Par condicio, l’Agcom bacchetta la tv. E il premier è indagato per l’inchiesta di Trani

Corrado Calabrò, presidente dell'Agcom

Giornata di fuoco per il rapporto tra tv e politica. Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta, avviata a Trani, sulle presunte pressioni esercitate dal premier nei confronti del commissario Agcom Giancarlo Innocenzi per la chiusura del programma ‘Annozero’. Dopo aver preso visione degli atti, arrivati ieri dalla magistratura del comune pugliese, gli inquirenti hanno deciso di procedere per le stesse ipotesi di reato formulate a Trani, quindi concussione e minacce a corpo amministrativo e politico. Entro 15 giorni il carteggio dovrà essere trasmesso al tribunale dei ministri, accompagnato dalla richiesta di archiviazione del caso o di approfondimento della vicenda. Il collegio competente per i reati ministeriali dovrà poi restituire entro 90 giorni il fascicolo alla Procura per le richieste conclusive, che potranno essere di archiviazione o di rinvio a giudizio dell’indagato. A poche ore dalla notizia dell’iscrizione, un altro meteorite si abbatte sul mondo televisivo italiano: la Commissione servizi e prodotti dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, presieduta da Corrado Calabrò, ha infatti comminato sanzioni per 100mila euro al Tg1 e al Tg5 per lo “squilibrio tra Pdl e Pd” -chiaramente a favore del primo- e per la “marginale presenza delle nuove liste” e ha invitato tutte le emittenti ad attuare un immediato riequilibrio tra le forze politiche in vista delle elezioni regionali. Una nota dell’organismo di garanzia spiega appunto che alla luce dei dati di monitoraggio del periodo 14-20 marzo la commissione “ha rilevato il perdurare di un forte squilibrio informativo tra le forze politiche, in particolare tra Pdl e Pd, e una marginale presenza delle nuove liste che si sono presentate alle elezioni, in violazione del richiamo già rivolto alle emittenti ad attuare il riequilibrio dell’informazione nei notiziari”. Di qui la sanzione nei confronti delle due testate che presentavano la maggiore asimmetria e la decisione di rivolgere a tutte le emittenti ad attuare un immediato riequilibrio dell’informazione entro la chiusura della campagna elettorale”. La Rai ha dichiarato di non considerare valido il presupposto della sanzione, annunciando che il provvedimento verrà impugnato nelle sedi competenti. L’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni ha inoltre avviato un’istruttoria sulla sospensione dei talk show da parte dell’azienda di viale Mazzini Rai fino al voto per le Regionali. Il procedimento si trova ora in fase avanzata e tra non molto potrebbe arrivare la decisione finale. Sulla vicenda l’Authority ha ricevuto tre esposti, presentati da Fnsi e Usigrai, dall’associazione Articolo 21 e dall’opposizione in Commissione di Vigilanza.

Tatiana Della Carità