Inchiesta P3, il gruppo avrebbe agito anche su mandato di Formigoni

Il governatore della Lombardia Roberto Formigoni

Nell’ambito delle indagini sulla presunta loggia massonica P3 i carabinieri del nucleo investigativo di Roma hanno inviato ieri ai pm della Procura della Capitale un’informativa: nel documento si spiega il ruolo del premier Silvio Berlusconi nella vicenda -ruolo emerso dalle telefonate intercettate tra l’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino e il giudice tributario Pasquale Lombardo, che nelle conversazioni si riferivano a Berlusconi chiamandolo “Cesare”- nonché l’influenza del governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Formigoni avrebbe infatti incaricato il gruppo di spingere il presidente della Corte d’Appello di Milano Alfonso Marra -che a sua volta avrebbe conquistato la carica anche grazie all’intensa attività di pressione esercitata dal gruppo sui membri del Csm- perché intervenisse sull’esclusione della sua lista nell’ambito delle elezioni regionali di quest’anno.
“Altri personaggi vicini al gruppo -si legge inoltre nel documento- che prendono parte alle riunioni nel corso delle quali vengono impostate le principali operazioni o che paiono fornire il proprio contributo alle attività d’interferenza, sono individuabili nei giudici Arcibaldo Miller, Antonio Martone e nel sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo“. Ora i pm della Procura di Roma stanno esaminando la posizione dei tre.

Tatiana Della Carità