I funghi sono una delizia culinaria indiscutibile. Risotto ai funghi, tagliatelle ai funghi, funghi in ogni salsa ed in ogni piatto, li gusterei praticamente ovunque.
I giapponesi ne vanno ugualmente matti, e per tradizione l’abbondanza di funghi è da sempre stata associata ai fulmini. Si credeva infatti che le tempeste con fulmini contribuissero ad accrescere il ritmo di riproduzione dei funghi.
Ma se inizialmente si poteva pensare che non fossero i lampi elettrici naturali a produrre questa abbondanza, ma fosse l’umidità portata dalle tempeste, si scopre ora che i funghi hanno un legame particolare con i fulmini.

Attualmente, la domanda di funghi è tale che il solo Giappone importa circa 50.000 tonnellare di funghi ogni anno, principalmente dalla Cina e dalla Corea del Sud. La Cina è la consumatrice mondiale più golosa di funghi, e nei soli Stati Uniti ne sono stati prodotti quasi 400.000 tonnellate nella stagione 2008-2009.

Dopo uno studio di quattro anni, alcuni scienziati giapponesi della Iwate University hanno scoperto che bombardando diverse varietà di funghi con fulmini artificiali si ottiene una crescita superiore alla norma, fino a raddoppiare la produzione di alcune specie rispetto ai metodi tradizionali di coltivazione.

“Abbiamo provato questi esperimenti con 10 tipi diversi di funghi, ed abbiamo trovato che i fulmini hanno effetto su otto di esse” sostiene Koichi Takaki, professore della Iwate University. E continua: “Abbiamo visto i migliori effetti con i funghi shiitake ed i nameko, ed anche nei funghi reishi, non commestibili ma utilizzati nella medicina tradizionale cinese”.

I funghi Shiitake (Lentinula edodes) sono considerati una vera prelibatezza in Giappone, Cina e Corea, oltre ad essere considerati utili per la medicina tradizionale. La storia della loro coltivazione risale ad oltre mille anni fa (per la prima volta in Cina, come d’altra parte tante altre innovazioni), mentre viene tradizionalmente coltivato in Giappone tagliando dei frammenti di corteccia dell’albero “shii” e piazzandoli nei pressi di altri alberi sui quali stanno già crescendo gli shiitake, per consentire che le spore si depositino su di essi.

I Nameko (Pholiota nameko) sono invece piccoli funghi ricoperti da un rivestimento gelatinoso, e gustati spesso nelle zuppe di miso. Possono essere facilmente coltivati a casa, e proprio per questo si trovano spesso nelle cucine di molte famiglie.

Il team di Takaki ha applicato correnti elettriche ad alto voltaggio su pezzi di legni ricchi di spore per cercare di stimolare la crescita dei funghi.
Ma i fulmini naturali possono raggiungere miliardi di volt, che si scaricano sul terreno durante una tempesta. Un colpo diretto di questi fulmini sui funghi li carbonizzerebbe all’istante; ma se i funghi vengono attraversati da una carica relativamente leggera, come quella che si genera da un fulmine caduto a distanza, rimangono intatti.
I ricercatori hanno quindi somministrato una scarica elettrica ai funghi, per simulare la situazione in cui un fulmine sia caduto a distanza da loro.

Ripetendo queste scariche elettriche, i funghi sembrano reagire al meglio quando vengono attraversati da 50-100.000 volt per un deci-milionesimo di secondo. Con questa quantità di energia elettrica, gli shiitake sono raddoppiati rispetto alle colture alle quali non sono state somministrate scariche. I nameko hanno invece incrementato la produzione dell’80%.

“La reazione dei funghi a questa scarica di energia è stata inizialmente una diminuzione delle proteine e degli enzimi prodotti dalle ife, seguita da un incremendo improvviso” sostiene Takaki.
Le ife sono cellule allungate che agiscono come radici, ancorando le spore al terreno ed estraendo sostanze nutrienti. La reazione delle ife alle scariche elettriche è ancora sotto osservazione, per comprendere le dinamiche dietro a questo comportamento. Ma è possibile che i funghi rispondano ad un pericolo (la scarica elettrica) incrementando il loro tasso di riproduzione.

“Per i funghi, un fulmine può essere un pericolo serio che può facilmente ucciderli” sostiene Yuichi Sakamoto, membro del team di Takaki. “Credo che abbiano bisogno di rigenerarsi prima di morire, e quando percepiscono un fulmine, automaticamente accelerano il loro sviluppo”.

Daniele Bagnoli