Nucleare, Usa e Israele ricattano la Giordania sulla questione uranio impoverito

Israele non firma il Trattato di non proliferazione, pur essendo l’ unica potenza atomica nel Vicino Oriente, ma impone ugualmente la sua politica nucleare ai paesi della regione. Non solo a quelli «nemici» come l’Iran ma anche a quelli amici, come la Giordania che pure coopera attivamente alla sicurezza dello Stato ebraico e alle sue politiche nei confronti dei palestinesi.

Governo e monarchia hashemita tacciono pubblicamente e lasciano alla stampa il compito di sfogare la loro irritazione per la linea israeliana, forte dell’appoggio dell’Amministrazione Obama. Tel Aviv e Washington, vogliono imporre alla Giordania di non arricchire in casa l’uranio scoperto (almeno 65mila tonnellate, 3% delle riserve mondiali) nel suo territorio e destinato alle due centrali che vorrebbe costruire nel golfo di Aqaba, sul mar Rosso. «Sì al nostro pacifico programma nucleare, al diavolo Israele», ha titolato secco il giornale pro-governativo “al Dostour”. «Malgrado tutti i trattati di pace e la nostra posizione moderata, Israele vuole tenerci in ansia dopo averlo già fatto nella questione delle forniture di acqua potabile», ha scritto l’editorialista Hilmi al Asmar riflettendo l’ amarezza e la rabbia dei governanti giordani che pure mostrano una linea morbida nei confronti di Israele e della sua occupazione dei territori palestinesi.

La stampa di Amman, rilanciando rivelazioni fatte da funzionari governativi, riporta che Israele sta facendo pressioni su Corea del sud e Francia affinché non forniscano al regno hashemita la tecnologia nucleare di cui ha bisogno per sviluppare il suo programma, volto unicamente a produrre energia elettrica, di fronte alla totale dipendenza della Giordania dal petrolio dei paesi vicini. Nei mesi scorsi la Jordan Atomic Energy Commission e la francese Areva hanno firmato un accordo per lo sfruttamento di giacimenti d’ uranio in Giordania, con un valore potenziale stimato in 600 milioni di euro. I governi di Francia e Giordania inoltre hanno sottoscritto un’ intesa per la creazione di un centro di formazione per ingegneri e tecnici del settore energetico e grandi imprese transalpine parteciperanno alla gara d’appalto per la costruzione delle due centrali nucleari sul Mar Rosso.

Israele, prima di dare il suo «via libera» al programma nucleare giordano, vuole imporre ad Amman l’ arrichimento del suo uranio in un paese occidentale. La Giordania per ora rifiuta ma deve fare i conti con le pressioni della superpotenza americana. Spinta da Israele, riferiva qualche giorno fa il sito d’informazione al-Bawaba, Washington minaccia di tagliare i finanziamenti diretti se il regno hashemita insisterà nel voler arricchire l’uranio in casa. Sono in ballo oltre 600 milioni di dollari in aiuti economici e militari ai quali la Giordania, paese a basso reddito pro capite e privo di risorse naturali, non può rinunciare.

Nena News