Caserta, rivolta di genitori e mogli contro le slot machines

E’ definita e non a torto la nuova droga e si chiama slot. Niente acidi, cocaina, ecstasy. Solo una banale macchinetta capace di risucchiare nel gioco compulsivo migliaia di persone che ogni anno, inseguendo un sogno impossibile, buttano al vento l’ iperbolica cifra di cento miliardi di euro. Famiglie distrutte, persone normali che finiscono in rovina, indebitate, alimentando il mondo dell’usura storie di disperazione che disegnano i contorni di un fenomeno dalle dimensioni impensabili, una vera e propria emergenza sociale.

E purtroppo la disperazione è emersa con veemenza anche a Caiazzo, laddove stante quanto ci ha raccontato un funzionario del Comune, si sono recate alcune madri e mogli disperate per il fatto che i loro congiunti stanno letteralmente dipanando nelle macchinette mangiasoldi quel po’ che era rimasto nei rispettivi risparmi. Il sindaco di Caiazzo, Stefano Giaquinto, avrebbe investito della questione o starebbe per farlo, l’ufficio di assistenza sociale nell’ambito C/6 e questa rappresenterebbe una vera e propria novità, atteso che nessuno al momento aveva voluto riconoscere che si tratta effettivamente di un vero e proprio allarme sociale. L’illusione della vincita facile ha preso un po’ tutte le fasce di età, compresi i giovanissimi. Eppure nel gioco “legale” le possibilità di vincita che sono basse: una ogni 140mila partite, anche se la legge prevede che il 75% delle giocate debba essere obbligatoriamente restituito con le vincite. Un dato, quest’ultimo, che, stando alle inchieste della Magistratura, si è però rivelato aleatorio. La torta viene spartita così: sul totale giocato, lo Stato effettua un prelievo del 13,5 per cento, mentre degli incassi, detratte le vincite, il 4% va alle concessionarie e il resto se lo spartiscono Aams, gestori e esercenti. Per conteggiare le giocate in base alle quali avviene la spartizione, dal 2005 ogni slot deve essere collegata in rete (pena pesanti sanzioni) con il sistema informatico gestito dalla Sogei, società del ministero dell’Economia.

Caiazzorinasce