Le sconfitte di Brunetta e Castelli

Il ministro Renato Brunetta

Renato Brunetta e Roberto Castelli sconfitti rispettivamente a Venezia e a Lecco. Sono piccoli grandi risultati per il centrosinistra. Non si può negare che lo schieramento di opposizione abbia barcollato in questa ultima consultazione elettorale, ma è riuscito comunque a ricavarne qualche soddisfazione. I risultati delle regionali parlano da soli: l’onda leghista travolge il nord Italia – particolarmente significativa è la perdita del Piemonte, espugnato da Roberto Cota con un vantaggio minimo su Mercedes Bresso – e al Pdl vanno anche Lazio, Campania e Calabria. Il Partito Democratico ottiene sette regioni su tredici e incassa una certa ripresa dei consensi – che salgono al 28,5% rispetto al 26,1% delle europee dello scorso anno – ma la delusione è forte, soprattutto perché il nord del paese appare come una colonia delle forze di maggioranza. A Bersani e compagni non resta quindi che consolarsi con qualche buona notizia proveniente dalle elezioni per i comuni. Brunetta quasi non ci crede e, rabbioso, si rivolta contro il Carroccio, reo di non averlo sostenuto: “con i voti della Lega avrei vinto io”, dichiara. Lo schiaffo, ovviamente, brucia. Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione era sicuro di vincere e invece la Serenissima è stata conquistata con il 51% dei voti dal moderato Giorgio Orsoni. “Un risultato abbastanza straordinario visto l’andazzo generale e le difficoltà del centrosinistra nel paese” afferma il sindaco uscente Massimo Cacciari, che aveva scelto personalmente Orsoni per la sua successione ed era stato convinto sostenitore della necessità di un’alleanza strategica con il partito di Pier Ferdinando Casini. La campagna elettorale di Orsoni – che guida una vasta coalizione, dall’Udc a Rifondazione Comunista – è stata tanto sobria da sembrare quasi sottotono, eppure ha prevalso su quella di Brunetta, fatta di proclami urlati e dichiarazioni eclantanti. “Abbiamo lavorato seriamente, proposto un programma credibile, e la città ci ha dato fiducia” dice il nuovo sindaco, che ha 63 anni ed è avvocato nonché ordinario di diritto amministrativo all’università di Cà Foscari e procuratore della Basilica di San Marco. Altro risultato importante arriva da quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno: a Lecco il pd Virginio Brivio ottiene il 50,2% delle preferenze contro il 44,2% conseguito da Roberto Castelli. Considerando il successo straripante della Lega Nord in Lombardia non è poco. “Ce l’ho messa tutta, ma sono costretto ad ammettere la sconfitta”, dichiara il viceministro leghista.

Tatiana Della Carità