Allarme caldo e afa in tutta Italia: fino a domenica temperature torride

Si boccheggia in tutta Italia. L’afa non dà tregua. E non è finita. Anzi, Per i prossimi giorni è attesa una nuova ondata di calore, con il picco che dovrebbe essere raggiunto tra venerdì e sabato, prima al Centro Nord e poi al Centro-Sud. Per un po’ di refrigerio bisognerà attendere l’ inizio della prossima settimana. Almeno fino a domenica, dunque, temperature torride, fino a 40 gradi, e umidità alta. In aumento, come se non bastasse, anche i valori minimi, con clima afoso anche nelle ore notturne. È emergenza vera. E corre ai ripari il ministero della Salute annunciando l’attivazione di un numero verde unico nazionale, il 1500, per l’allerta caldo. Idea buona, ma non ancora realizzata. «Ci vorranno un paio di giorni, il tempo necessario per le operazioni tecniche» ha detto il ministro Ferruccio Fazio. Intanto la Protezione Civile estende il livello di allarme 3, il massimo, che fino a ieri interessava sei città (Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Roma e Torino): oggi saranno incluse anche Milano, Perugia e Trieste, da domani saranno in totale 19 delle 27 monitorate.

L’Italia, dunque, sempre più nella morsa dell’afa. E le previsioni non danno conforto. Il caldo proseguirà, almeno fino a domenica, con un picco venerdì, e temperature ben oltre i 35 gradi, che aumentano ancora in quella che viene definita “temperatura percepita”, a causa dell’alto tasso di umidità. E se gli esperti ormai non si stupiscono più delle temperature torride, rimarcano invece l’anomala durata del periodo anticiclonico che nella giornata di domenica raggiungerà i 20 giorni consecutivi. «Normalmente – spiega Giulio Betti, metereologo del portale 3bmeteo.com – un’alta pressione di questa intensità dovrebbe cedere dopo una decina di giorni». Ma cosa blocca l’anticiclone? «La causa va ricercata nella presenza di una vasta area depressionaria a ovest delle Isole Britanniche che richiama verso il Mediterraneo masse d’aria nord africana le quali continuano a gonfiare l’alta pressione. Dopo il 19 luglio la situazione potrebbe cambiare grazie all’ingresso di correnti umide e instabili di matrice atlantica».

In questa situazione di emergenza, con un aumento di decessi e di ricoveri un po’ in tutta Italia, il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha annunciato l’attivazione del numero verde (il 1500) del ministero della Salute per l’allerta caldo. «I cittadini potranno chiamare per parlare con nostri operatori, fra cui medici, e avere informazioni sul comportamento da adottare» con le temperature record di questi giorni, «e conoscere i numeri specifici per ogni Regione da contattare in caso di bisogno». «Siamo in situazione di allerta – ha detto Fazio nel corso della riunione al ministero con le Regioni, la Protezione Civile, rappresentanti del ministero dell’Interno, Anci e medici di base – in Nord e centro Italia c’è una situazione meteo che fa ritenere possa essere a rischio parte della popolazione, soprattutto gli anziani fragili». «Abbiamo un piano molto buono e ormai sperimentato – ha aggiunto Fazio – che consente di rilevare le ondate di calore, di individuare le persone a rischio di problemi e anche di attuare piani di emergenza». Il ministero della Salute invierà inoltre una circolare ad amministratori locali, prefetti e medici di famiglia per assicurarsi che «tutti seguano le indicazioni».

E mentre ieri erano sei le città (Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Roma e Torino) in cui l’allarme aveva raggiunto il “livello 3”, il massimo, quello in cui è «necessario adottare interventi di prevenzione mirati alla popolazione a rischio», oggi il numero salirà a nove mentre venerdì saranno 19 sulle 27 città monitorate dalla Protezione Civile, che dovranno fare i conti con le ondate di calore: Bolzano, Bologna, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. I consigli per combattere l’afa sono sempre gli stessi: bere molta acqua, mangiare frutta e verdura, evitare di uscire nelle ore più calde. Almeno fino a domenica. Poi, forse, il tempo cambierà.