L’ addio di Bertolaso, la Protezione civile sarà guidata da Franco Gabrielli

Il capo della Protezione civile pronto a lasciare il suo incarico “ma non a causa delle inchieste” precisa. A no? Intanto si profila il nome del suo successore: il prefetto dell’Aquila, Gabrielli, già a capo del Sisde autore di una querela contro il giornalista Manuele Bonaccorsi e che attaccò i manifestanti delle carriole definendoli: “quattro cialtroni”

Guido Bertolaso lascia la Protezione civile. Questione di pochi mesi, probabilmente già a settembre, e il suo futuro vicecapo dipartimento, l’attuale prefetto de L’Aquila Franco Gabrielli, che assumerà l’incarico il 14 maggio, ne prenderà il posto. L’entourage di Bertolaso parla di decisione presa da tempo, prefigura un passaggio delle consegne più lungo e indica dicembre come mese dell’avvicendamento. Ma l’accelerazione dell’inchiesta di Perugia e la tensione provocata nel governo dalla goffa conferenza stampa di venerdì scorso con annesso incidente diplomatico con gli Stati Uniti, potrebbero rendere i tempi assai più brevi. È un fatto che la conferma di una decisione ormai presa l’ha data lo stesso Guido Bertolaso ieri a Udine intervenendo a un dibattito per i 34 anni dal sisma del Friuli.

“Gli uomini passano – ha detto – la Protezione civile, con il suo straordinario bagaglio di esperienza, resta. Non è un mistero per nessuno che già mesi fa dissi di voler lasciare la Protezione civile. Poi mi fu chiesto di rimanere vista l’emergenza per il terremoto dell’Aquila. Ora che al Dipartimento è arrivato il mio vice penso di poter lasciare”.

Il nome del successore circola già ed è Franco Gabrielli, ex poliziotto, ex capo del Sisde, diventato il Prefetto de L’Aquila dal 6 aprile del 2009 per lavorare fianco a fianco con Bertolaso nell’emergenza e ricostruzione del capoluogo abruzzese. L’ipotesi della successione era stata già avanzata, sul settimanale Left, da Manuele Bonaccorsi e Angelo Venti nell’articolo “Un prefetto successore”. Articolo che è costato ai due giornalisti, uno dei quali autore del nostro “Potere assoluto”, una querela da parte del prefetto annunciata, fatto insolito, in un’apposita conferenza stampa.

L’articolo incriminato sottolineava come il controllore (Gabrielli) di colui che dirigeva i lavori per l’emergenza e la ricostruzione a L’Aquila (roba da circa un miliardo di euro) non solo aveva accettato di buon grado che le sue funzioni di controllo fossero in gran parte esautorate, ma si era attivato più per denunciare i giornalisti che riportavano notizie inquietanti sulle ditte in appalto che le ditte stesse. Fino al caso di una ditta prima difesa a gran voce da Gabrielli a cui poi egli stesso dovette ritirare il certificato antimafia.

Gabrielli si era difeso definendo l’articolo in questione un concentrato di «sommatorie, falsità, non conoscenza della legge, preconcetti», e soprattutto volto a sostenere, in termini diffamatori, che il suo silenzio serviva a conseguire un vantaggio di carriera, succedere cioè a Guido Bertolaso.

Gabrielli è stato presente nelle cronache nelle scorse settimane anche per aver cercato di impedire, durante la campagna elettorale, la manifestazione del “popolo delle cariole” – il movimento che denuncia la mancata ricostruzione del centro de L’Aquila – e per averli definiti «quattro cialtroni». Questo Concetto ribadito anche nella suddetta conferenza stampa: «Non mi pento assolutamente e lo ribadisco che chi dileggia un’assemblea elettiva e le più alte cariche dello Stato in un’assemblea convocata per commemorare delle persone morte, è un cialtrone».

Il megafono quotidiano