Il ministro dell'Interno Roberto Maroni

“Farai la fine del topo”. Questa la minaccia contenuta in una lettera scoperta ieri nel centro meccanizzato postale di Linate (Milano) e indirizzata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. I carabinieri ne hanno dato notizia questa mattina, dichiarando che la busta, imbottita, conteneva anche un proiettile.  Solo poche ore dopo, appena prima dell’alba di oggi, il centro postale milanese di piazzale Lugano ha ricevuto un plico esplosivo, la cui fiammata ha ferito un dipendente. Alle ore 5.40 Pietro De Simone, addetto allo smistamento della corrispondenza,  ha trovato la busta in questione, che è esplosa ustionandolo alle mani e al volto. L’uomo è stato trasportato al Policlinico e sembra che le sue condizioni non siano gravi. Un collega di De Simone racconta quanto accaduto: “ho sentito un boato, un rumore sordo e gente che accorreva verso Pietro. Poi ci hanno evacuati. So che lui si è ferito alle mani e si è bruciato i capelli. Era stordito”. La paternità della busta è stata rivendicata dalle “Sorelle in armi, nucleo Mauricio Morales”, gruppo della galassia Fai –Federazione anarchica informale – che pochi mesi fa si è reso protagonista di due episodi analoghi: il 15 dicembre scorso un portafoglio esplosivo è stato inviato al direttore del Cie di Gradisca di Isonzo, mentre il giorno seguente è stata rinvenuta una bomba, parzialmente esplosa, presso l’università Bocconi di Milano. Questo secondo ordigno si trovava tra uno sgabuzzino e un corridoio sotterraneo e la rivendicazione è giunta il giorno seguente con una telefonata anonima e un volantino al quotidiano “Libero”. 
La lettera arrivata a piazzale Lugano era indirizzata alla sede della Lega Nord in via Bellerio. All’interno, un portafogli, die fili elettrici, della polvere pirica e un volantino di rivendicazione contenente dichiarazioni contro la Lega Nord e contro il Ministro dell’Interno Roberto Maroni: sul foglio si legge “nei Cie si stupra – chiaro riferimento alla vicenda della ragazza nigeriana che nell’estate scorsa ha sporto denuncia per la presunta violenza sessuale subita nel Centro di identificazione ed espulsione – e Maroni è complice di questi fatti, ci faremo sentire ancora”.
Non aprite quella busta…

Tatiana Della Carità