Cgil: Dall’inizio dell’anno 660mila lavoratori in cassa integrazione. Buste paga sempre meno dignitose

ROMA – Sono oltre 660mila i lavoratori che dall’inizio dell’anno sono stati sottoposti a cassa integrazione, con tutte le pesanti ripercussioni sulla busta paga del caso. Secondo il rapporto di giugno dell’Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil Nazionale, la situazione produttiva italiana è drammatica ed è destinata a peggiorare a partire da gennaio 2011, con decurtazioni del reddito pari 2,4 miliardi di euro. L’analisi ha anche ricalcolato il tasso di disoccupazione, passato dal 9,1% (certificato dall’Istat per il primo trimestre) al 12,1%.

Dall’analisi della Cgil, il ricorso alle ore di cassa integrazione conferma la tendenza al ribasso per quella ordinaria e per quella straordinaria ma vede un poderoso aumento di quella in deroga (Cigd), ovvero lo strumento che estende gli ammortizzatori sociali ai lavoratori che finora non erano tutelati. Le ore di Cigd a giugno, infatti, aumentano su maggio del 7,30%, attestandosi così al valore più alto degli ultimi 18 mesi, mentre per quanto riguarda il primo semestre 2010 l’aumento tendenziale è del 637,51%, per un totale di 155.497.686 ore di Cigd. Quanto al tiraggio, il rapporto precisa che le ore effettive registrate nei primi quattro mesi (215.635.882) – pari a 336.931 lavoratori a zero ore – hanno già raggiunto il valore delle ore utilizzate nei primi sei mesi dello scorso anno segnando così un peggioramento di circa il 30% sul consumo effettivo di Cig sul 2009.

Il rapporto, afferma il segretario confederale della Cgil, responsabile Industria, Vincenzo Scudiere, “dimostra come la crisi produttiva sia grave e la manovra economica non faccia altro che ampliare i rischi di peggioramento delle condizioni di reddito e sociale delle famiglie”. Secondo il dirigente sindacale, “il quadro che ne deriva denota l’urgenza di interventi da parte del governo anche a fronte degli effetti determinati dalla manovra economica che riducono gli spazi e le possibilità di finanziamento da parte delle Regioni”.

L’Osservatorio della Cgil sottolinea come il ricorso alla Cig a giugno cali rispetto a maggio (-11,39%), con un volume di ore pari a 103.545.689, mentre il primo semestre del 2010 fa registrare un +71,21% rispetto al primo semestre dello scorso anno e si attesta ad una richiesta di 636.140.849 ore di Cassa integrazione. Nel dettaglio la Cigo (Cassa integrazione ordinaria), dopo il peggioramento del mese precedente, conferma la tendenza al calo riducendosi a giugno sul mese precedente (-21,53%), per un totale di 27.306.297 ore, mentre nel periodo tra gennaio e giugno diminuisce del -20,57% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Quanto alla Cigs (Cassa integrazione straordinaria), sempre per quanto riguarda giungo diminuisce sul mese precedente del -16,48%, per un totale di ore pari a 41.501.570, mentre sul primo semestre aumenta del 225,27% sullo stesso semestre del 2009 per un volume di ore di cassa straordinaria di 267.606.924. I settori con aumenti maggiori, primo semestre dell’anno sullo stesso periodo dello scorso, sono: il settore dell’edilizia +712,14%, il settore del legno +542,40%, il settore metallurgico +524,26%, il settore meccanico +411,82% e il settore del commercio +300,10%. “Il ricorso alla Cigs – spiega Scudiere – resta molto elevato e conferma le crescenti difficoltà produttive e sociali con crisi aziendali che ormai continuano ben oltre il tetto delle 52 settimane previste dalla Cigo e sono sempre più evidenti i disagi di lavoratori che hanno ormai concluso i periodi coperti da interventi di welfare e risultano disoccupati”. La Cigd continua ad aumentare con forza. Le ore di Cigd a giugno aumentano su maggio del +7,30%, attestandosi così al valore più alto degli ultimi 18 mesi.

Per quanto riguarda il primo semestre l’aumento sullo stesso periodo è del 637,51%, per un totale di 155.497.686 ore di Cigd. Da gennaio 2009 a giugno 2010 sono state autorizzate 275.676.806 ore di Cigd. Le regioni maggiormente esposte nella Cigd, nel rapporto primo semestre 2010 su 2009, sono la Lombardia con 45.587.512 ore (+603%), segue l’Emilia Romagna con 25.332.960 ore (+4.018,87%). I settori maggiormente colpiti sono quelli che non rientrano nella normativa attuale della Cigs. In primis l’edilizia che registra nei primi sei mesi del 2010 l’aumento percentuale più alto sullo scorso anno pari a +6.075,24%, segue il Commercio (+1.352,75%) con 40.048.489 ore di Cigd mentre la piccola industria meccanica, per volume, ha il ricorso più alto con 48.513.573 ore di Cigd e un incremento sul 2009 del +879,68%. “In molti settori – commenta Scudiere – il livello delle ore di Cigd ha raggiunto e sta raggiungendo le ore di Cigs è il segno più evidente della diffusione della crisi e resta anche il segno di un logoramento di un sistema di intervento sociale non più in grado di rispondere ai bisogni complessivi dei lavoratori”.

Aumentano i ricorsi alla Cigs. Fino a giugno 2010 sono stati già emessi 3.553 decreti con un +168,76% sul primo semestre del 2009 e riguardano 4.949 unità aziendali. Aumentano le crisi aziendali (+224,09%) ed anche le aziende che hanno fatto ricorso al fallimento (+132,26%) e al ricorso al concordato preventivo (+160,98%).
Aumentano i contratti di solidarietà (+86,40%) e rappresentano il 13,12% del totale dei decreti mentre tornano ad aumentare le domande di ristrutturazione aziendale +18,57%. “Resta ancora costante – afferma il segretario confederale Cgil – l’aumento degli interventi passivi verso le imprese, mentre continuano a restare pochi, gli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale”.
– LAVORATORI IN CIG: Nel periodo tra gennaio e giugno 2010, considerando un livello medio di ricorso alla Cig pari al 50% del tempo lavorabile globale, si confermano in questo periodo oltre 1.325.000 i lavoratori in Cigo, in Cigs e in Cigd.

Prendendo invece a riferimento i lavoratori equivalenti a zero ore per tutto il periodo 2010 si determina un’assenza completa di attività produttiva per 662.647 lavoratori, di cui 161.977 in Cigd. Inoltre, nel corso dei primi sei mesi del 2010, i lavoratori parzialmente tutelati dalla Cig hanno perso nel loro reddito già oltre 2.439.355.486 di euro. “E’ sempre più evidente – osserva Scudiere – su chi pesa la crisi e chi ne sopporta il carico maggiore, ora in aumento anche per effetto della manovra economica del governo”.

Il numero dei lavoratori in Cig, se sommato al numero degli inattivi (290.846 unità) e al totale dei disoccupati (2.273.318 unità), porta il tasso di disoccupazione registrato dall’Istat per il primo semestre dell’anno dal 9,1% al 12,1%. “Queste cifre potevano e potrebbero essere ridotte da azioni preventive contro la disoccupazione ma – conclude Scudiere – con la manovra del Governo invece questi dati sono destinati al peggioramento in assenza di politiche adeguate a fronteggiare la crisi per il lavoro e lo sviluppo”.

Repubblica.it