Ennesimo capitolo della saga degli scandali che sta coinvolgendo il Vaticano. Papa Benedetto XVI ha accettato le dimissioni di John Magee, vescovo di Cloyne, nel sud dell’Irlanda. Già segretario privato di Paolo VI, di Giovanni Paolo I e di Giovanni Paolo II, Magee era a capo della diocesi dal 1987 e aveva presentato le dimissioni l’8 marzo scorso, a causa del coinvolgimento nelle inchieste riguardanti casi di abusi nei confronti di minori in oltre cento istituti gestiti e controllati da ordini religiosi.

L’esplosione della questione irlandese, da alcuni mesi sotto i riflettori, è stata la diretta conseguenza del rapporto Ryan: articolata in cinque volumi e pubblicata a maggio del 2009, dopo quasi un decennio di inchieste, la relazione è stata redatta dalla Commissione per gli Abusi sui Bambini e documenta le violenze -sessuali e non- commesse su 2500 bambini tra il 1940 e il 1980. Le vittime, ora adulte, raccontano episodi atroci.

Pestaggi, umiliazioni, stupri. Da brivido. E non finisce qui. La Commissione ha anche indagato sull’atteggiamento delle autorità ecclesiastiche nei confronti del fenomeno. Il quadro che ne emerge non è dei più confortanti. Secondo il rapporto, infatti, la Chiesa cattolica irlandese avrebbe applicato una politica di silenzio e segretezza, cercando di coprire il comportamento dei suoi ministri e, limitandosi nella maggior parte dei casi a spostare di parrocchia i preti accusati di abusi dai minori. A dicembre dello scorso anno il rapporto Ryan è stato seguito dal rapporto Murphy, che ha puntato lo zoom sulla diocesi di Dublino: in seguito a numerose denunce di abusi, i vertici della Chiesa non sono intervenute contro i colpevoli e hanno invece alzato un muro di silenzio, preoccupandosi di proteggere la reputazione dell’istituzione religiosa e di evitare i risarcimenti.

In questo generale clima di omertà si inserisce la questione Magee. Il vescovo è stato bersagliato da abbondanti polemiche, poiché nella sua diocesi alcuni religiosi sono stati oggetto di tali accuse e nei loro confronti non sono stati presi provvedimenti. Oggi Magee ha ammesso la propria responsabilità e ha chiesto perdono alle vittime, dicendosi a disposizione della Commissione d’inchiesta. La Santa Sede ha ripetutamente condannato l’accaduto e ha designato l’arcivescovo Dermot Clifford come amministratore apostolico della diocesi fino alla nomina di un nuovo vicario. Il cardinale Sean Brady, primate d’Irlanda, ha dichiarato che “la rapidità con cui il Pontefice ha preso la decisione indica l’importanza che la Chiesa accorda alla salvaguardia dei bambini e quanto abbia a cuore i bisogni delle vittime”.

 

Paolo Battisti