Si del Senato alla Manovra, dl passa alla Camera. Finocchiaro: “Impoverisce il paese e dimentica i giovani”

Si’ dal Senato alla fiducia chiesta dal governo sul maxiemendamento alla manovra correttiva. I si’ sono stati 170, i no 136. Il testo, che deve essere convertito in legge entro fine luglio, passa ora all’esame della Camera.

FINOCCHIARO(PD), E’ INIQUA, DIMENTICA GIOVANI – Una manovra “fortemente iniqua e recessiva, che toglie al Paese prospettive di crescita e sviluppo” che non coniuga le parole austerità e rigore con giustizia per il fatto che “non pesa allo stesso modo e progressivamente, tra chi ha poco e chi invece ha ricchezze e rendite che non vengono toccate dalla manovra”. E’ il giudizio che il capogruppo del Pd Anna Finocchiaro ha espresso durante il dibattito sulla fiducia al Senato sottolineando soprattutto i temi che non sono affrontati dal provvedimenti, a partire dai giovani. “Non abbiamo messo mai in discussione né la necessità né la consistenza – ha affermato la Finocchiaro – Abbiamo invece insistito sul fatto che manovra sia fortemente iniqua e recessiva”. La Finocchiaro ha quindi parlato dei giovani e della disoccupazione “una questione che non ricorre nel dibattito parlamentare e nelle parole della politica”. “Non c’é una misura che riguarda i ragazzi e le ragazze di questo paese”, ha detto la senatrice ricordando il livello di disoccupazione giovanile al 25,4% e il fatto che abbiamo il più alto tasso di giovani che sono proprio fuori dal mercato” La capogruppo del Pd ha quindi ricordato che non ci sono misure sul mezzogiorno, e mancano investimenti e sviluppo. Sul federalismo, poi, dopo aver ricordato che la riforma è stata costruita in modo bipartisan con spirito di “solidarietà e responsabilità: “quel federalismo è morto e sepolto – ha detto – Di nuovo la pistola è in mano alle regioni ricche e ai cittadini delle Regioni più povere toccherà una mattanza di diritti e cittadinanza”. La senatrice ha quindi criticato la sospensione dell’aspetto della riforma della Pa che prevedeva merito e produttività.

DRAGHI: GIUSTO FARE PRESTO, VEDREMO RISULTATI – “Era inevitabile agire al più presto”, dice il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, parlando all’assemblea dell’Abi della manovra economica. “Se la correzione possa effettivamente consentire di raggiungere gli obiettivi di indebitamento netto potrà essere valutato solo nei prossimi mesi, anche tenendo conto del quadro macroeconomico e delle sue retroazioni sul bilancio”, ha poi aggiunto Draghi, indicando anche che “la stima degli effetti del contrasto all’evasione presenta incertezze”. Draghi rileva che “era necessaria una decisa correzione di rotta rispetto alle tendenze dell’ultimo decennio”.

“Il riordino dei conti pubblici e la crescita sono, insieme, condizioni essenziali per la stabilità finanziaria”. Lo sottolinea il Governatore della banca d’Italia, Mario Draghi, parlando della manovra economica all’assemblea dell’Abi. “All’obiettivo della crescita va orientata – avverte – la necessaria ricomposizione dell’intero bilancio pubblico”. E per Draghi “muovono in questa direzione le riforme già avviate nella pubblica amministrazione e quelle che innalzeranno l’età di pensionamento”. Inoltre, dice Draghi, “il contenimento dell’evasione fiscale può essere un importante leva di sviluppo se correlato alla riduzione delle aliquote gravanti sui contribuenti onesti”. Per Draghi bisogna poi evitare che “i debiti commerciali e quelli delle aziende di servizi pubblici controllate dalle amministrazioni non devono essere strumento di aggiramento dei vincoli di bilancio”.