Napoli-Cagliari 0-0, gli azzurri salutano la Champions!

Nonostante oltre 50.000 presenti sugli spalti del San Paolo, ad incitare la squadra per questo ultimo scorcio di campionato, i buoni propositi del Napoli, quelli delle 4 finali da disputare, di provare a vincerle tutte e di guardare a se stessi e mai il risultato altrui, sbattono contro un pari che mette definitivamente il punto ad ogni aspirazione da Champions. Anzi, visto il sorpasso Juve, solo grazie ad una inaspettata concomitanza di risultati negativi delle due dirette concorrenti, Fiorentina e Genoa sconfitte in casa, gli azzurri riescono a difendere il settimo posto, ovvero l’ultima piazza utile all’Europa League, quella del turno preliminare di metà luglio!

Non si è visto il solito Napoli, questo lo sì è percepito fin dalle prime battute quando lo stesso Mazzarri lasciava trasparire un certo nervosismo per l’approccio dato dai suoi alla gara, poi ci sì è messo anche il guaio muscolare che ha lasciato fuori Lavezzi e così il gioco del Napoli non è mai decollato, rimanendo in uno stato embrionale per tutta la gara. Eppure il Cagliari non si è mostrato agguerrito come suo solito, la salvezza acquisita da tempo e la mancanza di Allegri alla guida tecnica hanno affievolito le performances degli uomini migliori degli isolani che non hanno mai impensierito De Sanctis il cui tabellino finale riporta zero parate. Diversamente, invece, è andata al suo dirimpettaio Marchetti che è stato impegnato più volte, tutte in prima frazione, dimostrando di essere già in forma mundial: al 3° sventa di testa su Denis; all’11° mette i guanti sulla bordata di Hamsik; al 36° chiude bene su Denis in uscita e sul successivo calcio d’angolo volando sulla destra a neutralizzare un preciso colpo di testa del Tanque; e per finire su Gargano al 38° che non svirgola palla come Bogliacino, ma trova sul suo sinistro ancora una volta pronto Marchetti a negargli la rete.

Il portiere cagliaritano suggella così un’impeccabile prestazione e legittima il ruolo di vice Buffon proprio sotto gli occhi del pubblico tanto caro a De Sanctis.

Non devono ingannare le occasioni sin qui elencate, perché la prestazione degli azzurri non è stata quella solita, quella attesa come intensa e volitiva, la squadra infatti s’è sentita spuntata, quasi rassegnata dalla rinuncia di Lavezzi dopo pochi minuti di gioco e l’ingresso di Bogliacino nel ruolo del Pocho ha creato più che altro confusione tattica. Ma non è stato l’unico errore di Mazzarri oggi, vittima di scelte poco felici a dire il vero, perché ci si sarebbe aspettato l’ingresso di una punta per Lavezzi, perché non ha funzionato il rientro di Aronica sulla sinistra, poco lucido in marcatura e spento in fase propositiva, quando a disposizione c’erano sia Dossena che Maggio.

E non ha convinto neanche il mancato utilizzo di Cigarini atteso che oggi c’era soltanto una punta lì davanti da sorreggere, il che avrebbe permesso alla squadra di raccogliersi attorno ad un uomo d’ordine mentre in campo ha regnato una certa anarchia tattica accompagnata da confusione ed imprecisione.

Se nel primo tempo il Napoli ripete il tormentone delle occasioni non concretizzate, nella ripresa neanche quello, anzi, fino alla parte centrale di frazione ha sofferto non poco il ritorno del Cagliari capace di chiudere gli azzurri nella propria metà campo risalendo col baricentro grazie ad un puntuale pressing portato fin sui difensori azzurri. Il Napoli ha cercato di ribattere con le ripartenze, ma la mancanza di precisione e l’incapacità di saltare l’uomo hanno dimensionato il Napoli al ribasso.

Sul finale l’espulsione di Cossu accende qualche nuova velleità azzurra e dalla polvere di un assalto scoordinato nasce all’ 83° una buona combinazione tra Zuniga e Maggio conclusa nel peggior dei modi dal columbiano che colpisce male la sfera tutto solo proprio davanti a Marchetti.

Lì cala definitivamente il sipario sui sogni di gloria e bisognerà stringere i denti fino alla fine per mantenere l’ultima posizione utile alla Europa League, anche perché, fisicamente, più di uno tra gli azzurri ha dimostrato di essere un po’ in sofferenza e la palla ora passa al preparatore Pondrelli che dovrà ben calibrare le energie residue degli azzurri per evitare spiacevoli sorprese. A noi non rimane altro che la speranza di rivedere in campo già dalla prossima settimana Lavezzi perché senza la sua velocità, senza Quagliarella e senza un piano alternativo, lì davanti il Napoli lascia molto a desiderare.

Antonello Greco – NapoliSoccer