Depositato il parere dei medici legali sulla morte di Stefano Cucchi

Stefano Cucchi

Il collegio di medici legali nominato dalla Procura di Roma per fare chiarezza sul decesso di Stefano Cucchi ha depositato oggi le sue conclusioni ai pm Vincenzo Barba e Francesca Loy. Morte per disidratazione, responsabilità dei medici del reparto penitenziario dell’ospedale Sandro Pertini e presenza di fratture recenti e datate. I risultati raggiunti dagli esperti sono contenuti in un voluminoso carteggio, il cui contenuto verrà illustrato dal professor Paolo Albarello in una conferenza stampa fissata per domani alle ore 9.00 presso l’Istituto di Medicina legale dell’Università La Sapienza di Roma. A quanto si è appreso, i consulenti farebbero riferimento alla presenza di diverse fratture sul cadavere di Cucchi: alcune datate, altre, come quella sul coccige, recenti e probabilmente collegate al pestaggio al quale il ragazzo sarebbe stato sottoposto nel corridoio delle celle di sicurezza del tribunale il giorno dopo il suo arresto. L’inchiesta sulla morte di Cucchi coinvolge nove persone, di cui tre agenti di polizia penitenziaria -accusati di omicidio preterintenzionale in relazione al presunto pestaggio- e sei medici del Sandro Pertini, per le eventuali carenze che si sarebbero verificate nel reparto penitenziario. Stefano Cucchi, 31 anni, viene arrestato il 15 ottobre scorso perché trovato in possesso di una modica quantità di sostanze stupefacenti. Dopo aver trascorso la notte in caserma, il ragazzo torna nella sua abitazione accompagnato dai carabinieri, che perquisiscono l’appartamento senza però trovare traccia di droghe. Inizia quindi il processo per direttissima, che determina l’assegnazione dell’imputato al carcere di Regina Coeli fino all’udienza successiva. Pochi giorni dopo i genitori vengono informati del ricovero del ragazzo presso l’ospedale Pertini ma viene loro negata la possibilità di vederlo e non riescono neanche ad avere notizie sul suo stato di salute. All’alba del 22 ottobre Stefano Cucchi muore. Nei giorni seguenti i media diffondono le foto del ragazzo, macilento e cosparso di lividi. In quasi sei mesi di inchiesta, sul caso Cucchi non ci sono conclusioni certe. Forse il parere degli esperti nominati dalla Procura di Roma servità a fare luce, almeno in parte, su una vicenda che presenta ancora troppi punti oscuri.

Tatiana Della Carità