Annozero, Comune di Adro: la crisi giustifica il mezzo e scatena una guerra tra poveri

 “Avete dipinto il Comune di Adro come un paese razzista, per colpire la Lega”, è quanto risponde Danilo Oscar Lancini, Sindaco del piccolo Comune nella provincia di Brescia, durante la serata di Annozero, andata in onda giovedì 22 aprile. Il comune lombardo venne alla ribalta per lo scandalo della mensa interdetta a 12 bambini della scuola materna ed elementare, a causa del mancato pagamento delle rette. Commovente, il gesto dell’imprenditore Silvano Lancini che, con una lettera intitolata “Io non ci sto”, motivava la sua donazione di 10mila euro al Comune, per saldare “ il debito delle famiglie morose”. Un’azione che non passò inosservata al padre comboniano, Giovanni Piumatti, che gestisce una missione nel nord del Congo. Rispondendo al gesto di Lanciani, Piumatti scrisse una mail annunciando un contributo per la mensa dei bambini: “Caro ‘cittadino di Andra (Adro)’ abbiam letto, qua in Africa, la tua lettera “Io non ci sto”: anche noi ci uniamo al tuo messaggio ed al tuo gesto. Ti inviamo un contributo per pagare la mensa per un anno ad uno dei tuoi-nostri bambini. Sono soldi che molti amici dell’Italia ci danno per l’Africa. Conoscendo bene i nostri amici so che sono contenti se ne invio una fetta lì a Brescia; perché anche loro vogliono un mondo diverso: un mondo fatto più di ponti che di barriere”. Eppure sotto i riflettori rimane il solito dilemma “si agli immigrati che lavorano” e “no ai loro diritti”.
Una serata all’insegna del conflitto Fini – Berlusconi che, in realtà, ha tentato di affrontare il tema con una envergure più ampia sulle problematiche reali, testimonianze di avvenimenti sconcertanti come l’andamento della politica italiana riguardo al tema dell’immigrazione, della solidarietà e della protezione sociale. Durante la serata di Annozero, il noto giornalista Sandro Ruotolo, inviato ad Adro, ha commentato un po’ amareggiato: “Non ho mai sentito un clima di questo tipo nei luoghi dove sono stato”. Tensione, non nei confronti del giornalista, quanto invece rispetto al dibattito che ha visto un forte schieramento, quasi unanime, della comunità di Adro a sostegno delle scelte del Sindaco, condannando le insolvenze delle famiglie. Un’Italia divisa, dipinta come un territorio intollerante. Parole forti, alle quali si aggiungono dichiarazioni inquietanti: “Se non sono d’accordo con le nostre misure, i cittadini possono sempre andare a vivere in un altro comune”.  Ma poi, consapevoli di essere “andati oltre”, ci si nasconde dietro la crisi, come evento scatenante dell’intolleranza.

Carlotta Degl’Innocenti