Cinema, Roman Polanski: “Malgrado l’arresto mantengo un ottimo ricordo della Svizzera e tornerò a Gstaad”

Montreaux, 17 lug. Roman Polanski mantiene “tutta la sua amicizia nei confronti della Svizzera”, malgrado il suo arresto su richiesta degli Stati Uniti il 27 settembre scorso a Zurigo. E’ quanto emerge dal resoconto di un’intervista rilasciata dal regista sul sito internet della televisione svizzera romanda (Tsr). Il cineasta, che questa sera assisterà al concerto della moglie Emmanuelle Seigner al Festival di Montreux (ovest della Svizzera), ha “promesso di ritornare a Gstaad”, dove è stato confinato ai domiciliari per oltre sette mesi nello chalet che possiede. “Non so quello che farò in seguito. Per il momento, sono felice di essere libero”, ha detto. Il regista ha definito “bêtise” l’argomentazione secondo cui avrebbe dovuto essere trattato in modo diverso visto il suo status di artista. Nell’intervista, che sarà trasmessa questa sera, Roman Polanski ha detto che suo figlio Elvis aveva tagliato il braccialetto elettronico che le autorità svizzere gli avevano imposto come misura di sicurezza. Il regista ha assicurato che sarebbe “potuto facilmente evadere”, ma non ha “mai voluto farlo”, sempre secondo il resoconto sul sito internet di Tsr. Il cineasta ha voluto “ringraziare gli abitanti di Gstaad, che gli hanno espresso il suo sostegno, oltre a offrirgli fiori e bottiglie di vino, nel corso della sua detenzione”. La Svizzera ha rifiutato lunedì scorso di estradare negli Stati Uniti il regista franco-polacco del “Pianista”: nel Paese ebbe nel 1977 rapporti sessuali con un minorenne di 13 anni. Polanski fu arrestato su mandato internazionale americano il 26 settembre al suo arrivo a Zurigo per un festival del cinema. Roman Polanski, che oggi ha 76 anni, aveva potuto lasciare la prigione di Zurigo il 4 dicembre ed essere assegnato agli arresti domiciliari nel suo chalet di Gstaad pagando una cauzione di 4,5 milioni di franchi svizzeri (tre milioni di euro).

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