Gip del Tribunale di Roma, c’è un nesso tra la Radio Vaticana ed eccesso di rischio di malattia per leucemia e linfomi nei bambini

Roma, 13 lug. “Lo studio suggerisce che vi sia stata una associazione importante, coerente e significativa tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana ed eccesso di rischio di malattia per leucemia e linfomi nei bambini, e che le strutture di MariTele, in modo limitato e additivo, abbiano plausimibilmente contribuito all’incremento di quel rischio”. Così si legge nella superperizia disposta dal gip del tribunale di Roma rispetto alle morti da elettrosmog avvenute tra il ’90 e il 2003, nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo, nella quale erano indagate 6 persone. La direzione della Radio Vaticana esprime “stupore” per le notizie relative alla perizia del gip del tribunale di Roma sulla correlazione tra le emissioni elettromagnetiche del centro di Santa Maria di Galeria e i tumori infantili, preannuncia la presentazione di controdeduzioni e sottolinea di aver sempre rispettato le norme nazionali e internazionali in materia di elettrosmog. Le conclusioni del rapporto di 139 pagine sono firmate dal professor Andrea Micheli. L’accertamento è stato disposto dal gip Zaira Secchi nel maggio 2005, ed è stato svolto in sede di incidente probatorio e riguarda l’incidenza della mortalità da leucemia nelle zone di Cesano e La Storta. “Per quanto concerne lo studio di mortalità relativo alle strutture di Radio Vaticana, le condizioni di prova richiesta si sono verificate”, si spiega. E poi si aggiunge che “rischi importanti” per la “fascia di esposti tra i 5 e i 9 chilometri dall’emittente, per almeno 10 anni, di donne e uomini di tutte le età, dove il rischio di morte per tumori emolinfopoietici”.

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