L’isola di Favignana una vacanza tutta mare e relax

    La bellissima isola di Favignana, chiamata anche la “grande farfalla” per la sua forma molto simile ad ali di farfalla che si può chiaramente notare osservandola dall’alto, è la principale delle Isole Egadi.

    Essa si trova a 7 km dalla costa occidentale della Sicilia, più specificatamente si estende nelle acque tra Marsala e Trapani. Qui tutto sembra essersi fermato nel tempo, questo è il luogo ideale per una vacanza tutta mare e relax, lontano dai ritmi frenetici.

    Favignana mantiene ancora oggi intatto il suo profilo di luogo costituito esclusivamente da pescatori, dove la vita scorre calma e serena, scandita dai ritmi della natura e del mare.

    L’isola prende il suo nome dal vento Favonio, un vento caldo che soffia da ovest. Essa presenta 33 chilometri di coste che sono un mix molto eterogeneo: alte e rocciose oppure basse e sabbiose, di un fine colore bianco e rosa.

    Fare il bagno nelle sue acque trasparenti e cristalline è un’esperienza meravigliosa. Infatti, il mare che circonda l’isola siciliana non ha proprio nulla da invidiare a quello delle tanto più reclamizzate isole caraibiche.

    La struttura dell’isola è prevalentemente pianeggiante e può essere facilmente attraversata in lungo e in largo in bicicletta. E’ un’isola ricchissima di tufo con molte cave, le quali fin dai tempi dei romani sono state sfruttate per costruire la maggiorparte delle abitazioni, sia sull’isola che in Sicilia.

    Favignana è caratterizzata dalla presenza della macchia mediterranea con i suoi inconfondibili profumi. Inoltre si potranno osservare molte specie di uccelli particolari come: il biancone, il pellicano, il fenicottero, il cormorano, il grifone.

    Ma la sua bellezza più grande è rappresentata dalle coste e dagli innumerevoli anfratti, calette e grotte dove è possibile godersi un mare da cartolina dalle molteplici gradazioni di blu, che variano dal turchese all’azzurro.

    La grotta del Bue Marino, un tempo rifugio della foca monaca, presenta bellissimi fondali ricchi di pesci. Qui e’ possibile fare giri dell’isola in barca ed effettuare bellissime immersioni affidandosi ai vari centri diving specializzati nelle immersioni.

    Una delle spiagge più rinomate dell’intera isola è Cala Rossa dai fondali unici e misteriosi. Le tonalità di turchese del mare si riflettono sulle bianche pareti di tufo creando meravigliose sfumature d’azzurro.

    Una spiaggia, invece, con meravigliosa sabbia rosata è Cala Azzurra, situata tra Punta Marsala e Punta Fanfalo, è caratterizzata da un mare liscio e trasparente.

    La spiaggia più grande dell’isola è Lido Burrone, una lunghissima spiaggia di sabbia bianca. Punta Sottile è resa affascinante dalla presenza del solitario e maestoso faro da dove si può scorgere al tramonto il profilo della vicina Isola di Marettimo.

    L’isola di Favignana è anche tristemente nota per la mattanza, l’antica tecnica di pesca dei tonni tramandata per secoli di pescatore in pescatore.

    Tra fine maggio e metà aprile è il periodo della riproduzione dei tonni, periodo in cui i branchi di tonni seguono le correnti che portano dalle fredde acque dell’oceano a quelle più calde del Mediterraneo.

    I pescatori di Favignana approfittavano dell’evento allestendo in mare una serie di reti (tonnara), vere e proprie camere per catturarli.

    I pesci venivano spinti con remi, bastoni e fiocine, da una camera all’altra, ognuna delle quali conteneva sempre meno acqua fino ad arrivare in un vicolo cieco la cosiddetta “camera della morte”.

    I tonni intrappolati in un quadrilatero di barche nere (le muciare) e, ormai stanchi e ammassati l’uno addosso agli altri, venivano arpionati e uccisi tra il rumore assordante delle pinne che sbattevano e si agitavano sulla poca acqua intrisa di sangue che in breve tempo innondava tutto e tutti.

    Una pratica, quella della mattanza, che è stata aspramente criticata sia per la natura cruenta del rito, e soprattutto per il fatto che andando a colpire i tonni proprio nel loro periodo di riproduzione si rischiava seriamente di sterminare la specie.

    Una tradizione secolare che sarebbe dovuta cambiare, ma troppe cose nel mondo andrebbero cambiate, come la mattanza dei cuccioli di foca bianca in Canada oppure l’uccisione indiscriminata delle balene ad opera dei giapponesi.

    Comunque a Favignana sembra che il messaggio sia stato recepito, amministrazioni locali e regionale si son mosse all’unisono tutte in direzione della tutela, del rispetto e della preservazione dei tonni.

    Soprattutto la coscienza e la sensibilità dei pescatori è mutata, consci che continuando a quei ritmi presto non si sarebbe pescato più nulla.

    La tonnara ha funzionato a pieno ritmo fino a poco tempo fa, poi per l’afflusso di tonni sempre minore è stata chiusa e abbandonata. Oggi ospita un museo in cui si ripercorre il folcloristico ma sanguinoso rituale della pesca del tonno con immagini e documenti d’epoca.

    Arrivare a Favignana è molto semplice, ci sono molte opzioni: in aereo con voli charter dalle maggiori città italiane, oppure con scalo a Palermo e da qui con bus fino a Trapani e poi con traghetto o aliscafo per l’isola. Oppure in nave dal porto di Napoli.

    L’isola sta diventando meta turistica ambita. Partono da tutto il mondo pur di visitarne le bellezze naturali, anche se ancora non è  invasa dal turismo di massa.

    Ma vi assicuriamo che ha tutte le carte in regola per essere da voi presa in seria considerazione quale prossima vostra meta di villeggiatura.

    Fabio Porretta