Camorra, clan dei Casalesi: il grande business dello zucchero

Il pezzo più pregiato si era salvato. La somma di circostanze favorevoli, non ultima la difficoltà di dimostrare il collegamento tra il vecchio e il nuovo, aveva messo al riparo la «Commerciale europea», società specializzata nella produzione e nella vendita dello zucchero. Stesso core business della Ipam, stesso cognome del titolare, indiscutibile legame di parentela tra Dante e Franco Passarelli, padre e figlio, titolari dell’una e l’altra impresa.

Eppure la produzione di Kerò, venduto attraverso una ramificatissima rete commerciale che ha coperto le piazze italiane fino al nord del Lazio (aveva conquistato pure le forniture dei traghetti della Tirrenia), isole comprese, era passata indenne attraverso le indagini patrimoniali sul gruppo agroalimentare, sulle ricchezze del clan dei Casalesi, sulle attività di riciclaggio effettuate in Terra di Lavoro.

Poi, un anno e mezzo fa, la svolta, con il coinvolgimento di Franco Passarelli, primo dei sei figli dell’uomo che fu – è scritto nella sentenza Spartacus – il cassiere di Francesco Schiavone-Sandokan, in una nuova indagine. In quella circostanza, i carabinieri di Caserta dimostrarono il collegamento tra lui e un gruppo di camorristi di Maddaloni, indicandolo quale terminale di una serie di estorsioni ai danni del titolare dei supermercati Alvi (gruppo salernitano recentemente fallito). Estorsioni fatte attraverso la richiesta di denaro e l’imposizione di forniture. Di zucchero, naturalmente.

Quell’inchiesta aveva portato, a marzo del 2009, all’arresto di Franco Passarelli. E nell’aprile scorso al sequestro, ordinato dalla sezione per le misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dell’intero patrimonio di famiglia, quello ereditato da Dante Passarelli morto a novembre del 2004, dieci mesi prima della sentenza del processo Spartacus.

Solo lo zuccherificio Kerò, con sede a Pignataro Maggiore, si era salvato. Ieri mattina l’anomalia è stata sanata. I carabinieri del Reparto operativo di Caserta hanno eseguito, infatti, il decreto di sequestro preventivo firmato dai pm Federico Cafiero de Raho, Raffaello Falcone (titolare dell’inchiesta sulla camorra a Maddaloni) e Alessandro D’Alessio. Il provvedimento è stato notificato a Franco, Biagio, Davide e Gianluca Passarelli, oltre che a Susanna Cantelli e Clelia Natale, mogli di due dei figli di Dante Passarelli. Sono accusati di riciclaggio…

Rosaria Capacchione – IlMattino