Bruno Vespa: ”Sulla cena a casa mia sono state fatte ricostruzioni fantastiche”

Roma, 13 lug. (Adnkronos) – Le ricostruzioni comparse in questi giorni sui mezzi d’informazione sulla cena tenuta giovedi’ scorso a casa di Bruno Vespa sono “fantastiche e, oltre a tradire la verita’ dei fatti, lasciano immaginare che alcuni degli ospiti abbiano avuto ruoli ai quali sono totalmente estranei”. Lo afferma lo stesso Vespa in una lettera al direttore del Corriere della Sera e pubblicata oggi sul quotidiano di Via Solferino. Il 7 luglio del 1960 sulla edizione aquilana de Il Tempo, spiega Vespa, usci’ il primo articolo del conduttore di Porta a Porta: “a 50 anni da quel giorno, ho programmato un mese fa una cena, invitandovi alcune persone alle quali sono legato da antica amicizia ed altre che mi onorano di un piu’ recente rapporto di amichevole stima”. E durante la cena, “si e’ parlato di tutto, dalla situazione internazionale alla crisi economica e sono stati toccati anche temi meno impegnativi. Quando Berlusconi e Casini hanno avuto uno scambio di battute sulla situazione politica, nessuno degli altri ospiti (il cardinal Bertone, il Governatore Draghi e il presidente Geronzi, oltre a Letta) ha pronunciato una sola sillaba. Non una che e’ una. Parlare percio’ di ‘cena politica’ e addirittura di pressioni alla Santa Sede per un ipotetico ritorno dell’Udc al governo e’ irriguardoso prima che falso. Come e’ falso parlare di cena combinata per favorire l’incontro tra due leader politici”.”Sono amico di Casini da 25 anni e sia lui che Berlusconi hanno incrociato costantemente la mia vita di cronista negli ultimi due decenni. C’erano tutte le ragioni, insomma, per invitarli entrambi. La cena -conclude Vespa- doveva restare riservata non perche’ fosse ‘segreta’, ma soltanto perche’ era una privatissima occasione”.

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