iPad, quando il tablet diventa una tela per dipingere

QUANDO si sente ispirato, David Jon Kassan prende il suo zaino, ci butta dentro l’iPad e va. Per lui ogni angolo di New York è buono per dipingere, da Washington Square a Dumbo, dai vagoni della metropolitana alle vie intasate del centro. “Il vantaggio di non doversi portare appresso carta, matita e colori è impagabile”, spiega a Repubblica.it. A 33 anni, Kassan è uno degli artisti contemporanei più conosciuti d’America, con una sfilza interminabile di esibizioni da un capo all’altro degli States. Nella convinzione che “l’arte sia sempre tale, ad di là del medium”, da alcune settimane sta esplorando le possibilità creative dell’applicazione Brushes sul tablet di Steve Jobs. Come lui una schiera di artisti, digitali e non, si sta cimentando nel “finger painting”, la pittura con le dita direttamente sullo schermo a cristalli liquidi.

E’ sull’iPad, infatti, che l’applicazione Brushes consente di raggiungere i risultati più apprezzabili (altre opzioni simili, ma meno diffuse, sono SketchBook Pro e Layers). Lo schermo più grande (9,7 pollici) e la risoluzione migliore (1024 x 768 pixel) permettono di lavorare l’immagine con una precisione impossibile sull’iPhone, dove pure sono state create vere e proprie opere d’arte. A lanciare la moda nel giugno dell’anno scorso fu Jorge Colombo, che con la sua copertina per la rivista The New Yorker conquistò il soprannome di “iPhone Impressionist”. Da allora la “finger painting” su iPhone (e ora anche su iPad) è diventata un vero e proprio fenomeno, con un sito internet dedicato (FingerPainted) e un gruppo su Flickr che raccoglie le ultime creazioni degli appassionati di Brushes, letteralmente “Pennelli”.

Tra i nomi più illustri che si sono cimentati con l’applicazione spicca quello di David Hockney. Alla tenera età di 72 anni, l’artista inglese ha realizzato centinaia di opere con il suo iPhone: soprattutto fiori, tramonti e albe, che ha poi inviato via MMS ai suoi amici più cari. “La luce sul display – ha detto – è diversa da quella che può essere ricreata con i media tradizionali, in qualche modo ricorda il vetro o il mosaico”. Ora Hockney è passato all’iPad, “un oggetto che Van Gogh avrebbe amato”, lo ha definito in un messaggio al critico d’arte della Bloomberg News Martin Gayford.

E mentre gli esperti aspettano di vedere i suoi ultimi lavori hi-tech, due video documentano la nascita di un’opera d’arte sul tablet. Nel primo 7 si vedono le dita veloci di David Kassan che ritraggono il suo modello, un anziano signore barbuto: “il risultato finale è estremamente realistico”, commenta l’artista, aggiungendo che per portare a termine il ritratto ci sono volute circa tre ore, e non gli otto minuti della durata del filmato. Le rughe, le ombre delle palpebre, le sfumature di bianco della barba e dei capelli, sono tutti effetti ottenuti grazie alle varie opzioni del programma, allargando l’immagine il più possibile per fermare il dettaglio. Nell’altro video, realizzato dall’artista digitale britannico Kyle Lambert, si assiste alla creazione di un ritratto di Beyonce: da un semplice ovale l’immagine si trasforma fino a diventare una copia fedele, quasi una foto, del volto della cantante.

Kassan, famoso per i suoi dipinti realistici finora realizzati con tecniche tradizionali, è convinto che sfruttare al massimo le nuove tecnologie non voglia dire tradire l’arte. “Per me disegnare è disegnare, non importa il medium”, spiega a Repubblica.it. “Se traccio linee sulla carta o su un iPad il concetto è lo stesso: è l’ispirazione che conta. Il vantaggio dell’iPad è che può andare ovunque, come avere uno studio sempre a portata di mano”. Dal punto vi vista emotivo, assicura, “non si perde nulla, anzi: il fatto di dare forma al disegno con la punta delle dita avvicina la pittura alla scultura, aumentando, se possibile, il coinvolgimento dell’artista nel soggetto e nella composizione”.

Detto questo per Kassan, come per altri artisti che rifiutano l’etichetta “digitali”, il futuro non può essere fatto solo di schermi e byte. “Come vedo l’arte tra 50 anni? Per quanto mi riguarda – aggiunge – continuerò a essere in primo luogo un pittore tradizionale, che usa tela, pennelli e colori come si è sempre fatto. Non me la sentirei di convertirmi al cento per cento al medium digitale, anche se uno strumento come l’iPad è sicuramente di grande aiuto per gli sketch di viaggio e in movimento. L’integrazione tra i diversi media sarà la formula vincente”.

Più futurista nelle sue proiezioni è il britannico Kyle Lambert, artista specializzato in disegno, illustrazioni e animazioni 3D, nonché autore del ritratto iPad di Beyonce. “L’iPad – spiega Lambert a Repubblica.it – espande le possibilità degli artisti. Li mette nelle condizioni di far uscire l’opera d’arte dal computer e farle incontrare il mondo esterno in forme finora impensabili”. Senza pretendere di competere con Photoshop (che, come ricorda Lambert, “è un set avanzato e potentissimo destinato a restare uno strumento leader”), applicazioni come Brushes fanno intravedere le enormi possibilità dell’arte digitale in versione mobile. “Il settore – sottolinea l’artista – è ancora in fase embrionale, ma per il futuro possiamo aspettarci grandi cose”.

Ne è convinto lo sviluppatore di Brushes, Steve Sprang, che sta raccogliendo i feedback degli artisti per migliorare ulteriormente l’applicazione. “L’ideale – spiega Kassan – sarebbe aumentare ancora di più la risoluzione delle immagini: ora è pari a 72 dpi (punti per pollice, ndr); se si riuscissero a raggiungere i 600 dpi e ad allargare la tela sarebbe tutta un’altra storia”. Altre raccomandazioni, secondo Lambert, “riguardano la possibilità di fare selezioni e copiarle su diversi livelli, e un sistema in grado di misurare l’intensità con cui si preme sul touch-screen”. Solo allora – e sempre forse – il tablet potrebbe essere abbastanza sensibile da cogliere tutte le sfumature che un artista vuole dare.

Repubblica.it