Nonostante le migliaia di risparmiatori beffati dai bond spazzatura, Parmalat ‘non era e non ha mai voluto essere una grande truffa’. E’ quanto ha sostenuto l’ex patron del gruppo alimentare di Collecchio, Calisto Tanzi, durante le dichiarazioni spontanee rese davanti alla Corte d’appello di Milano per il secondo grado di un processo che, in primo grado, lo aveva visto condannato a 10 anni di reclusione.

Per Tanzi ‘la storia di Parmalat e’ indissolubilmente legata alla mia persona e di questo mi sono assunto e mi assumo ogni responsabilita”. Le responsabilita’ di quanto accaduto, secondo Tanzi, sono tutte delle banche: ‘Desidero ribadire con fermezza che soltanto la consapevolezza che mi derivava dagli elementi che ho piu’ volte indicato della conoscenza da parte degli istituti di credito delle reali condizioni finanziarie del gruppo Parmalat, mi ha indotto a continuare in un’attivita’, commettendo un errore di valutazione, che avrebbe invece richiesto un deciso intervento di ripianamento’. Sono stati dunque i colossi bancari ad emettere i bond spazzatura che hanno beffato migliaia di risparmiatori: ‘Certamente – ha detto Tanzi a questo proposito – gli istituti di credito finanziatori hanno contribuito e alcune volte ideato, facendosene promotori, quali aspetti dei finanziamenti dei loro interessi celare al mercato, e in che modo’. Cio’ non toglie le sue responsabilita’: ‘Io ammetto oggi con estrema umilta’ di aver fatto errori’. ‘Errori gestionali ed errori umani’, che coinvolgono ‘affetti famiglia, equivoci, fraintendimenti, drammi umani e personali’. Tanzi rifiuta l’etichetta di ‘vittima’, ma tiene a precisare che ‘non sono certo e solo un truffatore. Sono un uomo piu’ che mai solo, schiacciato da una vicenda enorme ma ancora tenacemente aggrappato ad una fede e alla speranza’.

Aduc