Università: Corte dei Conti boccia la laurea breve

Sono passati quasi dieci anni da quando fu introdotto il doppio ciclo di studi nel sistema universitario, quello della laurea breve e laurea specialistica. Una riforma che, nel “Referto sul sistema universitario, Marzo 2010”, pubblicato il 19 aprile dalla Corte dei Conti, risulta non essere stata sufficientemente produttiva. Come sottolinea l’Ansa, il nuovo sistema di studi, secondo la Corte dei Conti, non avrebbe registrato i risultati attesi né in termini di aumento dei laureati né in termini di miglioramento della qualità dell’offerta formativa. Al contrario la riforma, commenta drasticamente la Corte dei Conti , “ha spesso favorito l’attuazione di corsi di studio rispondenti spesso a una modesta domanda. Senza aver realizzato l’obiettivo di attuare una distribuzione degli insegnamenti tra lauree e lauree specialistiche, ma con l’effetto di realizzare una frequente duplicazione degli stessi oltre che una frammentazione degli insegnamenti”.
Per quanto riguarda il settore della ricerca universitaria, invece, viene ribadito che, tra le criticità più rilevanti, permane il difficile rapporto tra il sistema della ricerca pubblica e il mondo produttivo. In quanto, sottolinea il Referto, continua a rimanere elevata la quota degli investimenti in Ricerca e Sviluppo dallo Stato rispetto al contributo dei privati e in particolare delle imprese: “La scarsa propensione alla ricerca di queste ultime è legata alla struttura del sistema produttivo italiano, – spiega la Corte dei Conti- caratterizzato dalla presenza di imprese piccole o piccolissime che da sole trovano difficoltà nel sostenere i grandi investimenti in ricerca scientifica nei nuovi settori ad alta crescita”.

Referto sul sistema universitario (19 aprile 2010)