Pdl-Gasparri: è bufera sulla vignetta di Sergio Staino per l’Unità

La vignetta "incriminata"

E’ l’ultima vignetta di Sergio Staino, pubblicata oggi a pagina 3 del quotidiano l’Unità, a centrare il bersaglio grosso.

Come di consueto, il disegnatore toscano affida il pensiero “irriverente” alla voce dei due protagonisti del suo umorismo, Bobo e la figlia Ilaria. “Bobo : “Novantasei membri del governo polacco spariti di colpo”. Ilaria: “La solita storia, a chi tutto e a chi niente”.

E’ ancora una volta la satira, dunque, che nel nostro paese sembra esser dotata di una curiosa forza indottrinante, l’oggetto e il soggetto trainante delle maggiori polemiche politiche italiane. E naturalmente, come da pregresse dimostrazioni, gli esponenti del Pdl non tardano a disapprovare.

Il primo a dirsi inorridito dalle “campagne di odio condotte da gente priva ormai del lume della ragione” è il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, che specifica come “il giornale della De Gregorio abbia toccato punte di aberrazione indefinibili”: «La vignetta, se così si può definire, – esordisce il senatore Gasparri – pubblicata a pagina tre dell’ Unità di oggi rappresenta una vergognosa offesa alle vittime della tragedia aerea che ha decimato il vertice della Polonia. Pur di augurare la morte a Berlusconi e al governo italiano, il giornale della De Gregorio ha toccato punte di aberrazione indefinibili. Il cinismo e l’odio spinti alle estreme conseguenze, oltretutto a spese dei cittadini. L’Unità si vergogni per quanto pubblicato, soprattutto con la Polonia. Le tragedie vanno rispettate. Non usate per le campagne di odio condotte da gente priva ormai del lume della ragione. Pubblicare infamie simili – conclude sferzante il politico – è infatti segno di follia»

Al senatore Gasparri, fa eco l’onnipresente portavoce e paladino dell’integrità morale del Pdl Daniele Capezzone, auspicando le scuse di tutta la redazione de l’Unità: «Dunque – attacca Capezzone – non solo si ride sui 96 morti polacchi, ma ci si duole perchè non è ancora successo altrettanto qui da noi. C’è da rimanere allibiti dinanzi a una simile caduta di gusto. Quando l’odio contro Berlusconi raggiunge questi livelli, non ci sono neppure parole adeguate per commentare. C’è solo da augurarsi che Staino stesso e la direttrice de L’Unità De Gregorio vogliano scusarsi, e che anche tanti uomini e donne di sinistra facciano sentire il loro sconcerto».

Al coro pidiellino, non poteva mancare l’apporto del presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, che sottolinea e rincara la dose: «La vignetta a pagina tre dell’Unità è concepita secondo la tradizione della casa, cioè è ignobile. La cosa più incredibile è che spesso l’Unità s’impanca a dare anche lezioni di politicamente corretto»

All’unisono si esprime anche il vicecapogruppo del Pdl al Senato Francesco Casoli «l’Unità si vergogni. Anche in un’occasione così triste e commovente il partito dell’Odio, di cui il giornale diretto da Concita De Gregorio è uno degli azionisti di maggioranza, si lancia all’attacco di Berlusconi e del suo governo. Augurarsi la morte del premier e del suo esecutivo è non solo un atto di cattivo gusto ma di viltà, che dimostra la pochezza umana di chi quotidianamente è impegnato ad alimentare un clima di scontro e di guerra civile. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con la polemica politica – conclude indispettito Casoli – ma solo con la barbarie di chi ormai rasenta la follia».

Nel suo editoriale ‘Filo Rosso‘, la direttrice dell’Unità Concita De Gregorio reagisce preventivamente alle pesanti critiche mosse al suo giornale dagli esponenti del centro-destra, sostenendo la scelta di pubblicare la vignetta: “Un sorriso anche nella tragedia: si può -scrive- Anzi, si deve: trovare ovunque un sorriso, un respiro”.

La replica di Staino – “Non è nel mio stile fare vignette in cui si offendono vittime di tragedie – chiarisce Staino dopo il polverone sollevatosi – mi sembrava una cosa così enorme che tutti quanti viaggiassero su un aereo. E’ questo ‘troppo’ che volevo sottolineare, il fatto che viaggiassero tutti insieme e siano scomparsi tutti insieme”. “Forse viene un cattivo pensiero sulle parole di Ilaria ma se si guarda bene la vignetta si vede che certo non sono allegri, ma tristi, sgomenti. “Se poi qualcuna delle vittime si sente offesa mi dispiace, nè volevo augurare la morte a Berlusconi. Trovo strano che in questa strana società delle volte serva un aereo polacco per andare al rinnovamento generazionale di una classe dirigente, e l’ho detto con la satira”

Il disegnatore dunque, dopo aver spiegato il senso della vignetta “incriminata”, rende pubblica la sua ironica risposta alle accuse attraverso il mezzo che più gli è consono: la satira.

La risposta di Sergio Staino

Emiliano Tarquini

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