Preti pedofili, il Vaticano adotta pene più severe

Giro di vite da parte del Vaticano per combattere i delitti dei preti pedofili: la prescrizione per tali reati passa adesso da 10 a 20 anni, gli abusi sessuali sugli handicappati psichici vengono equiparati a quelli sui minori e si introduce il “delitto di pedopornografia”. Sono in sintesi le modifiche al documento ‘Delicta Graviora’ uscito nel 2001.

Il Vaticano, nelle nuove norme sui delitti di pedofilia, afferma che in casi particolarmente gravi si può procedere “per decreto extragiudiziale”, e o per decisione papale in modo che il sacerdote colpevole venga punito immediatamente. La novità, contenuta nelle nuove regole di riforma del documento del 2001 sui “delicta Graviora”, recepisce quanto già pubblicato su Internet dal Vaticano nelle linee guide dello scorso aprile. Mons. Scicluna, promotore della Giustizia vaticana per tutti i casi di pedofilia ecclesiastica, ha spiegato che i casi gravi rappresentano il 20% del totale.

Anche i laici potranno fare parte dei tribunali ecclesiastici incaricati di pronunciarsi sui casi di preti pedofili: e’ questa una delle novita’ contenute nella revisione del documento del 2001 sui ‘Delicta Graviora’ . Il Vaticano prevede adesso di avvalersi ”come membri del personale dei tribunali, o come avvocato o procuratori, non solo piu’ di sacerdoti, ma anche laici”. Cio’ specialmente nel caso di abusi sui minori, ha precisato il procuratore della Giustizia vaticana, mons. Charles Scicluna.

VATICANO POTRA’ GIUDICARE ANCHE CARDINALI – Nei delitti contro la fede e in quelli “più gravi” contro i costumi e la morale (in cui rientra la pedofilia) , la Congregazione per la Dottrina della fede “ha il diritto” di giudicare anche i cardinali. E’ quanto stabilisce la nuova normativa vaticana presentata oggi in aggiornamento del documento sul ‘delicta graviora’ del 2001.

SEGRETO PONTIFICIO NON FERMI DENUNCIA – Il “segreto pontificio”, a confidenzialità che deve accompagnare i processi canonici sui preti accusati di pedofilia, non deve mai impedire la denuncia alle autorità civili: è quanto ha ribadito oggi il procuratore della Giustizia vaticana, mons. Charles Scicluna, illustrando ai giornalisti le nuove norme vaticane che modificano e aggiornano il documento sui Delicta Graviora del 2001. Bisogna “obbedire alle leggi civilì senza aspettare l’esito del processo canonico, ha ripetuto mons. Scicluna. Anche se nell’aggiornamento presentato oggi non vi è alcuna menzione sulla collaborazione con la giustizia ordinaria, il presule ha precisato che le linee guida pubblicate dal Vaticano lo scorso aprile imponevano tale collaborazione, con obbligo di denuncia nel caso le normative nazionali la prevedano. Mons. Scicluna ha spiegato che ciò non è contemplato nella nuove regole dei ‘Delicta Graviora’ in quanto si tratta di un documento canonico concentrato sulle competenze della Congregazione per la Dottrina della fede. Del resto, ha commentato, il rispetto delle leggi dello Stato è un precetto che risale a San Paolo.

VATICANO: DONNE PRETE DELITTO GRAVISSIMO CONTRO FEDE – Il tentativo di ordinare le donne prete è un delitto gravissimo contro la fede, e per tale motivo, se ne occuperà, in appello, l’ex Sant’Uffizio. Tuttavia , nel presentare le nuove regole che aggiornano il documento del 2001 sui “delicta graviora”, i responsabili della Santa sede hanno precisato che si tratta di un delitto “gravissimo” contro la fede, ma non può essere equiparato a quelli di pedofilia, che riguardano la dimensione morale.

Ansa