Per gli sportivi del Belgio, la settimana santa è quella che va dalla domenica del Giro delle Fiandre a quella successiva che porta alla Parigi-Roubaix. Per Fabian Cancellara, quella appena trascorsa sarà senz’altro la settimana che più ricorderà nella sua carriera ciclistica. Il fuoriclasse svizzero ha vinto entrambe le classiche del nord con una superiorità netta ed indiscutibile sugli avversari. Nulla hanno potuto i suoi rivali più accreditati; il belga Tom Boonen (che partiva favorito in entrambe le corse), ne l’altro belga Devolder o l’italiano Filippo Pozzato.

Cancellara ha affrontato sia il Fiandre che la Roubaix, con una sicurezza che non ha lasciato spazio a nessuno dei più accreditati campioni al via. Nel Giro delle Fiandre ha atteso l’arrivo di uno dei tratti decisivi della corsa, per staccare Tom Boonen e involarsi verso l’arrivo in perfetta solitudine. Sul tremendo pavè della Roubaix ha fin da subito fatto capire che aveva nelle gambe grandi possibilità di vittoria. Attraversando la foresta di Aremberg ha allungato il gruppo per fare una prima pesante selezione, e non appena è arrivato un momento di apparente tranquillità – tanto che Boonen stava tranquillamente sorseggiando dalla borraccia – è partito con una progressione che lo ha riportato sui primi per staccarli immediatamente. La Parigi-Roubaix è praticamente finita a 50 chilometri dalla linea d’arrivo. La superiorità di Cancellara è stata talmente chiara, che gli avversari non hanno mai potuto cercare qualche azione per giocarsi la vittoria. Lo svizzero li ha sempre anticipati e niente hanno potuto fare gli inseguitori. Quando è entrato nel velodromo di Roubaix con più di 2 minuti di vantaggio, un’ovazione vera e propria si è levata dalle tribune dell’anello ciclistico più famoso del mondo.

In queste classiche del pavè, l’Italia non si è vista. Filippo Pozzato ha concluso la Roubaix al settimo posto, vincendo il premio speciale che gli organizzatori avevano preparato e dedicato a Franco Ballerini, per il primo ciclista italiano classificato. Il vicentino aveva saltato il Fiandre per un’influenza che lo aveva debilitato in quei giorni, ma le energie non erano sufficienti per controbattere Cancellara e i tratti in pavè. Altre notizie su casa Italia non sono per niente buone, visto che l’ex iridato Alessandro Ballan è stato sospeso dal suo Gruppo Sportivo (il Team BMC), per l’inchiesta avviata dalla procura di Mantova, e che vede coinvolta principalmente la squadra italiana Lampre. Finchè la posizione di Ballan non sarà chiarita, il ciclista veneto difficilmente potrà tornare a correre. Ballan fino alla scorsa stagione aveva corso proprio con la squadra diretta da Giuseppe Saronni. Le speranze sono due; la prima, che le persone coinvolte – si è letto sui quotidiani dalle 35 alle 40 tra medici, ciclisti e dirigenti – siano molte di meno; la seconda, che questa storia veda arrivare notizie certe, siano esse d’innocenza o colpevolezza, senza dover attendere mesi.

Ora le classiche del nord continuano. I giganti del pavè lasceranno la luce dei riflettori ad altri campioni che si contenderanno le ultime tre classiche; Amstel Gold Race, Freccia-Vallone e la classica più “vecchia” del calendario; la Liegi-Bastogne-Liegi. Le speranze di casa nostra ci portano ai nomi di Franco Pellizotti, Damiano Cunego, Vincenzo Nibali. L’uomo da battere sarà il lussemburghese Andy Schleck, in virtù della forza del suo Gruppo Sportivo – la Saxo Bank, lo stesso di Fabian Cancellara – e della bella vittoria alla Liegi dello scorso anno.

Manuel Moz