più importante intervenire sulla tassazione del lavoro che sulla casa&#8221;</strong>, ha detto oggi Squinzi al Politecnico di Milano, intervenendo alla commemorazione del cinquantesimo anniversario del Premio Nobel a Giulio Natta, scopritore del polipropilene. </p>
<p>Riguardo ad un&#8217;eventuale riforma dell&#8217;imposta sugli immobili &#8220;si tratta di vedere bene cifre e numeri&#8221;, ha spiegato il Presidente degli industriali. Invece <strong>&#8220;la priorità in questo momento è il lavoro e ritrovare la crescita&#8221;</strong>, ha sottolineato. Squinzi ha poi ricordato di la proposta di Confindustria di &#8220;ridurre del 9% la tassazione sul lavoro&#8221; attraverso la &#8220;<em>neutralizzazione del costo del lavoro dal calcolo degli imponibili Irap</em>&#8220;.</p>
<p><em>Valeria Bellagamba</em></p>
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		<title>Prometeia: all&#8217;Italia non basteranno 14 anni per uscire dalla crisi, nel 2020 disoccupazione al 9%</title>
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		<pubDate>Sat, 04 May 2013 11:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Brutte notizie per la ripresa economica in Italia. L&#8217;istituto Prometeia nel suo rapporto &#8220;Uno sguardo al 2020&#8243; annuncia che il nostro Paese non uscirà presto dalla crisi. Nel 2020 il Pil italiano &#8220;sarà ancora inferiore ai valori pre-crisi (fine Anni &#8217;90) di circa il 2%&#8221;. Secondo le stime dell&#8217;istituto tra il 2015 e il 2020 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_454917" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/05/04/prometeia-allitalia-non-basteranno-14-anni-per-uscire-dalla-crisi-nel-2020-disoccupazione-al-9/crisi_economica_disoccupazione_manifestazione/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-454917"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/crisi_economica_disoccupazione_manifestazione.jpg" alt="" title="crisi_economica_disoccupazione_manifestazione" width="540" height="337" class="size-full wp-image-454917" /></a><p class="wp-caption-text">Manifestazione davanti al Ministero dello Sviluppo Economico (Foto: FILIPPO MONTEFORTE/AFP/GettyImages) </p></div>
<p>Brutte notizie per la ripresa economica in Italia. L&#8217;istituto <strong>Prometeia</strong> nel suo rapporto &#8220;Uno sguardo al 2020&#8243; annuncia che il nostro Paese non uscirà presto dalla crisi. <strong>Nel 2020 il Pil italiano &#8220;sarà ancora inferiore ai valori pre-crisi (fine Anni &#8217;90) di circa il 2%&#8221;</strong>. Secondo le stime dell&#8217;istituto <strong>tra il 2015 e il 2020 il tasso di crescita medio dell&#8217;Italia si attesterà intorno all&#8217;1,1%.</strong>, in linea con il periodo 2000-2005. Ciò significa che <strong>non basteranno 14 anni per recuperare i livelli di crescita perduti</strong>: il doppio di quanto, negli Anni &#8217;90, impiegò la Finlandia, più del triplo di quanto impiegò la Svezia. Sempre secondo il Rapporto di Prometeia, il Pil italiano &#8220;tornerà a crescere dall&#8217;ultimo trimestre di quest&#8217;anno, ma sarà solo nella seconda metà del 2014 che tutte le componenti di domanda si riporteranno su tassi di crescita positivi&#8221;. Pertanto <strong>l&#8217;Italia non uscirà dalla recessione prima del secondo semestre del 2014</strong>. </p>
<p>Particolarmente grave è poi la situazione del mercato del lavoro. <strong>La recessione ha raddoppiato il tasso di disoccupazione in sei anni</strong>: nel 2007 era al 6%, mentre oggi si avvicina al 12% e nel 2014 peggiorerà ancora, con il tasso dei senza lavoro che supererà anche questa soglia. <strong>Solo nel 2020 la disoccupazione tornerà al 9%</strong>, comunque ai livelli della fine del 2011, quando la crisi era conclamata. </p>
<p>A causa della recessione, infatti, <strong>l’industria &#8220;ridurrà in modo permanente l’occupazione a favore di un incremento di produttività&#8221;</strong>, spiega Prometeia nel suo rapporto. Pertanto, <strong>&#8220;l’input di lavoro complessivo non recupererà i livelli pre-crisi&#8221;</strong>, a causa del settore industriale. &#8220;<em>Un sacrificio occupazionale</em> &#8211; continua il rapporto &#8211; <em>che consentirà però alla produttività media, se non proprio di cancellare 15 anni di stagnazione, quantomeno di invertire la rotta</em>&#8220;.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Ue: senza riforme niente uscita da procedura per deficit eccessivo. Nel 2014 la disoccupazione in Italia toccherà il 12,2%</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 11:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_454502" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/05/03/ue-senza-riforme-niente-uscita-da-procedura-per-deficit-eccessivo-nel-2014-la-disoccupazione-in-italia-tocchera-il-122/rehn/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-454502"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/rehn.jpg" alt="" title="rehn" width="540" height="360" class="size-full wp-image-454502" /></a><p class="wp-caption-text">Il Commissario europeo agli Affari Economici Olli Rehn (Foto: FREDERICK FLORIN/AFP/Getty Images) </p></div>
<p>La <strong>Commissione europea</strong> ha reso note questa mattina la previsioni economiche di primavera aggiornate e se <strong>per l&#8217;Italia il dato del deficit rimane sotto il 3% del Pil</strong>, agevolando dunque l&#8217;uscita dalla procedura di infrazione, sono invece <strong>negativi quelli su debito pubblico e disoccupazione</strong>.  <strong>Per l&#8217;Italia &#8220;non ci sono segni di ripresa a breve&#8221;</strong>, sentenzia la Commissione Ue, con il Pil &#8220;continua a contrarsi&#8221;. <strong>Per il 2013</strong> Bruxelles stima <strong>un calo del Pil italiano del -1,3%</strong> (<a href="http://www.direttanews.it/2013/02/22/ue-riviste-in-peggio-le-stime-sullitalia-crescera-ancora-la-disoccupazione/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">lo scorso febbraio la previsione era del -1%</a>); mentre <strong>nel 2014 il Pil crescerà dello 0,7%</strong> (<a href="http://www.direttanews.it/2013/02/22/ue-riviste-in-peggio-le-stime-sullitalia-crescera-ancora-la-disoccupazione/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">anche questo dato è stato rivisto al ribasso rispetto al +0,8% di febbraio</a>). Le difficoltà nella ripresa economica dell&#8217;Italia sono dipendono da &#8220;persistente incertezza, continua difficoltà di accesso al credito e fiducia di imprese e consumatori ancora negativa&#8221;, spiega la Commissione.</p>
<p>Il dato più grave e preoccupante rimane comunque quello sulla <strong>disoccupazione</strong>, anche in questo caso rivisto ulteriormente in peggio. In Italia il tasso di disoccupazione toccherà l&#8217;<strong>11,8% nel 2013</strong> (in rialzo rispetto alla stima di febbraio all&#8217;11,6%) e supererà la soglia critica del 12%, <strong>al 12,2% nel 2014</strong> (mentre <a href="http://www.direttanews.it/2013/02/22/ue-riviste-in-peggio-le-stime-sullitalia-crescera-ancora-la-disoccupazione/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">a febbraio era dato al 12%</a>). Un livello drammatico e preoccupante, che di toccherà l&#8217;intera Eurozona, dove la disoccupazione sarà al 12,2% quest&#8217;anno e al 12,1% nel 2014. &#8220;La ripresa dell&#8217;attività economica è troppo lenta per ridurre la disoccupazione&#8221;, spiega la Commissione europea, avvertendo che &#8220;<em>senza riforme, l&#8217;alta disoccupazione potrebbe mettere a rischio la coesione sociale</em>&#8220;. </p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>debito pubblico</strong>, quello italiano salirà <strong>al 131,4% nel 2013</strong> e <strong>al 132,2% nel 2014</strong>. Anche questa stima è stata rivista al rialzo dalla Commissione Ue rispetto a quella di febbraio, quando <a href="http://www.direttanews.it/2013/02/22/ue-riviste-in-peggio-le-stime-sullitalia-crescera-ancora-la-disoccupazione/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">il debito veniva dato al 128,1% del Pil nel 2013 e al 127% nel 2014</a>. Il debito sfonderà così la soglia del 130% del Pil e non solo nel 2014 non diminuirà ma addirittura aumenterà. Nelle sue previsioni, la Commissione ha tenuto conto di un <strong>2,5% di debito in più</strong> per il nostro Paese <strong>dovuto allo sblocco dei pagamenti del debiti della Pubblica Amministrazione</strong>. Nell&#8217;Eurozona <strong>solo la Grecia avrà un debito pubblico più alto dell&#8217;Italia</strong>: 175,2% del Pil nel 2013. </p>
<p>L&#8217;unico dato positivo per l&#8217;Italia, contrariamente alle <a href="http://www.direttanews.it/2013/05/02/locse-avverte-litalia-impossibile-ridurre-le-tasse-ora/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">stime diffuse ieri dall&#8217;Ocse</a>, è quello del rapporto <strong>deficit/Pil</strong> che rimane al <strong>2,9% nel 2013</strong>, come nel 2012, mentre scenderà al <strong>2,5% nel 2014</strong>. Nella previsione si è tenuto conto anche dei pagamenti della Pubblica Amministrazione. Anche queste stime, comunque, sono state riviste al rialzo, poiché <a href="http://www.direttanews.it/2013/02/22/ue-riviste-in-peggio-le-stime-sullitalia-crescera-ancora-la-disoccupazione/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">a febbraio la Commissione aveva previsto che il deficit italiano sarebbe sceso al 2,1% del Pil nel 2013, valore che avrebbe mantenuto anche nel 2014</a>. </p>
<p>Il dato positivo sul deficit, al di sotto della soglia minima del 3%, consentirà all&#8217;Italia di uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, che era stata aperta alla fine del 2009. Tuttavia, Il Commissario agli Affari Economici <strong>Olli Rehn</strong> ha avvertito che l&#8217;<strong>uscita dalla procedura</strong> avverrà <strong>solo se il nostro Paese manterrà gli impegni presi sul fronte del consolidamento di bilancio e avvierà le riforme necessarie</strong>, delle quali il governo Letta informerà presto Bruxelles con l&#8217;invio del programma di stabilità. &#8220;<em>L&#8217;abrogazione della procedura richiede che il deficit sia sotto il 3% quest&#8217;anno e oltre</em>&#8220;, ha sottolineato Rehn. </p>
<p>Il <strong>prossimo 29 maggio</strong> la Commissione europea annuncerà le proprie decisioni sulla chiusura della procedura di deficit eccessivo nei confronti dell&#8217;Italia. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Coldiretti: crollo del credito alle aziende agricole nel 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 09:40:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta Degli Innocenti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_415712" class="wp-caption alignleft" style="width: 418px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/01/06/coldiretti-2013-difficile-per-il-48-delle-famiglie/pig-farmers-protest-at-milan-stock-exchange/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-415712"><img class="size-medium wp-image-415712" title="Pig Farmers Protest At Milan Stock Exchange" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/119868258-408x270.jpg" alt="" width="408" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Coldiretti (getty Images)</p></div>
<p>Uno studio di Coldiretti svolto in base ai dati dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) rivela un taglio del 22 % dei finanziamenti alle aziende agricole nel 2012. Come riporta l’agenzia Asca, il crollo della disponibilità di credito denunciato dalla Bce nel settore delle piccole medie aziende in Italia ha comportato un “peggioramento di utili e fatturato nel periodo fra ottobre 2012 e marzo 2013”. Questo divario nel settore delle Pmi si è delineato attraverso una congettura tra “un aumento delle necessità di finanziamento” e “un peggioramento della disponibilità di prestiti bancari”. Un fenomeno che si è riscontrato anche nel settore dell’agricoltura. Infatti, secondo la Coldiretti, “nel settore agricolo calano i finanziamenti e aumentano le sofferenze con 16207 imprese in difficoltà e uno stock di 4,2 miliardi di sofferenze. Nel 2012 è stato erogato un monte-crediti all&#8217;agricoltura di 2,11 miliardi di euro- prosegue Coldiretti-, contro i 2,73 miliardi circa registrati nel 2011”.<br />
Una tendenza, che nel 2013, non diminuisce ma piuttosto tende a consolidarsi: “ Dall&#8217;inizio del 2013 si è verificato un netto rallentamento della gestione dell&#8217;iter istruttorio presso le maggiori banche attive nel settore del credito agrario, con un preoccupante blocco dei processi di investimento, in particolar modo legati ai rinnovi degli impianti e macchinari”, conclude Coldiretti.<br />
<em><br />
Redazione</em></p>
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		<title>Produzione industriale in calo, Squinzi: governo subitissimo</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 11:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A febbraio la produzione industriale è diminuita dello 0,8% rispetto al mese di gennaio. Su base annua, rispetto a febbraio 2012, la produzione industriale è scesa del -3,8%, facendo segnare il diciottesimo ribasso consecutivo. L&#8217;indice grezzo della produzione industriale è crollato del 7,6%. Lo ha comunicato l&#8217;Istat. A gennaio la produzione industriale era cresciuta dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_445436" class="wp-caption alignleft" style="width: 488px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/04/06/squinzi-il-testo-dei-pagamenti-della-p-a-contiene-miglioramenti/2012-annual-unindustria-assembly/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-445436"><img class="size-large wp-image-445436" title="2012 Annual Unindustria Assembly" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/152833393-478x317.jpg" alt="" width="478" height="317" /></a><p class="wp-caption-text">Giorgio Squinzi presidente di Confindustria (Getty Images)</p></div>
<p>A <strong>febbraio</strong> la <strong>produzione industriale è diminuita dello 0,8%</strong> rispetto al mese di <strong>gennaio</strong>. Su <strong>base annua</strong>, rispetto a febbraio 2012, la produzione industriale è scesa del <strong>-3,8%</strong>, facendo segnare il diciottesimo ribasso consecutivo. L&#8217;indice grezzo della produzione industriale è crollato del 7,6%. Lo ha comunicato l&#8217;Istat. A gennaio la produzione industriale era cresciuta dello 0,8&amp; rispetto a dicembre 2012, mentre era diminuita del 3,6% su base annua.</p>
<p>Un ulteriore dato sconfortante, in un&#8217;Italia in cui <a href="http://www.direttanews.it/2013/04/10/crisi-economica-nei-primi-tre-mesi-del-2013-hanno-chiuso-oltre-4-mila-imprese/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">sempre più imprese sono costrette a chiudere</a>, la <a href="http://www.direttanews.it/2013/04/09/istat-nel-2012-il-potere-di-acquisto-delle-famiglie-a-48/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">povertà delle famiglie è in continuo aumento</a> e la <a href="http://www.direttanews.it/2013/04/05/boom-pressione-fiscale-52-nel-quarto-trimestre-2012/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">pressione fiscale si è fatta insostenibile</a>.</p>
<p>Un situazione drammatica che costringe il presidente di Confidustria <strong>Giorgio Squinzi</strong> a lanciare un accorato appello alle istituzioni politiche: il tempo è scaduto, <strong>un nuovo governo</strong> &#8220;non serve subito, serve <em>subitissimo</em>&#8220;. &#8220;L&#8217;economia reale &#8211; ha avvertito Squinzi &#8211; ha un andamento tale che se non si interviene subito&#8221; non ci potrà essere una ripresa.</p>
<p>Squinzi ha poi affermato che sul piano sociale l&#8217;assenza di un governo &#8220;non potrà proseguire a lungo senza portare a conclusioni violente&#8221;. Il presidente di Confindustria si è poi detto molto preoccupato per i casi di suicidio tra gli imprenditori.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
<p><a href="httsp://www.faacebook.conm/#!/pagdes/Direottanelwsit/10o8259089193167#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" target="_blank"><strong>Con direttanews.it sei sempre al centro delle notizie, clicca QUI e diventa fan</strong></a></p>
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		<title>Crisi economica: nei primi tre mesi del 2013 hanno chiuso oltre 4 mila imprese</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 10:41:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi economica in Italia non solo non se ne vuole andare, ma addirittura peggiora stando ai dati che continuano a uscire in questi giorni. A conferma del grave senso di disagio e di sfiducia che una parte sempre più larga del Paese si trova a vivere ogni giorno, arriva anche il dato preoccupante sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.direttanews.it/2012/01/12/istat-produzione-industriale-ferma-nel-2011/industria/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-287508"><img class="alignleft size-full wp-image-287508" title="industria" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/industria.jpg" alt="" width="555" height="370" /></a></p>
<p>La crisi economica in Italia non solo non se ne vuole andare, ma addirittura peggiora stando ai dati che continuano a uscire in questi giorni. A conferma del grave senso di disagio e di sfiducia che una parte sempre più larga del Paese si trova a vivere ogni giorno, arriva anche il dato preoccupante sulla chiusura delle imprese. Stando a quanto comunica il Cerved, che ha preso in esame le istanze di fallimento depositate presso le Camere di Commercio, <strong>nei primi tre mesi del 2013 hanno chiuso 4.218 imprese</strong>, ben il <strong>13% in più</strong> rispetto allo stesso periodo del 2012.</p>
<p>Nel 2012 presentarono istanza di fallimento 12.442 imprese, più di mille al mese, 34 al giorno, in aumento del 2,3% sul 2011 e del 32% rispetto al 2009.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
<p><a href="httsp://www.faacebook.conm/#!/pagdes/Direottanelwsit/10o8259089193167#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" target="_blank"><strong>Con direttanews.it sei sempre al centro delle notizie, clicca QUI e diventa fan</strong></a></p>
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		<title>Istat: il Pil nel quarto trimestre 2012 a -0,9%</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 10:57:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Italia sempre più in crisi. L&#8217;Istat ha confermato oggi che il Pil nel 2012 è crollato del -2,4% e ha comunicato il dato definitivo relativo al quarto trimestre dello scorso anno: -0,9% rispetto al trimestre precedente e -2,8% rispetto al quarto trimestre 2011. Il quarto trimestre del 2012 ha avuto una giornata lavorativa in meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_286602" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/01/10/lotta-anti-evasione-e-riciclaggio-dal-1-febbraio-tetto-per-il-denaro-cash/soldi-cash/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-286602"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/soldi-cash.jpg" alt="" title="soldi-euro" width="540" height="406" class="size-full wp-image-286602" /></a><p class="wp-caption-text">Euro</p></div>
<p>Italia sempre più in crisi. L&#8217;Istat ha confermato oggi che il <strong>Pil nel 2012 è crollato del -2,4%</strong> e ha comunicato il dato definitivo relativo al <strong>quarto trimestre</strong> dello scorso anno: <strong>-0,9% rispetto al trimestre precedente</strong> e <strong>-2,8% rispetto al quarto trimestre 2011</strong>. Il quarto trimestre del 2012 ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e una in più rispetto al quarto trimestre del 2011.</p>
<p>Rispetto al trimestre precedente, i principali aggregati della domanda interna hanno registrato diminuzioni significative, con cali dello 0,5% per i consumi finali nazionali e dell&#8217;1,2% per gli investimenti fissi lordi. Le importazioni sono diminuite dello 0,9% e le esportazioni sono aumentate dello 0,3%.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Marchionne avverte: all&#8217;Italia serve governabilità, niente investimenti se si esce dall&#8217;euro</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Mar 2013 10:44:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla situazione di stallo politico in Italia sono arrivate le parole dell&#8217;amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne, che ha avvertito sulla necessità di dare un governo al nostro Paese. &#8220;L&#8217;incertezza politica sta creando incertezza sui mercati &#8211; ha detto Marchionne &#8211; e questo non ci aiuta a vendere auto. C&#8217;è bisogno di governabilità, le aziende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_376281" class="wp-caption alignleft" style="width: 488px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/09/19/fabbrica-italia-mario-monti-convoca-sergio-marchionne-a-palazzo-chigi/chrysler-announces-expansion-of-car-manufacturers-commitment-to-detroit-2/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-376281"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/143595982-478x294.jpg" alt="" title="Chrysler Announces Expansion Of Car Manufacturer&#039;s Commitment To Detroit" width="478" height="294" class="size-large wp-image-376281" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Marchionne (getty images)</p></div>
<p>Sulla situazione di stallo politico in Italia sono arrivate le parole dell&#8217;amministratore delegato di Fiat <strong>Sergio Marchionne</strong>, che ha avvertito sulla necessità di dare un governo al nostro Paese. &#8220;<strong>L&#8217;incertezza politica sta creando incertezza sui mercati</strong> &#8211; ha detto Marchionne &#8211; <em>e questo non ci aiuta a vendere auto</em>. <strong>C&#8217;è bisogno di governabilità</strong>, le aziende hanno bisogno di certezze e di un governo, anche se è molto difficile fare previsioni&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p>L&#8217;ad di Fiat ha comunque assicurato che &#8220;<strong>non ci sarà un rinvio degli investimenti di Fiat in Italia</strong> <em>a causa dell’ingovernabilità</em> <strong>a meno che non ci sia una decisione drastica come l’uscita dall’euro</strong>&#8220;, ha però sottolineato. </p>
<p>&#8220;<em>Un numero davvero grande di italiani ha chiesto con il voto un cambiamento</em> &#8211; ha evidenziato l&#8217;ad Fiat -. <em>Se vogliamo ignorarlo la conseguenza sarà l’instabilità</em>&#8220;.  </p>
<p>Per quanto riguarda le previsioni sul gruppo Fiat, Marchionne ha detto: &#8220;Il 2013 per noi sarà più o meno come il 2012, sempre al traino degli Stati Uniti&#8221;. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Mercato auto in Europa ai livelli del 1990</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 10:28:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora un crollo per il mercato dell&#8217;auto in Europa e l&#8217;Italia segna il dato peggiore. Complessivamente, nei 27 Paesi dell&#8217;Unione Europea e nei 4 dell&#8217;Efta (Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein) a gennaio 2013 sono state immatricolate 918.280 nuove vetture rispetto alle 1.003.763 di un anno fa, segnando un calo dell&#8217;8,5%, il livello più basso dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_419790" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/01/18/ordinativi-industria-quindicesimo-calo-consecutivo/industria_fiat_melfi/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-419790"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/industria_fiat_melfi.jpg" alt="automobili" title="industria_fiat_melfi" width="540" height="360" class="size-full wp-image-419790" /></a><p class="wp-caption-text">Industria: uno stabilimento della Fiat (Foto: DONATO FASANO/AFP/Getty Images) </p></div>
<p>Ancora un <strong>crollo per il mercato dell&#8217;auto in Europa</strong> e l&#8217;Italia segna il dato peggiore. Complessivamente, nei 27 Paesi dell&#8217;Unione Europea e nei 4 dell&#8217;Efta (Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein) a <strong>gennaio 2013</strong> sono state immatricolate 918.280 nuove vetture rispetto alle 1.003.763 di un anno fa, segnando un <strong>calo dell&#8217;8,5%</strong>, il <strong>livello più basso dal gennaio 1990</strong>. </p>
<p>Tra i principali Paesi europei, l&#8217;<strong>Italia</strong> ha segnato il dato peggiore in termini di vendite di nuove auto a gennaio, segnando un <strong>crollo del 17,6%</strong>, con 113.525 nuove immatricolazioni. </p>
<p>Per quanto riguarda il gruppo <strong>Fiat</strong>, a <strong>gennaio 2013</strong> le nuove immatricolazioni sono state 61.010 nell&#8217;Ue a 27 e nei Paesi Efta, in <strong>diminuzione del 12,4%</strong>, rispetto alle 69.607 unità di gennaio 2012. </p>
<p>I dati sono stati forniti dall&#8217;<strong>Acea</strong>, l&#8217;associazione dei costruttori di auto presenti in Europa. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Draghi: dati sul Pil dell&#8217;Eurozona più negativi delle previsioni, ma ci sarà ripresa nella seconda metà el 2013</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2013 10:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I dati sul Pil dell&#8217;Eurozona sono &#8220;più negativi di quelli che ci aspettavamo ma c&#8217;è una situazione di crescente stabilizzazione dell&#8217;attività economica e segnali di fiducia, anche se a basso a livello, come ad esempio la discesa degli spread e della volatilità&#8221;. E&#8217; quanto ha dichiarato il presidente della Bce Mario Draghi, intervenendo al G20 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_343893" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/06/06/la-bce-e-preoccupata-per-il-persistere-della-crisi-ma-lascia-invariato-il-costo-del-denaro/european-central-bank-president-mario-dr-3/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-343893"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/1454761541-e1342870925459.jpg" alt="" title="European Central Bank President Mario Dr" width="540" height="363" class="size-full wp-image-343893" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Dragh (getty images)</p></div>
<p>I dati sul <strong>Pil dell&#8217;Eurozona</strong> sono &#8220;<strong>più negativi</strong> di quelli che ci aspettavamo ma c&#8217;è una situazione di crescente <em>stabilizzazione dell&#8217;attività economica</em> e segnali di fiducia, anche se a basso a livello, come ad esempio la discesa degli spread e della volatilità&#8221;. E&#8217; quanto ha dichiarato il presidente della Bce <strong>Mario Draghi</strong>, intervenendo al G20 di Mosca. </p>
<p><strong>Eurostat</strong> ha rilevato che nel <strong>quarto trimestre del 2012</strong> il <strong>Pil dell&#8217;Eurozona</strong> è <strong>diminuito dello 0,6%</strong> rispetto al trimestre precedente. Si tratta del <strong>peggior calo dal primo trimestre 2009</strong>, quando il Pil scese del -2,8%. </p>
<p>Nel bollettino di febbraio la Banca centrale europea scrive che la <strong>crescita economica della zona euro</strong> continuerà ad essere &#8220;<em>debole nella prima parte del 2013</em>&#8220;, ma poi &#8220;dovrebbe recuperare gradualmente, sostenuta da una politica monetaria accomodante&#8221;, &#8220;dal <em>miglioramento del clima di fiducia nei mercati</em> e dalla loro minore frammentazione&#8221;. La disoccupazione però peggiorerà, secondo le previsioni della Bce, raggiungendo il tasso del <strong>12,1% nel 2013</strong>, per poi scendere all’11,9% nel 2014 e all’11,2% nel 2015. Ad essere colpiti dalla mancanza di lavoro saranno soprattutto &#8220;i lavoratori giovani e scarsamente qualificati&#8221;. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/#!/pages/Direttanewsit/108259089193167" target="_blank"><strong>Con direttanews.it sei sempre al centro delle notizie, clicca QUI e diventa fan</strong></a></p>
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		<title>Produzione industriale: tracollo nel 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2013 11:11:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gravissima la situazione della produzione industriale in Italia, al livello più basso dal 1990. Stando a quanto riferisce l&#8217;Istat, nella media del 2012 l&#8217;indice della produzione industriale è diminuito del 6,7% rispetto all&#8217;anno precedente. Il volume della produzione e stato di 82,9 nel 2012, il più basso in 22 anni. L&#8217;indice destagionalizzato della produzione industriale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_419790" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/01/18/ordinativi-industria-quindicesimo-calo-consecutivo/industria_fiat_melfi/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-419790"><img class="size-full wp-image-419790" title="industria_fiat_melfi" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/industria_fiat_melfi.jpg" alt="automobili" width="540" height="360" /></a><p class="wp-caption-text">Industria: uno stabilimento della Fiat (Foto: DONATO FASANO/AFP/Getty Images)</p></div>
<p>Gravissima la situazione della <strong>produzione industriale in Italia</strong>, <strong>al livello più basso dal 1990</strong>. Stando a quanto riferisce l&#8217;Istat, nella media del <strong>2012</strong> <strong>l&#8217;indice della produzione industriale è diminuito del 6,7% rispetto all&#8217;anno precedente</strong>. Il volume della produzione e stato di 82,9 nel 2012, il più basso in 22 anni.</p>
<p>L&#8217;indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato a dicembre 2012 dello 0,4% rispetto al precedente mesi di novembre. Corretto per gli effetti di calendario, <strong>l&#8217;indice è diminuito a dicembre del 6,6% su base annua</strong> (i giorni lavorativi sono stati nel 2012 19 contro i 20 di dicembre 2011). Nel trimestre ottobre-novembre-dicembre 2012 la produzione industriale è scesa del 2,2% rispetto al trimestre precedente.</p>
<p>A dicembre 2012, gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano variazioni tendenziali negative <strong>in tutti i raggruppamenti principali di industrie</strong>. I dati più negativi riguardano i beni intermedi (-9,4%) e i beni di consumo (-7,7%), mentre flessioni più contenute si rilevano per l&#8217;energia (-3,7%) e per i beni strumentali (-2,5%). La produzione di autoveicoli è scesa del 19% rispetto al 2011.</p>
<p>Dall&#8217;inizio della crisi economica, nel 2008, la produzione industriale in Italia è crollata del 25%.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Mercato dell&#8217;auto: è un crollo continuo</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2013 08:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continua a registrare forti perdite anche nel 2013 il mercato dell&#8217;auto in Italia. A gennaio di quest&#8217;anno le vendite sono scese a -17,58% rispetto allo stesso mese del 2012. Il ministero dei Trasporti comunica che le nuove immatricolazioni sono state 113.525 (a gennaio del 2012 ne furono immatricolate 137.745). Perde anche la Fiat a -15,76% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_414640" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/01/03/crollo-del-mercato-dellauto-in-italia-nel-2012-1987/auto_fiat/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-414640"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/auto_fiat.jpg" alt="" title="auto_fiat" width="540" height="405" class="size-full wp-image-414640" /></a><p class="wp-caption-text">Automobili Fiat a Mirafiori (Foto: DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images) </p></div>
<p>Continua a registrare forti perdite anche nel 2013 il <strong>mercato dell&#8217;auto in Italia</strong>. A <strong>gennaio</strong> di quest&#8217;anno le vendite sono scese a <strong>-17,58%</strong> rispetto allo stesso mese del 2012. Il ministero dei Trasporti comunica che le nuove immatricolazioni sono state 113.525 (a gennaio del 2012 ne furono immatricolate 137.745).</p>
<p>Perde anche <strong>la Fiat a -15,76%</strong> di vendite di nuove auto nel primo mese dell&#8217;anno, con 34.123 vetture immatricolate rispetto alle 40.508 di gennaio 2012. Il gruppo Fiat vede comunque crescere la propria quota di mercato in Italia che passa dal 29,41% del gennaio di un anno fa al 30,06% di gennaio 2013 (a dicembre 2012 era al 29,27%). </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Imprenditoria giovanile in netto calo nel 2013 secondo Coldiretti</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 14:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un rapporto pubblicato oggi da Coldiretti ha messo in chiaro la situazione difficile che, nel contesto della crisi economica, l&#8217;imprenditoria giovanile sta attraversando nel nostro Paese. Pare infatti, stando ai dati presentati da Coldiretti ed aggiornati al 31 dicembre 2012 da Unioncamere, che nel 2013 l&#8217;Italia sia entrata con i 3% in meno di attività [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_422883" class="wp-caption alignnone" style="width: 414px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/01/27/imprenditoria-giovanile-in-netto-calo-nel-2013-secondo-coldiretti/start-up-job-fair-held-in-aol-building/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-422883"><img class="size-medium wp-image-422883" title="&quot;Start Up&quot; Job Fair Held In AOL Building" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/111907277-404x270.jpg" alt="" width="404" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Imprenditoria giovanile (getty images)</p></div>
<p>Un rapporto pubblicato oggi da Coldiretti ha messo in chiaro la situazione difficile che, nel contesto della crisi economica, l&#8217;imprenditoria giovanile sta attraversando nel nostro Paese. Pare infatti, stando ai dati presentati da Coldiretti ed aggiornati al 31 dicembre 2012 da Unioncamere, che nel 2013 l&#8217;Italia sia entrata con i 3% in meno di attività imprenditoriali a carico di persone che non hanno superato i 35 anni di età.</p>
<p>L&#8217;analisi di Coldiretti è interessante perché dimostra come lo spirito imprenditoriale dei più giovani in Italia non è sopito, dato che continuano a crescere i numeri relativi all&#8217;apertura di aziende (131.349 attività sono state avviate dagli under 35 nel 2012), ma le difficili condizioni in cui il Paese sta versando portano spesso gli imprenditori emergenti a scontrarsi con la realtà e a chiudere baracca e burattini.</p>
<p>Un dato, quindi, su cui si dovrebbe riflettere, anche considerata la complessità dei meccanismi con i quali i giovani devono impattare per poter ricevere finanziamenti dagli istituti di credito. Secondo Vittorio Sangiorgio, il presidente di Coldiretti Giovani Impresa è necessario lavorare su questo punto: &#8220;Ora va tagliato anche lo spread nell’accesso al credito che penalizza le imprese agricole gestite da under 30 che oggi hanno la metà delle possibilità di ottenere finanziamenti rispetto alle aziende adulte&#8221;.</p>
<p>Si tratta di un argomento fondamentale se analizzato nella prospettiva della crescita e dello sviluppo. Anche perché, come lo stesso documento di Coldiretti dimostra, sono spesso i giovani a trainare in relazione all&#8217;innovazione e le aziende che inseriscono under 35 all&#8217;interno del loro organico sono solitamente quelle che meglio riescono a fronteggiare le dinamiche problematiche della crisi economica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>Ordinativi industria: quindicesimo calo consecutivo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2013 10:28:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continuano ad essere negativi i dati sull&#8217;industria in Italia. Secondo quanto comunica l&#8217;Istat, gli ordinativi del mese di novembre 2012 sono scesi del 6,7% su base annua e dello 0,5% su base mensile (rispetto allo scorso ottobre). I dati sono ancora provvisori. Si tratta comunque del quindicesimo calo tendenziale consecutivo. Il calo su base annua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_419790" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/01/18/ordinativi-industria-quindicesimo-calo-consecutivo/industria_fiat_melfi/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-419790"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/industria_fiat_melfi.jpg" alt="automobili" title="industria_fiat_melfi" width="540" height="360" class="size-full wp-image-419790" /></a><p class="wp-caption-text">Industria: lo stabilimento della Fiat di Melfi (Foto: DONATO FASANO/AFP/Getty Images) </p></div>
<p>Continuano ad essere <strong>negativi i dati sull&#8217;industria in Italia</strong>. Secondo quanto comunica l&#8217;Istat, gli <strong>ordinativi</strong> del mese di <strong>novembre 2012</strong> sono <strong>scesi del 6,7% su base annua</strong> e dello 0,5% su base mensile (rispetto allo scorso ottobre). I dati sono ancora provvisori. Si tratta comunque del <strong>quindicesimo calo tendenziale consecutivo</strong>. Il calo su base annua è dovuto soprattutto alla <strong>forte contrazione del mercato interno</strong>. </p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>fatturato dell&#8217;industria italiana</strong>, anche qui i dati di <strong>novembre</strong> sono negativi: <strong>-5,4%</strong>, con un <strong>calo dell&#8217;8,7% nel mercato interno</strong> a fronte di una aumento dell&#8217;1,5% sul mercato estero. A novembre 2012 il <strong>fatturato dell&#8217;industria degli autoveicoli</strong> in Italia è <strong>sceso del 9,4%</strong> su base annua. </p>
<p>Si conferma pertanto il grave stato di crisi del mercato interno italiano. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Sergio Marchionne attacca la classe politica: &#8220;Osceni su Melfi&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 17:28:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Mastroleo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, intervenendo al Quattroruote Day, ha detto: &#8220;Siamo pronti a confermare tutti i nostri impegni per l&#8217;Italia&#8221;. Marchionne ha precisato: &#8220;In tre-quattro anni arriveremo all&#8217;impiego pieno dei nostri dipendenti. Presenteremo 17 modelli e 7 aggiornamenti prodotti entro il 2016&#8243;. L&#8217;ad di Fiat ha poi attaccato: &#8220;Ho trovato oscene le dichiarazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_418593" class="wp-caption alignnone" style="width: 394px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/01/14/marchionne-fiat-e-chrysler-devono-fondersi/us-detroit-auto-show/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-418593"><img class="size-medium wp-image-418593" title="US-DETROIT-AUTO-SHOW" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/159486267-384x270.jpg" alt="" width="384" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Marchionne (Getty Images)</p></div>
<p>L&#8217;amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, intervenendo al Quattroruote Day, ha detto: &#8220;Siamo pronti a confermare tutti i nostri impegni per l&#8217;Italia&#8221;. Marchionne ha precisato: &#8220;In tre-quattro anni arriveremo all&#8217;impiego pieno dei nostri dipendenti. Presenteremo 17 modelli e 7 aggiornamenti prodotti entro il 2016&#8243;.</p>
<p>L&#8217;ad di Fiat ha poi attaccato: &#8220;Ho trovato oscene le dichiarazioni di ieri dei politici su Melfi&#8221;, precisando: &#8220;In quello stabilimento rifaremo tutto nuovo per ripartire per i mercati internazionali, Detto e fatto. Uno che capisce un minimo di auto sa che per cambiare da una vettura all’altra deve cambiare tutto. Non faccio panini io». «Anche lo stabilimento di Grugliasco che fa la macchina che viene dopo il Liberty della Jeep, è stato chiuso per un anno. È assolutamente normale</p>
<p>Confermati anche gli impegni nella produzione estera: &#8220;In Cina con Gac potranno essere prodotte 100 mila vetture all&#8217;anno. Lo stabilimento è pronto e potenzialmente potrebbe iniziare la produzione tra 18 mesi. La produzione di Jeep in Cina partirà da 100 mila vetture all&#8217;anno, ma è potenzialmente raddoppiabile a oltre 200 mila&#8221;.</p>
<p>Parlando della situazione del mercato europeo Marchionne ha affermato che chiuderà il 2013 &#8220;in linea con il 2012. Andranno bene America, Brasile e Cina&#8221;. L&#8217;amministratore delegato dell&#8217;azienda torinese, ricordando che al Salone di Los Angeles il gruppo ha presentato una versione elettrica della 500 che sarà commercializzata nel mercato americano dal secondo trimestre di quest’anno, ha aggiunto: &#8220;Ma è bene sapere che per ogni 500 elettrica venduta perderemo circa 10 mila dollari&#8221;, ricordando che è invece il metano &#8220;l’unica scelta in grado di garantire da subito effetti positivi sull’ambiente ed essere, allo stesso tempo, accessibile ai clienti&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>La Fiat chiude per due anni lo stabilimento di Melfi: &#8220;Ristrutturazione necessaria&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2013 16:27:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Mastroleo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[La Fiat ha richiesto per lo stabilimento di Melfi, nel potentino, la cassa integrazione straordinaria per poter ricorrere alla ristrutturazione aziendale dal prossimo 11 febbraio fino al 31 dicembre 2014. Ad annunciarlo, in un comunicato la Fiom, sigla che riunisce i metalmeccanici della Cgil. Nella nota, si esprime &#8220;preoccupazione perché ad oggi ancora non si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_377842" class="wp-caption alignnone" style="width: 379px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/09/23/vertice-governo-fiat-lazienda-vuole-investire-in-italia/sergio-marchionne-the-head-of-carmakers/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-377842"><img class="size-medium wp-image-377842" title="Sergio Marchionne, the head of carmakers" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/145805453-369x270.jpg" alt="" width="369" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Marchionne (getty images)</p></div>
<p>La Fiat ha richiesto per lo stabilimento di Melfi, nel potentino, la cassa integrazione straordinaria per poter ricorrere alla ristrutturazione aziendale dal prossimo 11 febbraio fino al 31 dicembre 2014. Ad annunciarlo, in un comunicato la Fiom, sigla che riunisce i metalmeccanici della Cgil.</p>
<p>Nella nota, si esprime &#8220;preoccupazione perché ad oggi ancora non si conoscono i dettagli degli investimenti per lo stabilimento Fiat di Melfi  e i tempi per la realizzazione del nuovo progetto&#8221;, facendo richiesta di &#8220;massima trasparenza nella gestione della Cigs al fine di garantire la rotazione al lavoro di tutti i lavoratori, per impedire come avvenuto a Pomigliano discriminazioni e perdite salariali a danno dei lavoratori che da diversi anni stanno pagando la crisi, oltre al dettaglio del piano industriale con gli investimenti per evitare sorprese&#8221;.</p>
<p>Infine, la Fiom Cgil ritiene &#8220;che con la perdita della commessa della nuova Punto si rischia di non saturare la capacità produttiva della Sata e dell’indotto, che già oggi è in grandi difficoltà rispetto alla monocommessa, per queste ragioni al di là dei facili entusiasmi è necessario prevedere un piano che garantisca la piena capacità produttiva e occupazionale per l’insediamento di San Nicola di Melfi&#8221;.</p>
<p>Non è d&#8217;accordo con la lettura fatta dalla Fiom, l&#8217;amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne, che afferma: &#8220;Stiamo installando le nuove linee per fare le nuove vetture. Continueremo a produrre la Punto. Non capisco qual è il problema&#8221;. Aggiunge ancora Marchionne: &#8220;Si tratta di una richiesta standard, una procedura normale, che viene fatta per coprire i lavoratori impattati dall&#8217;installazione di nuove linee&#8221;.</p>
<p>Intanto, fonti interne all&#8217;azienda provano a chiarire che &#8220;la misura è necessaria per realizzare gli investimenti previsti per lo stabilimento&#8221; e sulla stessa lunghezza d&#8217;onda sono anche le categorie metalmeccaniche di Cisl e Uil. In particolare, il reggente della Fim Cisl Basilicata, Leonardo Burmo, afferma che &#8220;l&#8217;avvio della ristrutturazione offre allo stabilimento di Melfi prospettive future molto concrete e lo impegna in una dimensione non solo più europea ma mondiale e questo è l&#8217;aspetto più significativo per una rapida uscita dalla crisi&#8221;. Per Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, questa chiusura per ristrutturazione è &#8220;la conferma che la Fiat vuole investire e che a Melfi si potranno produrre nuovi modelli di auto&#8221;. &#8220;Sarebbe assurdo&#8221; &#8211; conclude Angeletti &#8211; &#8220;investire dei soldi in un luogo che si vuole lasciare&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione online</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marchionne: &#8220;Fiat e Chrysler devono fondersi&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jan 2013 16:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Mastroleo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat e Chrysler, è intervenuto oggi al Salone Internazionale dell&#8217;Auto in corso a Detroit, nel Michigan, indicando le strategie che intende mettere in atto nel prossimo futuro e annunciando la volontà di far &#8220;diventare una cosa sola&#8221; le due case automobilistiche attraverso &#8220;l&#8217;acquisizione della quota di Veba nella casa automobilistica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_418593" class="wp-caption alignnone" style="width: 394px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/01/14/marchionne-fiat-e-chrysler-devono-fondersi/us-detroit-auto-show/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-418593"><img class="size-medium wp-image-418593" title="US-DETROIT-AUTO-SHOW" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/159486267-384x270.jpg" alt="" width="384" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Marchionne (Getty Images)</p></div>
<p>Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat e Chrysler, è intervenuto oggi al Salone Internazionale dell&#8217;Auto in corso a Detroit, nel Michigan, indicando le strategie che intende mettere in atto nel prossimo futuro e annunciando la volontà di far &#8220;diventare una cosa sola&#8221; le due case automobilistiche attraverso &#8220;l&#8217;acquisizione della quota di Veba nella casa automobilistica Usa potrebbe avvenire prima della sua quotazione&#8221;.</p>
<p>Lo rende noto il quotidiano economico Bloomberg, attraverso il proprio sito Internet. Marchionne avrebbe poi usato parole dure nei confronti del sindacato UAW, che tramite Veba controlla il 41,5% di Chrysler. &#8220;Veba non resterà azionista di Chrysler a lungo&#8221; &#8211; ha detto l&#8217;amministratore delegato &#8211; &#8220;Non dovrebbe rimanerlo, ma loro devono fare il loro lavoro e vogliono monetizzare&#8221;.</p>
<p>Dunque, ha aggiunto Marchionne, &#8220;occorre trovare un benchmark. Dobbiamo trovare una soluzione. Il processo è in evoluzione&#8221;, precisando ancora: &#8220;Capisco il loro obiettivo, hanno bisogno di vedere la posizione monetizzata. Se vogliono farlo attraverso una IPO, faremo una IPO&#8221;.</p>
<p>Marchionne ha anche parlato della crisi del comparto auto, ammettendo che &#8220;ci stanno trascinando in fondo&#8221;, ma prospettando anche &#8220;una ripresa della domanda nel secondo semestre del 2013&#8243;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>Passera: “Azionisti Alitalia aspettino prima di chiudere accordi con i francesi”</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jan 2013 12:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, in un’intervista rilasciata a “Il Messaggero” ha commentato la possibilità, da parte di azionisti di Alitalia, di vendere dei pacchetti azionari alla compagnia aerea Air France-Klm. Passera, che è stato l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo ai tempi del salvataggio di Alitalia, ha invitato gli azionisti di Alitalia ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_325705" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/04/16/riforma-del-lavoro-il-ddl-approda-in-parlamento-maurizio-gasparri-i-cambiamenti-ci-devono-essere-e-ci-saranno/i-53/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-325705"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/1348582881.jpg" alt="" title="passera" width="540" height="360" class="size-full wp-image-325705" /></a><p class="wp-caption-text">Il ministro Corrado Passera (Getty Images)</p></div>
<p>Il <strong>Ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera</strong>, in un’intervista rilasciata a <em>“Il Messaggero”</em> ha commentato la possibilità, da parte di azionisti di <strong>Alitalia</strong>, di vendere dei <strong>pacchetti azionari</strong> alla compagnia aerea <strong>Air France-Klm</strong>. Passera, che è stato l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo ai tempi del salvataggio di Alitalia, ha invitato gli azionisti di Alitalia ad attendere: “<em>Farebbero meglio ad aspettare prima di andare a chiudere gli accordi con i francesi di Air France-Klm</em>, anche perché nel frattempo il management della compagnia aerea italiana avrebbe il tempo di <em>‘rimettere mano ai costi’</em> per arrivare alla fusione con il gruppo franco olandese con concambi più favorevoli”. </p>
<p>Il ministro ha precisato: “&#8221;Non credo che sarebbe sbagliato <em>rinviare il perfezionamento degli accordi</em>. Alitalia avrebbe modo di rimettere mano ai costi riqualificando l&#8217;azione commerciale. L&#8217;Italia potrebbe diventare il primo azionista o comunque un azionista di peso del più importante carrier europeo&#8221;. Secondo Passera, inoltre, non servirà ricorrere ad un aumento di capitale troppo forte per riequilibrare la gestione e, per quanto riguarda la necessità di reperire nuove risorse, il Ministro non parla di &#8220;somme esagerate. Gli strumenti non mancano per sopperire ad eventuali defezioni. Anzi non escludo, che si profili già qualche idea. <strong>Quando Alitalia sarà tornata in equilibrio si potrà procedere alla fusione</strong>&#8220;.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Crollo del mercato dell&#8217;auto in Italia nel 2012: -19,87%</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jan 2013 09:11:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_414640" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2013/01/03/crollo-del-mercato-dellauto-in-italia-nel-2012-1987/auto_fiat/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-414640"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/auto_fiat.jpg" alt="" title="auto_fiat" width="540" height="405" class="size-full wp-image-414640" /></a><p class="wp-caption-text">Automobili Fiat a Mirafiori (Foto: DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images) </p></div>
<p>E&#8217; un calo pesantissimo quello subito dalle <strong>vendite di automobili in Italia nel 2012</strong>: <strong>-19,87%</strong> rispetto al 2011, con 1.402.089 nuove vetture immatricolate. Il mercato dell&#8217;auto nel 2012 è tornato indietro di 33 anni, <strong>ai livelli del 1979</strong>. Nel 2011 il calo, sempre su base annua, era stato del 10,8%. </p>
<p>A <strong>dicembre 2012</strong> il <strong>calo delle vendite di automobili è stato del 22,51%</strong> (86.735 vetture immatricolate).</p>
<p>I dati sono del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>Fiat</strong>, il gruppo torinese nel 2012 ha subito un <strong>calo delle vendite del 19,4%</strong> rispetto al 2011, con 414.920 nuove vetture immatricolate in Italia. A dicembre il calo di Fiat è stato del 20,2% con 25.384 auto vendute (nel 2011 erano 31.808). </p>
<p>Fiat vede comunque crescere, seppur di poco, la propria <strong>quota di mercato in Italia</strong>, che passa dal 29,4% del 2011 al <strong>29,59% nel 2012</strong>. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Meridione: la crisi fa chiudere le imprese e aumentare la disoccupazione</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Dec 2012 11:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_310334" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/03/06/boom-cassa-integrazione-491-a-febbraio/lavoro-cassa-integrazione/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-310334"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/lavoro-cassa-integrazione-e1335364374848.jpg" alt="Lavoro" title="lavoro-cassa-integrazione" width="540" height="405" class="size-full wp-image-310334" /></a><p class="wp-caption-text">Lavoro</p></div>
<p>C’è sempre più <strong>crisi nel Sud Italia</strong>. Dati allarmanti arrivano, infatti, dalle imprese e dai lavoratori, da sempre i primi a farne le spese nei periodi di <strong>recessione</strong>. Secondo uno studio pubblicato da <strong>Confindustria</strong> e <strong>Studi e Ricerche per il Mezzogiorno</strong>, <strong>tra il 2007 e il 2011</strong> il <strong>Pil del Meridione</strong>, in termini reali, si è <strong>ridotto del 6,8%</strong>, pari ad una perdita di <strong>circa 24 miliardi di euro</strong>. Dato reso ancora più preoccupante da un altro fattore: <strong>più di 16.000 imprese hanno chiuso i battenti</strong>, circa l’1% di tutte le imprese che operano nel Sud. Chiuse le imprese, ovviamente nascono anche i problemi legati ai lavoratori: il <strong>tasso medio di disoccupazione</strong> riferito alla <strong>prima metà del 2012</strong> è salito al <strong>17,4%</strong>, nettamente in aumento rispetto al 13,6% dell’anno precedente. In calo, inoltre, il numero degli <strong>occupati</strong>, ridotto di circa <strong>330.000</strong> lavoratori, metà dei quali residenti in Campania. </p>
<p>L’<strong>unico dato positivo</strong> emerso dal rapporto di Confindustria consiste nell’<strong>aumento delle esportazioni: +7%</strong> dalla prima metà del 2011 alla seconda metà del 2012, il doppio rispetto alla restante parte dell’Italia. In aggiunta a questo, sono stati riscontrati gli inevitabili problemi di natura finanziaria: la crisi, tra i vari effetti, ha causato <strong>un calo degli investimenti pubblici e privati</strong>. I numeri sono molto chiari: dal 2007 al 2011 gli investimenti fissi lordi sono diminuiti dell’11,5% (circa 8 miliardi) rispetto agli anni precedenti, gli investimenti nelle costruzioni sono crollati del 42,5%, e la spesa in conto capitale si è ridotta di circa 7 miliardi di euro. Problemi anche per quanto riguarda il settore dell’industria in senso stretto (-27,8%) e il settore manifatturiero, il cui numero di imprese che hanno investito è passato dal 37,4% del 2008 al 23,6% nel 2011. </p>
<p>Secondo Confindustria, sono necessari interventi volti alla risoluzione dei tre principali problemi del Mezzogiorno: <strong>sviluppo dell’impresa</strong>, <strong>assorbimento della forza lavoro</strong> e <strong>miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini</strong>.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Eurozona, Bce: nel 2013 graduale ripresa, ma è allarme disoccupazione</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2012 11:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel suo ultimo bollettino mensile, la Banca centrale europea ha stilato le previsioni per il 2013 sullo stato dell&#8217;economia nell&#8217;Eurozona. La Banca centrale europea prevede che la debolezza dell&#8217;economia nella zona euro &#8220;dovrebbe proseguire anche il prossimo anno&#8221;, ma nel 2013 inizierà anche una &#8220;graduale ripresa&#8221; nel corso dell&#8217;anno, grazie al recupero della domanda mondiale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_342696" class="wp-caption alignleft" style="width: 488px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/06/04/crisi-eurozona-piano-top-secret-per-favorire-la-crescita-lue-prepara-la-rivoluzione/european-central-bank-president-mario-dr/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-342696"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/143363778-478x352.jpg" alt="" title="European Central Bank President Mario Dr" width="478" height="352" class="size-large wp-image-342696" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Draghi (Getty Images)</p></div>
<p>Nel suo ultimo bollettino mensile, la <strong>Banca centrale europea</strong> ha stilato le <strong>previsioni per il 2013</strong> sullo stato dell&#8217;economia nell&#8217;<strong>Eurozona</strong>. </p>
<p>La Banca centrale europea prevede che la debolezza dell&#8217;economia nella zona euro &#8220;dovrebbe proseguire anche il prossimo anno&#8221;, ma nel 2013 inizierà anche una &#8220;<strong>graduale ripresa</strong>&#8221; nel corso dell&#8217;anno, grazie al recupero della domanda mondiale e al netto miglioramento del clima di fiducia dei mercati.</p>
<p>Quello che preoccupa l&#8217;istituto di Francoforte è però la <strong>disoccupazione</strong>, che ha già raggiunto livelli record nel 2012 e l&#8217;anno prossimo è destinata ad aumentare: le condizioni dei mercati del lavoro dell&#8217;area euro &#8220;sono ulteriormente peggiorate negli ultimi trimestri&#8221;, ha rilevato la Bce, e nel breve termine si profila &#8220;un <strong>ulteriore aumento ella disoccupazione</strong>&#8220;.</p>
<p>La Banca centrale europea ha poi rinnovato l&#8217;invito ai Paesi europei a proseguire sulla strada delle riforme e del risanamento dei conti pubblici. La Bce ha riconosciuto che una politica di rigore e austerità &#8220;nel breve periodo può comportare un peggioramento della crescita&#8221;, ma nel lungo termine, ha sottolineato, le finanze pubbliche sostenibili aiutano l&#8217;attività economica.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Confindustria: Italia in profonda recessione, ripresa solo nel 2014</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2012 11:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono fosche le previsioni di Confindustria per l&#8217;anno prossimo. Nel 2013, infatti l&#8217;Italia sarà ancora in piena recessione e solo nel 2014 inizierà la ripresa economica. Se l&#8217;organizzazione degli imprenditori italiani rivede al miglioramento il calo del Pil per il 2012, correggendo la precedente previsione del -2,4% al -2,1%, peggiora però le stime per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_247920" class="wp-caption alignleft" style="width: 560px"><a href="http://www.direttanews.it/2011/09/21/crisi-economica-crisi-marcegaglia-camusso-angeletti-e-bonanni-in-riunione-nella-sede-di-confindustria/confindustria-sede/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-247920"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Confindustria-sede.jpg" alt="" title="Confindustria-sede" width="550" height="380" class="size-full wp-image-247920" /></a><p class="wp-caption-text">Sede Confindustria</p></div>
<p>Sono fosche le previsioni di <strong>Confindustria</strong> per l&#8217;anno prossimo. Nel <strong>2013</strong>, infatti l&#8217;Italia sarà <strong>ancora in piena recessione</strong> e solo nel 2014 inizierà la ripresa economica. Se l&#8217;organizzazione degli imprenditori italiani rivede al miglioramento il calo del <strong>Pil per il 2012</strong>, correggendo la precedente previsione del -2,4% <strong>al -2,1%</strong>, peggiora però le stime <strong>per il 2013</strong>, in cui il calo del Pil, previsto inizialmente al -0,6%, è aumentato al <strong>-1,1%</strong>. Solo nel <strong>quarto trimestre 2013</strong>, rileva il Centro Studi di Confindustria, inizierà l&#8217;inversione di tendenza, con un <strong>+0,2% del Pil</strong>. La <strong>ripresa</strong> ci sarà dunque <strong>solo nel 2014</strong>, quando il dato complessivo annuo del Pil sarà <strong>+0,6%</strong>. </p>
<p>L&#8217;Italia è &#8220;immersa in una <em>profonda contrazione della domanda interna e della produzione</em>&#8220;, afferma il CSC, nel suo ultimo rapporto sugli scenari economici, sottolineando che sulla situazione dell&#8217;Italia pesa anche il momento di incertezza politica: &#8220;<em>l&#8217;orizzonte è ulteriormente offuscato dall&#8217;indeterminatezza dell&#8217;esito delle prossime scadenze elettorali</em>&#8220;.</p>
<p>Viale dell&#8217;Astronomia lancia poi l&#8217;allarme sulla insostenibilità del fisco. La <strong>pressione fiscale</strong> &#8220;rimarrà <strong>prossima ai massimi storici e insostenibilmente elevata</strong>, specie <em>quella effettiva: 53,9% del Pil nel 2014</em>, tolto il sommerso dal denominatore&#8221;, segnala il Centro Studi di Confindustria.  </p>
<p><strong>Forte contrazione dei consumi delle famiglie</strong>, che quest&#8217;anno scendono del <strong>-3,2%</strong> (-3,6% pro-capite), <a href="http://www.direttanews.it/2012/09/13/confindustria-peggior-calo-dei-consumi-dal-dopoguerra-recessione-sara-lunga/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">confermando sostanzialmente le stime dello scorso settembre</a>. <em>&#8220;Il peggior risultato dal dopoguerra&#8221;</em>, afferma Confindustria. E il calo ci sarà anche nel 2013, con una contrazione del <strong>-1,4%</strong>, anche in questo caso con un peggioramento della precedente stima a -1%. Solo nel 2014 si avrà una stabilizzazione dei consumi, a +0,3%, &#8220;ma per abitante arretrano ancora, tornando poco sopra i valori del 1997&#8243;, precisa il Centro Studi.</p>
<p>&#8220;Restano preoccupanti&#8221; le condizioni del mercato del lavoro in Italia. <strong>A fine 2012</strong> il <strong>tasso di disoccupazione</strong> sarà all&#8217;<strong>11,1%</strong>, su un 10,6% della media dell&#8217;anno, e salirà ancora <strong>nel 2013</strong>, raggiungendo il 12,2% a fine anno, aull&#8217;11,8% della media d&#8217;anno. <strong>Nel 2014</strong> il <strong>tasso di disoccupazione annuo</strong> sarà pari <strong>al 12,4%</strong>, al 13,6% se si aggiunge anche la cassa integrazione. </p>
<p>Nel terzo trimestre del 2013 saranno 1,5 milioni le Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) perdute rispetto al picco di fine 2007. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Inps: oltre 100 milioni di cassa integrazione a novembre</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2012 16:43:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si fa sempre più drammatica la situazione del lavoro in Italia. Oggi l&#8217;Inps ha difusso i dati sulla cassa integrazione a novembre, che confermano, se mai ce ne fosse bisogno, il declino economico del nostro Paese. Sono 108,3 milioni le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate a novembre 2011, con un incremento del 27,5% rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_310334" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/03/06/boom-cassa-integrazione-491-a-febbraio/lavoro-cassa-integrazione/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-310334"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/lavoro-cassa-integrazione-e1335364374848.jpg" alt="Lavoro" title="lavoro-cassa-integrazione" width="540" height="405" class="size-full wp-image-310334" /></a><p class="wp-caption-text">Lavoro</p></div>
<p>Si fa sempre più drammatica la situazione del lavoro in Italia. Oggi l&#8217;<strong>Inps</strong> ha difusso i dati sulla <strong>cassa integrazione a novembre</strong>, che confermano, se mai ce ne fosse bisogno, il declino economico del nostro Paese.</p>
<p>Sono <strong>108,3 milioni</strong> le <strong>ore di cassa integrazione guadagni</strong> autorizzate a novembre 2011, con un <strong>incremento del 27,5%</strong> rispetto allo stesse mese del 2011 (quando le ore furono 84,9 milioni). </p>
<p>Nei <strong>primi undici mesi del 2012</strong> è stato <strong>sfondato il muro del miliardo di ore</strong> di cig, che ha raggiunto nello specifico quota <strong>1.004,1 milioni</strong>. Come del resto <a href="http://www.direttanews.it/2012/11/10/cassa-integrazione-2012-da-inizio-anno-ad-ottobre-circa-900milioni-di-ore/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">aveva già previsto la Cgil</a>. Nei primi undici mesi del 2011 le ore di cassa integrazione furono 898,1 milioni. L&#8217;incremento è dunque dell&#8217;11,8%. </p>
<p>Su base mensile, rispetto allo scorso ottobre, quando le ore di cig erano state circa 103 milioni, l&#8217;aumento è del 5,1%</p>
<p>Salgono anche le <strong>domande di disoccupazione</strong>. Sempre secondo i dati Inps, a ottobre 2012 sono state presentate 161.150 domande di disoccupazione, con un aumento del 12,84% su base annua (a ottobre 2011 furono 142.812) e del 47,68% su base mensile (a settembre 2012 sono state 109.122). Da gennaio a ottobre 2012 sono state presentate <strong>1.146.520 domande di disoccupazione </strong>, con un incremento del +16,05% rispetto allo stesso periodo del 2011, quando le domande furono 987.933. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Precipita il mercato auto a novembre: -20,10%, Fiat -16,5%</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Dec 2012 10:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MERCATO AUTO NOVEMBRE &#8211; Continuano a scendere le vendite di automobili in Italia. A novembre 2012 le immatricolazioni di nuove autovetture sono diminuite del 20,10%, con 106.491 unità contro le 133.284 del novembre 2011. Per quanto riguarda il gruppo Fiat, le vendite di nuove automobili sono scese a novembre del 16,5%, a 31.649 unità contro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.direttanews.it/2012/04/02/auto-le-vendite-crollano-a-267-nel-mese-di-marzo/mercato_auto/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-321520"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/mercato_auto.jpg" alt="" title="mercato_auto" width="400" height="265" class="alignleft size-full wp-image-321520" /></a></p>
<p><strong>MERCATO AUTO NOVEMBRE</strong> &#8211; Continuano a scendere le <strong>vendite di automobili in Italia</strong>. A <strong>novembre 2012</strong> le immatricolazioni di nuove autovetture sono <strong>diminuite del 20,10%</strong>, con 106.491 unità contro le 133.284 del novembre 2011. </p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>gruppo Fiat</strong>, le <strong>vendite di nuove automobili sono scese a novembre del 16,5%</strong>, a 31.649 unità contro le 37.924 dello stesso mese dell&#8217;anno scorso. La quota di mercato in Italia di Fiat Group Automobilies è comunque cresciuta, attestandosi al 29,7% di novembre, rispetto al 28,4% di un anno fa.</p>
<p><a href="http://www.direttanews.it/2012/11/03/mercato-auto-ottobre-in-italia-1239-fiat-1032/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">Nello scorso mese di ottobre il mercato auto in Italia era sceso del 12,39%, le vendite del gruppo Fiat avevano registrato un calo del 10,32%</a>.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Ilva, Corrado Passera: &#8220;Spero che i magistrati capiscano&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Dec 2012 10:42:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>D'Agostino Michele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ILVA PASSERA MAGISTRATI - Il Ministro dello sviluppo Corrado Passera in un colloquio al quotidiano Repubblica è intervenuto sulla vicenda dell&#8216;Ilva ed ha ribadito che il decreto varato dal governo &#8220;é costituzionale&#8221;. Il Ministro si è poi rivolto alla magistratura: &#8221;Mi auguro che i magistrati capiscano che i loro obiettivi e i nostri non confliggono, ma coincidono. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_367129" class="wp-caption aligncenter" style="width: 414px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/08/21/crisi-economica-corrado-passera-vedo-luscita-dal-tunnel-cigl-cisl-e-uil-smentiscono/italian-minister-for-the-development-cor-3/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-367129"><img class="size-medium wp-image-367129" title="Italian minister for the development Cor" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/1332545261-404x270.jpg" alt="" width="404" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Corrado Passera (Getty Images)</p></div>
<p><strong>ILVA PASSERA MAGISTRATI</strong> - Il <strong>Ministro dello sviluppo Corrado Passera</strong> in un colloquio al quotidiano<em><strong> Repubblica</strong></em> è intervenuto sulla vicenda dell<strong>&#8216;Ilva</strong> ed ha ribadito che il decreto varato dal governo &#8220;é costituzionale&#8221;. Il Ministro si è poi rivolto alla magistratura: &#8221;Mi auguro che i magistrati capiscano che i loro obiettivi e i nostri non confliggono, ma coincidono. C&#8217;é una volontà comune che è quella di tutelare la salute e di salvare il lavoro di tutti. Noi non vogliamo vanificare le sentenze dei tribunali né ledere la maestà del potere giudiziario. Vogliamo solo trovare una soluzione condivisa, nel rispetto del diritto&#8221;.</p>
<p>&#8220;Noi &#8211; prosegue Passera &#8211; abbiamo un profondo rispetto della magistratura e siamo convinti che i giudici finora abbiano fatto al meglio il loro dovere, non siamo d&#8217;accordo sul fatto, come sostengono alcuni magistrati, che non sia possibile fare la bonifica e il risanamento aziendale mentre gli impianti sono in funzione. Se l&#8217;azienda spegne gli impianti per fare la bonifica, muore e non può più rinascere, ad esclusivo vantaggio dei concorrenti che gli portano via il mercato. E questo non lo possiamo permettere, perché oltre alla tragedia ambientale esploderebbe un enorme dramma sociale. Chiediamoci cosa sarebbe successo all&#8217;Italia senza il nostro intervento&#8221;. Abbiamo fatto la cosa giusta  e l&#8217;abbiamo fatta in tempi di record. Con un presupposto fondamentale: non ci deve mai essere una contrapposizione fra la salute e il lavoro&#8221;.</p>
<p>Redazione Online</p>
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		<title>Esplode la disoccupazione in Italia: quasi 3 milioni di senza lavoro</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Nov 2012 09:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DISOCCUPAZIONE ITALIA &#8211; Sono sempre più drammatici i dati della disoccupazione in Italia. A ottobre 2012, stando alle ultime rilevazioni dell&#8217;Istat, il tasso dei senza lavoro ha sfondato la soglia dell&#8217;11%, arrivando a 11,1%, in rialzo di 0,3 punti percentuali rispetto a settembre (10,8&#038;) e di 2,3 punti su base annua. I disoccupati sono aumentati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_403821" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/11/30/esplode-la-disoccupazione-in-italia-quasi-3-milioni-di-senza-lavoro/disoccupazione_ricerca_lavoro/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-403821"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/disoccupazione_ricerca_lavoro.jpg" alt="" title="disoccupazione_ricerca_lavoro" width="540" height="360" class="size-full wp-image-403821" /></a><p class="wp-caption-text">Disoccupato alla ricerca di lavoro (CONTROLUCE/AFP/GettyImages) </p></div>
<p><strong>DISOCCUPAZIONE ITALIA</strong> &#8211; Sono sempre più drammatici i dati della disoccupazione in Italia. A <strong>ottobre 2012</strong>, stando alle ultime rilevazioni dell&#8217;Istat, il <strong>tasso dei senza lavoro ha sfondato</strong> la soglia dell&#8217;<strong>11%</strong>, arrivando a <strong>11,1%</strong>, in rialzo di 0,3 punti percentuali rispetto a settembre (10,8&#038;) e di 2,3 punti su base annua. I <strong>disoccupati</strong> sono <strong>aumentati di 100.000 unità nel solo mese di ottobre</strong>.</p>
<p>I <strong>senza lavoro</strong> in Italia raggiungono quota <strong>2 milioni e 870 mila</strong>. Il livello più alto sia dall&#8217;inizio delle serie storiche mensili, nel gennaio 2004, sia dall&#8217;inizio delle serie trimestrali, nel quarto trimestre 1992. Lo rileva l&#8217;Istat in base a dati provvisori e destagionalizzati. In un anno ci sono 644.000 disoccupati in più.</p>
<p>La <strong>disoccupazione giovanile</strong> (15-24 anni) tocca ad ottobre un nuovo record salendo al <strong>36,5%</strong>. Sono 639.000 i giovani in cerca di lavoro. </p>
<p>I dati Istat sono ancora provvisori e destagionalizzati.</p>
<p>Nel frattempo <strong>aumentano anche i contratti di lavoro precario</strong>. Nel terzo trimestre 2012 i <strong>dipendenti a termine sono 2 milioni 447 mila</strong>, a cui si aggiungono <strong>430 mila collaboratori</strong>, sommando le due categorie si arriva ad <strong>un totale di 2 milioni 877 mila lavoratori precari</strong>, il massimo dall&#8217;inizio delle serie trimestrali relative, dal III trimestre 2004. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/#!/pages/Direttanewsit/108259089193167" target="_blank"><strong>Con direttanews.it sei sempre al centro delle notizie, clicca QUI e diventa fan</strong></a></p>
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		<title>Passera: per niente soddisfatti del comportamento di Fiat</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2012 09:06:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[PASSSERA FIAT &#8211; Dura presa di posizione del Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera sulla Fiat. L&#8217;attacco riguarda il comportamento della Fiat in materia di investimenti. &#8220;Noi non siamo soddisfatti, non siamo in nessun modo soddisfatti di come la Fiat si sta comportando in termini di scelte, di investimenti&#8220;, ha detto Passera, intervistato ieri a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_367129" class="wp-caption aligncenter" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/08/21/crisi-economica-corrado-passera-vedo-luscita-dal-tunnel-cigl-cisl-e-uil-smentiscono/italian-minister-for-the-development-cor-3/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-367129"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/1332545261-e1346320353131.jpg" alt="" title="Italian minister for the development Cor" width="540" height="360" class="size-full wp-image-367129" /></a><p class="wp-caption-text">Corrado Passera (Getty Images)</p></div>
<p><strong>PASSSERA FIAT</strong> &#8211; Dura presa di posizione del Ministro dello Sviluppo economico <strong>Corrado Passera</strong> sulla <strong>Fiat</strong>. L&#8217;attacco riguarda il comportamento della Fiat in materia di investimenti. &#8220;<em>Noi non siamo soddisfatti</em>,<strong> non siamo in nessun modo soddisfatti di come la Fiat si sta comportando in termini di scelte, di investimenti</strong>&#8220;, ha detto Passera, intervistato ieri a &#8220;Domenica In&#8221;, su RaiUno. &#8220;Non condividiamo, ad esempio, la scelta &#8211; ha spiegato &#8211; che, in momenti come questi, bisogna ridurre gli investimenti per passare la crisi, <strong>la crisi si passa facendo gli investimenti</strong>, e lo si è dimostrato a Pomigliano&#8221;. </p>
<p>&#8220;<em>Il governo non è stato passivo</em> &#8211; ha continuato Passera -, <em>la Fiat è un&#8217;azienda privata e il governo rispetta le regole del gioco</em>. L&#8217;interlocuzione che si è creata con la Fiat è molto forte, stiamo studiando dei modi per facilitare l&#8217;export delle produzioni italiane, gli stiamo addosso. Gli stiamo sopra alla grande&#8221;.</p>
<p>Non solo sindacati, dunque, le critiche all&#8217;azienda guidata da Segio Marchionne provengono anche dal governo. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Istat: a settembre crollano le esportazioni</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Nov 2012 10:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ISTAT: ESPORTAZIONI SETTEMBRE &#8211; Una delle poche occasioni concesse alla nostra economia per riprendersi, è in crisi. Si tratta del commercio estero che a settembre di quest&#8217;anno ha segnato una forte battuta d&#8217;arresto. L&#8217;Istat rileva che a settembre 2012 le esportazioni sono calate del 2% rispetto allo scorso agosto, mentre su base annua il calo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_398483" class="wp-caption aligncenter" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/11/16/istat-a-settembre-crollano-le-esportazioni/vinitaly_commercio_esportazioni/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-398483"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/vinitaly_commercio_esportazioni.jpg" alt="" title="vinitaly_commercio_esportazioni" width="540" height="357" class="size-full wp-image-398483" /></a><p class="wp-caption-text">Un&#039;edizione del Vinitaly di alcuni anni fa (DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images) </p></div>
<p><strong>ISTAT: ESPORTAZIONI SETTEMBRE</strong> &#8211; Una delle poche occasioni concesse alla nostra economia per riprendersi, è in crisi. Si tratta del <strong>commercio estero</strong> che a settembre di quest&#8217;anno ha segnato una <strong>forte battuta d&#8217;arresto</strong>. </p>
<p>L&#8217;<strong>Istat</strong> rileva che <strong>a settembre 2012</strong> le <strong>esportazioni</strong> sono <strong>calate del 2% rispetto allo scorso agosto</strong>, mentre <strong>su base annua</strong> il <strong>calo è del 4,2%</strong>. Si tratta della <strong>perdita peggiore da dicembre 2009</strong>.</p>
<p>Nel mese di settembre <strong>scendono anche le importazioni</strong>: del 4,2% rispetto ad agosto e del 10,6% rispetto a settembre 2011. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>FIAT: Marchionne prospetta entro il 2014 una fusione con Chrysler</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Nov 2012 16:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FIAT NEL 2014 SI FONDERA&#8217; CON CHRYSLER &#8211; Sergio Marchionne ha fatto sapere oggi che la dirigenza Fiat sta procedendo verso la fusione del gruppo con Chrysler, e che, seppur non vicina, la messa in comproprietà con il gruppo americano appare attualmente inevitabile e sarà probabilmente raggiunta nel 2014. &#8220;Quello che fa Chrysler in questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_376281" class="wp-caption alignnone" style="width: 448px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/09/19/fabbrica-italia-mario-monti-convoca-sergio-marchionne-a-palazzo-chigi/chrysler-announces-expansion-of-car-manufacturers-commitment-to-detroit-2/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-376281"><img class="size-medium wp-image-376281" title="Chrysler Announces Expansion Of Car Manufacturer's Commitment To Detroit" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/143595982-438x270.jpg" alt="" width="438" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Marchionne (getty images)</p></div>
<p><strong>FIAT NEL 2014 SI FONDERA&#8217; CON CHRYSLER</strong> &#8211; Sergio Marchionne ha fatto sapere oggi che la dirigenza Fiat sta procedendo verso la fusione del gruppo con Chrysler, e che, seppur non vicina, la messa in comproprietà con il gruppo americano appare attualmente inevitabile e sarà probabilmente raggiunta nel 2014. &#8220;Quello che fa Chrysler in questo momento e&#8217; dare un forte supporto alle attività internazionali della Fiat&#8221; ha detto Marchionne, sottolineando ancora una volta, come spesso ha fatto negli ultimi tempi, il ruolo della casa produttrice statunitense.</p>
<p>Pare anche che Chrysler sia sul punto di praticare nuove assunzioni: secondo l&#8217;ad della compagnia torinese, il numero di nuovi addetti sarà pari alle 1250 unità.</p>
<p>L&#8217;amministratore delegato Fiat ha rilasciato queste dichiarazioni ad Automotive News, testata alla quale ha espresso anche l&#8217;intenzione, opposta, di non mettere in vendita il marchio Alfa Romeo alla tedesca Volkswagen che ne aveva richiesto l&#8217;acquisto. Per quanto riguarda l&#8217;Alfa, ha detto Marchionne, non si tratta di una questione economica o di prezzo, ma &#8220;ci sono cose che semplicemente non sono in vendita&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione online</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bce: allarme disoccupazione nell&#8217;Eurozona. Istat: Pil italiano -0,2% nel terzo trimestre</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Nov 2012 10:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.direttanews.it/2011/11/29/crisi-economica-locse-prevede-un-2012-negativo-per-litalia-disoccupazione-in-ascesa/crisi-economia/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-272033"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/crisi-economia-478x259.jpg" alt="" title="crisi-economia" width="478" height="259" class="aligncenter size-large wp-image-272033" /></a></p>
<p><strong>BCE: DISOCCUPAZIONE EUROZONA</strong> &#8211; La <strong>Banca centrale europea</strong> lancia l&#8217;ennesimo allarme sulla <strong>disoccupazione in Europa</strong>. Nel suo bollettino mensile, l&#8217;istituto di Francoforte prevede anche per il <strong>2013</strong> un altro anno di <strong>crescita debole</strong> per la <strong>zona euro</strong>. La Bce rileva &#8220;un evidente miglioramento del clima di fiducia nei mercati finanziari&#8221;, ma questo non basta a risollevare economia reale e occupazione. Anzi le prospettive sul mercato del lavoro &#8220;segnalano <em>ulteriori sviluppi negativi nella seconda metà dell&#8217;anno</em>&#8220;.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;<strong>Italia</strong>, l&#8217;Istat segnala che nel <strong>terzo trimestre del 2012</strong> il nostro <strong>Pil è sceso a -0,2%</strong> rispetto al <strong>secondo trimestre</strong> di quest&#8217;anno, mentre il calo è di <strong>-2,4%</strong> rispetto al <strong>terzo trimestre 2011</strong>. Un calo che è &#8220;decisamente più lieve di quello dei trimestri precedenti&#8221;, rileva l&#8217;Istat.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Produzione industriale a settembre: -4,8%, è il tredicesimo calo di fila</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2012 10:45:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PRODUZIONE INDUSTRIALE SETTEMBRE &#8211; Continua la caduta della produzione industriale in Italia. L&#8217;Istat comunica che a settembre 2012 la produzione industriale ha subito una contrazione del -4,8% rispetto a settembre 2011. Si tratta del tredicesimo calo consecutivo. Rispetto ad agosto scorso la produzione industriale di settembre è scesa dell&#8217;1,5%. Nei primi nove mesi del 2012, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_395760" class="wp-caption aligncenter" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/11/09/produzione-industriale-a-settembre-48-e-il-tredicesimo-calo-di-fila/fabbrica_terremoto_ferrara/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-395760"><img class="size-full wp-image-395760" title="fabbrica_terremoto_ferrara" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/fabbrica_terremoto_ferrara.jpg" alt="" width="540" height="359" /></a><p class="wp-caption-text">Una fabbrica di Ferrara distrutta dal terremoto del 20 maggio 2012 (Roberto Serra/Iguana Press/Getty Images)</p></div>
<p><strong>PRODUZIONE INDUSTRIALE SETTEMBRE</strong> &#8211; Continua la caduta della produzione industriale in Italia. L&#8217;Istat comunica che <strong>a settembre 2012</strong> la <strong>produzione industriale</strong> ha subito una contrazione del <strong>-4,8%</strong> rispetto a <strong>settembre 2011</strong>. Si tratta del <strong>tredicesimo calo consecutivo</strong>. Rispetto ad agosto scorso la produzione industriale di settembre è scesa dell&#8217;1,5%.</p>
<p>Nei <strong>primi nove mesi del 2012</strong>, rispetto allo stesso periodo del 2011, la produzione industriale è scesa del <strong>-6,5%</strong>.</p>
<p>Il calo più pesante lo subisce l&#8217;<strong>industria dell&#8217;automobile</strong>, con un <strong>calo di produzione</strong> di autoveicoli del <strong>13% su base annua</strong>, del 19,3% nei primi nove mesi del 2012.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Istat: l&#8217;italia ancora in recessione nel 2013 (Pil a -0,5%)</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 11:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ISTAT RECESSIONE ITALIA &#8211; Oltre ai drammatici dati sulla disoccupazione in Italia, l&#8217;Istat ha diffuso anche quelli sul Prodotto interno lordo del nostro Paese che non lasciano presagire nulla di buono: la caduta del Pil, iniziata nel terzo trimestre del 2011 dovrebbe proseguire, anche se con minor intensità, fino al secondo trimestre del 2013. Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_304086" class="wp-caption aligncenter" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/02/20/industria-istat-nel-2011-fatturato-a-56-ordinativi-a-59/industria-2/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-304086"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/industria1-e1329733178928.jpg" alt="" title="industria" width="540" height="359" class="size-full wp-image-304086" /></a><p class="wp-caption-text">Industria</p></div>
<p><strong>ISTAT RECESSIONE ITALIA</strong> &#8211; Oltre ai <a href="http://www.direttanews.it/2012/11/05/lavoro-istat-disoccupazione-ancora-in-aumento-nel-2013/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">drammatici dati sulla disoccupazione in Italia</a>, l&#8217;Istat ha diffuso anche quelli sul <strong>Prodotto interno lordo</strong> del nostro Paese che non lasciano presagire nulla di buono: la <strong>caduta del Pil</strong>, iniziata nel terzo trimestre del 2011 dovrebbe proseguire, anche se con minor intensità, <strong>fino al secondo trimestre del 2013</strong>. Se <strong>quest&#8217;anno il prodotto interno lordo calerà del 2,3%</strong> (Confindustria ha previsto invece un -2,4%), <strong>nel 2013 il calo sarà dello 0,5%</strong>, &#8220;nonostante l&#8217;attenuazione degli impulsi sfavorevoli ed un moderato recupero dell&#8217;attività economica nel secondo semestre&#8221;, precisa l&#8217;Istat nel suo rapporto sulle &#8220;<em>Prospettive per l&#8217;economia italiana nel 2012-2013</em>&#8220;. Ad incidere sul Pil sarà soprattutto la diminuzione della domanda interna (-3,6% nel 2012; -0,9% nel 2013), solo in parte compensato dall&#8217;incremento di quella estera (+2,8% nel 2012; +0,5% nel 2013). </p>
<p><em>Redazione</em></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/#!/pages/Direttanewsit/108259089193167" target="_blank"><strong>Con direttanews.it sei sempre al centro delle notizie, clicca QUI e diventa fan</strong></a></p>
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		<title>Fiat, Camusso: &#8220;E&#8217; necessario riprendere il confronto con Fiom&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Nov 2012 09:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>D'Agostino Michele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[governo montii]]></category>
		<category><![CDATA[Susanna Camusso]]></category>

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		<description><![CDATA[FIAT GOVERNO CAMUSSO &#8211;  Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, in una lettera inviata al Corriere della Sera, ha parlato principalmente di Fiat: &#8220;Il governo abbia coraggio, faccia un decreto per la rappresentanza&#8221;. &#8220;La ritorsione che la Fiat ha deciso di attuare &#8211; sostiene Camusso &#8211; contrapponendo 19 lavoratori discriminati a 19 lavoratori da discriminare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_393529" class="wp-caption aligncenter" style="width: 427px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/11/04/fiat-camusso-e-necessario-riprendere-il-confronto-con-fiom/general-confederation-of-italian-workers-2/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-393529"><img class="size-medium wp-image-393529" title="General Confederation of Italian Workers" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/1492841291-417x270.jpg" alt="" width="417" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Susanna Camusso (Getty Images)</p></div>
<p><strong>FIAT GOVERNO CAMUSSO</strong> &#8211;  Il <strong>segretario della Cgil, Susanna Camusso,</strong> in una lettera inviata al Corriere della Sera, ha parlato principalmente di Fiat: &#8220;Il governo abbia coraggio, faccia un decreto per la rappresentanza&#8221;.</p>
<p>&#8220;La ritorsione che la Fiat ha deciso di attuare &#8211; sostiene Camusso &#8211; contrapponendo 19 lavoratori discriminati a 19 lavoratori da discriminare è intollerabile. Fiat- sottolinea la Camusso- nei giorni scorsi ha ammesso l&#8217;errore di Fabbrica Italia e abbiamo sentito dai suoi portavoce anche toni distensivi. Per cui  è necessario riprendere il confronto anche con Fiom mentre anche il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha fatto un intervento importante chiedendo che si torni a normali relazioni sindacali.&#8221;</p>
<p>Il leader della Cgil nota anche che &#8220;si parla di nuovi modelli e si prospettano missioni per alcuni stabilimenti anche se siamo ancora ben lontani da un vero e proprio piano che dovrebbe programmare e indicare date, investimenti modelli e volumi»</p>
<p>Infine la <strong>Camusso</strong> ha chiesto &#8220;un intervento del governo che potrebbe esercitare il suo ruolo di garante di regole giuste e condivise. In questi mesi abbiamo visto molti decreti  sui quali abbiamo espresso con lealtà le nostre critiche e il nostro dissenso per le ricadute negative sui lavoratori e sul lavoro. Vederne uno che recepisce i contenuti dell&#8217;accordo interconfederale sulla democrazia sindacale sarebbe un bel segnale di cambiamento&#8221;.</p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>Mercato auto ottobre in Italia: -12,39%. Fiat  -10,32%</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Nov 2012 07:59:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MERCATO AUTO OTTOBRE &#8211; Continua il calo delle immatricolazioni di nuove autovetture anche ad ottobre di quest&#8217;anno, con un -12,39% su base annua (116.875 unità contro le 133.411 del 2011). Un dato che tuttavia segna un miglioramento rispetto a quello di settembre, quando il calo era stato del -25,74%. I dati sono stati diffusi dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.direttanews.it/2011/01/03/mercato-dellauto-in-italia-nel-2010-a-92/automobili/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-140492"><img class="aligncenter size-full wp-image-140492" title="automobili" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/automobili.jpg" alt="" width="500" height="335" /></a></p>
<p><strong>MERCATO AUTO OTTOBRE</strong> &#8211; Continua il calo delle immatricolazioni di nuove autovetture anche ad ottobre di quest&#8217;anno, con un -12,39% su base annua (116.875 unità contro le 133.411 del 2011). Un dato che tuttavia segna un miglioramento rispetto a quello di <a href="http://www.direttanews.it/2012/10/16/mercato-auto-settembre-vendite-in-calo-in-europa-11-e-italia-257/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">settembre, quando il calo era stato del -25,74%</a>. I dati sono stati diffusi dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.</p>
<p>Riguardo al <strong>gruppo Fiat</strong>, le immatricolazioni di nuove automobili sono scese a <strong>ottobre</strong> del <strong>-10,32%</strong>, a 34.051 unità, contro le 37.969 di un anno fa. Lo scorso settembre Fiat aveva subito un calo del 24,23%. Sale comunque la quota di mercato di Fiat, che ad ottobre 2012 si attesta al 29,14%, in progresso rispetto al 28,46% di ottobre 2011.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Fiat Pomigliano: le critiche spaventano il Lingotto, nessuna urgenza sui 19 operai in mobilità</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Nov 2012 05:52:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione1</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_376281" class="wp-caption aligncenter" style="width: 448px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/09/19/fabbrica-italia-mario-monti-convoca-sergio-marchionne-a-palazzo-chigi/chrysler-announces-expansion-of-car-manufacturers-commitment-to-detroit-2/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-376281"><img class="size-medium wp-image-376281" title="Chrysler Announces Expansion Of Car Manufacturer's Commitment To Detroit" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/143595982-438x270.jpg" alt="" width="438" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Marchionne (getty images)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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<p><strong>FIAT POMIGLIANO</strong> &#8211; Le polemiche sul caso Fiat di Pomigliano, e dei 19 operai messi in mobilità per fare spazio ai &#8216;colleghi&#8217; reintegrati dal tribunale, non accenna a spegnersi. Dopo le critiche giunte dai ministri Fornero e Passera, ma non solo, il Lingotto spiega che per consentire ai soggetti preposti e alle organizzazioni sindacali di esaminarne le motivazioni, &#8220;la procedura di mobilità ha un iter e dei tempi tecnici prestabiliti&#8221;. &#8220;Nessuna iniziativa &#8211; prosegue &#8211; può essere avviata prima della conclusione della procedura, ovvero come minimo 45 giorni dall&#8217;avvio, e cioé dal 31 ottobre scorso&#8221;. Fiat ricorda inoltre che &#8220;i 19 ricorrenti sono titolari di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con Fiat Group Automobiles, che non si è mai interrotto, e attualmente fruiscono come altri più di 1.000 dipendenti del comprensorio di trattamento di cassa integrazione, oggetto di specifico accordo sindacale firmato il 6 luglio 2011&#8243;.</p>
<p>&#8220;Il rientro al lavoro degli oltre 1.000 dipendenti attualmente in cassa integrazione di Fabbrica Italia Pomigliano con passaggio alla newco &#8211; sottolinea Fiat &#8211; &#8220;é unicamente condizionato dalla domanda del mercato dell&#8217;auto italiano ed europeo, attualmente molto al di sotto delle previsioni&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella giornata di ieri dure parole sono giunte anche da parte del leader del Pd, Pier Luigi Bersani, durante una conferenza stampa a Milano con Peer Steinbruck, candidato per l&#8217;Spd alla cancelleria tedesca: &#8220;Posso solo dire che è stato un gesto, quello di Fiat, non accettabile, che contiene un messaggio che non fa bene al paese persino sul piano morale&#8221;. Per il segretario democratico, infatti, &#8220;se viene riconosciuto che c&#8217;é un errore o una colpa, l&#8217;errore di un&#8217; azienda non può essere immediatamente scaricato su altri lavoratori che hanno bisogno di mantenere una famiglia&#8221;. Del resto Bersani si è detto convinto che &#8220;discutendo tutti insieme, una soluzione la si sarebbe trovata, magari con gesti che segnalino un direzione di marcia nel segno della solidarietà e non dello scontro&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Marchionne: “Non chiuderemo nessun impianto Fiat in Italia”</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 17:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FIAT: MARCHIONNE DICE CHE NON CHIUDERA&#8217; STABILIMENTI IN ITALIA &#8211; In conference call con i propri analisti economici, l&#8217;amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha precisato, nel pomeriggio di oggi, che la casa automobilistica torinese “non è più un player marginale”, perché “siamo riusciti a ripagare i debiti verso il Governo americano e quello canadese”, rilanciando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_375838" class="wp-caption alignnone" style="width: 414px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/09/18/sergio-marchionne-fiat-restera-in-italia-non-ho-parlato-di-esuberi-o-chiusura-stabilimenti/chrysler-announces-expansion-of-car-manufacturers-commitment-to-detroit/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-375838"><img class="size-medium wp-image-375838" title="Chrysler Announces Expansion Of Car Manufacturer's Commitment To Detroit" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/143595979-404x270.jpg" alt="" width="404" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Marchionne (getty images)</p></div>
<p><strong>FIAT: </strong><strong>MARCHIONNE </strong>DICE CHE NON CHIUDERA&#8217; STABILIMENTI IN ITALIA &#8211; In conference call con i propri analisti economici, l&#8217;amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha precisato, nel pomeriggio di oggi, che la casa automobilistica torinese “non è più un player marginale”, perché “siamo riusciti a ripagare i debiti verso il Governo americano e quello canadese”, rilanciando anche la Maserati e riuscendo a produrre anche in Cina.</p>
<p>Marchionne ha poi scongiurato il rischio di chiusura delle sedi Fiat in Italia: “Se chiudessi un impianto in Europa dovrei costruirne uno altrove. Non avrebbe senso”, perché l&#8217;intenzione dell&#8217;amministrazione è di “far leva su grandi marchi storici premium come Alfa Romeo e Maserati, riallineare il portafoglio prodotti e di posizionare l&#8217;attività per il futuro”.</p>
<p>L&#8217;ad della Fiat ha precisato come si sia “riusciti a superare la tempesta” con la prudenza, facendo dei propri investimenti “una scelta di efficienza industriale”, che ha ottenuto il riconoscimento anche da parte di altri soggetti.</p>
<p>Intanto, sempre lo stesso Sergio Marchionne ha inviato un&#8217;email ai dipendenti della Chrysler, per rassicurarli: “La produzione di Jeep non sarà trasferita dagli Stati Uniti in Cina”. Proprio la Chrysler, secondo quanto riferito dall&#8217;amministratore delegato, è uno dei principali ambiti di intervento per la Fiat e, assieme al fiorente mercato brasiliano, costituisce un incentivo non indifferente.</p>
<p>Emerge quindi, nonostante le rassicurazioni presentate oggi da Marchionne, lo scenario di un mercato europeo in profonda crisi e la necessità di rendere gli stabilimenti presenti in Italia sempre più dediti alla produzione per l&#8217;export.</p>
<p>Secondo Marchionne, il mercato automobilistico europeo non sarà fertile ancora per parecchio tempo e, stando alle previsioni degli analisti, solo tra 2015 e 2016 lo smercio nel vecchio continente riuscirà a raggiungere il pareggio in bilancio e a superare la critica situazione di rosso che attualmente sta attraversando</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione online<strong></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>A Milano l&#8217;expo delle tecnologie low-carbon</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 14:58:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.battisti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si svolgerà dall&#8217;8 al 10 maggio 2013 alla Rho Fiera di Milano la prima esposizione internazionale sulle tecnologie energetiche volte a accelerare la transizione a un&#8217;economia low-carbon. L&#8217;obiettivo di “The Innovation Cloud”, questo il nome dell&#8217;expo, è quello di dare visibilità a quelle nuove tecnologie portate alla ribalta dalla crescita della generazione solare ed eolica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_390291" class="wp-caption alignleft" style="width: 488px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/10/26/a-milano-lexpo-delle-tecnologie-low-carbon/official-inauguration-ceremony-of-the-new-fiera-milan-complex/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-390291"><img class="size-large wp-image-390291" title="Official inauguration Ceremony of the New Fiera Milan Complex" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/52513496-478x307.jpg" alt="" width="478" height="307" /></a><p class="wp-caption-text">Fiera di MIlano (Getty Images)</p></div>
<p>Si svolgerà dall&#8217;8 al 10 maggio 2013 alla Rho Fiera di Milano la prima esposizione internazionale sulle tecnologie energetiche volte a accelerare la transizione a un&#8217;economia low-carbon.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di “The Innovation Cloud”, questo il nome dell&#8217;expo, è quello di dare visibilità a quelle nuove tecnologie portate alla ribalta dalla crescita della generazione solare ed eolica in questi ultimissimi anni, che non si mettano in contrapposizione con altre forme di energia alternativa, ma le implementino.</p>
<p>“The Innovation Cloud vuole offrire gli strumenti per affrontare tale complessita&#8217; a un pubblico italiano e straniero” &#8211; ha detto Luca Zingale, fondatore e direttore scientifico di Solarexpo, evento legato all&#8217;energia solare all&#8217;interno del quale si svolgerà l&#8217;expo &#8211; “Grazie a un concept multi-tecnologico e a un corpus convegnistico di altissimo livello, la fiera risponderà a tutte le esigenze di approfondimento tecnico e di business intelligence degli operatori”.</p>
<p>Quella del low-carbon è un&#8217;economia in forte espansione. Si pensi ad esempio al suo sviluppo nel settore automobilistico. Infatti, secondo una ricerca della società di consulenza olandese CE Delft, le auto ecologiche potranno offrire numerosi impieghi in tutta Europa. La stessa società prevede l&#8217;inserimento lavorativo nel settore di circa centomila persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione Online</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Industria Militare, il punto: le indagini della Magistratura e il ruolo di faccendieri, politici e militari&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 10:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.battisti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Industria]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;indagine della magistratura sulle supposte tangenti della Finmeccanica pagate sia all&#8217;estero sia a uomini politici italiani, purtroppo, non deve sorprenderci. Il settore dell&#8217;industria militare è strutturalmente atipico rispetto a quello civile, dove, semplificando, la concorrenza costringe le aziende a confrontarsi con il libero mercato nel quale, ad esempio, un&#8217;automobile utilitaria non può essere messa in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_390219" class="wp-caption alignleft" style="width: 488px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/10/26/industria-militare-il-punto-le-indagini-della-magistratura-e-il-ruolo-di-faccendieri-politici-e-militari/picture-taken-22-july-2006-shows-the-fin-3/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-390219"><img class="size-large wp-image-390219" title="Picture taken 22 July 2006 shows the Fin" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/715004231-478x290.jpg" alt="" width="478" height="290" /></a><p class="wp-caption-text">Finmeccanica (Foto Gettty Images)</p></div>
<p>L&#8217;indagine della magistratura sulle supposte tangenti della Finmeccanica pagate sia all&#8217;estero sia a uomini politici italiani, purtroppo, non deve sorprenderci.</p>
<p>Il settore dell&#8217;industria militare è strutturalmente atipico rispetto a quello civile, dove, semplificando, la concorrenza costringe le aziende a confrontarsi con il libero mercato nel quale, ad esempio, un&#8217;automobile utilitaria non può essere messa in vendita a 50.000 euro poiché non vi sarebbe nessun acquirente disposto a pagare una cifra così esorbitante. Nel campo della produzione bellica entrano in gioco diversi fattori: pochi acquirenti (per lo più i governi), poche aziende (il 90% del mercato mondiale è in mano ad una decina di paesi) e la variabile della sicurezza nazionale.</p>
<p>Ma andiamo per ordine. I pochi acquirenti sono appunto costituiti dalle forze armate nazionali e di queste non tutte sono in grado di acquistare sistemi d&#8217;arma sempre più sofisticati e costosi, come i cacciabombardieri F-35 (con capacità stealth, cioè invisibili ai radar) o sottomarini a propulsione nucleare o altro. Spesso, per aerei, portaerei, sottomarini ecc., si parla di poche decine di unità piazzate presso poche potenze in grado di avere bilanci robusti per sostenere tali sforzi economici (infatti, in Italia si stanno tagliando duramente le spese sociali, sanitarie e della formazione per racimolare i 15 miliardi di euro e oltre necessari ai 90 aerei F-35).</p>
<p>Le poche aziende che producono questi grandi sistemi d&#8217;arma nell&#8217;ultimo ventennio hanno proceduto a fusioni ed alleanze anche internazionali, proprio per sostenere le difficoltà produttive e i costi crescenti connessi a mezzi sempre più sofisticati. BAE, Thales, Eads, Finmeccanica sono i grandi gruppi europei che cercano di competere con i giganti statunitensi della Lockheed Martin, Boeing, Northrop Grumman, General Dynamics, Raytheon, L-3 Communications e United Technologies. Circa un milione e duecentomila persone sono occupate in queste prime dieci aziende mondiali, che si fanno una dura concorrenza. In parallelo vi sono molte altre aziende minori, per la maggior parte sempre collocate nei paesi più industrializzati, che producono sistemi d&#8217;arma sia tecnologicamente avanzati, sia meno sofisticati e complessi, come ad esempio le armi piccole e leggere (mitra, fucili, mine, ecc.).</p>
<p>A fronte di poche grandi aziende e di pochi acquirenti un ruolo importante lo svolge la cosiddetta sicurezza nazionale, per cui i governi e i vertici delle forze armate decidono di dotarsi di questo o quel sistema d&#8217;arma in quantità variabili. Se c&#8217;è una guerra, le necessità impellenti spingono ad acquistare quello che serve per vincere il conflitto. Ma se il conflitto non c&#8217;è, allora si comincia a parlare di valutazione, di percezione delle possibili minacce e si entra in una zona nebbiosa, dove tutto è indistinto e non è chiaro cosa serva esattamente. Per fare un esempio, mentre la NATO e l&#8217;UE affermano nei documenti ufficiali che le due più grandi minacce sono il terrorismo e la proliferazione nucleare, USA e paesi alleati decidono di produrre ed acquistare il cacciabombardiere F-35 più costoso della storia dell&#8217;aviazione militare. Serve un cacciabombardiere contro il terrorismo? Serve un cacciabombardiere con capacità nucleari a diminuire la proliferazione nucleare? L&#8217;ovvia risposta, pur negativa, non sembra fermarne il faraonico piano di acquisto.</p>
<p>A questo punto la vicenda si complica ancora di più: a volte si assiste ad una corsa tecnologica fine a se stessa, tesa spesso a garantire le commesse a queste aziende, altre volte i vari sistemi d&#8217;arma disponibili sul mercato sono simili e la concorrenza porta le aziende a ricercare mediatori in grado di trovare il contatto giusto per concludere l&#8217;affare. L&#8217;italiana Finmeccanica, nel corso dell&#8217;ultimo ventennio, si è andata sempre più concentrando sul settore militare e ritirandosi gradatamente dal settore civile (energie alternative, trasporti ecc.).</p>
<p>Nel comparto bellico, però, faccendieri, uomini politici, militari, ecc. entrano tutti in gioco in una partita complessa che non di rado porta a veri e propri episodi di corruzione presso l&#8217;acquirente e altrove per riuscire a piazzare i propri prodotti.</p>
<p>L&#8217;Italia, come altri paesi, non è nuova a queste vicende. Anni fa, una vicenda di tangenti della Lockheed arrivò a lambire uomini politici ai massimi livelli governativi. Successivamente ci fu una vicenda mai chiarita di finanziamenti concessi dalla filiale BNL di Atlanta (USA) a Saddam Hussein per armamenti. Nel 1974 un film coraggioso di Alberto Sordi, &#8220;Finché c&#8217;è guerra, c&#8217;è speranza&#8221;, mostrava la corruzione e le connivenze del settore, successivamente nel 2005 messe ancor più in evidenza da &#8220;Lord of War&#8221; con Nicholas Cage protagonista. A voler ricordare tutte le vicende poco chiare del settore, servirebbe almeno un centinaio di pagine.</p>
<p>Al di là dei riscontri della magistratura, un dato è certo: il commercio delle armi è profondamente esposto a scelte spesso discutibili, all&#8217;assenza di trasparenza, alla corruzione. Quello che inquieta ancor di più, in questa vicenda, è il silenzio dell&#8217;azionista di maggioranza (32,4%) della Finmeccanica, il ministro del Tesoro, nel momento in cui il governo cerca di varare una legge proprio sulla corruzione. Ancora una volta, qualcosa non va.</p>
<p>I 10 maggiori gruppi industriali militari</p>
<p>Vendita di armamenti (mn $) Profitti (mn $)<br />
1 Lockheed Martin 35.730 2.926<br />
2 BAE Systems (UK) 32.880 –1.671<br />
3 Boeing 31.360 3.307<br />
4 Northrop Grumman 28.150 2.053<br />
5 General Dynamics 23.940 2.624<br />
6 Raytheon 22.980 1.879<br />
7 EADS (trans-Europe) 16.360 732<br />
8 Finmeccanica (Italy) 14.410 738<br />
9 L-3 Communications 13.070 955<br />
10 United Technologies 11.410 4.711</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Maurizio Simoncelli</strong> (Vicepresidente Istituto di Ricerca Internazionali Archivio Disarmo)</p>
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		<title>Confindustria attacca la tassa per finanziare le nuove garanzie per gli esodati: è iniqua</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 10:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.direttanews.it/2011/02/17/qual-e-la-dottrina-economica-per-far-uscire-l%e2%80%99italia-dalla-crisi-che-la-sta-attanagliando/soldi_euro_041/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-171617"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/soldi_euro_041-e1324494402398.jpg" alt="" title="soldi_euro" width="540" height="354" class="aligncenter size-full wp-image-171617" /></a></p>
<p><strong>CONFINDUSTRIA TASSA ESODATI</strong> &#8211; Forti critiche sono giunte da <strong>Confindustria</strong> all&#8217;<a href="http://www.direttanews.it/2012/10/24/governo-monti-battuto-in-commissione-lavoro-alla-camera-saranno-ampliate-le-garanzie-per-gli-esodati/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">emendamento alla legge di stabilità, approvato ieri in Commissione lavoro della Camera contro il parere del governo, con cui sono state<strong> ampliate le garanzie per gli esodati</strong>, ma introducendo l&#8217;<strong>ennesima tassa</strong></a>. </p>
<p>Ieri il governo era stato battuto in Commissione lavoro a Montecitorio, quando tutti i componenti della commissione &#8211; tranne il deputato del Pdl Cazzola che non ha partecipato al voto &#8211; avevano votato a favore di <strong>nuove garanzie per gli esodati</strong> (i cittadini che in base ad accordi aziendali, conclusi secondo le vecchie regole, erano usciti in anticipo dal mondo del lavoro, ma che in seguito all’innalzamento dell’età pensionabile con la riforma Fornero non possono ancora andare in pensione). Per la copertura finanziaria della nuova somma impegnata, la Commissione ha deciso di introdurre un <strong>contributo di solidarietà del 3% a carico dei redditi sopra i 150mila euro</strong>. Una <strong>tassa</strong> che Confindustria non ha esitato a definire &#8220;alquanto <strong>iniqua</strong>&#8220;.</p>
<p>Il vicepresidente di Confindustria, Aurelio Regina, intervistato dalla trasmissione radiofonica &#8220;Radio Anch&#8217;io&#8221;, ha sottolineato che la nuova tassa colpirà </p>
<p>Regina ha sottolineato che la tassa colpisce &#8220;una fascia di popolazione che è l&#8217;unica che spende&#8221;, quindi si tratta di &#8220;un&#8217;ulteriore minaccia&#8221; per i consumi già in forte calo. </p>
<p>Nell&#8217;emendamento votato ieri in Commissione lavoro è previsto anche che qualora il contributo di solidarietà non dovesse essere sufficiente, saranno <strong>aumentate le accise sulle sigarette</strong>. La nuova norma rappresenta un versione ridotta della contestata proposta dell&#8217;ex Ministro del Lavoro Cesare Damiano (Pd), che prevedeva anche una riduzione dell&#8217;età pensionabile (con un deciso arretramento della riforma Fornero). </p>
<p>La Commissione lavoro nello stesso emendamento ha previsto anche che tutte le risorse finora stanziate per i lavoratori esodati, in totale 9 miliardi di euro, confluiscano nel Fondo da 100 milioni per gli esodati introdotto con il ddl stabilità. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Mercato auto settembre: vendite in calo in Europa (-11%) e Italia (-25,7%)</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2012 08:32:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.direttanews.it/2012/04/02/auto-le-vendite-crollano-a-267-nel-mese-di-marzo/mercato_auto/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-321520"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/mercato_auto.jpg" alt="" title="mercato_auto" width="400" height="265" class="aligncenter size-full wp-image-321520" /></a></p>
<p><strong>MERCATO AUTO SETTEMBRE</strong> &#8211; Continua la parabola discendente delle vendite di automobili in Italia e in Europa. A <strong>settembre di quest&#8217;anno</strong>, per la dodicesima volta consecutiva, il <strong>mercato dell&#8217;auto</strong> in <strong>Europa</strong> ha subito una <strong>flessione</strong>, su base annua, dell&#8217;<strong>11%</strong>, con l&#8217;immatricolazione di 1.132.034 vetture (a settembre 2011 erano 1.271.339). I dati si riferiscono ai 27 Paesi dell&#8217;Unione Europea più quelli dell&#8217;Efta (l&#8217;Associazione europea di libero scambio che riunisce quattro Paesi europei che non appartengono alla Ue: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera). </p>
<p>Le vendite di automobili sono in calo nei principali Paesi europei, ma sono soprattutto la <strong>Spagna</strong> con <strong>-36,8%</strong> e l&#8217;<strong>Italia</strong> con <strong>-25,7%</strong> a trascinare in basso il mercato. Flessioni nelle vendite si sono registrate anche in Francia (-17,9%) e Germania (-10,9%). </p>
<p>Nei <strong>primi nove mesi del 2012</strong> il calo di vendite di vetture in Europa è stato del 7,2%, con 9.724.423 immatricolazioni. Il peggior calo si è registrato <strong>in Italia</strong>, con <strong>-20,5% da gennaio a settembre 2012</strong>. Ad agosto le vendite di nuove auto erano dminuite dell&#8217;8,5%. </p>
<p>Per quanto riguarda il gruppo <strong>Fiat</strong>, le <strong>vendite in Europa</strong> (paesi Ue e Efta) a settembre sono <strong>scese del 18,5%</strong>, con l&#8217;immatricolazione di 66.991 vetture contro le 82.209 di settembre 2011. Vendite penalizzate soprattutto dal forte calo dell&#8217;Italia. Lo scorso agosto il calo di Fiat si era attestato al 17,7%. Nei primi 9 mesi dell&#8217;anno Fiat Group Automobiles ha venduto in Europa 623.791 vetture, in flessione del 16,8% rispetto alle 749.920 unità stesso periodo del 2011.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Camusso: siamo in un&#8217;economia di guerra, aumenta la disperazione dei lavoratori</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Oct 2012 13:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_347601" class="wp-caption aligncenter" style="width: 488px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/06/16/manifestazione-a-roma-cgil-cisl-e-uil-finalmente-uniti-attesi-oltre-100-mila-dimostranti/cgil-leftist-trade-union-leader-susanna-3/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-347601"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/1436375362-478x328.jpg" alt="" title="Cgil leftist trade union leader Susanna" width="478" height="328" class="size-large wp-image-347601" /></a><p class="wp-caption-text">Susanna Camusso (Getty Images)</p></div>
<p><strong>CAMUSSO SU ECONOMIA</strong> &#8211; La leader della Cgil, <strong>Susanna Camusso</strong>, lancia un grido di allarme sulla situazione economica italiana: <strong><em>&#8220;Siamo di fronte a un&#8217;economia di guerra&#8221;</em></strong> e le risposte del governo Monti sono solo <em>&#8220;tagli e tasse&#8221;</em>. <em>&#8220;La ripresa si allontana e la recessione diventa sempre più forte&#8221;</em>, ha avvertito Camusso, mentre il governo &#8220;vuole ridurre i salari e aumentare gli orari di lavoro&#8221;.</p>
<p>La leader della Cgil ha poi sottolineato che <strong>sta aumentando la disperazione tra i lavoratori</strong>: &#8220;Ci sono sempre più lavoratori che cercano <em>nuove forme per attirare su di loro l&#8217;attenzione</em>. Si moltiplicano le <em>condizioni di disperazione</em> di lavoratori che sanno di <em>non avere voce in questo paese</em>&#8220;, è la denuncia di Susanna Camusso.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Confindustria: Squinzi chiede di ridurre il carico fiscale</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Sep 2012 14:47:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GIORGIO SQUINZI SULLE TASSE &#8211; Ha fatto un appello all&#8217;attuale presidente del Consiglio e ai politici che costituiranno il prossimo governo il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. La questione toccata dall&#8217;industriale è quella relativa al carico fiscale che appesantisce sempre più la situazione economica già particolarmente difficile di molti cittadini e aziende italiane. &#8220;Dateci minor [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_344795" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/06/08/crisi-squinzi-il-tempo-del-fare-e-partito/giorgio-squinzi/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-344795"><img class="size-medium wp-image-344795" title="Giorgio Squinzi" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Giorgio-Squinzi-450x270.jpg" alt="" width="450" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Giorgio Squinzi</p></div>
<p><strong>GIORGIO SQUINZI SULLE TASSE</strong> &#8211; Ha fatto un appello all&#8217;attuale presidente del Consiglio e ai politici che costituiranno il prossimo governo il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. La questione toccata dall&#8217;industriale è quella relativa al carico fiscale che appesantisce sempre più la situazione economica già particolarmente difficile di molti cittadini e aziende italiane.</p>
<p>&#8220;Dateci minor carico fiscale, stiamo morendo di fisco. Siamo disponibili a rinunciare a tutti gli incentivi in cambio di una riduzione della pressione fiscale a carico di imprese e famiglie&#8221;, questo ha chiesto Squinzi a Mario Monti. La sua richiesta è stata corredata da altre dichiarazioni, anche queste abbastanza importanti. Il presidente di Confindustria ha detto che, piuttosto che risolvere la questione dell&#8217;alta tassazione, preferirebbe si rinunciasse ad affidare sgravi e sussidi alle imprese.</p>
<p>&#8220;Ora siamo in una fase di emergenza e bisogna recuperare credibilità. Però nella prossima legislatura non possiamo andare avanti in questo modo: abbiamo bisogno di politica, di una politica vera&#8221;, ha proseguito.</p>
<p>Oltre a questo argomento Squinzi ha affrontato anche quello relativo al lavoro ed ha commentato la proposta della lega di eliminare i contratti nazionali e di introdurre tipi di contratto designati localmente. &#8220;Non sono d&#8217;accordo sui contratti territoriali proposti dalla Lega, il contratto nazionale è ancora importante perché recepisce specificità e autonomia di categorie diverse&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>Istat: sale l&#8217;indice dei prezzi alla produzione</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Sep 2012 09:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ISTAT: PREZZI PRODUZIONE &#8211; Nuovo allarmante segnale da parte dell&#8217;Istat sullo stato dell&#8217;economia italiana. L&#8217;istituto nazionale di statistica segnala infatti che l&#8217;indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali è aumentato lo scorso agosto dello 0,7% rispetto al precedente mese di luglio, mentre su base annua (rispetto ad agosto 2011) l&#8217;aumento è del 2,7%. L&#8217;Istat [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.direttanews.it/2012/06/06/crisi-litalia-ultima-in-europa-per-crescita-secondo-il-nuovo-sondaggio-eurostat/industria25/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-343874"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/industria25-478x359.jpg" alt="" title="industria" width="478" height="359" class="alignleft size-large wp-image-343874" /></a></p>
<p><strong>ISTAT: PREZZI PRODUZIONE</strong> &#8211; Nuovo allarmante segnale da parte dell&#8217;<strong>Istat</strong> sullo stato dell&#8217;economia italiana. L&#8217;istituto nazionale di statistica segnala infatti che l&#8217;<strong>indice dei prezzi alla produzione</strong> dei prodotti industriali è <strong>aumentato lo scorso agosto dello 0,7% rispetto al precedente mese di luglio</strong>, mentre <strong>su base annua</strong> (rispetto ad agosto 2011) <strong>l&#8217;aumento è del 2,7%</strong>. L&#8217;Istat parla di &#8220;<em>tendenze accelerative</em> rispetto alle dinamiche rilevate nei mesi precedenti&#8221;.</p>
<p>Inoltre i <strong>prezzi dei prodotti venduti sul mercato interno</strong> crescono dello 0,8% rispetto a luglio e del 3% su base tendenziale.</p>
<p>Il motivo di questi aumenti sta nella crescita dei prezzi dei prodotti energetici (+1,8%). </p>
<p>Per quanto riguarda i prezzi dei beni venduti all&#8217;estero, l&#8217;Istat registra ad agosto un incremento dello 0,2% sul mese precedente. Un dato che sintetizza un aumento dello 0,1% per i beni venduti nell&#8217;area euro e dello 0,4% per quella non euro. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>llva Taranto: il Gip ferma la produzione</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Sep 2012 12:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<category><![CDATA[taranto]]></category>
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		<description><![CDATA[ILVA TARANTO &#8211; Niente da fare per l&#8217;Ilva di Taranto. Nonostante la situazione drammatica dei lavoratori, che da mesi protestano &#8211; oggi alcuni sono anche saliti sulla torre dell&#8217;altoforno dello stabilimento a 60 metri di altezza -, il Gip del Tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, ha respinto il piano di interventi di bonifica presentato dall&#8217;azienda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_365648" class="wp-caption alignleft" style="width: 488px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/08/14/caso-ilva-taranto-il-ministro-clini-riferisce-alla-camera-fiom-dice-no-allo-sciopero-anti-magistratura/a-view-of-the-ilva-plant-in-the-southern/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-365648"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/149694764-478x318.jpg" alt="" title="A view of the ILVA plant in the southern" width="478" height="318" class="size-large wp-image-365648" /></a><p class="wp-caption-text">Ilva di Taranto (Getty Images)</p></div>
<p><strong>ILVA TARANTO</strong> &#8211; Niente da fare per l&#8217;<strong>Ilva di Taranto</strong>. Nonostante la situazione drammatica dei lavoratori, che da mesi protestano &#8211; <a href="http://www.direttanews.it/2012/09/26/taranto-caso-ilva-operai-dormono-su-torre-di-smistamento-dellaltoforno-alta-60-metri/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">oggi alcuni sono anche saliti sulla torre dell&#8217;altoforno dello stabilimento a 60 metri di altezza</a> -, il <strong>Gip del Tribunale di Taranto</strong>, Patrizia Todisco, ha <strong>respinto il piano di interventi di bonifica presentato dall&#8217;azienda</strong> e <strong>anche la richiesta di mantenere un minimo di produzione nello stabilimento.</strong> </p>
<p>Il provvedimento del Gip è stato depositato da poco in cancelleria. &#8220;<em>Non c&#8217;è spazio per proposte al ribasso da parte dell&#8217;Ilva</em> &#8211; scrive il Gip &#8211; circa gli interventi da svolgere e le somme&#8221; da stanziare. &#8220;<em>I beni in gioco</em> &#8211; salute, vita e ambiente, ma anche il diritto ad un lavoro dignitoso, ma non pregiudizievole della salute di un essere umano &#8211; <em>non ammettono mercanteggiamenti</em>&#8220;.</p>
<p>Nel frattempo, i nove lavoratori dell&#8217;Ilva, che questa mattina sono saliti sulla passerella in cima al camino E312 della torre di smistamento dell’altoforno 5, hanno fatto sapere che faranno lo <strong>sciopero della fame e della sete</strong>. Alcuni di loro si sono incatenati. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Marchionne: &#8220;Della Valle la smetta di rompere le scatole&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Sep 2012 13:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[scontro marchionne della valle]]></category>
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		<description><![CDATA[SCONTRO MARCHIONNE DELLA VALLE &#8211; L&#8217;imprenditore calzaturiero marchigiano Diego Della Valle è tornato ad attaccare duramente l&#8217;amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne in merito alle ultime viceende dell&#8217;azienda automobilistica che hanno indotto Marchionne a ritirare il progetto di investimenti noto come &#8220;Fabbrica Italia&#8221;: &#8220;La verità è che non siamo malati. La Fiat nel suo insieme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_378444" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/09/24/marchionne-della-valle-la-smetta-di-rompere-le-scatole/marchionne_della-valle/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-378444"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/marchionne_della-valle.jpg" alt="" title="marchionne_della-valle" width="540" height="360" class="size-full wp-image-378444" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Marchionne e Diego Della Valle (Getty Images)</p></div>
<p><strong>SCONTRO MARCHIONNE DELLA VALLE</strong> &#8211; L&#8217;imprenditore calzaturiero marchigiano <strong>Diego Della Valle</strong> è tornato ad attaccare duramente l&#8217;amministratore delegato di Fiat <strong>Sergio Marchionne</strong> in merito alle ultime viceende dell&#8217;azienda automobilistica che hanno indotto Marchionne a ritirare il progetto di investimenti noto come &#8220;Fabbrica Italia&#8221;:</p>
<p>&#8220;La verità è che non siamo malati. <strong>La Fiat nel suo insieme è sana e in ottima forma</strong>&#8220;, ha detto Marchionne. <strong>&#8220;Della Valle la smetta di rompere le scatole&#8221;</strong>, ha detto l&#8217;ad Fiat ai giornalisti, aggiungendo: &#8220;Non parliamo di gente che fa borse, io faccio vetture&#8221;, &#8220;non parli lui di come si fanno vetture&#8230; <em>fa ridere</em>&#8220;, ha rincarato Matchionne, &#8220;con quanto lui investe in un anno in ricerca e sviluppo noi non ci facciamo nemmeno una parte di un parafango&#8221;.</p>
<p>Oggi Della Valle è tornato ad attaccare la Fiat parlando di &#8220;<em>chiacchieroni che ci vengono a raccontare banalità</em>&#8220;, in merito al vertice di sabato scorso a palazzo Chigi. &#8220;Questi improvvisati della Fiat&#8221;, ha detto Della Valle, &#8220;vogliono venirci a raccontare che in Italia non è più conveniente fare auto&#8230; vengono a spiegare a noi imprenditori seri che in momenti di crisi non si fanno prodotti nuovi, mentre noi resistiamo solo perché innoviamo. Sono cose di una banalità tale che l&#8217;<em>indisponenza</em> nasce dal fatto ci si vuole <em>prendere in giro</em> con argomenti neanche tanto convincenti&#8221;.</p>
<p>Riguardo alla Fiat, Marchionne ha fatto sapere che &#8220;<em>i risultati del primo semestre sono totalmente in linea con i nostri obiettivi per l&#8217;anno</em>&#8221; e prevede di chiudere il 2012 con &#8220;ricavi superiori ai 77 miliardi di euro, un utile della gestione ordinaria compreso tra 3,8 e 4,5 miliardi che rappresenta il risultato più alto nei 113 anni di storia di una Fiat che includeva la Fiat Industrial, un utile netto tra 1,2 e 1,5 miliardi di euro, un indebitamento netto industriale tra 5,5 e 6 miliardi e una liquidità superiore ai 20 miliardi&#8221;, ha spiegato l&#8217;amministratore delegato, parlando all&#8217;assemblea dell&#8217;Unione Industriale di Torino.</p>
<p>&#8220;L&#8217;azienda ha una presenza pressoché globale che si estende dall&#8217;Europa al nord America e dall&#8217;America latina all&#8217;Asia&#8221;, ha ricordato Marchionne.</p>
<p>Quindi l&#8217;ad Fiat ha sollecitato il governo italiano a &#8220;fare la sua parte per rimuovere quelle zavorre che stanno ancorando il nostro Paese al passato&#8221;. Marchionne ha poi detto di aver &#8220;cercato per otto anni un partner straniero per la Fiat&#8221;, ma di non esserci riuscito. &#8220;Su questo ammetto di avere fallito&#8221;, ha aggiunto. Quindi ha detto di <strong>voler confermare &#8220;l&#8217;impegno della Fiat verso questo Paese&#8221;</strong>. </p>
<p>In giornata è poi arrivata la replica di Della Valle: &#8220;Marchionne deve dare una risposta agli operai preoccupati per il posto di lavoro e al governo con cui ha preso degli impegni, non a me&#8221;</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Vertice Governo-Fiat: &#8220;L&#8217;azienda vuole investire in Italia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Sep 2012 07:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>D'Agostino Michele</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_377842" class="wp-caption aligncenter" style="width: 379px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/09/23/vertice-governo-fiat-lazienda-vuole-investire-in-italia/sergio-marchionne-the-head-of-carmakers/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-377842"><img class="size-medium wp-image-377842" title="Sergio Marchionne, the head of carmakers" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/145805453-369x270.jpg" alt="" width="369" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Marchionne (getty images)</p></div>
<p><strong>VERTICE FIAT GOVERNO POSITIVO</strong> &#8211; Nel pomeriggio di ieri si è chiuso il vertice tra il Governo e i massimi dirigenti della Fiat. Buone notizie sono state comunicate con una nota congiunta diramata da Palazzo Chigi: &#8221; abbiamo manifestato l&#8217;impegno a salvaguardare la presenza industriale del gruppo in Italia, anche grazie alla sicurezza finanziaria che deriva soprattutto dalle attività extraeuropee&#8221;.</p>
<p>I vertici Fiat &#8211; continua il comunicato &#8211; hanno confermato la strategia dell&#8217;azienda a investire in Italia, nel momento idoneo, nello sviluppo di nuovi prodotti per approfittare pienamente della ripresa del mercato europeo&#8221;,<br />
Al termine della riunione di palazzo Chigi, Governo e Fiat &#8220;hanno concordato di impegnarsi per assicurare nelle prossime settimane un lavoro congiunto utile a determinare requisiti e condizioni per il rafforzamento della capacità competitiva dell&#8217;azienda&#8221;. In particolare, &#8220;un apposito gruppo di lavoro sarà costituito presso il MISE per individuare gli strumenti per rafforzare ulteriormente le strategie di export del settore automotive&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>Marchionne invia una nota a Passera: in Brasile la Fiat viene aiutata</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Sep 2012 17:31:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MARCHIONNE SCRIVE A PASSERA &#8211; E&#8217; polemico l&#8217;amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, con il ministro allo Sviluppo Corrado Passera. In una nota diffusa oggi, la quale arriva dopo la convocazione di Marchionne a palazzo Chigi per discutere di alcune problematiche relative al mercato del settore automobilistico e al ruolo svolto dalla Fiat, l&#8217;ad dell&#8217;azienda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_376281" class="wp-caption alignnone" style="width: 448px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/09/19/fabbrica-italia-mario-monti-convoca-sergio-marchionne-a-palazzo-chigi/chrysler-announces-expansion-of-car-manufacturers-commitment-to-detroit-2/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-376281"><img class="size-medium wp-image-376281" title="Chrysler Announces Expansion Of Car Manufacturer's Commitment To Detroit" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/143595982-438x270.jpg" alt="" width="438" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Marchionne (getty images)</p></div>
<p><strong>MARCHIONNE SCRIVE A PASSERA</strong> &#8211; E&#8217; polemico l&#8217;amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, con il ministro allo Sviluppo Corrado Passera. In una nota diffusa oggi, la quale arriva dopo la convocazione di Marchionne a palazzo Chigi per discutere di alcune problematiche relative al mercato del settore automobilistico e al ruolo svolto dalla Fiat, l&#8217;ad dell&#8217;azienda italiana instaura in termini provocatori un paragone tra l&#8217;Italia e il Brasile.</p>
<p>&#8220;Sono sicuro che il ministro sappia che le case automobilistiche che vanno a produrre in Brasile possono accedere a finanziamenti e agevolazioni fiscali&#8221;, ha scritto Marchionne rivolgendosi a Passera. Il dirigente si è poi dilungato con una spiegazione degli aiuti che lo stato brasiliano concede alle compagnie produttrici di automobili e, in particolare, sui vantaggi che Fiat trae dall&#8217;avere uno stabilimento nel Paese.</p>
<p>&#8220;In particolare per lo stabilimento nello stato di Pernambuco, in corso di costruzione, la Fiat riceverà finanziamenti sino all&#8217;85 per cento su un investimento complessivo di 2,3 miliardi di euro. A questi si aggiungeranno benefici di natura fiscale, quando sarà avviata la produzione di automobili, per un periodo minimo di 5 anni&#8221;, ha fatto sapere l&#8217;amministratore delegato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione online</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ilva Taranto: parere negativo della Procura sul piano di bonifica, tensioni nello stabilimento</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Sep 2012 15:01:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[piano bonifica ilva]]></category>
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		<description><![CDATA[ILVA TARANTO &#8211; La Procura di Taranto respingerà l&#8217;istanza dell&#8217;Ilva per chiedere la ripresa della produzione nello stabilimento in cambio di unpiano di investimenti immediati per la bonifica degli impianti dell’area a caldo sotto sequestro. E&#8217; quanto è emerso da indiscrezioni di fonti giudiziarie, che riferiscono il parere negativo della Procura sul piano dell&#8217;azienda. Intanto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_365648" class="wp-caption alignleft" style="width: 488px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/08/14/caso-ilva-taranto-il-ministro-clini-riferisce-alla-camera-fiom-dice-no-allo-sciopero-anti-magistratura/a-view-of-the-ilva-plant-in-the-southern/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-365648"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/149694764-478x318.jpg" alt="" title="A view of the ILVA plant in the southern" width="478" height="318" class="size-large wp-image-365648" /></a><p class="wp-caption-text">Ilva di Taranto (Getty Images)</p></div>
<p><strong>ILVA TARANTO</strong> &#8211; La Procura di Taranto respingerà l&#8217;istanza dell&#8217;Ilva per chiedere la ripresa della produzione nello stabilimento in cambio di  un<a href="http://www.direttanews.it/2012/09/18/ilva-taranto-lazienda-presenta-il-piano-di-bonifica/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">piano di investimenti immediati per la bonifica degli impianti dell’area a caldo sotto sequestro</a>. E&#8217; quanto è emerso da indiscrezioni di fonti giudiziarie, che riferiscono il <strong>parere negativo</strong> della Procura sul piano dell&#8217;azienda. </p>
<p>Intanto, da questa mattina è tornata a salire la <strong>tensione</strong> nello stabilimento siderurgico. Decine di lavoratori si sono radunati nell&#8217;area della direzione dell&#8217;azienda per protestare contro lo spegnimento delle luci e la chiusura dell&#8217;acqua nei reparti sottoposti a sequestro dalla magistratura. Alcuni lavoratori hanno quindi convocato un&#8217;assemblea all&#8217;esterno della direzione, sulla statale Appia. Anche i rappresentanti sindacali sono presenti all&#8217;assemblea. </p>
<p>E&#8217; scontro tra Fiom e vertici dell&#8217;azienda. Il sindacato ha usato parole molto dure, accusando l&#8217;Ilva di voler istigare i lavoratori alla <em>&#8220;rivolta contro la magistratura&#8221;</em>. &#8220;C&#8217;è un solo modo per uscire dal tunnel in cui Ilva si è infilata &#8211; ha dichiarato la Fiom Cgil in un comunicato -: scoprire le carte sulle <em>proprie reali intenzioni per mettere a norma gli impianti sequestrati</em> e tirar fuori gli <em>investimenti adeguati ben oltre i 400 milioni annunciati</em> che consideriamo soltanto un primo passo&#8221;. Per il sindacato &#8220;non c&#8217;è più tempo per un braccio di ferro con la magistratura che non porta da nessuna parte&#8221;. </p>
<p>Affermazioni che hanno provocato la reazione sdegnata del Presidente dell&#8217;Ilva, Bruno Ferrante, che si è detto sorpreso &#8220;per un utilizzo di parole così gravi&#8221; da parte della Fiom e ne ha preso &#8220;la più assoluta distanza&#8221;. Quindi ha spiegato che &#8220;i 400 milioni di euro stanziati per gli interventi immediati rappresentano un <em>investimento ingente</em>, a carico totalmente dell&#8217;azienda, senza alcun contributo pubblico e, soprattutto, crediamo sia in grado di garantire l&#8217;equilibrio tra tutela dell&#8217;ambiente, della salute e dei livelli occupazionali&#8221;</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Alcoa: altre due aziende si fanno avanti</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2012 13:33:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ALCOA &#8211; Dopo le manifestazioni di interesse di Glencore e Klesch, altre due aziende si fanno avanti per rilevare Alcoa, lo stabilimento che produce alluminio, di di proprietà dell&#8217;omonima multinazionale americana, e con sede a Portovesme, in Sardegna. Lo stabilimento rischia la chiusura e gli operai stanno protestando da tempo per salvare l&#8217;azienda e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_368218" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/08/24/cagliari-manifestazione-degli-operai-dellalcoa-tentativo-di-bloccare-lattracco-delle-navi/alcoa/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-368218"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/ALCOA-e1347101909500.jpg" alt="" title="ALCOA" width="540" height="365" class="size-full wp-image-368218" /></a><p class="wp-caption-text">Alcoa</p></div>
<p><strong>ALCOA</strong> &#8211; Dopo le manifestazioni di interesse di Glencore e Klesch, altre due aziende si fanno avanti per rilevare <strong>Alcoa</strong>, lo stabilimento che produce alluminio, di  di proprietà dell&#8217;omonima multinazionale americana, e con sede a Portovesme, in Sardegna. Lo stabilimento rischia la chiusura e gli operai stanno protestando da tempo per salvare l&#8217;azienda e il loro lavoro. </p>
<p>Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, ha spiegato che queste nuove manifestazioni di interesse per Alcoa sono importanti, anche se ha mantenuto riserbo sui nomi delle società interessate e raccomandato prudenza. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Caso Fiat: Monti convoca Marchionne ed Elkann a Palazzo Chigi</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Sep 2012 18:12:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_352678" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/06/30/vertice-ue-a-bruxelles-mario-monti-accolto-come-vincitore-nuovi-tagli-alla-spesa-per-gli-italiani/italian-prime-minister-mario-monti-lea/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-352678"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/147403507-e1341312716316.jpg" alt="" title="Italian Prime Minister  Mario Monti  lea" width="540" height="360" class="size-full wp-image-352678" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Monti (Getty Images)</p></div>
<p><strong>FIAT: MONTI CHIAMA MARCHIONNE</strong> &#8211; In un comunicato diffuso nel tardo pomeriggio, <strong>Palazzo Chigi</strong> ha reso noto che &#8220;il Presidente del Consiglio <strong>Mario Monti</strong>&#8221; ha chiamato l&#8217;amministratore delegato di Fiat <strong>Sergio Marchionne</strong>. Durante la conversazione telefonica i due hanno deciso di fissare un <strong>incontro il 22 settembre a Palazzo Chigi</strong>. All&#8217;incontro parteciperanno anche il Ministro per lo Sviluppo economico <strong>Corrado Passera</strong>, quello del Lavoro <strong>Elsa Fornero</strong> e il <strong>Presidente della Fiat John Elkann</strong>. &#8220;Nell&#8217;occasione &#8211; ha assicurato il dott. Marchionne &#8211; verrà fornito il <em>quadro informativo sulle prospettive strategiche del gruppo Fiat</em>, con particolare riguardo all&#8217;Italia&#8221;, si legge ancora nel comunicato. </p>
<p>La famiglia Elkann-Agnelli ha ribadito oggi il proprio sostegno all&#8217;amministratore delegato del gruppo Fiat. &#8220;Siamo tutti estremamente uniti e il nostro sostegno a Marchionne è grandissimo&#8221;, ha dichiarato John Elkann.</p>
<p>In un&#8217;intervista rilasciata al quotidiano <em>Repubblica</em>, <a href="http://www.direttanews.it/2012/09/18/sergio-marchionne-fiat-restera-in-italia-non-ho-parlato-di-esuberi-o-chiusura-stabilimenti/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">Sergio Marchionne aveva rassicurato che Fiat non lascerà l&#8217;Italia, chiedendo però nel contempo l&#8217;intervento del governo</a>. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Sergio Marchionne: &#8220;Fiat resterà in Italia, non ho parlato di esuberi o chiusura stabilimenti&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Sep 2012 05:28:09 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_375838" class="wp-caption aligncenter" style="width: 414px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/09/18/sergio-marchionne-fiat-restera-in-italia-non-ho-parlato-di-esuberi-o-chiusura-stabilimenti/chrysler-announces-expansion-of-car-manufacturers-commitment-to-detroit/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-375838"><img class="size-medium wp-image-375838" title="Chrysler Announces Expansion Of Car Manufacturer's Commitment To Detroit" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/143595979-404x270.jpg" alt="" width="404" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Marchionne (getty images)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FIAT</strong> &#8211; L&#8217;ad della Fiat, Sergio Marchionne, in un&#8217;intervista a &#8216;Repubblica&#8217; risponde alle accuse di Diego Della Valle e Cesare Romiti, promettendo di non chiudere altri stabilimenti in Italia, anche a costo di dover dirottare qui i guadagni fatti all&#8217;estero. &#8220;Tutti parlano a 100 all&#8217;ora, perchè Fiat è un bersaglio grosso, più delle scarpe di alta qualità. Ci sarebbe da domandarsi chi ha dato la cattedra a molti maestri d&#8217;auto improvvisati. Ma significherebbe starnazzare nel pollaio. Finchè attaccano me bene. Ma lascino stare Fiat&#8221;, ha detto Marchionne riferendosi agli attacchi di Della Valle, che ha definito il passo indietro su Fabbrica Italia una &#8220;vergogna&#8221;.</p>
<p>A Detroit la Fiat riscuote successo, a Torino è un disastro, ma nonostante ciò non ha intenzione di chiudere alcun stabilimento: &#8220;Mi impegno ma non posso farlo da solo. Ci vuole un impegno dell&#8217;Italia. Io la mia parte la faccio, non sono parole&#8221;. Gli americani &#8220;fanno due conti e mi dicono cosa farebbero: chiusura di due stabilimenti per togliere sovracapacità dal sistema europeo. Se mi comporto diversamente, ci sarà una ragione&#8221;.</p>
<p>&#8220;In questa situazione drammatica, io non ho parlato di esuberi, non ho proposto chiusure di stabilimenti, non ho mai detto che voglio andar via&#8230; non mollo. Mi impegno, ma non posso farlo da solo. Ci vuole un impegno dell&#8217;Italia&#8221;. La situazione politico-economica italiana sembra remare contro la Fiat: d&#8217;altronde chi &#8220;se la sentirebbe di investire in un mercato tramortito dalla crisi, se avesse la certezza non soltanto di non guadagnare un euro &#8211; spiega Marchionne &#8211; ma addirittura di non recuperare i soldi investiti?&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fiat fa marcia indietro su &#8216;Fabbrica Italia&#8217;. Passera: l&#8217;azienda rispetti le sue responsabilità</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Sep 2012 13:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FIAT FABBRICA ITALIA &#8211; &#8220;Fabbrica Italia&#8221;, il progetto di Fiat di investimenti negli stabilimenti italiani viene meno. L&#8217;annuncio lo ha dato la stessa Fiat, ieri, in un comunicato precisando che si tratta di un progetto ormai vecchio di due anno e mezzo e da allora la situazione è profondamente cambiata, con la crisi economica che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_325705" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/04/16/riforma-del-lavoro-il-ddl-approda-in-parlamento-maurizio-gasparri-i-cambiamenti-ci-devono-essere-e-ci-saranno/i-53/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-325705"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/1348582881.jpg" alt="" title="passera" width="540" height="360" class="size-full wp-image-325705" /></a><p class="wp-caption-text">Il ministro Corrado Passera (Getty Images)</p></div>
<p><strong>FIAT FABBRICA ITALIA</strong> &#8211; <em>&#8220;Fabbrica Italia&#8221;</em>, il progetto di <strong>Fiat</strong> di investimenti negli stabilimenti italiani viene meno. L&#8217;annuncio lo ha dato la stessa Fiat, ieri, in un comunicato precisando che si tratta di un progetto ormai vecchio di due anno e mezzo e da allora la situazione è profondamente cambiata, con la crisi economica che ha fatto crollare il mercato dell&#8217;auto. &#8220;Fabbrica Italia&#8221; non è un &#8220;impegno assoluto&#8221; ha ribadito Fiat: &#8220;E&#8217; necessario infatti che il piano prodotti e i relativi investimenti siano oggetto di <em>costante revisione</em> per adeguarli all&#8217;andamento dei mercati&#8221;. </p>
<p>Una dichiarazione che ha suscitato forte preoccupazione tra lavoratori, sindacati e forze politiche. Con dure critiche anche dall&#8217;imprenditore <strong>Diego Della Valle</strong> nei confronti dell&#8217;amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne e del presidente John Elkann. &#8220;Continua questo <em>ridicolo e purtroppo tragico teatrino degli annunci ad effetto</em> da parte della Fiat, del suo inadeguato amministratore delegato e in subordine del presidente. Assistiamo infatti da alcuni anni a frequentissime conferenze stampa nelle quali, da parte di questi Signori, viene detto tutto e poi il contrario di tutto, purché sia garantito l&#8217;effetto mediatico, che sembra essere la cosa più importante da ottenere, al di là della qualità e della coerenza delle cose che si dicono&#8221;, è stato il commento di Della Valle. &#8220;Il vero problema della Fiat non sono i lavoratori, l&#8217;Italia o la crisi, che sicuramente esiste. Il vero problema sono i suoi azionisti di riferimento e il suo amministratore delegato. Sono loro che stanno facendo le scelte sbagliate o, peggio ancora, le scelte più convenienti per loro&#8221;, ha aggiunto l&#8217;imprenditore marchigiano. </p>
<p>Oggi, invece, sono arrivate le attese parole del Ministro dello Sviluppo Economico, <strong>Corrado Passera</strong>, che ha precisato l&#8217;attenzione e l&#8217;impegno del governo sulla vicenda. &#8220;Vogliamo capire fino in fondo le implicazioni di una serie di annunci che si sono susseguiti e che non permettono ancora di comprendere le strategie di Fiat in Italia&#8221;, ha spiegato Passera. &#8220;<em>Faremo di tutto perché nell&#8217;ambito della crescita di Fiat l&#8217;Italia abbia un ruolo importante</em>&#8220;, ha aggiunto il ministro, precisando tuttavia che &#8220;<em>non è pensabile che la politica si sostituisca alle scelte imprenditoriali e di investimento</em>&#8220;. Comunque, &#8220;<em>il governo farà tutto il possibile per assicurare che le responsabilità che Fiat ha preso nei confronti dell&#8217;Italia vengano rispettate e ben chiarite</em>&#8220;, ha assicurato.</p>
<p>Nel frattempo, critiche alla Fiat sono giunte anche dal <strong>leader dell&#8217;Udc Casini</strong>: &#8220;Oggi di fatto la Fiat adotta in modo disinvolto <em>una politica legittima, ma moralmente discutibile</em>&#8220;: <strong>dopo anni di &#8220;incentivi per l&#8217;azienda e per il settore&#8221; non si possono &#8220;accettare lezioni da chi non è riuscito proporre in tutti questi anni un modello nuovo di auto&#8221;</strong>, ha commentato il leader dell&#8217;Udc.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Confindustria: peggior calo dei consumi dal dopoguerra, recessione sarà lunga</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Sep 2012 14:46:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CONFINDUSTRIA CALO CONSUMI &#8211; Il Centro Studi di Confindustria ha dichiarato che i consumi pro-capite nel 2012 registreranno &#8220;la flessione più grave del dopoguerra (-3,6%) e nel 2013 torneranno sui livelli del 1997&#8243;. Il Centro Studi ha aggiunto che la spesa delle famiglie diminuirà del 3,2% nel 2012 e dell&#8217;1% nel 2013. Confindustria ha quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_293434" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/01/25/banca-ditalia-il-reddito-delle-famiglie-italiane-indietro-di-20-anni-e-con-piu-debiti/famiglie_italiane/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-293434"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/famiglie_italiane.jpg" alt="spesa, consumi" title="famiglie_italiane_consumi" width="540" height="385" class="size-full wp-image-293434" /></a><p class="wp-caption-text">Consumi</p></div>
<p><strong>CONFINDUSTRIA CALO CONSUMI</strong> &#8211; Il <strong>Centro Studi di Confindustria</strong> ha dichiarato che i <strong>consumi pro-capite nel 2012</strong> registreranno &#8220;la <strong>flessione più grave del dopoguerra (-3,6%)</strong> e nel 2013 torneranno sui livelli del 1997&#8243;. Il Centro Studi ha aggiunto che la spesa delle famiglie diminuirà del 3,2% nel 2012 e dell&#8217;1% nel 2013.</p>
<p>Confindustria ha quindi confermato la sua <strong>stima sul Pil del 2012</strong>, con un <strong>calo del 2,4%</strong>, mentre ha visto al ribasso il dato del <strong>2013</strong>, con il <strong>Pil</strong> che <strong>scenderà dello 0,6%</strong>, invece del 0,3% previsto a giugno. &#8220;<strong>La recessione si prolunga</strong> e la ripresa è ritardata alla prossima primavera&#8221;, ha affermato il Centro Studi di Viale dell&#8217;Astronomia.</p>
<p>Nel frattempo, la Banca d&#8217;Italia comunica nel suo bollettino che il <strong>debito pubblico italiano</strong>, invece, <strong>scende a luglio a 1.967 miliardi di euro</strong>, rispetto al record toccato a giugno di quest&#8217;anno con 1.972 miliardi. E&#8217; la prima flessione del debito pubblico da febbraio scorso, con un avanzo di cassa registrato a luglio di 5 miliardi di euro. </p>
<p>Nei <strong>primi sette mesi del 2012</strong>, rileva Bankitalia, le <strong>entrate tributarie</strong> contabilizzate nel bilancio dello Stato sono <strong>aumentate di 7,7 miliardi di euro</strong> (+3,6%) rispetto allo stesso periodo del 2011. Nel solo mese di luglio le entrate tributarie sono aumentate di 4 miliardi.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Passera: chiudere l&#8217;Ilva di Taranto costerebbe 8 miliardi di euro l&#8217;anno</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Sep 2012 14:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_365648" class="wp-caption alignleft" style="width: 488px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/08/14/caso-ilva-taranto-il-ministro-clini-riferisce-alla-camera-fiom-dice-no-allo-sciopero-anti-magistratura/a-view-of-the-ilva-plant-in-the-southern/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-365648"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/149694764-478x318.jpg" alt="" title="A view of the ILVA plant in the southern" width="478" height="318" class="size-large wp-image-365648" /></a><p class="wp-caption-text">Ilva di Taranto (Getty Images)</p></div>
<p><strong>PASSERA SU ILVA TARANTO</strong> &#8211; Durante l&#8217;informativa di oggi al Senato sull&#8217;Ilva di Taranto, il Ministro dello Sviluppo economico, <strong>Corrado Passera</strong>, ha detto che la chiusura dell&#8217;Ilva di Taranto costerebbe allo Stato <strong>8 miliardi di euro l&#8217;anno</strong> e non ci sono soldi per l&#8217;azienda, ha fatto eco il Ministro dell&#8217;Ambiente, <strong>Corrado Clini</strong>. </p>
<p>Passera ha fatto sapere che il costo della chiusura dello stabilimento siderurgico avrebbe <strong>conseguenze negative sia dirette che indirette</strong>. Conseguenze che ammonterebbero a 8 miliardi di euro annui: circa <strong>6 miliardi</strong> dalla <strong>crescita delle importazioni</strong>, <strong>1,2 miliardi</strong> per il <strong>sostegno al reddito</strong> e i <strong>minori introiti</strong> per l&#8217;amministrazione pubblica e circa <strong>500 milioni</strong> di <strong>minore capacità di spesa per il territorio direttamente interessato</strong>. E&#8217; l&#8217;infausta previsione del Ministro dello Sviluppo Economico. </p>
<p>&#8220;In una fase di calo globale del mercato &#8211; ha spiegato Passera -è evidente che <em>l&#8217;eventuale uscita di uno stabilimento come quello di Taranto sarebbe guardata con estrema soddisfazione dai maggiori competitor europei e mondiali</em>&#8220;. Circostanze che il ministro ritiene &#8220;certamente importanti&#8221;, ma che &#8220;<em>in nessun caso possono, naturalmente, giustificare il mantenimento di situazioni di rischio ambientale e per la salute dei lavoratori e dei cittadini al di fuori delle normative</em>&#8220;.</p>
<p>Il Ministro dell&#8217;Ambiente Clini ha dal canto suo sottolineato che la procedura applicata al caso Ilva &#8220;segue esattamente <em>quanto previsto dalle direttive Ue</em> e non prevede in alcun modo la possibilità che questa procedura possa essere facilitata da finanziamenti a favore dell&#8217;Ilva&#8221;. &#8220;Nel decreto legge presentato ieri alla Camera <em>non c&#8217;è un euro pubblico a favore di Ilva</em>&#8220;, ha precisato il ministro: &#8220;Il dl riguarda gli interventi a favore delle bonifiche ambientali nelle aree di Tamburi, di Statte, del Mar Grande, del Mar Piccolo, altri interventi destinati alle aree portuali, che non hanno nulla a che vedere con l&#8217;Ilva, e infine una parte degli interventi è destinato ad un programma integrato nell&#8217;area di Taranto per migliorare l&#8217;efficienza delle infrastrutture e dei sistemi che consentono di valorizzare al meglio le risorse ambientali e naturali&#8221;.</p>
<p>Passera ha infine sottolineato la necessità di accertare fino in fondo i danni che l&#8217;Ilva di Taranto ha causato negli anni all&#8217;ambiente e alla salute dei cittadini e lavoratori.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Fiat: ritardi nella produzione e rischi per gli stabilimenti</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Aug 2012 16:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_276790" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.direttanews.it/2011/12/11/marchionne-si-difende-non-sono-anti-italiano/marchionne01g-2/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-276790"><img class="size-full wp-image-276790" title="marchionne01g" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/marchionne01g2.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Marchionne</p></div>
<p><strong>FIAT: CRISI E RITARDI</strong> &#8211; Tanti punti interrogativi per la produzione <strong>Fiat</strong> dei prossimi mesi e, in particolare, dubbi sulla fabbricazione e commercializzazione della <strong>nuova Punto</strong>. E’ quanto emerge da alcune notizie di agenzia diffuse da Radiocor, secondo le quali sarebbero alte le possibilità di uno slittamento nella produzione e nell’ideazione di nuove vetture da parte della casa automobilistica torinese. La causa degli eventuali ritardi sarebbe, al solito, la <strong>crisi economica</strong> e la difficile situazione del mercato di compravendita italiano.</p>
<p>L’amministratore delegato Fiat,<strong> Sergio Marchionne</strong>, si pronuncerà il prossimo ottobre e solo in quell’occasione farà sapere con certezza quali saranno gli investimenti dell’azienda, quali le innovazioni e quali gli <strong>stabilimenti</strong> che conserveranno la loro operatività.</p>
<p>La questione della Fiat Punto è controversa: in un primo momento l’inizio della produzione del nuovo modello di veicolo era stato fissato per il 2013, ma a quanto pare è quasi certo uno slittamento al 2014 o oltre.</p>
<p>Le conseguenze di questi ritardi, secondo Fiat imposti dai mercati, potrebbero riversarsi sui lavoratori. Gli stabilimenti Fiat, considerata anche la propensione dell’attuale dirigenza ad investire in strutture produttive estere per approfittare della manodopera a basso costo nonostante i numerosi finanziamenti ricevuti anche dallo Stato per creare occupazione e crescita in Italia, potrebbero essere a rischio. Soprattutto si pensa alla struttura di <strong>Cassino</strong>, che al momento ha i tassi più bassi di produzione e che potrebbe subire un accorpamento con un altro stabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>Crisi economica, Elsa Fornero: &#8220;L&#8217;Italia può riprendersi&#8221;. Susanna Camusso: &#8220;Il lavoro non c&#8217;è&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Aug 2012 08:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione1</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_341851" class="wp-caption aligncenter" style="width: 400px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/06/01/riforma-del-lavoro-antonio-di-pietro-i-piu-deboli-pagheranno-i-costi-della-mala-politica/italys-labour-minister-elsa-fornero-spe/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-341851"><img class="size-medium wp-image-341851" title="Italy's labour minister Elsa Fornero" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/142409797-390x270.jpg" alt="" width="390" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Il ministro del Lavoro Elsa Fornero (Getty Images)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CRISI ECONOMICA</strong> &#8211; Il ministro del lavoro Elsa Fornero sfoggia ottimismo dopo i &#8220;compiti a casa&#8221; compiuti dall&#8217;Esecutivo tecnico e, in un&#8217;intervista a &#8216;La Stampa&#8217;, si dice pronta a convincere le imprese a investire, nonostante le difficoltà &#8220;micro e macro-economiche&#8221;: &#8220;Credo che il nostro Paese sia in grado di vincere la scommessa della ripresa. Lo stesso Juncker non è preoccupato nel complesso &#8211; ha sottolineato il ministro -, ma ritiene che la fiducia nei confronti nostri e della Spagna non sia adeguata agli sforzi e ai risultati raggiunti, per una forma di eccessiva cautela da parte dei mercati&#8221;.</p>
<p>Per raggiungere tale obiettivo sarà necessario, secondo la Fornero, rivedere l&#8217;articolo 18 in particolare e mettere mano a una riforma del mercato del lavoro in generale, in nome di una maggiore flessibilità delle imprese, cui dovranno aggiungersi &#8220;misure come la liberalizzazione, il pacchetto sviluppo, la semplificazione&#8221;. A monitorare sugli sviluppi e sull&#8217;applicazione della riforma del lavoro, aggiunge il ministro del Welfare, sarà un team di accademici, parti sociali e politici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma l&#8217;ottimismo della Fornero è controbilanciato dalla visione più realistica del segretario della Cgil, Susanna Camusso, che dalle pagine de &#8216;L&#8217;Unità&#8217; evidenzia la gravità della situazione economica e sociale: &#8220;Il più grande problema del paese è il lavoro che non c&#8217;è e per settembre la preoccupazione è altissima, anche per via dei provvedimenti sbagliati sugli ammortizzatori sociali&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L.C.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Confindustria: si deve continuare la produzione all&#8217;Ilva di Taranto</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Aug 2012 18:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CONFINDUSTRIA SU ILVA TARANTO &#8211; Sul caso Ilva di Taranto è intervenuta anche Confindustria, sottolineando che &#8220;è essenziale che la continuità della produzione venga garantita, soprattutto alla luce degli impegni assunti dall&#8217;azienda, dal governo e dalla Regione, e delle attività già avviate per la messa in sicurezza degli impianti e la bonifica dell&#8217;intera area&#8221;. Anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_361049" class="wp-caption alignleft" style="width: 510px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/07/27/caso-ilva-cdm-in-riunione-operai-scendono-in-strada-per-protestare/stabilimento-ilva/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-361049"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Stabilimento-Ilva.jpg" alt="" title="Stabilimento Ilva" width="500" height="282" class="size-full wp-image-361049" /></a><p class="wp-caption-text">Stabilimento Ilva</p></div>
<p><strong>CONFINDUSTRIA SU ILVA TARANTO</strong> &#8211;  Sul <strong>caso Ilva di Taranto</strong> è intervenuta anche <strong>Confindustria</strong>, sottolineando che &#8220;è essenziale che la <strong>continuità della produzione venga garantita</strong>, soprattutto alla luce degli impegni assunti dall&#8217;azienda, dal governo e dalla Regione, e delle attività già avviate per la messa in sicurezza degli impianti e la bonifica dell&#8217;intera area&#8221;.</p>
<p>Anche l&#8217;associazione degli industriali italiani, dunque, si oppone all&#8217;ultimo provvedimento del Gip di Taranto, che, <a href="http://www.direttanews.it/2012/08/11/taranto-il-gip-ordina-lo-stop-alla-produzione-dellilva/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">interpretando la decisione del 7 agosto del Tribunale del Riesame sul sequestro dell&#8217;Ilva, ha stabilito che questa <em>non prevede</em> &#8220;alcuna facoltà d’uso degli impianti a fini produttivi&#8221;</a>. </p>
<p>Confindustria ha espresso quindi &#8220;<em>grave preoccupazione</em> per gli effetti del provvedimento del Gip di Taranto. Si tratta di un intervento <em>difficile da comprendere</em>, che incide pesantemente sull&#8217;azienda e sulle sue prospettive di continuità, sui suoi lavoratori e sull&#8217;intero indotto&#8221;, commenta Viale dell&#8217;Astronomia in un comunicato. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Confindustria: produzione industriale ancora in calo a luglio</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Aug 2012 18:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PRODUZIONE INDUSTRIALE IN CALO &#8211; Va male l&#8217;economia italiana e la produzione industriale è ancora in calo. Lo riferisce il Centro Studi di Confindustria: a luglio la produzione industriale è scesa dello 0,4% rispetto allo scorso giugno. Rileva inoltre il Csc che per i prossimi mesi sono attesi &#8220;ulteriori ribassi dell&#8217;attività&#8221;. Secondo i direttori degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_304086" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/02/20/industria-istat-nel-2011-fatturato-a-56-ordinativi-a-59/industria-2/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-304086"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/industria1-e1329733178928.jpg" alt="" title="industria" width="540" height="359" class="size-full wp-image-304086" /></a><p class="wp-caption-text">Industria</p></div>
<p><strong>PRODUZIONE INDUSTRIALE IN CALO </strong> &#8211; Va male l&#8217;economia italiana e la produzione industriale è ancora in calo. Lo riferisce il Centro Studi di <strong>Confindustria</strong>: <strong>a luglio la produzione industriale è scesa dello 0,4% rispetto allo scorso giugno</strong>. </p>
<p>Rileva inoltre il Csc che per i prossimi mesi sono attesi &#8220;ulteriori ribassi dell&#8217;attività&#8221;. Secondo i direttori degli acquisti, a luglio le <strong>imprese manifatturiere</strong> hanno avuto &#8220;un <strong>significativo calo degli ordini</strong>: l&#8217;indice della relativa componente del Pmi per l&#8217;Italia si è attestato a 42,3 (da 41,9), in territorio recessivo per il 14esimo mese consecutivo&#8221;.</p>
<p>La domanda estera invece &#8220;è giudicata in calo a un ritmo meno negativo: indice a 47,4 (da 46,7), in area di contrazione da aprile&#8221;. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Mercato dell&#8217;auto in caduta libera</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 17:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MERCATO AUTO &#8211; Non si arresta il crollo di vendite di automobili in Italia. Il mercato auto ha registrato nel mese di luglio un calo del 21,39%, dopo aver già perso il 24,11% a giugno. Il Ministero dei Trasporti ha comunicato che a luglio sono state immatricolate 108.826 auto, il -21,39% rispetto al luglio del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.direttanews.it/2010/09/01/economia-auto-un-crollo-delle-immatricolazioni-ai-livelli-di-17-anni-fa/mercato-auto-immatricolazioni-parcheggio-traffico/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-51950"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/mercato-auto-immatricolazioni-parcheggio-traffico.jpg" alt="" title="mercato-auto-immatricolazioni-parcheggio-traffico" width="450" height="302" class="alignleft size-full wp-image-51950" /></a></p>
<p><strong>MERCATO AUTO</strong> &#8211; Non si arresta il <strong>crollo di vendite di automobili</strong> in Italia. Il mercato auto ha registrato nel mese di <strong>luglio</strong> un <strong>calo del 21,39%</strong>, dopo aver già perso il 24,11% a giugno.  </p>
<p>Il Ministero dei Trasporti ha comunicato che a luglio sono state immatricolate 108.826 auto, il -21,39% rispetto al luglio del 2011, quando sono state immatricolate 138.445 vetture.</p>
<p>Sono diminuite anche le <strong>vendite di auto usate</strong>, a <strong>-6,67%</strong>, con 355.811 trasferimenti di proprietà nel mese di luglio. </p>
<p>Scendono anche le immatricolazioni delle auto del gruppo Fiat a -20,83% rispetto a luglio dello scorso anno, ma il calo è minore che a giugno (-23,38%). Cresce invece la quota di mercato di Fiat a +30,38% rispetto al luglio del 2011. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Sergio Marchionne: &#8220;Mercato auto in grave crisi, sconti Volkswagen sono un bagno di sangue&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jul 2012 08:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; MERCATO AUTO &#8211; L&#8217;ad di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, lancia l&#8217;allarme sulla crisi dell&#8217;industria automobilistica europea, solcata da una recessione senza precedenti e ulteriormente aggravata dalla &#8220;politica di sconti aggressivi&#8221; messa in piedi dal Gruppo Volkswagen. &#8220;E&#8217; un bagno di sangue sui prezzi e sui margini &#8211; ha dichiarato in un&#8217;intervista all&#8217;International Herald Tribune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_307437" class="wp-caption aligncenter" style="width: 414px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/02/28/sergio-marchionne-contro-il-welfare-in-europa-il-mondo-e-lo-stesso-dal-punto-di-vista-commerciale/chrysler-ceo-sergio-marchionne-and-il-gov-quinn-tour-belvidere-assembly-plant/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-307437"><img class="size-medium wp-image-307437" title="Chrysler CEO Sergio Marchionne And IL Gov. Quinn Tour Belvidere Assembly Plant" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/sergio_marchionne1-404x270.jpg" alt="" width="404" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Marchionne (Getty Images)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MERCATO AUTO</strong> &#8211; L&#8217;ad di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, lancia l&#8217;allarme sulla crisi dell&#8217;industria automobilistica europea, solcata da una recessione senza precedenti e ulteriormente aggravata dalla &#8220;politica di sconti aggressivi&#8221; messa in piedi dal Gruppo Volkswagen. &#8220;E&#8217; un bagno di sangue sui prezzi e sui margini &#8211; ha dichiarato in un&#8217;intervista all&#8217;International Herald Tribune -. Non l&#8217;ho mai vista così difficile&#8221;.</p>
<p>Da qui l&#8217;appello alla Commissione europea ad un tempestivo intervento: &#8220;Dovrebbero coordinare una razionalizzazione del settore in tutte le compagnie&#8221; e &#8220;quelli che davvero non si sono mossi in questo senso sono i francesi e i tedeschi, che non hanno ridotto minimamente la capacità&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Banca d&#8217;Italia: la recessione sarà lunga, consumi a picco</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jul 2012 17:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BANCA D&#8217;ITALIA SU RECESSIONE &#8211; La crisi economica mondiale si sta aggravando, come ha confermato in questi giorni il Fondo Monetario Internazionale, e l&#8217;Italia ha davanti a sé una lunga recessione, ha comunicato oggi la Banca d&#8217;Italia. Con lo spread Btp-Bund intorno ai 450 punti, secondo Bankitalia il Pil dovrebbe scendere del 2% nel 2012 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_346255" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/06/14/banca-ditalia-il-debito-pubblico-continua-a-salire-e-tocca-1-94858-miliardi/banca_italia/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-346255"><img class="size-full wp-image-346255" title="banca_italia" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/banca_italia.jpg" alt="" width="540" height="340" /></a><p class="wp-caption-text">La sede della Banca d&#39;Italia (Getty Images)</p></div>
<p><strong>BANCA D&#8217;ITALIA SU RECESSIONE</strong> &#8211; La crisi economica mondiale si sta aggravando, come ha confermato in questi giorni il Fondo Monetario Internazionale, e l&#8217;Italia ha davanti a sé una <strong>lunga recessione</strong>, ha comunicato oggi la <strong>Banca d&#8217;Italia</strong>. Con lo spread Btp-Bund intorno ai 450 punti, secondo Bankitalia il <strong>Pil dovrebbe scendere del 2% nel 2012</strong> e <strong>dello 0,2% nel 2013</strong> (<a href="http://www.direttanews.it/2012/07/16/il-fondo-monetario-internazionale-conferma-pil-italiano-a-19-nel-2012/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">L&#8217;Fmi ha previsto per l&#8217;Italia un calo per quest&#8217;anno dell&#8217;1,9% e dello 0,3% l&#8217;anno prossimo</a>). Le stime della Banca d&#8217;Italia sono state riviste al ribasso, rispetto a quelle di inizio anno.</p>
<p>&#8220;La fase recessiva si estenderebbe alla seconda parte di quest&#8217;anno, ma a ritmi più contenuti rispetto ai primi due trimestri. avrebbe termine all&#8217;inizio del 2013&#8243;, si legge nel bollettino economico di Via Nazionale. &#8220;Nel corso del prossimo anno la dinamica del prodotto resterebbe appena positiva, per poi riprendere vigore successivamente&#8221;, con la <strong>crescita</strong> che &#8220;potrebbe avviarsi su basi più robuste&#8221; nel <strong>2014</strong>, è la previsione della Banca d&#8217;Italia.</p>
<p>Per effetto della crisi economica <strong>crollano i consumi delle famiglie</strong>, che sono costrette ad intaccare i propri risparmi per fare acquisti. Secondo Bankitalia, i <strong>consumi diminuiranno</strong> &#8220;significativamente <strong>del 2,5% quest&#8217;anno</strong> e <strong>di quasi l&#8217;1% l&#8217;anno prossimo</strong>. Parte della spesa in consumi nell&#8217;anno corrente sarebbe finanziata attingendo ai risparmi: il tasso di risparmio scenderebbe ancora nella media del 2012-13&#8243;.</p>
<p>&#8220;La spesa delle famiglie sarebbe frenata dagli effetti delle <em>manovre di riequilibrio dei conti pubblici</em> sul reddito disponibile, nonché dall&#8217;<em>incertezza sulle prospettive del mercato del lavoro</em>&#8220;, è scritto nel Bollettino economico della Banca d&#8217;Italia.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Il Fondo Monetario Internazionale conferma Pil italiano a -1,9% nel 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jul 2012 15:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FMI CALO PIL ITALIA &#8211; Il Fondo Monetario Internazionale lo aveva già previsto nei primi mesi dell&#8217;anno e ora la stima che il Pil dell&#8217;Italia nel 2012 scenderà dell&#8217;1,9% è confermata. La recessione nel nostro Paese si attenuerà, ma sarà ancora presente, nel 2013, con un calo del Pil dello 0,3%. Sono state invece viste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_345110" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/06/09/crisi-lagarde-necessario-ripristinare-la-stabilita-e-rilanciare-la-crescita/state-dept-launches-women-in-public-service-initiative/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-345110"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/135846787-e1339240263790.jpg" alt="" title="State Dept. Launches Women In Public Service Initiative" width="540" height="360" class="size-full wp-image-345110" /></a><p class="wp-caption-text">Christine Lagarde (Getty Images)</p></div>
<p><strong>FMI CALO PIL ITALIA</strong> &#8211; Il <strong>Fondo Monetario Internazionale</strong> lo aveva già previsto nei primi mesi dell&#8217;anno e ora la stima che il <strong>Pil dell&#8217;Italia nel 2012 scenderà dell&#8217;1,9%</strong> è confermata. La recessione nel nostro Paese si attenuerà, ma sarà ancora presente, nel <strong>2013</strong>, con un <strong>calo del Pil</strong> dello <strong>0,3%</strong>. </p>
<p>Sono state invece viste al ribasso dall&#8217;FMI le stime per gli altri Paesi dell&#8217;<strong>Eurozona</strong>. Nel complesso dell&#8217;Eurozona il Pil diminuirà nel 2012 dello 0,3% e crescerà nel 2013 dello 0,7%. </p>
<p>Il direttore del Fondo, <a href="http://www.direttanews.it/2012/07/06/fmi-la-crisi-mondiale-sta-peggiorando-fare-di-piu-in-europa/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">Christine Lagarde, aveva messo in guardia alcuni giorni fa su un peggioramento della crisi mondiale</a>, parlando di un &#8220;rallentamento&#8221; anche dei mercati emergenti come Brasile, India e Cina. E aggiornando il <em>World Economic Outlook</em> l&#8217;FMI ha confermato che &#8220;in diversi grandi paesi emergenti la crescita è stata più debole del previsto&#8221;. </p>
<p>Il pericolo maggiore è rappresentato dalle nuove <strong>tensioni dei mercati su Spagna e Italia</strong>: il rischio è &#8220;peggiori il circolo vizioso&#8221; e &#8220;che <em>uno dei due paesi perda l&#8217;accesso ai mercati</em>&#8220;.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/#!/pages/Direttanewsit/108259089193167" target="_blank"><strong>Con direttanews.it sei sempre al centro delle notizie, clicca QUI e diventa fan</strong></a></p>
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		<title>Squinzi pessimista sulla crisi italiana: nel 2012 il Pil scenderà oltre il 2,4%</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jul 2012 17:47:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SQUINZI CRISI ITALIA &#8211; Il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi è decisamente pessimista sulla crisi economica italiana, non vedendo buone prospettive per i prossimi mesi. Squinzi ha ammesso di avere sulla recessione in atto una previsione perfino peggiore del Centro Studi di Confindustria, che appena due settimane fa aveva parlato di uno &#8220;scenario di guerra&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_356539" class="wp-caption alignleft" style="width: 522px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/07/12/squinzi-pessimista-sulla-crisi-italiana-nel-2012-il-pil-scendera-oltre-il-24/squinzi-2/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-356539"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/squinzi1.jpg" alt="" title="squinzi" width="512" height="341" class="size-full wp-image-356539" /></a><p class="wp-caption-text">Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria</p></div>
<p><strong>SQUINZI CRISI ITALIA</strong> &#8211; Il Presidente di Confindustria <strong>Giorgio Squinzi</strong> è decisamente pessimista sulla <strong>crisi economica italiana</strong>, non vedendo buone prospettive per i prossimi mesi. Squinzi ha ammesso di avere sulla recessione in atto una previsione perfino peggiore del <a href="http://www.direttanews.it/2012/06/28/confindustria-sulla-crisi-economica-e-come-una-guerra/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">Centro Studi di Confindustria, che appena due settimane fa aveva parlato di uno <em>&#8220;scenario di guerra&#8221;</em></a>. Il <strong>Pil italiano</strong>, ha detto Squinzi, &#8220;<strong>nella migliore delle ipotesi calerà nel 2012 del 2,4%</strong>, in effetti, probabilmente, sarà <strong>anche qualcosa di più</strong>, perché <em>nella seconda parte dell&#8217;anno faccio fatica a vedere miglioramenti</em>&#8220;.</p>
<p>Il Presidente di Confindustria è quindi tornato a criticare la <strong>riforma del lavoro</strong>, definendola <em>&#8220;non soddisfacente&#8221;</em>. Secondo Squinzi, la riforma redatta dal Ministro del Lavoro Elsa Fornero <em>&#8220;<strong>non ha migliorato sensibilmente la flessibilità in uscita e in compenso ha abbassato la flessibilità in entrata</strong>&#8220;</em>. &#8220;Credo che qualche <em>correttivo</em> sia necessario&#8221;, ha aggiunto. Il Presidente di Confindustria ha quindi detto di aver parlato &#8220;personalmente&#8221; con il ministro Fornero della riforma, spiegando come &#8220;nel confronto a tu per tu&#8221; Fornero si sia mostrata una &#8220;persona molto disponibile&#8221;e che &#8220;continua a ripetere &#8216;vedrai che io ti convincerò&#8217;&#8221;. &#8220;Aspetto di farmi convincere &#8211; ha detto Squinzi -, visto che sono disponibile e aperto al dialogo&#8221;.</p>
<p>Intanto, l&#8217;<strong>Ocse</strong> ha lanciato l&#8217;allarme sull&#8217;occupazione giovanile in Italia: nel nostro Paese <strong>meno di 1 giovane su 5</strong> (18,8%) <strong>è occupato</strong>, contro una percentuale quasi doppia della media europea, al 39,1% (per giovani si intendono i ragazzi tra i 15 e i 24 anni). Un dato che è in calo rispetto al quarto trimestre 2011, quando erano occupati il 19,5% dei giovani italiani. Male anche l&#8217;<strong>occupazione femminile</strong>, con il <strong>47%</strong> delle donne che hanno un lavoro nel nostro Paese (meno della metà), decisamente al di sotto della media dell&#8217;Unione europea, che è del 58%. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Produzione industriale a maggio: -6,9% su base annua</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jul 2012 09:26:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PRODUZIONE INDUSTRIALE MAGGIO &#8211; La produzione industriale in Italia a maggio è scesa del 6,9% rispetto allo stesso mese del 2011, mentre sale dello 0,8% rispetto allo scorso aprile. Lo ha rilevato l&#8217;Istat. Sempre su base annua, la produzione di autoveicoli a maggio è dimunuita del 20,9%. Redazione Con direttanews.it sei sempre al centro delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.direttanews.it/2012/06/06/crisi-litalia-ultima-in-europa-per-crescita-secondo-il-nuovo-sondaggio-eurostat/industria25/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-343874"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/industria25-478x359.jpg" alt="" title="industria" width="478" height="359" class="alignleft size-large wp-image-343874" /></a></p>
<p><strong>PRODUZIONE INDUSTRIALE MAGGIO</strong> &#8211; La <strong>produzione industriale</strong> in Italia a <strong>maggio</strong> è <strong>scesa del 6,9%</strong> rispetto allo <strong>stesso mese del 2011</strong>, mentre <strong>sale dello 0,8%</strong> rispetto allo <strong>scorso aprile</strong>. Lo ha rilevato l&#8217;Istat. </p>
<p>Sempre su base annua, la <strong>produzione di autoveicoli</strong> a maggio è <strong>dimunuita del 20,9%</strong>. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Mercato auto: tonfo di oltre il  24% a giugno</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jul 2012 07:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MERCATO AUTO &#8211; Ancora un nuovo crollo per il mercato dell&#8217;auto a giugno: rispetto allo stesso mese dello scorso anno sono state immatricolate il 24,42% di auto in meno, per un totale di 128.388. Il calo più pesante l&#8217;ha subito il gruppo Fiat, con il 23,38% di immatricolazioni in meno, con 39.387 automobili vendute rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.direttanews.it/2012/04/02/auto-le-vendite-crollano-a-267-nel-mese-di-marzo/mercato_auto/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-321520"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/mercato_auto.jpg" alt="" title="mercato_auto" width="400" height="265" class="alignleft size-full wp-image-321520" /></a></p>
<p><strong>MERCATO AUTO</strong> &#8211; Ancora un <strong>nuovo crollo</strong> per il <strong>mercato dell&#8217;auto a giugno</strong>: rispetto allo stesso mese dello scorso anno sono state <strong>immatricolate il 24,42% di auto in meno</strong>, per un totale di 128.388. Il calo più pesante l&#8217;ha subito il <strong>gruppo Fiat</strong>, con <strong>il 23,38% di immatricolazioni in meno</strong>, con 39.387 automobili vendute rispetto alle 51.411 di un anno fa. E&#8217; tuttavia leggermente cresciuta la quota di mercato del gruppo Fiat, passando dal 30,27% di giugno 2011 al 30,68% del giugno di quest&#8217;anno. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Cala ancora la produzione industriale: a giugno -0,5%</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jun 2012 16:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PRODUZIONE INDUSTRIALE IN CALO &#8211; Anche per il mese di giugno la produzione industriale continua a scendere. Il Centro Studi si Confindustria ha registrato un calo dello 0,5% su base mensile, rispetto allo scorso maggio. Per il secondo trimestre del 2012, il Centro studi di Viale dell&#8217;Astronomia stima un calo della produzione industriale del 2,6% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_304086" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/02/20/industria-istat-nel-2011-fatturato-a-56-ordinativi-a-59/industria-2/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-304086"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/industria1-e1329733178928.jpg" alt="" title="industria" width="540" height="359" class="size-full wp-image-304086" /></a><p class="wp-caption-text">Industria</p></div>
<p><strong>PRODUZIONE INDUSTRIALE IN CALO</strong> &#8211; Anche per il <strong>mese di giugno</strong> la <strong>produzione industriale continua a scendere</strong>. Il <strong>Centro Studi si Confindustria</strong> ha registrato <strong>un calo dello 0,5%</strong> su base mensile, rispetto allo scorso maggio. </p>
<p>Per il <strong>secondo trimestre del 2012</strong>, il Centro studi di Viale dell&#8217;Astronomia stima un <strong>calo</strong> della produzione industriale <strong>del 2,6%</strong> rispetto al primo trimestre, quando la diminuzione era stata del 2,3%. </p>
<p>Secondo il CSC, il calo degli ultimi due mesi &#8220;incorpora il <em>blocco della produzione nell&#8217;area colpita dal terremoto a fine maggio</em>&#8221; e si inserisce &#8220;in un quadro di <strong>profonda debolezza dell&#8217;attività industriale che procede</strong>, quasi ininterrottamente, <strong>dall&#8217;aprile 2011</strong> e che si è <strong>aggravata dal 2012</strong>: in giugno il livello di produzione è inferiore del 6,2% rispetto a quello di dicembre&#8221;.</p>
<p>La distanza dell&#8217;attività dal massimo del periodo precedente alla crisi (aprile 2008) è del -24,2%, mentre l&#8217;incremento dai minimi della recessione (marzo 2009) si riduce a +2,4%.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Confcommercio: l&#8217;Italia è più povera, scongiurare l&#8217;aumento dell&#8217;Iva</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jun 2012 16:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CONFCOMMERCIO: ITALIA POVERA &#8211; Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha dichiarato oggi, all&#8217;assemblea annuale dell&#8217;organizzazione, che &#8220;l&#8217;Italia è più povera&#8221; a causa dei &#8220;pesanti effetti recessivi&#8221; che gravano sul Paese. In seguito alle manovre economiche correttive, approvate nel 2011 dal governo Berlusconi e da quello di Monti, il Pil procapite nel 2012 torna ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.direttanews.it/2012/01/25/banca-ditalia-il-reddito-delle-famiglie-italiane-indietro-di-20-anni-e-con-piu-debiti/famiglie_italiane/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-293434"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/famiglie_italiane.jpg" alt="spesa, consumi" title="famiglie_italiane_consumi" width="540" height="385" class="alignleft size-full wp-image-293434" /></a></p>
<p><strong>CONFCOMMERCIO: ITALIA POVERA</strong> &#8211; Il presidente di <strong>Confcommercio</strong> Carlo Sangalli ha dichiarato oggi, all&#8217;assemblea annuale dell&#8217;organizzazione, che <em>&#8220;l&#8217;Italia è più povera&#8221;</em> a causa dei &#8220;pesanti effetti recessivi&#8221; che gravano sul Paese. In seguito alle manovre economiche correttive, approvate nel 2011 dal governo Berlusconi e da quello di Monti, il <strong>Pil procapite nel 2012</strong> torna <strong>ai livelli del 1999</strong>. I <strong>consumi delle famiglie italiane</strong>, invece, sono tornati <strong>indietro di 15 anni</strong>, al 1998.</p>
<p><em>&#8220;Se non si rimettono in moto <strong>crescita e occupazione</strong>, la medicina del rigore diviene insostenibile&#8221;</em>, ha avvertito Sangalli.  In Europa il governo deve porre &#8220;con determinazione e urgenza la questione della inderogabile e tempestiva <em>integrazione</em> tra le <em>ragioni della disciplina fiscale e di bilancio</em> e le <em>ragioni della crescita e dell&#8217;occupazione</em>&#8220;, ha esortato il presidente di Confcommercio. </p>
<p>&#8220;Pesa come un macigno, tanto sulla congiuntura quanto sulla prospettive di medio termine, l&#8217;impatto delle manovre correttive di finanza pubblica, rafforzate dalla manovra &#8216;salva-Italia&#8217;&#8221;, ha insistito Sangalli, aggiungendo che la recessione riduce anche la domanda di credito e ne rende più difficile l&#8217;accesso. &#8220;Il <em>credito</em> ci sarà pure ma è <em>con il contagocce</em>. E le gocce sono insufficienti a bagnare il terreno della crescita, divenuto troppo arido&#8221;, è la metafora impiegata da Sangalli.</p>
<p>Il Presidente di Confindustria ha poi <strong>ammonito</strong> sul previsto <strong>aumento dell&#8217;Iva</strong>, che il governo conta comunque di evitare con i risparmi che otterrà dalla <em>spending review</em>. Se l&#8217;Iva aumenterà, ha avvertito Sangalli, sarà <strong>&#8220;la Caporetto di famiglie e imprese&#8221;</strong>. Tra il 2011 e il 2014, <em>gli aumenti Iva &#8220;rischiano di tradursi in minori consumi reali per circa 38 miliardi&#8221;</em>, ha spiegato il presidente di Confcommercio. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Fatturato industria: ad aprile calo dello 0,5%, su base annua -4,1%</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jun 2012 08:53:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CALO FATTURATO INDUSTRIA &#8211; Il fatturato dell&#8217;industria italiana, che lo scorso marzo era rimasto invariato rispetto a febbraio, è invece diminuito ad aprile, su base mensile, dello 0,5%, con un calo dello 0,1% sul mercato interno e dell&#8217;1,4% su quello estero. Lo comunica l&#8217;Istat, che rileva anche come nella media degli ultimi tre mesi l&#8217;indice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.direttanews.it/2012/06/06/crisi-litalia-ultima-in-europa-per-crescita-secondo-il-nuovo-sondaggio-eurostat/industria25/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-343874"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/industria25-478x359.jpg" alt="" title="industria25" width="478" height="359" class="alignleft size-large wp-image-343874" /></a></p>
<p><strong>CALO FATTURATO INDUSTRIA</strong> &#8211; Il <strong>fatturato dell&#8217;industria</strong> italiana, <a href="http://www.direttanews.it/2012/05/18/industria-istat-a-marzo-fatturato-invariato-su-base-annua-calo-del-31-per-cento/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">che lo scorso marzo era rimasto invariato rispetto a febbraio</a>, è invece <strong>diminuito ad aprile</strong>, su base mensile, <strong>dello 0,5%</strong>, con un calo dello 0,1% sul mercato interno e dell&#8217;1,4% su quello estero. Lo comunica l&#8217;<strong>Istat</strong>, che rileva anche come nella media degli ultimi tre mesi l&#8217;indice del fatturato dell&#8217;industria diminuisce dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. </p>
<p><strong>Su base annua</strong> il fatturato dell&#8217;industria <strong>perde il 4,1%</strong>, con una diminuzione del 7% sul mercato interno, compensata in parte da un aumento del 2,6% su quello estero.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/#!/pages/Direttanewsit/108259089193167" target="_blank"><strong>Con direttanews.it sei sempre al centro delle notizie, clicca QUI e diventa fan</strong></a></p>
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		<title>Per il Presidente di Confidustria Squinzi la riforma del lavoro è una &#8216;boiata&#8217;, ma va approvata</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jun 2012 07:16:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[SQUINZI SU RIFORMA LAVORO &#8211; Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha avuto parole molto dure contro la riforma del lavoro messa a punto dal Ministro Elsa Fornero e varata dal governo Monti, definendola &#8220;una vera boiata&#8221;. Già in più occasioni il neo presidente degli industriali italiani e la sua associazione avevano criticato la riforma, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_344795" class="wp-caption alignleft" style="width: 510px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/06/08/crisi-squinzi-il-tempo-del-fare-e-partito/giorgio-squinzi/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-344795"><img class="size-full wp-image-344795" title="Giorgio Squinzi" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Giorgio-Squinzi.jpg" alt="" width="500" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Giorgio Squinzi</p></div>
<p><strong>SQUINZI SU RIFORMA LAVORO</strong> &#8211; Il presidente di Confindustria <strong>Giorgio Squinzi</strong> ha avuto parole molto dure contro la <strong>riforma del lavoro</strong> messa a punto dal Ministro Elsa Fornero e varata dal governo Monti, definendola <strong><em>&#8220;una vera boiata&#8221;</em></strong>. Già in più occasioni il neo presidente degli industriali italiani e la sua associazione avevano criticato la riforma, soprattutto per alcuni vincoli alla flessibilità in entrata nel mondo del lavoro. A Confindustria evidentemente piace avere mano libera, con gli imprenditori che sembrano non averne abbastanza della già enorme precarietà a loro disposizione nel mondo del lavoro.</p>
<p>Comunque sia, lo stesso Squinzi, ha subito sottolineato che la riforma, per quanto indigesta, <strong>va approvata</strong> subito: &#8220;Non possiamo che prendercela così&#8221;, ha detto, perché &#8220;dobbiamo presentarci<em> il 28 giugno al Consiglio europeo con la riforma approvata</em>&#8220;. E&#8217; infatti importante, per la credibilità internazionale del governo Monti, e dell&#8217;Italia, mostrare all&#8217;Unione europea i progressi fatti sul fronte delle riforme. Se si vuole chiedere qualcosa in cambio.</p>
<p>&#8220;Spero ci sarà però occasione di ritornare nel merito e avere la possibilità di intervenire con correttivi&#8221;, ha comunque auspicato il Presidente di Confindustria.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Istat: le imprese offrono sempre meno posti di lavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2012 15:53:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[OFFERTE LAVORO IMPRESE &#8211; In un&#8217;economia sempre più in crisi e dalla quale sembra sempre più difficile trovare una via d&#8217;uscita, calano le offerte di lavoro da parte delle imprese, sia nel settore dell&#8217;industria che in quello dei servizi. Lo certifica l&#8217;Istat, che registra nel primo trimestre 2012 un tasso di posti vacanti, nell&#8217;industria e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.direttanews.it/2010/11/30/istat-tasso-record-di-disoccupazione-raggiunto-il-livello-piu-alto-dal-2004/lavoro-industria/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-117872"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/lavoro-industria-300x187.jpg" alt="" title="lavoro-industria" width="300" height="187" class="alignleft size-medium wp-image-117872" /></a></p>
<p><strong>OFFERTE LAVORO IMPRESE</strong> &#8211; In un&#8217;economia sempre più in crisi e dalla quale sembra sempre più difficile trovare una via d&#8217;uscita, <strong>calano le offerte di lavoro da parte delle imprese</strong>, sia nel settore dell&#8217;industria che in quello dei servizi. Lo certifica l&#8217;<strong>Istat</strong>, che registra nel <strong>primo trimestre 2012</strong> un tasso di <strong>posti vacanti</strong>, nell&#8217;industria e nei servizi, dello <strong>0,7%</strong>, in calo dello 0,2% su base annua. Per posti di lavoro vacanti, spiega l&#8217;Istat, si intendono quei posti di lavoro nuovi o che già esistono, ma che sono liberi o stanno per diventarlo, e per i quali le imprese siano alla ricerca di un candidato al di fuori dell&#8217;azienda. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Sottosegretario Polillo: per far ripartire l&#8217;economia gli italiani rinucino ad una settimana di ferie</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2012 13:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[POLILLO FERIE ITALIANI &#8211; Il sottosegretario all&#8217;Economia, Gianfranco Polillo, ha la sua ricetta per portare l&#8217;Italia fuori dalla recessione. Secondo il sottosegretario, per far ripartire l&#8217;economia italiana gli italiani dovrebbero rinunciare ad una settimana di ferie per far sì che la produttività nel nostro Paese aumenti. A sostegno della sua proposta, Polillo ha affermato che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_304086" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/02/20/industria-istat-nel-2011-fatturato-a-56-ordinativi-a-59/industria-2/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-304086"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/industria1-e1329733178928.jpg" alt="" title="industria" width="540" height="359" class="size-full wp-image-304086" /></a><p class="wp-caption-text">Industria</p></div>
<p><strong>POLILLO FERIE ITALIANI</strong> &#8211; Il sottosegretario all&#8217;Economia, <strong>Gianfranco Polillo</strong>, ha la sua ricetta per portare l&#8217;Italia fuori dalla recessione. Secondo il sottosegretario, per far <strong>ripartire l&#8217;economia italiana</strong> gli <strong>italiani dovrebbero rinunciare ad una settimana di ferie</strong> per far sì che la produttività nel nostro Paese aumenti. A sostegno della sua proposta, Polillo ha affermato che una parte del sindacato è d&#8217;accordo con lui e anche dentro la Cgil ci sarebbero pareri favorevoli. </p>
<p>&#8220;Nel <strong>brevissimo periodo</strong> per aumentare la produttività credo che la riflessione da fare è che lo <em>choc</em> può venire da un aumento dell&#8217;input di lavoro senza variazioni di costo&#8221;, ha spiegato il sottosegretario. &#8220;<em>Se noi rinunciassimo ad una settimana di vacanze</em> &#8211; ha aggiunto &#8211; <em>avremmo un impatto sul Pil immediato di circa 1 punto</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;Noi siamo il Paese che lavora mediamente 9 mesi l&#8217;anno&#8221;, ha continuato Polillo. &#8220;Ormai bisogna ragionare sul fatto che 9 mesi l&#8217;anno è un tempo di lavoro troppo breve. <strong>Bisogna lavorare di più</strong>&#8220;, ha sottolineato, spiegando che la proposta è al momento in una fase di &#8220;studio e riflessione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ci vuole uno sforzo generale, di tutto il Paese per rimettere in moto l&#8217;economia&#8221;, ha concluso il sottosegretario all&#8217;economia. </p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Mercato auto: in Italia torna ai livelli del 1993. Crollo di Fiat in Europa</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 16:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MERCATO AUTO &#8211; La grave crisi economica sta peggiorando ulteriormente la situazione del mercato dell&#8217;auto in Italia, tanto da riportarla indietro di vent&#8217;anni. E&#8217; quanto denuncia Anfia, sulla base dei dati delle immatricolazioni di maggio forniti oggi da Acea. In Italia il mercato dell&#8217;auto &#8220;arretra di quasi vent&#8217;anni tornando ai volumi del 1993&#8220;, ha detto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.direttanews.it/2012/04/02/auto-le-vendite-crollano-a-267-nel-mese-di-marzo/mercato_auto/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-321520"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/mercato_auto.jpg" alt="" title="mercato_auto" width="400" height="265" class="alignleft size-full wp-image-321520" /></a></p>
<p><strong>MERCATO AUTO</strong> &#8211; La grave <strong>crisi economica</strong> sta peggiorando ulteriormente la situazione del <strong>mercato dell&#8217;auto in Italia</strong>, tanto da riportarla <strong>indietro di vent&#8217;anni</strong>. E&#8217; quanto denuncia Anfia, sulla base dei dati delle immatricolazioni di maggio forniti oggi da Acea. In Italia il mercato dell&#8217;auto &#8220;arretra di quasi vent&#8217;anni tornando <strong>ai volumi del 1993</strong>&#8220;, ha detto il presidente di Anfia, Roberto Vavassori.</p>
<p>Riguardo alle <strong>immatricolazioni in Europa</strong> a maggio, la <strong>Fiat</strong> ha subito un <strong>calo del 12,1%</strong>, a 82.501 unità contro le 93.840 dello stesso mese di un anno fa. Stando ai dati di Acea, nei <strong>primi 5 mesi del 2012</strong> la <strong>Fiat</strong> ha immatricolato in Europa 375.795 veicoli, in <strong>calo del 16,6%</strong> rispetto allo stesso periodo del 2011.</p>
<p>Il mercato dell&#8217;auto in Europa &#8220;sta pagando a caro prezzo le conseguenze del <em>clima di incertezza che permane nell&#8217;Eurozona</em> a causa della crisi del debito e della mancata crescita&#8221;, ha sottolineato  Anfia.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>La Banca centrale europea lancia l&#8217;allarme su crescita e occupazione in Europa</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jun 2012 09:41:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BCE CRESCITA E OCCUPAZIONE &#8211; La Banca centrale europea è tornata a lanciare l&#8217;allarme sulla crescita nell&#8217;Unione europea e sulla disoccupazione in aumento. L&#8217;istituto di Francoforte ha avvertito che &#8220;i rischi al ribasso&#8221; per l&#8217;economia della Ue si stanno aggravando, con ulteriori incertezze &#8220;sul clima di fiducia&#8221;. La ripresa economica nell&#8217;Eurozona non è partita, mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_342696" class="wp-caption alignleft" style="width: 488px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/06/04/crisi-eurozona-piano-top-secret-per-favorire-la-crescita-lue-prepara-la-rivoluzione/european-central-bank-president-mario-dr/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-342696"><img class="size-large wp-image-342696" title="European Central Bank President Mario Dr" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/143363778-478x352.jpg" alt="" width="478" height="352" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Draghi (Getty Images)</p></div>
<p><strong>BCE CRESCITA E OCCUPAZIONE</strong> &#8211; La <strong>Banca centrale europea</strong> è tornata a lanciare l&#8217;allarme sulla <strong>crescita nell&#8217;Unione europea</strong> e sulla <strong>disoccupazione in aumento</strong>. L&#8217;istituto di Francoforte ha avvertito che <strong>&#8220;i rischi al ribasso&#8221; per l&#8217;economia della Ue si stanno aggravando</strong>, con ulteriori incertezze &#8220;sul clima di fiducia&#8221;.</p>
<p>La ripresa economica nell&#8217;Eurozona non è partita, mentre &#8220;<strong>l&#8217;occupazione sta diminuendo costantemente</strong> e il tasso di <strong>disoccupazione</strong> ha raggiunto <strong>livelli storicamente elevati</strong>&#8220;, con ulteriori peggioramenti previsti per i prossimi mesi, ha messo in guardia la Bce.</p>
<p>L&#8217;Istituto di Francoforte ha comunque ribadito che si deve andare avanti sulla strada del <strong>consolidamento di bilancio</strong>, perché &#8220;<em>non esiste alcuna alternativa possibile al rigoroso risanamento dei conti pubblici</em>&#8220;. I Paesi dell&#8217;area euro devono continuare con gli sforzi, perché &#8220;fermarsi costerebbe più caro alla crescita che proseguire&#8221;, ha sottolineato la Bce.</p>
<p>Riguardo all&#8217;Italia, <a href="http://www.direttanews.it/2012/06/14/banca-ditalia-il-debito-pubblico-continua-a-salire-e-tocca-1-94858-miliardi/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">che oggi ha visto raggiungere un nuovo record del debito pubblico</a>, la Bce ha dichiarato che ora gli obiettivi di risanamento dei conti pubblici sono diventati &#8220;considerevolmente <em>più ambiziosi di quelli presentati lo scorso anno</em>&#8220;. Per l&#8217;Italia &#8220;l&#8217;obiettivo di un bilancio sostanzialmente in pareggio è fissato per il 2014&#8243;, ha affermato la Bce.</p>
<p><em>Valeria Bellagamba</em></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/#!/pages/Direttanewsit/108259089193167" target="_blank"><strong>Con direttanews.it sei sempre al centro delle notizie, clicca QUI e diventa fan</strong></a></p>
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		<title>Confermata la recessione dell&#8217;Italia nel primo trimestre 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jun 2012 17:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[RECESSIONE ITALIA 2012 &#8211; L&#8217;Istat ha confermato oggi le stime preliminari sul Pil del primo trimestre 2012: nei primi tre mesi di quest&#8217;anno il Prodotto interno lordo italiano è calato dello 0,8% rispetto all&#8217;ultimo trimestre del 2011. Mentre è stato rivisto al ribasso il calo rispetto al primo trimestre del 2011: il dato preliminare dava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.direttanews.it/2012/01/25/banca-ditalia-il-reddito-delle-famiglie-italiane-indietro-di-20-anni-e-con-piu-debiti/famiglie_italiane/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-293434"><img class="alignleft size-full wp-image-293434" title="famiglie_italiane" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/famiglie_italiane.jpg" alt="spesa, consumi" width="540" height="385" /></a></p>
<p><strong>RECESSIONE ITALIA 2012</strong> &#8211; L&#8217;<strong>Istat</strong> ha confermato oggi <a href="http://www.direttanews.it/2012/05/15/italia-ancora-in-recessione-calo-del-pil-dello-08-nel-primo-trimestre-del-2012/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">le stime preliminari sul <strong>Pil</strong> del <strong>primo trimestre 2012</strong></a>: nei primi tre mesi di quest&#8217;anno il <strong>Prodotto interno lordo italiano è calato dello 0,8%</strong> rispetto all&#8217;<strong>ultimo trimestre del 2011</strong>. Mentre è stato rivisto <strong>al ribasso</strong> il calo rispetto al <strong>primo trimestre del 2011</strong>: il dato preliminare dava una contrazione dell&#8217;1,3%, la stima corretta registra un <strong>calo dell&#8217;1,4%</strong>. Si tratta del <strong>dato peggiore dal primo trimestre del 2009</strong>, quando il Pil diminuì del 3,5%.</p>
<p>Il <strong>Pil italiano è il peggiore dell&#8217;Eurozona</strong>. La crisi economica è lontana dall&#8217;essere superata. E il rischio di contagio dovuto alla crisi della banche spagnole rischia di compromettere le nostre finanze.</p>
<p>Nel frattempo, mentre il governo Monti tarda nel presentare un piano per lo sviluppo del Paese, i consumi delle famiglie sono in calo, con forti contrazioni della domanda interna, e la recessione imperversa.</p>
<p>L&#8217;<strong>Ocse</strong> ha inoltre confermato che l&#8217;<strong>Italia</strong> è tra i Paesi avanzati quello che ha registrato il <strong>più forte calo</strong> mensile del <strong>Pil ad aprile 2012</strong>: <strong>-0,18%</strong>.</p>
<p>Riguardo alla <strong>spesa delle famiglie</strong> in Italia nel primo <strong>trimestre 2012</strong>, si registra un <strong>calo del 2,4% su base annua</strong> e <strong>dell&#8217;1% sugli ultimi tre mesi del 2011</strong>. Un vero e proprio crollo hanno segnato gli <strong>acquisti di beni durevoli</strong>, come elettrodomestici e auto, che <strong>su base annua sono scesi dell&#8217;11,8%</strong>. Ma è diminuita anche anche la <strong>spesa per i beni non durevoli</strong>, che ha segnato <strong>-2,3%</strong>. Gli acquisti di servizi sono invece calati dello 0,2%.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/#!/pages/Direttanewsit/108259089193167" target="_blank"><strong>Con direttanews.it sei sempre al centro delle notizie, clicca QUI e diventa fan</strong></a></p>
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		<title>Tracollo produzione industriale: -9,2%</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jun 2012 08:31:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PRODUZIONE INDUSTRIALE &#8211; E&#8217; un vero e proprio tracollo quello della produzione industriale in Italia ad aprile 2012. Su base annua, l&#8217;indice, corretto per gli effetti del calendario, è diminuito in termini tendenziali del 9,2%. Lo comunica l&#8217;Istat. Si tratta del dato peggiore da novembre 2009. Ad aprile 2012 i giorni lavorativi sono stati 19 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_304086" class="wp-caption alignleft" style="width: 550px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/02/20/industria-istat-nel-2011-fatturato-a-56-ordinativi-a-59/industria-2/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-304086"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/industria1-e1329733178928.jpg" alt="" title="industria" width="540" height="359" class="size-full wp-image-304086" /></a><p class="wp-caption-text">Industria</p></div>
<p><strong>PRODUZIONE INDUSTRIALE</strong> &#8211; E&#8217; un vero e proprio tracollo quello della <strong>produzione industriale</strong> in Italia ad <strong>aprile 2012</strong>. Su base annua, l&#8217;indice, corretto per gli effetti del calendario, è <strong>diminuito in termini tendenziali del 9,2%</strong>. Lo comunica l&#8217;Istat. Si tratta del dato peggiore da novembre 2009. Ad aprile 2012 i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 20 di aprile 2011. </p>
<p><strong>Rispetto a marzo</strong> di quest&#8217;anno <strong>la produzione industriale è scesa dell&#8217;1,9%</strong>. Nella media del trimestre febbraio-aprile, la produzione è scesa del 2,5% rispetto al trimestre precedente.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Anche le case di riposo subiscono la crisi. Gli effetti della recessione colpiscono industrie finora &#8216;intoccabili&#8217;</title>
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		<pubDate>Sun, 27 May 2012 20:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.direttanews.it/2012/05/27/anche-le-case-di-riposo-subiscono-la-crisi-gli-effetti-della-recessione-colpiscono-industrie-finora-intoccabili/casa_riposo/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-340126"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/casa_riposo.jpg" alt="residenza anziani" title="casa_riposo" width="506" height="338" class="alignleft size-full wp-image-340126" /></a></p>
<p><strong>CRISI CASE DI RIPOSO</strong> &#8211; Fino a qualche mese fa alcuni commentatori sostenevano che la <strong>crisi</strong> fosse &#8216;virtuale&#8217;, un grosso spavento collettivo basato su dinamiche di mercato poco connesse con l&#8217;economia reale. A nostre spese ci stiamo rendendo conto che tali previsioni non hanno trovato riscontro: tutti i settori vivono una situazione problematica, in alcuni casi addirittura tragica. L&#8217;ennesima conferma ci arriva dalle difficoltà evidenziate dal settore delle <strong>RSA</strong> (Residenze Sanitarie Assistite per Anziani) ai più note come <strong>&#8216;case di riposo&#8217;</strong>. C&#8217;è stupore da parte degli addetti ai lavori, abituati ad operare in una realtà poco sensibile alle oscillazioni dei mercati. Le interconnessioni con le altre industrie stanno cambiando le carte in tavola, costringendo i dirigenti delle strutture residenziali per anziani a stravolgere piani e strategie.</p>
<p>Il fattore che sta avendo il maggior peso in negativo è senz&#8217;altro l&#8217;instabilità del mercato del lavoro, che porta sempre più spesso i parenti degli assistiti a ritardare i pagamenti delle rette dovute per il soggiorno o, addirittura, a rescindere i contratti di ospitalità. E&#8217; infatti evidente che se un membro della famiglia perde il posto la capacità di sostenere i costi si riduce, costringendo alla valutazione di soluzioni alternative quali l&#8217;assunzione di una badante, spesso con contratti &#8216;a nero&#8217;, o il ritorno a casa, ipotesi auspicabile se l&#8217;anziano è in discrete condizioni di salute, molto più problematica quando lasciare l&#8217;RSA equivale ad abbandonare cure importanti per l&#8217;integrità della persona. Sui bilanci delle case di riposo pesano anche le criticità finanziarie causate dall&#8217;insolvenza del pubblico: in molte province i ritardi nei pagamenti delle fatture relative alla quota a carico del sistema sanitario nazionale supera i ventiquattro mesi, mettendo a serio rischio la capacità di ottenere la liquidità necessaria per saldare dipendenti e fornitori.</p>
<p>Come se non bastasse anche le regioni più virtuose stanno gradualmente chiudendo i rubinetti, non riconoscendo più adeguamenti delle tariffe al tasso di inflazione e azzerando gli importi in passato destinati ai premi da corrispondere alle strutture premiate per la qualità del servizio erogato. Concetti nuovi che portano a strumenti nuovi: la saturazione dei posti letto non è più cosa scontata? Ecco che si studiano piani commerciali e di marketing, promozioni ed offerte speciali per mantenere percentuali di riempimento sostenibili, iniziando a valutare contratti flessibili per il personale impiegato. Certo, se paragonata al settore produttivo, quella delle case di riposo è ancora una realtà accettabile, ma non siamo più al cospetto di un&#8217;isola felice.</p>
<p><em>Mirko Correggioli</em></p>
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		<title>Squinzi si insedia a Confidustria e bacchetta il governo</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 09:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bellegamba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SQUINZI CONFINDUSTRIA &#8211; Il neo Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, ha tenuto oggi la sua prima relazione all&#8217;Assemblea degli industriali e si è subito rivolto al governo tecnico di Mario Monti a cui non ha risparmiato critiche. La prima richiesta di Squinzi al governo è stata quella di &#8220;aprire un confronto per una nuova politica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_226347" class="wp-caption alignleft" style="width: 486px"><a href="http://www.direttanews.it/2011/06/23/crisi-economica-confindustria-confindustria-economia-paese-in-bilico-necessario-programma-di-riforme-strutturali/confindustria/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-226347"><img src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Confindustria.jpg" alt="" title="Confindustria" width="476" height="359" class="size-full wp-image-226347" /></a><p class="wp-caption-text">Sede Confindustria</p></div>
<p><strong>SQUINZI CONFINDUSTRIA</strong> &#8211; Il neo Presidente di Confindustria <strong>Giorgio Squinzi</strong>, ha tenuto oggi la sua prima relazione all&#8217;Assemblea degli industriali e si è subito rivolto al governo tecnico di Mario Monti a cui non ha risparmiato critiche. La prima richiesta di Squinzi al governo è stata quella di <em>&#8220;aprire un confronto per una nuova politica industriale che consenta a questo Paese una vera prospettiva di crescita&#8221;</em>. Il neo presidente di Confidustria ha quindi bocciato la <strong>riforma del lavoro</strong>. Se la riforma delle pensioni è stata &#8220;severa, ma necessaria&#8221;, ha detto Squinzi, quella sul mercato del lavoro &#8220;appare <em>meno utile alla competitività del Paese e delle imprese di quanto avremmo voluto</em>&#8220;. &#8220;È una riforma che modifica il sistema in più punti ma, a nostro giudizio, <em>non sempre in modo convincente</em>&#8220;, ha aggiunto. </p>
<p>Molto duro il giudizio di Squinzi sui tagli alla spesa pubblica: &#8220;Occorre <strong>un impegno serio, determinato, continuo per ridurre la spesa pubblica</strong>. <em>Non possiamo accontentarci di una spending review che sia solo una bella analisi dei tagli possibili</em>. <em>Servono tagli veri</em>&#8220;, ha rimarcato il presidente degli industriali italiani. </p>
<p><strong>&#8220;La riforma della pubblica amministrazione</strong>&#8220;, poi ha sottolineato Squinzi, &#8220;<strong>è la madre di tutte le riforme</strong>&#8220;. Una riforma che &#8220;insieme alla semplificazione normativa più ci <em>può aiutare a tornare a crescere</em>&#8220;. </p>
<p>Il Presidente di Confindustria ha poi affrontato il drammatico tema del <em>credit crunch</em>: occorre <strong>ridare &#8220;subito credito alle imprese&#8221;</strong>, ha affermato, &#8220;la carenza e i costi del credito sono il nodo più urgente da sciogliere perché <em>sta soffocando il tessuto produttivo</em>&#8220;. &#8220;Alle banche e allo Stato italiano chiediamo uno sforzo aggiuntivo&#8221;, ha detto Squinzi, che comunque ha espresso soddisfazione per i <a href="http://www.direttanews.it/2012/05/22/monti-questanno-pagheremo-alle-imprese-2030-miliardi-di-crediti-verso-la-pubblica-amministrazione/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed">recenti decreti varati dal governo sui debiti della Pubblica Amministrazione verso le imprese</a> e gli accordi del governo con le banche. Decreti e accordi che ora &#8220;vanno attuati con convinzione e determinazione&#8221;, ha sottolineato. </p>
<p>In merito alla <strong>pressione fiscale</strong>, senza mezze misure il Presidente di Confindustria ha affermato che in Italia è diventata una &#8220;<strong>zavorra intollerabile</strong> che si aggiunge ad altre zavorre&#8221;. La <strong>pressione fiscale reale complessiva</strong>, ha denunciato Squinzi, è arrivata nel nostro Paese &#8220;al <strong>68,5%</strong> contro il 52,8% in Svezia, il 46,7% in Germania, il 37,3% nel Regno Unito&#8221;. &#8220;È il momento di <em>invertire la rotta</em> &#8211; ha avvertito -.<em> C&#8217;è urgente bisogno di riformare il fisco</em>&#8220;. Il presidente degli industriali italiani ha chiesto che <strong>i proventi della lotta all&#8217;evasione</strong>, che &#8220;è sacrosanta, <strong>devono essere utilizzati per ridurre la pressione fiscale</strong> su chi produce ricchezza, ossia <strong>sul lavoro e sull&#8217;impresa</strong>&#8220;.</p>
<p>Squinzi quindi ha ricordato la drammatica situazione dei giovani italiani, schiacciati tra disoccupazione e precariato: <em>&#8220;Se non apriamo ai giovani nuove possibilità di occupazione e di vita dignitosa, nuove opportunità di affermazione sociale, la partita del futuro è persa non solo per loro, ma per tutti, per l&#8217;Italia&#8221;</em>, ha avvertito il presidente di Confindustria. </p>
<p>&#8220;Non pensiamo di avere la bacchetta magica, ma abbiamo la determinazione e la voglia di contribuire a risolvere i problemi del nostro Paese&#8221;, ha detto Squinzi. &#8220;Noi crediamo in questo Paese, altrimenti non faremmo il mestiere che facciamo &#8211; ha aggiunto -. Perché pensiamo che le nostre imprese sono il futuro di questo Paese, dei suoi giovani, dei nostri figli&#8221;.</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Confindustria:  Emma Marcegaglia lascia il posto di presidente a Giorgio Squinzi</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 12:48:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_338705" class="wp-caption alignnone" style="width: 370px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/05/23/confindustria-emma-marcegaglia-lascia-il-posto-di-presidente-a-giorgio-squinzi/340955_772857_e84e3c3390_13582097_medium/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-338705"><img class="size-medium wp-image-338705" title="340955_772857_e84e3c3390_13582097_medium" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/340955_772857_e84e3c3390_13582097_medium-360x270.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Emma Marcegaglia e Giorgio Squinzi</p></div>
<p><strong>CONFINDUSTRIA: LASCIA LA MARCEGAGLIA</strong> &#8211; Oggi è la giornata dell’<strong>insediamento</strong> del nuovo presidente di Confindustria e del passaggio di consegne ufficiale con la leader uscente <strong>Emma Marcegaglia</strong>. <strong>Giorgio Squinzi</strong>, scelto il <strong>19 aprile</strong> scorso durante un vertice interno che l’ha visto competere con l’altro candidato favorito <strong>Alberto Bombassei</strong>, è l’uomo che prenderà in mano le redini dell’organizzazione degli industriali. Squinzi è proprietario della <strong>Mapei</strong>, importante azienda italiana attiva anche nell’export produttrice di adesivi e di materiale per l’edilizia.</p>
<p>Arrivato in un momento difficile per l’economia e l’industria italiana, il nuovo presidente ha precisato sin da subito, durante il meeting di aprile in cui è stato designato, le linee giuda che lui e la sua giunta intendono seguire per far sì che il sistema produttivo italiano non venga fagocitato dalla <strong>crisi</strong> e possa risollevarsi in tempi non troppo lunghi. Da molti Squinzi è stato definito come presidente attento anche a questioni sociali, sicuramente appartenente ad un filone più progressista rispetto a quello della uscente Marcegaglia.</p>
<p>Durante il discorso post elezione Squinzi ha affermato: “La crisi ha evidenziato l&#8217;importanza di uscire da una finanza fine a sé stessa e tornare alla piena centralità dell&#8217;<strong>industria</strong> e del manifatturiero” ed ha poi insistito sulla “centralità delle piccole, medie e grandi imprese e degli imprenditori, chiamati a produrre la <strong>crescita economica</strong>”. Da una parte quindi il nuovo presidente di Confindustria stupisce pronunciando parole di sfiducia nei confronti del sistema finanziario vigente, punta sulla tematica dello sviluppo e dell’innovazione, menziona la sostenibilità sia sociale che ambientale, dall’altra però rispetta la linea portata avanti dal <strong>governo Monti</strong> e puntualizza sulla questione<strong> privatizzazioni</strong> e <strong>flessibilità</strong>.</p>
<p>A partire da domani sarà possibile vedere Squinzi al lavoro. E’ previsto infatti la consueta assemblea annuale di Confindustria, durante la quale il neo eletto presidente farà il suo discorso inaugurale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Redazione online</p>
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		<title>Terremoto in Emilia: gravi danni per i produttori del Parmigiano Reggiano</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 07:41:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>D'Agostino Michele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PARMIGIANO REGGIANO ECONOMIA EMILIA - Non bastava la crisi ad aggravare ulteriormente la situazione instabile dell&#8217;economia italiana ci ha pensato anche il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna. Il grave sisma che ha provocato la morte di 7 persone ha provocato gravi danni all’economia emiliana ed anche a quella di tutta la penisola. La zona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_338467" class="wp-caption aligncenter" style="width: 416px"><a href="http://www.direttanews.it/2012/05/23/terremoto-in-emilia-gravi-danni-per-i-produttori-del-parmigiano-reggiano/shelves-with-parmigiano-cheese-felt-down/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" rel="attachment wp-att-338467"><img class="size-medium wp-image-338467" title="Shelves with Parmigiano cheese felt down" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Parmigiano-Reggiano-406x270.jpg" alt="" width="406" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Parmigiano Reggiano (Getty Images)</p></div>
<p><strong>PARMIGIANO REGGIANO ECONOMIA EMILIA -</strong> Non bastava la crisi ad aggravare ulteriormente la situazione instabile dell&#8217;economia italiana ci ha pensato anche il <strong>terremoto</strong> che ha colpito l’<strong>Emilia Romagna.</strong></p>
<p><strong></strong>Il grave sisma che ha provocato la morte di 7 persone ha provocato gravi danni all’<strong>economia</strong> emiliana ed anche a quella di tutta la penisola. La zona più colpita  è quella dove viene prodotto e stagionato il <strong>parmigiano reggiano. </strong>Danni per <strong> milioni</strong> di euro. Il sisma ha spostato le <strong>scaffalature</strong> sulle quali vengono stagionate le forme di parmigiano reggiano. Come potetete vedere dalla foto si tratta di enormi scaffali sui quali sono appoggiate numerosissime forme di parmigiano in attesa stagionatura meticolosa di cui ha bisogno il prelibato formaggio.</p>
<p>Otto <strong>caseifici,in tutta l&#8217;Emilia, sono stati colpiti da questi gravi danni.  Non è ancora stata quantificata la cifra esatta dei danni, ma ora le forme di parmigiano</strong> sono invendibili e  periti ed assicurazioni  valuteranno il tutto. Le forme rovinate saranno devolute in beneficenza o buttate. Un vero peccato.</p>
<p>Michele D&#8217;Agostino</p>
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