Freedom Flotilla, lo sgomento di Obama per l’ attacco di Israele

    Il raid del commando israeliano sulle navi della “Freedom Flotilla” complica il tentativo del presidente statunitense, Barack Obama, di portare avanti il processo di pace in Medio Oriente. E inserisce nuove tensioni in un rapporto già difficile come quello tra Israele e Stati Uniti. E’ quanto si legge sul ‘New York Times’.

    Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha cancellato l’ incontro con Obama, previsto oggi a Washington. Ieri, al telefono, il presidente statunitense ha espresso “profondo rammarico” per la perdita di vite umane e sottolineato “l’ importanza di conoscere esattamente i fatti” il prima possibile. Lo hanno dichiarato fonti ufficiali.

    Nonostante l’ amministrazione Obama si sia espressa in maniera diplomatica sull’ attacco, i funzionari statunitensi, in privato, avrebbero espresso ‘sgomento’. E non solo sull’abbordaggio della “Freedom Flotilla”, che acuirà l’isolamento dal mondo dello Stato d’Israele. A irritare l’amministrazione sarebbero stati anche i tempi di questa nuova crisi, scoppiata quando i colloqui tra israeliani e palestinesi, con la mediazione degli Stati Uniti, stavano ripartendo.

    Perché tra israeliani e palestinesi il problema è sempre Gaza.

    “Questo deplorevole episodio sottolinea che il blocco non è sostenibile” ha dichiarato al ‘New York Times’ Martin Indyk, ex ambasciatore statunitense in Israele. “Serve a fermare gli attacchi di Hamas verso Israele, ma danneggia seriamente la reputazione internazionale dello Stato ebraico. Dobbiamo aiutarlo a trovare una via d’uscita” ha aggiunto.

    L’ amministrazione Obama supporta ufficialmente il blocco di Gaza, così come fece quella del suo predecessore, George W. Bush. Ma Obama, secondo fonti ufficiose della Casa Bianca, avrebbe più volte espresso la sua frustrazione per l’ emergenza umanitaria nella Striscia.

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