Pdl, la campagna estiva: manovra, ddl intercettazioni e università

«Vogliamo fare tutti e tre i provvedimenti entro la pausa estiva: manovra, ddl intercettazioni e provvedimento università». Vero? Vero. Come? Ecco cosa ha dichiarato poco fa il coordinatore Denis Verdini (nella foto) a conclusione del vertice del Pdl che si è tenuto oggi a Palazzo Grazioli.

Il Pdl e’ disponibile a lavorare fino alla prima settimana di agosto per approvare i provvedimenti piu’ urgenti, cioe’ manovra, intercettazioni e riforma universitaria. Quanto alle intercettazioni, non si escludono modifiche al ddl, e, quindi, una possibile quarta lettura al Senato. A spiegarlo e’ uno dei coordinatori del Pdl, Denis Verdini, al termine del vertice con Silvio Berlusconi. Le priorita’ restano i provvedimenti sulla riforma universitaria, manovra ed intercettazioni. Dunque, spiega Denis Verdini, “proviamo ad approvarli tutti prima della pausa estiva”. Per questo “abbiamo studiato il calendario dei lavori per riuscirci”. Il Pdl e’ disponibile a modificare il testo sulle intercettazioni? “Vogliamo approvarlo, insieme agli altri provvedimenti, entro la pausa estiva – replica il coordinatore del partito – e abbiamo messo in conto anche una eventuale quarta lettura del ddl al Senato se necessario”. (Agi)

Come sia possibile ottenere un risultato del genere è chiaro. A colpi di fiducia. Annullando il dibattito. Azzittendo opposizione, parti sociali e soprattutto la minoranza finiana del partito. O così o si vota. E ignorando i consigli del Presidente della Repubblica che aveva invitato la maggioranza a rinviare all’autunno la discussione sul Ddl sulle intercettazioni e affrontare in via prioritaria la manovra. E poi, tanto per mettere ancora benzina sul fuoco, infilare nel calderone parlamentare del “voto coatto” anche la riforma universitaria. Il Pdl ha deciso di andare a scontro, alla prova di forza. Alla guerra, senza prigionieri. Approfittando dell’ estate per cercare di camuffare una forzatura di dimensioni straordinaria. Che colpirà la libertà di stampa, quel poco che rimane della libertà allo studio e i residui spazi di equità sociale sopravvissuti nel Paese.

Pietro Orsatti