Pdl, guerra di nervi. Berlusconi attende Fini al varco

Berlusconi, sempre più seccato, attende al varco Fini. Nei gruppi parlamentari del Pdl è clima da mezzogiorno di fuoco. E dal Colle potrebbero arrivare sorprese sulla firma al ddl intercettazioni.

La crisi può attendere, ma non tanto. La resa dei conti tra Fini e Berlusconi, l’ ennesima, è solo rimandata, almeno stando al chiacchiericcio del Transatlantico. Prima c’è da fare i conti con l’approvazione della manovra, per non lasciare il Paese con una voragine nei conti e non dare all’opinione pubblica la sensazione che le tensioni nella maggioranza contino più della crisi. Questione di strategia, quel che è certo è che Berlusconi attende al varco Fini: il ddl Intercettazioni sarà il banco di prova della tenuta del centrodestra. Il testo approvato dal Senato, secondo Berlusconi, non è più modificabile.

Per i finiani, invece, ancora non va. Tutto sembra pronto, dunque, per il duello finale. Lo scudiero del premier alla Camera, il capogruppo Pdl Cicchitto, ha inviato una lettera a tutti i deputati chiedendo loro di assicurare una «costante presenza» in aula a causa dell’importanza e della delicatezza dei provvedimenti all’esame della Camera da oggi alla conclusione della sessione estiva che potrebbe prorogarsi sino alla prima settimana di agosto. I nomi degli assenti saranno pubblicati sul sito internet del gruppo. Clima da mezzogiorno di fuoco, si preannuncia un’estate rovente.

Deputati coscritti, dunque, per la madre di tutte le battaglie parlamentari di questa legislatura. E l’Aula si trasformerà in terra di nessuno. I generali alla guida delle rispettive truppe stanno man mano definendo la strategia. Berlusconi – giurano voci a lui vicine – non ne può più di Gianfranco Fini e della sua guerra di logoramento, per cui attende il casus belli per scatenare una guerra lampo. Fini e le sue truppe – non numerosissime, in verità – rinforzano le trincee e cercano alleati, sapendo che al momento opportuno avranno bisogno di sostegno. Dall’alto, precisamente dalle parti del Colle, si osserva la situazione. Potrebbero arrivare sorprese.

Sul Ddl intercettazioni, innanzitutto, perché gli osservatori sono meno possibilisti del solito: la firma del Presidente è tutt’altro che scontata. E questa è la prima preoccupazione del presidente del Consiglio. La seconda è l’avversione di Napolitano per eventuali elezioni anticipate. Dopo soli due anni di legislatura, in cui il centrodestra ha avuto un’amplissima maggioranza parlamentare e soprattutto in periodo di crisi economica, il Capo dello Stato farebbe tutto quanto è nelle sue possibilità per scongiurare il voto anticipato.

Intanto il coordinatore del Pdl Bondi, fedelissimo di Berlusconi, ed il finiano Bocchino continuano a suonarsele di santa ragione. Dice quest’ ultimo: «Non vorrei che qualche falco berlusconiano volesse lo scontro istituzionale. Che accarezzasse l’idea di farsi respingere la legge dal capo dello Stato per riapprovarla nello stesso testo e avviare uno scontro costituzionale». Pretattica? Certo è che nessuno vuole assumersi la responsabilità di una crisi di governo. Intanto le opposizioni, politiche e civili, si mobilitano. Il popolo viola, ad esempio, annuncia una grande manifestazione a luglio. E sembra di essere solo all’inizio.

Augusto Romano – Terranews.it