Dalle lumache di mare l’ antidolorifico più potente al mondo

    Dolore ai denti? Dolori articolari o muscolari? L’anestesia non fa effetto? Ci pensa la lumaca di mare. E’ stato infatti scoperto che il veleno delle lumache di mare contiene conotossine in grado di paralizzare le prede attraverso il blocco delle cellule nervose, meccanismo che potrebbe essere utilizzato per creare antidolorifici 100 volte più potenti dei trattamenti attuali.

    Le lumache di mare fanno parte della famiglia delle Conidae, e sono ben note per i guschi a forma di cono che utilizzano come protezione per il loro corpo delicato. Per cacciare, le lumache di mare sfruttano il loro particolare velenoper immobilizzare la preda e poi nutrirsene.

    Fino ad ora sono noti circa una trentina di casi di avvelenamento da lumache di mare, in alcuni casi fatali. Ed è proprio da questi casi che ci si è resi conto del potenziale farmacologico del veleno delle lumache di mare.

    Il veleno delle oltre 500 specie di lumache di mare sembra infatti contenere da 50 a 200 diversi peptidi, alcuni dei quali particolarmente utili nel combattere il dolore, blocchi neuromuscolari, infarti ed altri disturbi e patologie.

    La medicina moderna utilizza antidolorifici come la morfina, che agiscono sui recettori nervosi. Le conotossine sono in grado di ottenere un effetto superiore per via del fatto che sono peptidi, e che sui mammiferi alcuni peptidi agiscono molto bene come analgesici.

    Il solo farmaco derivato dalla conotossina approvato per l’utilizzo umano è lo ziconotide, ma sfortunatamente il suo funzionamento può essere compromesso dagli enzimi della saliva, il che rende questo farmaco inadatto ad essere assunto per via orale. Viene infatti somministrato chirurgicamente attraverso un’operazione invasiva e costosa.

    Ma David Craik ed il suo team dell’Università del Queensland in Australia hanno scoperto che i derivati delle conotossine prodotte dalle lumache di mare sono in grado di essere assunte per via orale senza compromettere il loro funzionamento.

    Sono stati in grado di produrre una versione sintetica della conotossina resistente agli enzimi del corpo umano, ed i test sulle cavie con dolori neuropatici hanno dato risultati decisamente incoraggianti: una sola dose assunta per via orale è in grado di ridurre la percezione del dolore in maniera significativa, tanto da risultare 100 volte più potente della gabapentina.

    Per via della sua potenza, la conotossina deve essere somministrata in dosi estreamente limitate per non incappare nel rischio di effetti collaterali. Ma i risultati sperimentali sono decisamente incoraggianti, e la nuova droga è stata presentata alla Food and Drug Administration per ottenere l’approvazione ad iniziare la sperimentazione su esseri umani.

    Daniele Bagnoli

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