Ungheria, eletto il nuovo presidente della Repubblica

L’ Ungheria ha un nuovo presidente. Il Parlamento di Budapest stamani ha eletto presidente della Repubblica ungherese il conservatore, Pal Schmitt che succede a Laszlo Solyom, anch’ egli conservatore, il cui mandato scade il prossimo 5 agosto. In Ungheria la figura del presidente della repubblica è esclusivamente cerimoniale, mentre è il primo ministro ad avere ampi poteri esecutivi. Schmitt ricopriva dallo scorso mese di maggio la carica di presidente del Parlamento ed è stato designato dal premier conservatore, Viktor Orban.

La sua elezione era scontata in quanto la maggioranza, che detiene i due terzi dei seggi dell’assemblea legislativa, aveva annunciato che avrebbe votato compatta il candidato designato dal premier. Così è stato. Stamani i deputati del gruppo parlamentare Fidesz, il partito di governo, hanno tutti votato per Schmitt. Duecentosessantatre voti contro cui i 59 voti dei socialisti, all’opposizione, hanno potuto ben poco. Quest’ultimi hanno invece, votato per il loro candidato, Andras Balogh. I Verdi e i deputati estremisti del Jobbik hanno invece, votato scheda bianca in segno di dissenso nei confronti di entrambe le candidature. Nello specifico, dei due, per i socialisti e i verdi, Schmitt è il meno idoneo all’incarico. A detta dell’opposizione: “Schmitt certamente non sarà un ostacolo al lavoro della maggioranza”.

Il capogruppo dei Verdi, Andras Schiffer intervenendo in merito, nei giorni scorsi aveva ricordato che: “in base alla Costituzione il presidente della Repubblica dovrebbe fare da contrappeso alla maggioranza di governo, facendo da garante della costituzionalità delle leggi”. “Schmitt invece, non ne ha ne la capacità, ne l’intenzione”, aveva aggiunto Schiffer. Nel corso di un’audizione in Parlamento Schmitt infatti, aveva affermato che non avrebbe intralciato il lavoro legislativo dell’esecutivo e che, da capo dello Stato non avrebbe avuto difficoltà a firmare tutte le leggi che la maggioranza voterà in futuro. La designazione di del neo eletto presidente invece, di una ricanditatura di Solyom, è nata dopo che il presidente uscente era diventato scomodo per la maggioranza. Solyom nel corso del suo mandato, conquistato nel 2005, si è mostrato un valido guardiano della costituzione. Quella costituzione che invece, il premier Orban vuole cambiare entro i prossimi due anni ispirarsi al modello francese di Repubblica presidenziale. Appena la settimana scorsa, in una delle sue ultime azioni da garante, l’ormai ex presidente Solyom aveva rimandato al Parlamento due leggi, fra cui quella sul licenziamento senza giusta causa degli statali, che era in contrasto con le normative europee. Schmitt è stato una leggenda della scherma. Campione olimpico a Città del Messico nel 1968 e Mocano nel 1972. Da atleta poi, è diventato dirigente sportivo assumendo la carica di presidente del Comitato olimpico nazionale ungherese che detiene dal 1983, e diventando membro del Comitato olimpico internazionale (Coi).

Ad un glorioso curriculum sportivo, il neo presidente ungherese, affianca anche un eccellente curriculum politico. É stato vicepresidente del Parlamento europeo, sottosegretario allo Sport tra il 1981 e il 1990 e ambasciatore in Spagna e in Svizzera. E’ iscritto al partito Fidesz dal 2003.

Ferdinando Pelliccia