Università di Portorico occupata da un mese contro la loro legge Gelmini

Viva gli studenti! Quelli di Portorico, nel silenzio di quelli italiani. L’ isola caraibica, da 112 anni semi-colonia statunitense arriva alle soglie del terzo mese di mobilitazioni e un mese di sciopero generale e occupazione per garantire un’ Università pubblica libera, gratuita e di qualità che faccia ricerca scientifica e difenda il paese stesso contro la pretesa di privatizzazione voluta dal Mariastella Gelmini dell’isola, il governatore Luís Fortuño. L’ Università di Portorico è una delle più gloriose istituzioni del paese, il luogo dove si può coltivare il pensiero critico, l’ identità e si mantengono i fuochi della lotta per l’indipendenza nazionale dagli Stati Uniti.

Lo sciopero universitario si inserisce nella coraggiosa, determinata, silenziosa (silenziata) lotta di tutto un popolo contro il veleno neoliberale che il governatore Fortuño sta iniettando nella società e se ne fa simbolo riconoscibile per tutto un popolo. Niente di nuovo Fortuño: nell’anno e poco più da quando è in carica per il Partito Repubblicano (che a Porto Rico prende il nome di Nuovo Partito Progressista, sic), ha già licenziato 15.000 dipendenti pubblici nella sanità, nella scuola, nei servizi sociali essenziali, nel suo programma che nel tagliare i servizi base dello stato sociale pretende la privatizzazione degli stessi spostando centinaia di milioni di dollari verso i lavori pubblici e grandi opere dominate da una cricca corrotta vicina al governatore stesso. Quando Fortuño (un annessionista) ha annunciato tagli per altri 100 milioni di dollari dal bilancio dell’Università 2011 e la fine dell’esenzione dalle tasse per gli studenti a basso reddito e quelli meritevoli il vaso è traboccato. Nel giro di 48 ore un’assemblea generale si è trasformata in sciopero generale indefinito e occupazione di ben undici facoltà. “Per noi –afferma lo studente di diritto Fernando Espinal intervistato dal New York Times- sono misure che pretendono di escludere dall’educazione universitaria persone a basso reddito”. La voce della protesta è Radio Huelga (Radio Sciopero) che si può ascoltare qui: http://www.ustream.tv/channel/radiohuelga. L’autoritarismo di Fortuño si è trasformato immediatamente in repressione. La polizia ha stretto d’assedio le sedi occupate e da subito ha tagliato l’acqua e impedito l’accesso di alimenti. Non è servito a piegarli e anzi, alla protesta degli studenti si sono sommati i sindacati, le organizzazioni popolari, la florida comunità artistica. Il 13 maggio si è tenuta una delle più grandi manifestazioni in solidarietà con gli studenti della storia dell’isola e un giudice dignitoso ha obbligato la polizia a non impedire l’entrata di acqua e alimenti nelle sedi occupate. Solidarietà al movimento sta arrivando dalla patria grande latinoamericana, per esempio da Eduardo Galeano, dagli studenti cubani, dagli Stati Uniti e perfino da una delle stelle della musica commerciale dell’isola, Ricky Martin, fino a ieri considerato un uomo di destra.

La lotta così continua e rilancia. La situazione è sempre più tesa. Blocchi stradali sono stati organizzati in varie zone dell’isola. Ci sono stati scontri con la polizia e un genitore è stato picchiato e arrestato dalla polizia. Gli studenti, e con loro centinaia di docenti, non rinunceranno all’occupazione finché non verranno ripristinate le esenzioni alle tasse e non venga garantito il carattere pubblico dell’Università. In queste ore però si teme lo sgombero violento da parte della polizia di Fortuño e gli studenti hanno lanciato un appello alla comunità internazionale per non essere dimenticati. Sono un esempio gli studenti portoricani che lottano per l’università pubblica, gratuita e di qualità!

Gennaro Carotenuto