Farnesina, il primo contatto con i tre operatori di Emergency: “Sono in buona salute”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:35

Kabul, 16 aprile – Finalmente il Governo italiano è riuscito a contattare Matteo Pagani, Marco Garatti e Matteo Dell’Aira, i tre operatori umanitari di Emergency “sequestrati” sabato 10 aprile in Afghanistan. E’ lo stesso inviato dal dipartimento della Farnesina, il diplomatico Massimo Iannucci, a comunicare ai media italiani il buono stato di salute dei tre connazionali: “L’incontro è stato individuale – conferma Iannucci – uno dopo l’altro, alla presenza dell’ambasciatore italiano a Kabul Claudio Glaentzer, di un interprete e del direttore della struttura detentiva n.16, generale Mohsen Taher. Abbiamo parlato esclusivamente delle loro condizioni fisiche – precisa Iannucci – e loro mi hanno confermato che non avevano lamentele particolari riguardanti gli interrogatori, il vitto e l’alloggio”. Tuttavia, riferisce Iannucci “Sono in ansia, perché non è chiaro quale sarà il loro futuro”.

Nel frattempo l’ospedale di Emergency a Lashkar Gah (Helmand) è stato evacuato, la struttura chiusa ed i pazienti trasferiti presso l’ospedale di Bost.

I tre operatori incarcerati dai servizi di sicurezza afghani, sono adesso trattenuti presso una struttura detentiva limitrofa alla città di Kabul: il Ministero degli Esteri si è già prodigato per informare e rassicurare le famiglie riguardo il buono stato di salute dei loro cari.

Matteo Pagani, Marco Garatti e Matteo Dell’Aira, che vengono tenuti in tre stanze differenti all’interno del carcere e ai quali non è data la possibilità di avere relazioni reciproche, nell’incontro individuale avuto con il diplomatico italiano Iannucci hanno tenuto a “ringraziare il direttore della struttura per il trattamento finora loro garantito e il governo italiano per l’attenzione con cui sta seguendo la vicenda”.

La manifestazione indetta dall’associazione umanitaria Emergency per il 17 Aprile a Roma in piazza San Giovanni, a partire dalle 14.30, è la naturale conseguenza della campagna “Io sto con Emergency” lanciata dal sito www.emergency.it.

All’incontro di solidarietà saranno presenti, oltre a -siamo sicuri- migliaia di persone, anche i rappresentanti dell’Idv e del Pdci, che appoggiano umanamente l’associazione rispettandone l’apoliticità, come richiesto attraverso un comunicato anche dalla stessa Emergency – ”La manifestazione non è di carattere politico – scrivono- Emergency chiede la liberazione degli arrestati in Afghanistan, tuttora detenuti illegalmente e in violazione dei diritti umani fondamentali. Emergency invita tutti i cittadini a partecipare con uno straccio bianco di pace e non con bandiere e simboli di partito”.

“Quella di domani in piazza San Giovanni sarà una manifestazione non politica, ma di solidarietà” sottolinea Gino Strada, e di seguito conclude “Nessuno ci deve mettere il cappello, per questo ho chiesto che le bandiere e i simboli dei partiti vengano lasciate a casa. Emergency è l’orgoglio dell’Italia e ogni governo, quale che sia il suo colore, dovrebbe esserne orgoglioso. Il Paese lo è, e lo si vede dalle 350 mila firme di solidarietà raccolte in poco più di tre giorni”

Emiliano Tarquini