La grafica e le altre forme d’arte: a Roma, Palazzo Poli ospita Rendering

L’Istituto Nazionale per la Grafica festeggia il 35° anniversario della sua fondazione con una mostra intitolata “Rendering”, a cura di Alida Moltedo Mapelli, con il contributo di Maria Francesca Bonetti e di Antonella Renzitti. Un percorso che suggerisce una riflessione sulle varie forme di relazione che si sono stabilite tra i linguaggi artistici nell’epoca moderna attraverso una panoramica sul rapporto della grafica (e delle sue trasformazioni attraverso il tempo) con la pittura, o con la scultura.
Accanto ad incisori, antichi e attuali saranno presentati artisti della fotografia, dall’Ottocento ad oggi, e videomaker.  Un percorso originale in cui trovare nuovi spunti e nuove chiavi di lettura. Infatti, la mostra si propone d’illustrare come gli artisti scelgono ancora di dedicarsi a una rielaborazione della storia e della tradizione attraverso il patrimonio di novità tecnico-linguistiche e di idee che l’epoca in cui vivono gli riserva. Dopo alcuni  riferimenti al Cinquecento e al Seicento, la mostra offre una selezione di autori moderni e contemporanei: dal Settecento,  epoca in cui gli incisori vengono chamato ‘traduttori’ quelli che riproducevano un’opera d’arte a scopo divulgativo fino all’epoca in cui l’artista sceglie di rielaborare un’opera altrui come spunto e pretesto del proprio percorso creativo. L’Istituto Nazionale per la Grafica, che incentra parte delle sue ricerche allo studio sulla stampa di traduzione, intende rilanciare il tema, evidenziando continuità e discontinuità, nelle diverse forme e tipi di traduzione nella grafica.
Dai disegni e le stampe di Francesco Giangiacomo che riporta a pure linee di contorno gli affreschi del Pinturicchio, alla traduzione della Danae del Correggio ad opera di Nicola Ortis e Alessandro Porretti, alla rielaborazione di Piranesi operata da Pistoletto, fino alla litografia di Francis Bacon con lo stesso Innocenzo X del Velàzquez che Celestino Turletti aveva tradotto nell’Ottocento; dalla documentazione degli affreschi raffaelleschi di Adolphe Braun, ai nudi accademici che rimandano a Michelangelo (Gaudenzio Marconi) o a Maestri dell’Ottocento (il Caino di Wilhelm Von Gloeden); dai più recenti tableaux vivants di Witkin e Morimura alle storiche rielaborazioni concettuali di Giulio Paolini, Luca Maria Patella, Luigi Ghirri, Mario Cresci; dal riutilizzo di Pasquale Santoro (Piranesi), alle citazioni di Jemima Stehli (Helmut Newton), alle appropriazioni di Sherrie Levine (Walker Evans) fino alle interpretazioni dei grandi Maestri e alle contaminazioni linguistiche nei video di Gioli, di Corsicato  e di Studio Azzurro.
Ad accogliere il visitatore all’ingresso del Palazzo, “La Vocazione da Caravaggio”, installazione degli street artist  Artcock.

Rendering
Traduzione, citazione, contaminazione. Rapporti tra i linguaggi dell’arte visiva
21 maggio- 18 luglio 2010
Roma, Palazzo Poli, via Poli 54                     
Orario  10.00 – 19.00 chiuso: lunedì e domenica
Ingresso  gratuito
Informazioni  +39  06 69980242    06  69980257
Sito internet: grafica.arti.beniculturali 

Artisti: Cherubino Alberti, Tommaso Aloysio Juvara, Francis Bacon, Federico Barocci,  Blandon, Adolphe Braun, Giuseppe Caccavale, Luigi Calamatta, Agostino Carracci, Cornelis Cort, Pappi Corsicato, Mario Cresci, Piero Dorazio, Giovanni Folo, Luigi Ghirri, Francesco Giangiacomo,  Paolo Gioli, Wilhelm von Gloeden, Frank Horvat, Nino Migliori,  Mimmo Jodice, Norman McLaren, Sherry Levine, Gaudenzio Marconi, Yasumasa Morimura, Adi Nes, Jackie Nieckerson, Richard Orley, Nicola Ortis, Giulio Paolini, Luca Maria Patella, Sioban Piercy, Michelangelo Pistoletto, Pontius, Alessandro Porretti, Guido Rey, Pasquale Santoro, François Spierre, Jemima Stehli, Guido Strazza, Studio Azzurro, Celestino Turletti, Joel Peter Witkin.