I nonni si drogano!

I nonni, che bella cosa che sono i nonni. Chi ha avuto poi la fortuna come me di goderseli per molti anni, non può che ricordarli con grande affetto e riconoscenza. Sono come i genitori ma ti lasciano fare tutto quello che mamma e papà di solito ti vietano. Ti viziano come pochi al mondo e ti fanno mangiare sempre tantissimo! Ah, le torte che faceva mia nonna…ancora me le sogno la notte! Quando entravo nella sua cucina stava sempre cuocendo qualcosa di buono. Lei faceva la polenta, il ragù e tutte le altre ricette tradizionali che le prendevano gran parte della giornata, non come oggi che ci sono solo i cibi precotti e in 5 minuti hai finito già di cucinare! Il ragù di mia nonna era insuperabile, perché lei iniziava la mattina alle 6 a prepararlo, fuoco lento e pentola messa lì a “borbottare” per ore! Quando mi si stringeva al petto, sentivo un forte profumo di marsiglia di bucato appena fatto. La mia nonna, aveva una vera e propria fissazione per la leocrema! Ogni volta che si sedeva, prendeva quel barattolo e si spalmava quintali di leocrema sulle sue mani callose e rovinate da anni e anni di lavoro nei campi.

Mio nonno invece mi ha insegnato i principali rudimenti della vita. Mi ha insegnato ad allacciarmi le scarpe, a portare il motorino, a cercare i funghi nel bosco, a riparare le forature della mia bici, a giocare a carte, ecc. Grazie a lui ho capito cosa sia il rispetto per gli altri ma soprattutto il rispetto per la vita. Mio nonno…..quante volte lo avrò sentito parlare di guerra? Centinaia e centinaia di volte! Ma era da comprenderlo. Solo chi l’ha fatta o l’ha subita sulla pelle, può capire cosa significhi davvero.

Insomma, penso che in molti si rispecchino nella descrizione dei miei nonni. Un’immagine dei nonni molto rassicurante, romantica e forse oramai d’altri tempi. Dico oramai, perché è di oggi la notizia che molti anziani fanno uso di alcool e di droga. Altro che nonnini tranquilli!

Questa sconcertante rivelazione arriva dal decimo Congresso della Società Italiana di Psicogeriatria in corso a Gardone Riviera in provincia di Brescia. Secondo quanto riscontrato, la terza età sta cambiando radicalmente faccia e sta assumendo purtroppo tutti i vizi  e le “cattive abitudini” del contesto sociale in cui vivono e convivono.

Alcool, farmaci e droghe non sono solo problemi riconducibili ai giovani, agli adolescenti ribelli ma stanno diventando una piaga che coinvolge fortemente anche gli over 65. La dipendenza all’alcool e agli stupefacenti  tra gli anziani è aumentata del 10% in un solo anno. Un milione e mezzo sono quelli che hanno seri problemi legati all’alcolismo, circa un milione invece quelli che abusano di farmaci e poi dulcis in fundo 10 mila over 65 che fanno uso abituale di marijuana, cocaina e anfetamine. Le donne sono quelle più a rischio, spesso sole senza più il marito e in forte crisi economica.

Ma  uno dei motivi predominanti  è l’infelicità, la difficoltà per queste persone di far fronte ai mille problemi quotidiani, sono molti infatti coloro che hanno superato i 60 anni e che sono costretti ad occuparsi  di parenti più anziani che a loro volta hanno raggiunto venerande età di 80, 90 anni. Spesso poi costretti a barcamenarsi senza alcun aiuto da parte dello Stato, perché come sappiamo il welfare in Italia è praticamente una parola di pura fantasia. Il 70% di loro finisce per assumere farmaci ansiolitici o antidepressivi.

E’ lapalissiano che tutti i problemi del mondo non giustificano l’assunzione di stupefacenti o quant’altro, però è anche vero che non si fa molta fatica a comprenderne le ragioni. Il rischio più grande è rappresentato dal fatto che questo grave comportamento può creare situazioni di abuso multiplo. Spesso infatti accade che l’anziano mischi incautamente ai medicinali che deve assumere ogni giorno, alcool e droghe che creano così all’interno di un corpo già di per sé debilitato, un mix micidiale con danni irreparabili per cuore, reni, fegato e cervello.  Spiega Marco Trabucchi, presidente della Società Italiana di Psicogeriatria, “un anziano su dieci assume cinque o più farmaci psicoattivi al giorno, spesso si tratta di analgesici oppioidi, ansiolitici e sedativi. Cresce così la probabilità che si sviluppi una vera e propria dipendenza”. Se a tutto questo poi aggiungiamo alcool e droghe il quadro della situazione diventa a dir poco allarmante.

Concludendo, sapevo dei nonni  super giovani da guinness, come la donna di Napoli che a 29 anni è diventata nonna  stabilendo il record europeo. Ero a conoscenza dell’attitudine di molte signore a “ritoccarsi” anche ad età inconfessabili. Avete presente il verso della canzone di Simone Cristicchi “ la nonna dai seni rifatti”?

Ma anche i nonni “fattoni”, beh, questo proprio mi mancava! Immagino cosa accadrà fra qualche anno quando a questi di oggi si unirà la mitica generazione dei “figli dei fiori”! I nonni del futuro che si rullano beatamente una canna!? O arrotolano una banconota nuova nuova della pensione appena ritirata per sniffare!?

Che tristezza, rimpiango con molta nostalgia i tempi in cui mio nonno si preparava  fischiettando pane e cipolla e poi si sedeva beato sotto il sole a fissare il suo orticello. Bei tempi.

Fabio Porretta