La crisi in Grecia e i rischi per l’ euro

La Grecia rischia di diventar più famosa nel mondo per le tragedie economiche moderne che per quelle epiche antiche. Il rischio finanziario della Grecia oggi è il rischio euro? E’ una situazione, quella attuale, che può generare, innanzitutto con l’aiuto di quegli Stati in sofferenza, la fine prematura della moneta unica?

Prima dell’Italia vengono Portogallo, Spagna e Irlanda. (li chiamano PIIGS). A cui viene posto, dal mercato e dalle banche centrali ben più di un occhio di attenzione.

L’euro infatti è in bilancia con il dollaro e l’apprezzamento di quest’ultimo fa già costare molto di più le materie che importiamo. Non abbiamo visto, fra l’altro, i costi/litro della benzina? Se crolla il castello è probabile che si vorrà tornare alle barriere doganali/leve valutarie. Per chi resterà salvo sotto tutte ‘ste macerie

Ha ragione quindi la Germania ad essere titubante? A darglieli con tutte e cautele? Ma si deve intervenire poi?

Chi ha truccato i conti (destra greca con la banca Goldman) dovrebbe pagare e sia in termini interni, sia per tutti i sacrifici, seppur bene remunerati, imposti all’area Euro.

La Grecia ha truccato i conti come probabilmente anche l’Italia. Il problema risiede però nella capacità di riequilibrare le poste di bilancio utilizzando una manovra restrittiva (avanzo primario = +tasse – spese) e/o incremento del PIL che passa da investimenti per la produttività, spese in infrastrutture ecc.

La Grecia non ha molte opportunità di incrementare il PIL. La conseguenza è che dovrà incrementare l’avanzo primario quindi + tasse – spese = tensioni sociali.

Mi stavo quindi domandando e cercando una risposta. Basta la Grecia in (quasi) default per mandare a ramengo l’euro e ognuno tornare alla propria moneta? Non credo che si sappia in realtà. La moneta comune è un esperimento unico nella storia dell’economia. Certo è che l’Europa non si è fatta trovare preparata di fronte a fattispecie del genere. Nessuno strumento adatto ad un bailout, nessuna politica economica adatta, divergenze costanti e ritardi che peggiorano la situazione.

Basta vedere i valori dei cds (credit default swap). Più è elevato il valore del cds più è elevata la probabilità di fallimento (congelamento del debito). Quella linea arancione, come abbiamo viso prima è l’Italia che è tornata ad impennarsi. Se guardiamo i rendimenti qualcuno applaude ma la collettività fa scorrere giustamente la sua idea aall’Argentina. In azzurro il rendimento 10 yr Grecia, in giallo 10 yr dem, cioè Germania.

Il rendimento della Germania è il benchmark europeo (il riferimento). Ovviamente, se i rendimenti salgono i prezzi scendono portando in perdita molti portafoglio e possessori. Nel caso in cui la Grecia vada in default, la prima conseguenza sarà il congelamento del debito. La conseguenza più macro sarà che la Grecia, sempre in caso di default, dovrà tornare alla dracma.

La bolla di liquidità si sposterà su Portogallo, Spagna, Irlanda ed Italia ma a quel punto l’euro non esisterà più. Non esistono fondi per un bailout spagnolo, tanto meno per quello italiano.

Paolo Trezzi – Finansol

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