Al Pacino festeggia i suoi 70 anni senza porsi limiti

Al Pacino compie 70 anni

 Il legame con l’Italia lo porta sempre nel cuore

. Se non bastassero le origini, Al Pacino condivide anche il compleanno con la giornata della Liberazione. Il 25 aprile prossimo l’attore nato ad Harlem da genitori di Corleone compirà 70 anni e non ha nessuna intenzione di andare in pensione o dedicarsi a film più frivoli, come fa da qualche tempo il collega e amico Robert De Niro.

Alfredo James Pacino, debutta su HBO la rete via cavo americana in You don’t know Jack, che vede nel cast anche Susan Sarandon e John Goodman per la regia di Barry Levinstone, narra la vita del medico Jack Kevorkian, meglio conosciuto come Dottor Morte. Durante la sua attività Kevorkian ha eseguito più di 130 suicidi assistiti su persone malate di patologie incurabili, ma ancora in grado di intendere e volere. Per questo è stato condannato a 25 anni di carcere nel 1999 ma è stato rilasciato nel 2008, a 79 anni. “Era soprattutto una persona intelligente – dice Pacino – dipingeva e suonava, era un artista. Mi ha fatto piacere impersonarlo. Non l’ho conosciuto, ma vorrei farlo. Di certo non è come appare sui giornali, non è un assassino come molti lo dipingono. La mia opinione su di lui e sul suo operato la tengo per me però. þ una questione personale”. Con You don’t know Jack, Al Pacino torna ai ruoli difficili che hanno caratterizzato la prima parte della sua carriera, quando dopo un’infanzia problematica (Il padre lo abbandonò quando aveva solo due anni) e un’adolescenza vissuta in strada dopo aver lasciato la scuola a soli 16 anni, trovò nel teatro l’ancora di salvezza.

Il successo, arrivò con il primo ingaggio hollywodiano, grazie al personaggio di Michael Corleone ne Il Padrino, il ruolo per cui è ancora oggi conosciuto dai più. “Ho fatto quattro provini per quella parte – racconta Pacino – non volevano prendermi perché non avevo esperienza. Anche Francis Ford Coppola, che mi aveva chiamato dopo avermi visto recitare a teatro, cominciava ad avere qualche dubbio. Alla fine però mi ingaggiarono. Girammo quel film in fretta e furia per paura di essere licenziati”. Il film ebbe un enorme successo e diede il via a una serie di personaggi cult interpretati da Pacino ed entrati nella storia del cinema: dal mafioso cubano Tony Montana in Scarface al poliziotto italoamericano Frank Serpico in Serpico, passando per Carlito Brigante in Carlito’s way e Benjamin Ruggiero in Donnie Brasko. Tutti in qualche modo legati all’Italia. “Sono cresciuto nel Bronx dove in realtà gli italiani erano pochi. Ma il mio legame con l’Italia è sempre stato molto forte, in passato ci venivo spesso per prendermi un momento di relax”. E dal sapore italiano fu l’unico Oscar vinto da Pacino nel 1992 con Profumo di Donna, remake della pellicola omonima del 1974 con Vittorio Gassman. “Mia madre Rose adorava i film e il teatro italiano e mi ha insegnato ad amarli. Quando vinsi l’Oscar non avevo ancora visto il film originale, ma dopo lo feci. Un pezzo del mio Oscar era anche di Gassman”.

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