Cosmos, l’ultimo studio sul rapporto cellulari-tumori

    Da anni, ormai, si moltiplicano gli studi dedicati al rapporto fra telefoni cellulari e salute. Molti paventano il rischio di tumori cerebrali per via delle radiazioni emesse dai telefonini e in genere dai dispositivi wireless, altri giungono a conclusioni più rassicuranti.

    L’uso di questi strumenti è diventato talmente diffuso e sostanzialmente irrinunciabile che si è resa necessaria una nuova ricerca denominata Cosmos (Cohort Study on Mobile Communications), la quale coinvolgerà più di 250.000 cittadini europei nel corso di 20-30 anni.

    Uno studio, quindi, che difficilmente potrà essere oggetto di polemiche e riserve, almeno dal punto di vista della qualità del campione. La ricerca indagherà sugli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sul nostro organismo e prenderà in esame di conseguenza non solo i cellulari, ma anche i dispositivi WiFi in genere, laptop e cordless.

    Lo studio, che sarà coordinato da Paul Elliot dell’Imperial College di Londra, analizzerà il comportamento delle persone con gli strumenti elettronici in tempo reale e cercherà di individuare gli effetti di questi ultimi tenendo conto non soltanto di eventuali responsabilità nell’insorgenza di tumori cerebrali, ma anche considerando altre patologie come l’Alzheimer e il melanoma.

    Uno degli ultimi studi sull’argomento è quello pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute a firma di Isabelle Deltour, ricercatrice presso l’Istituto di Epidemiologia dei Tumori della Società Tumori danese a Copenhagen. In quel caso, gli scienziati danesi hanno preso in esame l’incidenza di gliomi e meningiomi sulla popolazione fra il 1974 e il 2003, non riscontrando un aumento della percentuale in seguito all’avvento dei telefonini.

    In genere, questo tipo di studi viene tuttavia criticato a causa di un approccio superficiale che non tiene conto di alcuni fattori, primo fra tutti la difficoltà di collegare un eventuale tumore cerebrale a un periodo temporale preciso e quindi a precisi elementi ambientali di “disturbo”. Lo studio Cosmos cercherà al contrario di evitare questo limite, verificando giorno per giorno i modi di utilizzo delle nuove tecnologie e non tralasciando, come detto, possibili influenze su altre malattie.

    Andrea Sperelli – http://italiasalute.leonardo.it

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