L’isola di Procida, sorella minore di Ischia e Capri

    L’isola di Procida si trova davanti alla costa napoletana e trattasi di una perla d’inestimabile valore del Mar Tirreno.

    Un piccolissimo gioiello della natura, ma nonostante sia davvero meravigliosa, rimane inspiegabilmente poco frequentata dai turisti, e forse proprio grazie a questo elemento, Procida può diventare luogo molto appetibile per tutti coloro che amano trascorrere una vacanza in completo relax e con poco caos intorno.

    Procida è considerata un pò la Cenerentola delle isole campane. Infatti rispetto alle sorelle maggiori Capri e Ischia è molto meno conosciuta.

    Andiamo quindi alla scoperta di quest’isola che e’ così descritta nelle pagine dell’ “Isola di Arturo” di Elsa Morante. “…sono per gran parte di origine vulcanica e specialmente in vicinanza degli antichi crateri, vi nascono migliaia di fiori spontanei, di cui non rividi mai più i simili sul continente. In primavera le colline si coprono di ginestre: riconosci il loro odore selvatico e carezzevole, appena ti avvicini ai nostri porti, viaggiando sul mare nel mese di giugno. Su per le colline verso la campagna la mia isola ha straducce solitarie chiuse fra i muri antichi, oltre i quali si stendono frutteti e vigneti che sembrano giardini imperiali.”

    Le origini del nome dell’isola si perdono tra realta’ e leggende. Alcuni sostengono che Procida derivi dal greco “prochetai”, cioè “giace” dal momento che guardando attentamente la forma dell’isola dall’alto sembra giacere coricata sul mare.

    Altri ancora fanno derivare il suo nome da quello della nutrice di Enea di nome Procida che qui fu da lui sepolta. Prima colonizzata dai Calcidesi provenienti da Eubea, divenne poi conquista dei Greci che hanno lasciato tangibili segni della loro presenza, visibili ancora oggi, come le tombe a tetto spiovente rinvenute sul territorio.

    L’isola durante il Medioevo fu spesso saccheggiata dai pirati saraceni ed è per questo che le coste dell’isola sono costellate dalle torri di guardia costruite proprio per avvistare i pirati e per difendere gli abitanti, sottoposti a continue razzie.

    Rispetto alle sue sorelle più famose Capri e Ischia, Procida conserva un fascino particolare, tutto suo, piu’ integro e selvaggio.

    L’isola è letteralmente avvolta dal profumo intenso delle piante di limoni, caratterizzata dalle tante casette colorate che si riflettono dalle rupi sulle acque del mare blu cobalto.

    Appena messo piede sull’isola, il turista verrà travolto dal profumo di salsedine e si troverà completamente circondato dalla macchia mediterranea che qui regna rigogliosa.

    Ma Procida non è soltanto paesaggio mozzafiato e natura selvaggia, è anche in possesso di un ricco patrimonio storico-artistico. Per questo motivo l’isola è meta di artisti e intellettuali che vi ritrovano armonia ed ispirazione in posti ancora incontaminati come la spiaggia di Chaiolella, punta Solchiaro, l’isolotto di Vivara ,vere oasi di pace.

    Le sue stradine strette e i viottoli che dall’entroterra portano al mare, sono state scenario di molti film tra i quali “Il Postino” e “Il talento di Mr.Ripley”.

    Per godersi in pieno Procida in tutta la sua bellezza, consigliamo di passeggiare lentamente nelle sue stradine, respirare l’odore dei luoghi, farsi trasportare dalla sua magia.

    L’isola, come abbiamo detto, custodisce anche delle meraviglie architettoniche di assoluto pregio. Degna di nota è la Chiesa della Madonna delle Grazie risalente al XVII secolo, elevata sopra una roccia alla sommità della Corricella.

    Il più caratteristico scorcio di Procida è Marina di Corricella, un suggestivo anfiteatro aperto sul mare.

    Il borgo marinaio della Corricella è assai pittoresco: qui le case dei pescatori aggrappate sull’alta e ripida costa formano un caratteristico agglomerato, particolare per i colori pastello: giallo, rosa, azzurro, verde, bianco, un tempo utili ai naviganti per riconoscere la propria casa dal mare.

    Il nome Corricella deriva dal greco “coros callos”( bella contrada), la medesima etimologia di Callìa, che ne costituisce la parte superiore.

    Un altro borgo di sicuro interesse, a strapiombo sul mare, è Terra Murata, così chiamato per le fortificazioni di epoca medioevale. Qui sorge l’Abbazia di San Michele del 1500, in origine un convento dei Benedettini.

    L’abbazia nel corso della storia fu piu’ volte saccheggiata e distrutta dai pirati poi, secondo la leggenda, una di queste incursioni fu evitata grazie all’apparizione di San Michele.

    I saraceni spaventati dall’apparizione fuggirono in fretta e furia e gettarono in mare una grande ancora, oggi custodita all’interno dell’abbazia in ricordo di quell’evento miracoloso. Da quel giorno San Michele divenne patrono dell’isola.

    In questo borgo tutto sembra essere rimasto immutato, il tempo pare essersi fermato. Terra Murata è tutto un coacervo di vicoli e stradine, un aprirsi di porte e di scale.

    Da non perdere per nessun motivo i Giardini di Elsa, pieni di fantastici frutteti, luogo ideale per una splendida passeggiata. E’ in questo autentico Paradiso Terrestre che Elsa Morante scrisse “L’isola di Arturo”, qui è nato il parco letterario dedicato alla nota scrittrice.

    Non sempre le mete più conosciute sono poi anche le più belle. L’isola di Procida nonostante non abbia l’appeal e la fama di altre mete turistiche è sicuramente un posto incantevole, che non ha proprio nulla da invidiare ad altri luoghi più inflazionati.

    Fabio Porretta