Disastro minerario in West Virginia

Sono le ore 15.00 del 5 aprile in West Virginia – le 21.00 ora italiana – quando accade il disastro: nella miniera di carbone Big Branch, circa 50 chilometri a sud di Charleston, si verifica un’esplosione che provoca il crollo di una delle gallerie del sottosuolo. Purtroppo non è la prima volta che la miniera, che lo scorso anno ha prodotto 1,2 milioni di carbone e ha 200 dipendenti, è teatro di incidenti. Nel 1998 un minatore è stato ucciso dal crollo di una putrella e solo tre anni più tardi un suo collega è stato schiacciato da un masso. Nel 2003 un elettricista è morto a causa dell’alta tensione mentre stava riparando un vagoncino elettrico. Il bilancio – ancora provvisorio – dell’esplosione avvenuta nella giornata di ieri è particolarmente drammatico: 25 morti, il peggior disastro minerario negli Stati Uniti dal 1984 ad oggi. Un portavoce della miniera ha comunicato che le operazioni di ricerca di eventuali superstiti sono state interrotte durante la notte e dovrebbero quindi riprendere in mattinata. Il giacimento è di proprietà della Massey Energy Company: i responsabili della società sostengono che nei cunicoli sono presenti una serie di rifugi, in grado di fornire ossigeno ad eventuali sopravvissuti per almeno quattro giorni. Joe Manchin, governatore della West Virginia, ha dichiarato di aver discusso della questione con il presidente Barack Obama, che “ha promesso ogni intervento possibile” per aiutare lo Stato. 

Tatiana Della Carità